Addio a James Tolkan, il preside di Ritorno al futuro: morto a 94 anni il volto duro di Hollywood

0
107

Non aveva il fisico del divo: aveva qualcosa di più raro, la faccia giusta per restare nella memoria di tutti.

L’attore che sapeva farsi ricordare in pochi minuti

James Tolkan è morto a 94 anni a Saranac Lake, nello Stato di New York. La notizia è stata confermata dalla famiglia, da un portavoce e anche dal sito ufficiale di “Back to the Future”. Per milioni di spettatori resterà soprattutto il severissimo Mr. Strickland, il preside di “Ritorno al futuro” capace di entrare in scena e imporsi subito, con quello sguardo duro e quella voce tagliente che facevano sembrare ogni inquadratura un richiamo all’ordine.

James Tolkan – Ritorno al Futuro (1985)

Il ruolo che lo ha reso immortale

Il personaggio di Gerald Strickland è il centro della sua leggenda pop. Nel primo “Back to the Future” era il preside inflessibile che metteva in riga Marty McFly; nei capitoli successivi tornava come figura familiare della saga, fino alla variazione western di Marshal James Strickland in “Ritorno al futuro – Parte III”. Non era un protagonista nel senso classico del termine, ma apparteneva a quella categoria di attori che rendono un film più vero appena compaiono.

Da Bruce Lee a Tom Cruise, passando per Sidney Lumet

Ridurre James Tolkan a un solo ruolo sarebbe però ingiusto. La sua carriera attraversa decenni di cinema americano e passa per titoli importanti come “Serpico”, “Prince of the City”, “Love and Death”, “Dick Tracy” e soprattutto “Top Gun”, dove interpretò il comandante Tom “Stinger” Jardian, un altro personaggio severo e memorabile. Il suo talento stava proprio lì: dare autorità immediata a uomini duri, spesso scomodi, quasi sempre impossibili da ignorare.

Prima del cinema, la guerra e il teatro

Nato nel 1931 a Calumet, in Michigan, Tolkan crebbe tra Arizona e Midwest. Servì nella Marina statunitense durante la guerra di Corea e poi studiò recitazione, formandosi anche nell’ambiente del grande teatro newyorkese. Prima di diventare un volto noto del cinema e della tv, passò infatti da una lunga stagione di palcoscenico, compresa la compagnia originale di “Glengarry Glen Ross”. È da lì che arrivava quella sua solidità: meno glamour, più mestiere.

Il caratterista che non sembrava mai di troppo

Hollywood lo usò spesso come incarnazione dell’autorità: presidi, ufficiali, investigatori, superiori inflessibili. Ma Tolkan non trasformò mai questi ruoli in macchiette. Aveva un talento particolare nel dare spessore a personaggi che, sulla carta, potevano essere soltanto funzioni narrative. Per questo la sua faccia è rimasta impressa anche a chi magari non ricordava il nome: bastava rivederlo per sapere subito chi fosse.

La televisione, gli anni lunghi, la fedeltà del pubblico

Oltre al cinema, ha lavorato molto anche in televisione, con apparizioni in serie popolari e ruoli ricorrenti. Negli Stati Uniti era uno di quegli attori che il pubblico riconosceva immediatamente, anche senza identificarlo al primo colpo. La sua forza non è mai stata l’esibizione, ma la continuità: una carriera lunghissima costruita senza rumore, con la precisione di chi sa esattamente che cosa porta in scena.

Un volto duro, ricordato come un uomo gentile

I ricordi pubblicati nelle ore successive alla sua morte insistono su un contrasto che spesso accompagna i grandi caratteristi: sullo schermo incuteva soggezione, nella vita privata era descritto come affettuoso, disponibile, legatissimo alla moglie Parmelee Welles, sposata da oltre cinquant’anni, oltre che grande amante dell’arte e degli animali. È uno di quei dettagli che completano il ritratto senza addolcirlo: dietro il volto severo c’era un uomo molto più sfumato dei suoi personaggi.

Che cosa resta davvero di James Tolkan

Resta il preside di “Ritorno al futuro”, certo. Resta il comandante di “Top Gun”. Ma soprattutto resta un modo di stare nel cinema: senza vanità, senza bisogno di dominare tutto, eppure sempre con abbastanza personalità da imprimersi nella memoria. In un’epoca piena di facce intercambiabili, James Tolkan apparteneva alla razza opposta: quelli che entrano in scena e lasciano subito un segno.