Quando un alleato prova a trattare confini come fossero un dossier, la risposta deve essere una sola: la sovranità non si contratta.
“Rutte non ha mandato per negoziare con noi”. La frase attribuita alla premier danese Mette Frederiksen non è un dettaglio diplomatico: è un freno d’emergenza. Arriva dopo che Donald Trump ha sostenuto di aver concordato con il segretario generale della Nato “un framework” su Groenlandia e sicurezza artica, spingendosi fino a rivendicare “accesso totale” e un accordo destinato a durare “per sempre”.
Frederiksen sta dicendo due cose insieme: primo, l’Artico è un tema Nato e va discusso anche a quel livello; secondo, la Nato non è (e non può essere) il tavolo su cui si ridisegna la sovranità di un Paese membro. In altre parole: sì a più sicurezza, no a qualsiasi idea che assomigli a una trattativa su territorio e autodeterminazione.



