Nel tennis la fortuna esiste, ma non basta: quando il fisico tradisce, l’unica giustizia possibile è la verità dei fatti.
Due set di altissimo livello, Djokovic disinnescato con intelligenza e varietà, la Rod Laver Arena pronta a vedere una delle più grandi imprese italiane a Melbourne. Poi, nel terzo set, il corpo dice no: Lorenzo Musetti si ferma per un problema alla coscia destra (adduttore, secondo le ricostruzioni) e si ritira mentre è avanti 2-0 nel conto dei set. Novak Djokovic passa in semifinale, ma lo ammette lui stesso: “Lui era nettamente il giocatore migliore. Avrebbe dovuto vincere”.
Il punteggio racconta il paradosso: Musetti vince 6-4 6-3, poi nel terzo perde progressivamente mobilità dopo un break subito e alza bandiera bianca quando è sotto 3-1. È uno di quei match che non finiscono: si interrompono. E lasciano dietro una domanda che pesa più del tabellone: quante volte un torneo Slam decide il destino non per merito, ma per centimetri di fibra muscolare?



