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ESTRAZIONI LOTTO E SUPERENALOTTO 21 MARZO 2019: ECCO I NUMERI VINCENTI

Estrazioni Lotto e 10eLotto: i numeri vincenti di Giovedì 21 marzo 2019

Ecco le combinazioni vincenti del Lotto di oggi:

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Estrazioni SuperEnalotto Giovedì 21 Marzo 2019:

 

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Quote SuperEnalotto:

VINCITE IMMEDIATA: 

 

QUOTE SUPERENALOTTO: 

 

QUOTE SUPERSTAR:

 

 


Estrazione Million Day 21 Marzo 2019:

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I numeri vincenti di martedì 21 Marzo 2019 sono: 52 43 22 10 16

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ESTRAZIONI LOTTO E SUPERENALOTTO GIOVEDÌ 14 MARZO 2019: ECCO I NUMERI VINCENTI

Estrazioni Lotto e 10eLotto: i numeri vincenti di Giovedì 14 marzo 2019

Ecco le combinazioni vincenti del Lotto di oggi:

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Estrazioni SuperEnalotto Giovedì 14 Marzo 2019:

 

Schermata 2019-03-14 alle 20.20.16.png


 

 

 

 

 

ESTRAZIONE MILLION DAY 12 MARZO 2019: ECCO I NUMERI VINCENTI

Estrazione Million Day 12 Marzo 2019:

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I numeri vincenti di martedì 12 Marzo 2019 sono: 40 44 3 19 10

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ESTRAZIONE MILLION DAY 11 MARZO 2019: ECCO I NUMERI VINCENTI

Estrazione Million Day 11 Marzo 2019:

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I numeri vincenti di sabato 11 Marzo 2019 sono: 34 1 44 42 36

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VIOLENZE E ABUSI SUGLI ANZIANI: UNA VERA E PROPRIA “CASA DELL’ORRORE”

I Carabinieri della Compagnia di Vergato hanno eseguito questa mattina alcune misure cautelari personali nei confronti del titolare e di alcuni operatori sanitari addetti all’assistenza agli anziani non autosufficienti che vivevano in una Casa Famiglia dell’Appennino bolognese. Secondo le accuse gli ospiti della struttura avrebbero in subito violenze e maltrattamenti in più occasioni.

Un caso simile si è verificato nel bolognese pochi mesi fa: si tratta, come ricorda Bologna Today, della “casa degli orrori” di San Lazzaro, che aveva portato al sequestro e gli arresti alla casa-famiglia della Croara. Gli abusi perpetrati  in questa struttura avevano sconvolto i cittadini e anche il sindaco Isabella Conti aveva espresso incredulità: “Disumanità dei comportamenti, barbarie e crudeltà esercitata su persone indifese e fragili…”. Il sindaco aveva parlato poi della “necessità di disciplinare con una legge stringente la possibilità di apertura di strutture che rientrano nella denominazione di casa famiglia, il cui nome evoca un luogo protetto e in qualche modo controllato dall’ente pubblico, mentre in realtà rappresenta una fattispecie ibrida”.

AUTOBUS TRAVOLGE VOLANTI DELLA POLIZIA: TRE FERITI, UNO GRAVE

Terribile incidente questa mattina a Milano. Verso 7, un autobus Atm della linea 61 ha impattato due volanti della polizia ferme all’angolo tra via Paleocapa e piazzale Cadorna. Le auto sono state scagliate sul marciapiede e hanno travolto tre agenti. Uno di loro è rimasto ferito gravemente: stando a quanto riporta il “Corriere della sera” avrebbe entrambe le gambe fratturate ed è stato soccorso e trasportato in ospedale in codice rosso. 

Meno gravi fortunatamentei le condizioni dei suoi colleghi: uno ha riportato una frattura a una gamba mentre il terzo solo contusioni più leggere. In ospedale è finito anche il conducente del bus in stato choc in codice verde.

Le forze dell’ordine ora indagano per risalire riguardo le cause dell’incidente. Sul posto sono intervenute le pattuglie della polizia locale che hanno transennato l’area e fatto i rilievi.

LUCA LAURENTI SPUTA IN FACCIA A PAOLO BONOLIS: ECCO COSA È SUCCESSO

Durante l’ultima puntata di Avanti un Altro, di ieri sera giovedì 14 febbraio 2019, qualcosa ha scioccato i presenti in studio: Luca Laurenti sputa in faccia a Paolo Bonolis. Si è trattato di un litigio durante la puntata? Ovviamente no, tutt’altro. Eppure il pubblico in studio e i telespettatori da casa, sono rimasti senza parole davanti all’ennesimo siparietto dei due. 

