SI È SUICIDATO IL NOTO ARTISTA ITALIANO: MUSICA IN LUTTO

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Nel pomeriggio di lunedì 4 marzo Massimo Arminchiardi, musicista di 56 anni si è lanciato da un ponte a Lanzo Torinese in un letto del fiume praticamente in secca. Non aveva più ripreso conoscenza ed è morto ieri sera al Cto a causa delle ferite riportate nelle caduta in cui aveva sbattuto violentemente al suolo.

Max, così lo chiamavano tutti, era originario di San Carlo Canavese ma da tempo viveva a Balangero. Secondo quanto emerge il 56enne soffriva di crisi depressive ed era stato ricoverato più volte in centri specializzati. Non aveva mai nascosto le proprie difficoltà e a fine gennaio aveva lanciato sui social una richiesta d’aiuto che non è servita a salvargli la vita. 

“Sono messo male. – si leggeva nel post di Facebook – Tra 15 giorni mi dimettono ma non ho un posto dove andare. Si vedrà”. E poi ancora: “Non ho più un posto dove andare. Confido negli assistenti sociali. Spero mi trovino un mini appartamento dove poter vivere, in alternativa si parla di un’altra struttura tipo comunità. Ma io fisicamente sto bene, non posso passare la mia vita da una struttura all’altra. Così vuol dire morire per me. Io voglio tornare a suonare…”.

Parole che alla luce di quanto successo lunedì fanno venire i brividi. In passato Arminchiardi aveva girato il mondo suonando con gli Europe (il gruppo americano famoso per ”The final countdown”) e nel 2003 aveva accompagnato la cantante Alexia, vincitrice al festival di Sanremo con il brano ”Per dire di no”, battendo il favorito Alex Britti. Nel corso degli anni Max Arminchiardi aveva anche aperto scuole di musica nel Canavese, per permettere ai ragazzi di conoscete i segreti della sua grande tecnica che lo aveva portato a suonare con musicisti nazionali e internazionali famosi.

Virtuoso della chitarra elettrica, anche negli anni della sofferenza aveva continuato a scrivere e a comporre musica, oltreché suonarla, applicandosi in un interessante e originale cross over la musica hard rock a quella classica perchè, come amava scherzare, “anche Vivaldi era in fondo un “metallaro”, solo senza elettrificazione”. L’artista lascia una figlia.

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