VENDUTA DA NEONATA PER 500 MILA LIRE: MARIA ORA CERCA LA MAMMA. “AIUTATEMI”

“A volte dico di essere stata venduta e comprata come un chilo di mele. Provo a scherzarci su ma dentro di me provo molto schifo”. La 40enne Maria Angela è un’imprenditrice agricola che non ha mai conosciuto i suoi genitori. La mamma ha nascosto la gravidanza a tutti e ha partorito a casa di un’ostetrica. Appena venuta al mondo, la bimba è stata venduta dalla levatrice ai genitori adottivi per 500mila lire. E la donna, per il suo silenzio, ne ha incassati altrettanti dai nonni naturali.

 Adesso Maria Angela ha deciso di rivelare la sua storia a Fanpage.it per cercare di scoprire la verità sul suo passato. “Sono nata il 5 Agosto del 1978 a Catania ma non sono sicura della data. Nel mio atto di nascita – racconta – c’è il nome di mio padre adottivo, mentre al posto di quello di mia madre ci sono solo dei puntini”.

“Quando ho compiuto 18 anni – continua l’imprenditrice – i miei zii adottivi e alcuni amici di famiglia mi raccontarono tutt’altra storia: mia madre naturale era una ragazzina, forse minorenne, ed era rimasta incinta dopo aver frequentato un militare dell’aeronautica. Appena lui venne a saperlo, fece perdere le sue tracce”. Bisogna considerare che i fatti sono accaduti 40 anni fa in un piccolo paese siciliano. 

“Mia mamma decise di portare avanti lo stesso la gravidanza e di tenerla nascosta a tutti”, spiega Maria Angela. La donna, d’accordo con i suoi genitori, per evitare le malelingue del paese andò a vivere a casa di un’ostetrica. “Subito dopo la mia nascita, passai nelle mani dei miei genitori adottivi, dopo il pagamento di 500mila lire alla levatrice. Ma la cosa squallida è che questa donna si fece pagare per il suo silenzio la stessa somma anche dai miei nonni naturali”. L’ostetrica, quindi, si intascò 1 milione delle vecchie lire sulla pelle di una neonata. “In tutti questi anni – dice Maria Angela – ho provato a cercarla ma sono riuscita solo a scoprire che è morta”

Scoprire di essere stata data in adozione in questo modo, sconvolge Maria Angela. “Dopo aver saputo la verità – prosegue – ho iniziato a cercare in casa qualche documento, un indizio che potesse permettermi di risalire all’identità di mia madre naturale. Purtroppo non c’era nulla”. Alla morte dei genitori adottivi, l’imprenditrice riprende la sua ricerca. “Sono stata all’ufficio anagrafe dicendo che l’atto di nascita era sbagliato perché non era indicata la maternità. I funzionari comunali mi hanno risposto che avevo ragione; poi hanno controllato il registro delle nascite e mi hanno detto di lasciar perdere e di pensare alla mia famiglia. Ho insistito di poter vedere io stessa cosa ci fosse nel registro però non me l’hanno permesso”.

“Vorrei incontrare mia mamma perché penso di avere tutto il diritto di conoscere le mie origini, di sapere chi sia. Magari ho dei fratelli o sorelle? Oppure in tutto questo tempo anche lei mi ha cercata senza riuscire a trovarmi”. “Nei suoi confronti non provo rancore, né odio. Vorrei sapere solo la verità, comprendere le motivazione per ciò che ha fatto”. Maria Angela non giudica le donne che decidono di rimanere anonime. “Avranno le loro buone ragioni, ma credo che sia anche un diritto dei figli naturali conoscere le proprie origini”.

Maria Angela ha pubblicato un appello sul web con la speranza di poter avere notizie sul suo passato. Allo stesso tempo, ha presentato un’istanza al Tribunale per i minorenni di Catania. “Nel mio caso ci sono moltissime difficoltà perché la mia registrazione di nascita non è del tutto legale”. “Alcune volte credo di non farcela, di aver perso tutte le speranze – conclude – ma non demordo. Voglio arrivare fino in fondo”.

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