Luca Laurenti durante il corso della trasmissione ha sputato, colpendo più volte in faccia, Paolo Bonolis. Ma non si è trattato di un litigio ma di un momento davvero divertente che ha coinvolto i due conduttori. Laurenti stava per porre una domanda al concorrente, ma mentre si è apprestato a leggere, ha iniziato a sputacchiare addosso a Paolo Bonolis, che si arrabbiato scherzosamente sputando addosso al maestro.

È DIVENTATO PADRE A 93 ANNI: SHOCK IN ITALIA PER LA NOTIZIA

Proprio il giorno di San Valentino, dalla Puglia arriva una storia incredibile: la nascita di un bambino da un padre di 93 anni. Il parto è avvenuto all’ospedale Tatarella di Cerignola che ha confermato l’incredibile notizia. La mamma, una donna marocchina di 42 anni, era ricoverata presso il reparto di maternità in attesa di partorire.

Il marito un ex fabbro originario di Canosa di Puglia nato nel 1925 e – nonostante l’età non proprio giovane – apparentemente ancora perfettamente in grado di procreare. I due si sono sposati nel 2015 e vivono insieme a Orta Nova, in provincia di Foggia. Non è noto se la gravidanza fosse stata voluta o meno, quel che è certo è che – nonostante qualche legittimo dubbio iniziale – il 93enne ha confermato di essere il padre biologico del bambino e di aver avuto un rapporto sessuale con la moglie proprio nove mesi prima. 

PAPÀ LASCIA INCUSTODITO IL PASSEGGINO: LA TEMPESTA LO PORTA VIA

L’incredibile filmato che avete appena visto è stato registrato a Dublino che è stata colpita da una tremenda la tempesta di vento è davvero spaventosa. Un uomo perde un indumento a causa del vento e lascia il passeggino incustodito. Poco dopo con una forte folata di vento passeggino è volato via con un bambino all interno tra le auto. Fortunatamente a parte il grande spavento il bimbo non si è fatto nulla.

 

SANREMO 2019: ECCO GLI ASCOLTI DELLA SECONDA SERATA

La seconda serata di Sanremo 2019, è andata in onda ieri mercoledì 6 febbraio 2019, facendo registrare una media di 9.144.000 telespettatori, share del 47,3%: nel dettaglio, la prima parte (iniziata alle 21.26 e terminata al’1.04) ha ottenuto 10.959.000, 46,35% di share, e la seconda 5.243.000, share 51,92%. 

Un dato inferiore sì rispetto allo scorso anno quando gli ascolti fuorno di 9.687.000 con uno share del 47,40% e le due parti ottennero 9.687.000 (46,60%) e 5.867.000 (52,80%), ma c’è da sottolineare che la serata di ieri ha fatto registrare un recupero in termini di ascolti rispetto a quelli della prima.

PAURA NELLA METRO DI MILANO: CI SONO 12 FERITI

Paura nella metro di Milano. Una brusca frenata del convoglio dopo le 15 ha provocato il ferimento di 12 persone che stavano viaggiando sulla linea metropolitana M1. L’incidente è avvenuto sulla linea rossa alla fermata Sesto 1° Maggio. Il convoglio ha frenato improvvisamente in modo violento facendo cadere a terra più di dieci persone, tra cui anche un bambino di un anno e una bambina di 10. Alcuni hanno riportato ferite superficiali, altri lievi contusioni e per questo sono stati trasportati nei vicini ospedali Niguarda a Milano e Bassini a Ciniselli Balsamo.

“Il sistema ha intercettato la presenza di una persona e quindi, per sicurezza, ha fermato il treno in automatico”, ha spiegato in una nota l’azienda di trasporti milanese che ha chiarito così la dinamica di quanto accaduto.

NUOVA BUFERA SU SALVINI: INDOSSA LA DIVISA DELLA POLIZIA ALLO STADIO

Gravissimo Incidente nella cittadina di Kaluga, a circa 190 chilometri da Mosca, dove un bus che trasportava i bambini di una scuola di danza a una gara di ballo si è rovesciato capovolgendosi sul bordo di una strada locale innevata 190 km a sud di Mosca. Sul pullman c’erano quarantotto persone. Nell’incidente sono morte 7 persone di cui 4 bambini.

Le autorità russe hanno riferito che il mezzo era diretto nella città di Kaluga e che l’incidente è avvenuto a circa 190 km a sud della capitale. La causa dello schianto non è ancora chiara. I filmati rilasciati dagli addetti alle emergenze hanno mostrato che l’autobus giaceva sul lato della strada coperta di neve. Dopo la grande nevicata al nord, anche in Italia si sono verificati numerosi incidenti stradali.

Un 53enne è morto a causa della neve sull’asfalto. Ha perso la vita ieri sera, giovedì 31 gennaio poco dopo le 20 a Montù Beccaria, comune in provincia di Pavia, Lombardia. L’uomo, residente a Cava Manara, sarebbe morto sul colpo. Il tragico incidente è avvenuto sulla Strada provinciale 134 in località Casa Bianca. I carabinieri non hanno ancora reso nota l’identità della vittima. L’autovettura sulla quale viaggiava l’uomo ha probabilmente perso aderenza con il terreno a causa della neve scesa copiosamente dalle 19.

