Se la reputazione si distrugge in streaming, la tutela non può arrivare “a fine puntata”.
Mediaset porta lo scontro con Fabrizio Corona sul terreno più duro: non solo una denuncia per diffamazione e minacce, ma la richiesta di una misura che gli inibisca l’uso dei social e delle piattaforme telematiche (e, in alcune ricostruzioni, anche del telefono) per impedire ulteriori pubblicazioni. La mossa arriva nel pieno del “caso Signorini”, nato dalle puntate del format web “Falsissimo” e ormai diventato una guerra legale a più livelli: penale, civile e – soprattutto – digitale.
Il punto politico e giuridico non è marginale: qui non si discute solo di un personaggio e di una trasmissione. Si discute della nuova frontiera del conflitto pubblico, dove la reputazione, la privacy e la libertà d’espressione si scontrano nel luogo più rapido e più incontrollabile: le piattaforme.



