VITTORIO SGARBI UBRIACO ROTOLA PER TERRA IN AUTOGRILL: ECCO COSA È SUCCESSO

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In un video pubblicato da ViterboNews24, il sindaco di Sutri Vittorio Sgarbi sembra  “apparentemente ubriaco” mentre in autogrill si rotola per terra. Nel video una sua collaboratrice lo aiuta a rimettersi in piedi. Sgarbi sarebbe crollato a causa dei festeggiamenti eccessivi in una serata di gala a palazzo Brancaccio (Roma), dove aveva ricevuto un premio poche ore prima.

 In un secondo filmato, questo volta pubblicato sulla sua pagina Facebook, Sgarbi spiega cosa è successo: “Io non bevo – ha spiegato Sgarbi –, non posso dire di essere astemio perché il vino ha una sua meraviglia, un suo colore, una sua forza. Bevo per diletto e per puro piacere solo lambrusco, un vino leggero e spiritoso che non può dare nessuna ebrezza e che bevo per appartenenza geografica… Ed ecco allora che qualcuno mi vede a terra e pensa che io sia ubriaco e ricostruisce una serata che in realtà fu abbastanza solenne, almeno nello spirito”.

‘Una serata non particolarmente eccitante ma con una sua dolcezza, – ha detto ancora lo storico d’arte e sindaco di Sutri, in provincia di Viterbo – con persone gentili e belle donne. Dopodiché sono partito per andare a Tarquinia a prepararmi la mattina dopo per i funerali di Omero Bordo”. La ricostruzione fatta dal quotidiano inline di Viterbo è stata smentita da Sgarbi, che è intervenuto con un comunicato stampa. Io non bevo, non posso dire di essere astemio perché il vino ha una sua meraviglia, un suo colore, una sua forza. Bevo per diletto e per puro piacere solo lambrusco, un vino leggero e spiritoso che non può dare nessuna ebrezza e che bevo per appartenenza geografica.

”Essendo pressoché astemio, non avendo mai bevuto, ed ebbro soltanto di libri, ritengo offensiva, perché totalmente falsa e tendenziosa, la ricostruzione di http://www.viterbonews24.it di una serata (il 9 novembre) in cui ho ricevuto un premio di lunga tradizione, ”Giusta causa”, in palazzo Brancaccio a Roma, e di un viaggio notturno verso Tarquinia per partecipare ai funerali di Omero Bordo, nel Duomo, dove ho pronunciato un’orazione funebre, severa e commossa, di cui non ho letto traccia”. 

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