Quando il potere “valuta opzioni”, i civili non hanno diritto di veto: e questa è già una sconfitta.

In Iran continuano proteste e repressione, con un bilancio di vittime che cresce mentre il Paese resta a tratti isolato da blackout internet. Negli Stati Uniti Donald Trump dice di valutare la “giusta risposta” al regime: una formula che suona solenne, ma che nella pratica significa scegliere tra sanzioni, cyberattacchi, raid e altre misure di pressione.
Il punto non è la propaganda di parte. Il punto è la distanza tra parola e conseguenza: ogni opzione “dura” può colpire prima di tutto chi non governa. E quando lo stesso pacchetto di opzioni include, secondo ricostruzioni citate da New York Times e Wall Street Journal, perfino possibili attacchi a siti non militari a Teheran, la domanda diventa inevitabile: “giusta” per chi?



