Natale al telefono con i bambini: Trump, il “bad Santa Claus” e il carbone “pulito”

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Quando persino Babbo Natale rischia l’“infiltrazione”, capisci che la politica non va mai in ferie.

Chi, cosa, quando, dove

La sera del 24 dicembre 2025 il presidente Donald Trump, insieme a Melania Trump, ha partecipato alla tradizione delle telefonate di NORAD Tracks Santa: bambini da vari stati chiamano per sapere “dov’è Santa Claus” mentre il NORAD lo “traccia” simbolicamente. Scenario: Mar-a-Lago, in Florida, atmosfera natalizia… con un tocco di lessico da confine.

Il “bad Santa” e la parola che stona: infiltrazione

Durante una chiamata con bambini tra 4 e 10 anni dall’Oklahoma, Trump ha scherzato dicendo di voler controllare che Babbo Natale sia “buono” e che non venga “infiltrato” un “bad Santa”. Poi non ha spiegato oltre. Il sottotesto però è chiaro: in un evento pensato per essere leggero, il presidente ha fatto entrare una parola tipica del dibattito su immigrazione e sicurezza. Per qualcuno è umorismo “trumpiano”, per altri è un modo di portare la campagna ovunque, anche dove si chiedono solo renne e biscotti.

Il carbone “pulito”: quando la propaganda fa capolino sotto l’albero

Il momento più virale è arrivato con una bambina di 8 anni dal Kansas: alla domanda sui regali, lei ha risposto “non il carbone”. Trump ha rilanciato: “clean, beautiful coal”, lo slogan che usa da anni per difendere la produzione domestica di carbone. Ha anche aggiunto (ridendo) che “il carbone è pulito e bellissimo” e che va “ricordato a ogni costo”. Tradotto: anche in una telefonata natalizia può spuntare un micro-messaggio di politica energetica.

Santa “cherubico” e la scena domestica: l’altra faccia del siparietto

Tra una battuta e l’altra, Trump ha scherzato anche sul fatto che Santa sarebbe un po’ “cherubico” (cioè “un po’ sul pesante”) e che quindi i biscotti li gradirebbe eccome, citando una chiamata dalla Carolina del Nord. Sullo sfondo, l’immagine è quasi da sitcom: i due coniugi affiancati, “circa una dozzina” di chiamate, e lui che nota come Melania riesca a concentrarsi senza ascoltare ciò che dice lui. Natale: anche i potenti scoprono l’arte di parlare mentre l’altro è già altrove.

Il cambio di registro: dalla voce con i bambini al post sui nemici

Finita la parentesi “Santa tracker”, il presidente è tornato al tono che i social conoscono bene: un messaggio di auguri che includeva insulti agli avversari (“Radical Left Scum”, nel testo). Nello stesso pezzo di serata, quindi, convivono due Americhe comunicative: quella della tradizione familiare e quella della polarizzazione permanente. Ed è qui che la notizia diventa interessante anche per chi non segue la politica USA: la domanda non è “fa ridere o no?”, ma “che effetto fa sul clima pubblico?”.

Tradotto:

Trump ha fatto le solite chiamate natalizie di NORAD Tracks Santa, ma ci ha infilato due messaggi “da politica”: l’idea del “bad Santa” che “infiltra” il paese (parola da dibattito su confini e sicurezza) e la difesa del carbone come “clean, beautiful coal”. Risultato: un momento per bambini che diventa anche una piccola vetrina di comunicazione politica.

Domanda

Se perfino una telefonata su Babbo Natale diventa palco per slogan e “messaggi in codice”, è ancora solo stile personale… o è il segnale che la politica ormai parla sempre in modalità campagna elettorale, anche quando dall’altra parte della linea c’è un bambino?