OLTRE SEI MILIONI DI ITALIANI IN PERICOLO: ECCO COSA STA SUCCEDENDO

L’Italia è disseminata di autentiche “bombe ecologiche”. Da Aosta alla Sicilia, lo Stivale è pieno di Siti di interesse nazionale (Sin), territori da bonificare per evitare danni ambientali e sanitari. Sono quasi 6 milioni le persone che vivono in aree contaminate classificate come pericolose. E l’impatto dell’inquinamento sulla salute umana è allarmante. Vivere accanto ad impianti industriali, raffinerie, cave, miniere e discariche può comportare un grave rischio. E’ stato riscontrato, infatti, un eccesso di mortalità, ricoveri ospedalieri, tumori o malformazioni congenite tra gli abitanti dei territori in cui è presente una qualche forma di contaminazione dell’ambiente. Occorre precisare che non sempre questa sproporzione è attribuibile all’inquinamento: alla pari intervengono anche fattori socioeconomici, stili di vita, disponibilità e qualità dei servizi sanitari. Secondo il quinto rapporto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti), tuttavia, “le conoscenze disponibili […] supportano l’ipotesi che l’esposizione ambientale abbia giocato un ruolo causale nel determinare alcuni di questi eccessi”.

Lo studio, a cui hanno collaborato decine di ricercatori ed esperti, ha preso in considerazione 45 siti che dovrebbero essere sottoposti a bonifica. Ogni regione ha almeno un’area inquinata, ad eccezione del Molise. Nella particolare mappa delle “bombe ecologiche” italiane, spiccano la Campania, dove a farla da padrone è la Terra dei Fuochi, e il Sulcis-Iglesiente-Guspinese, aree industriali inquinate nel sud della Sardegna. Il quadro generale che emerge dalla ricerca è a dir poco drammatico. Il tasso di mortalità, rilevato in un arco temporale di cinque anni (2006-2013), dimostra un eccesso di 5.267 morti nella popolazione maschile e di 6.725 decessi in quella femminile. Numeri che sono un campanello d’allarme che non può più essere sottovalutato. I dati – precisa lo studio – sono stati calcolati utilizzando come riferimento i tassi di mortalità, di ospedalizzazione e di incidenza tumorale delle regioni in cui sono presenti questi eco-mostri.

Rispondi