L’uomo ha perso il controllo della propria auto che è finita in una scarpata. Subito sul luogo dell’incidente sono giunti i soccorritori del 118 a bordo di una ambulanza e un’ auto medica, ma per il 53enne non vi era ormai più nulla da fare. I sanitari hanno solo potuto constatarne la morte, causata dalle gravi ferite riportate durante l’impatto. Presenti anche le Forze dell’ordine e i Vigili del fuoco.

HA TENTATO DI GETTARSI DAL CAVALCAVIA: ECCO COS’HANNO FATTO I CAMIONISTI

Ieri mercoledì 30 gennaio diversi  autoarticolati si sono schierati sotto ad un cavalcavia per evitare il suicidio di un uomo che minacciava di gettarsi nel vuoto o quantomeno almeno per tentare di ridurre i danni nel caso lo avesse fatto. È quanto ritraggono alcune immagini scattate lungo l’autostrada A22 del Brennero dove un uomo ha scavalcato la rete di protezione di un cavalcavia in località Ferlina, a Bussolengo (Verona), minacciando il suicidio. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, l’allarme è stato dato attraverso una  segnalazione giunta alla centrale operativa dei carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda. La pattuglia della stazione di Bussolengo e quella del Nucleo Operativo e Radiomobile di Peschiera, allertate si sono precipitate sotto al cavalcavia.

Le forze dell’ordine hanno iniziato a parlare con l’uomo che minacciava il suicidio e che avrebbe giustificato il gesto accusando la moglie dalla quale si stava separando di negargli la visita al figlio minorenne. I Carabinieri con l’ausilio della Polizia stradale hanno bloccato il traffico autostradale e fortunatamente sono riusciti a rassicurare l’uomo, un cittadino moldavo classe 1970, facendolo desistere dal compire l’estremo gesto. L’uomo è stato quindi affidato ai sanitari del 118 e trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bussolengo per accertamenti.

MARCO VANNINI. ESULTA L’AVVOCATO DI CIONTOLI: “SENTENZA VITTORIA DEL DIRITTO”

Ieri sera la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ su Rai 3 si è occupata nuovamente  dell’omicidio di Marco Vannini, dopo la sentenza di secondo grado che ha visto diminuire la pena per Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni per omicidio colposo. Il legale della famiglia Ciontoli, durante la puntata ha commentato il verdetto, a netto favore dei suoi assistiti. “È stata la vittoria del diritto.
Noi abbiamo sempre detto che il dolo non c’era. Mai è stato preso in considerazione l’evento morte… Il mio assistito non si è mai sottratto dal riconoscere le sue responsabilità. Noi abbiamo solo cercato che a queste responsabilità fosse data la giusta configurazione giuridica”. Martedì 29 gennaio i giudici hanno confermato la condanna a 3 anni per il figlio di Antonio Ciontoli Federico, la moglie Maria e la figlia Martina, all’epoca la fidanzata di Marco. L’accusa aveva chiesto una condanna a 14 anni di reclusione per tutti i membri della famiglia, tutti coinvolti nella catena di omissioni e ritardi seguiti al colpo di pistola esploso dall’arma di Ciontoli che ha colpito Marco Vannini mentre si trovava sotto la doccia. Nuovamente assolta Viola Giorgini, la fidanzata di Federico anche lei in casa al momento dei fatti.

BAMBINO CADUTO NEL POZZO: NUOVO IMPREVISTO POCO FA

Il mondo è con il fiato sospeso per il piccolo Julen, il bambino di 2 anni precipitato nel pozzo oltre una settimana fa a Totalan, vicino Malaga, in Spagna. Sono ore decisive, i soccorritori che da giorni si alternano sul posto per scavare il tunnel parallelo al pozzo dove è caduto il piccolo, hanno ormai raggiunto la profondità stabilita e ora inizieranno con il tunnel orizzontale attraverso il quale si pensa di riportare fuori il piccolo. Si tratterà di uno scavo ancora più complesso perché per gli ultimi metri si dovrà per forza di cose procedere a mano.

Il coordinatore dei soccorsi, Ángel García Vidal, ha spiegato che lo scavo della galleria verticale avviato sabato 19 gennaio è giunto al termine solo lunedì alle ore 20:30. “Siamo davvero soddisfatti dell’esecuzione del lavoro” ha dichiarato il responsabile del salvataggio, ammettendo: “Ci piacerebbe averlo fatto più velocemente, ma la realtà è che materiali e rocce che abbiamo trovato hanno reso il lavoro davvero difficile”.

La fase dei lavori avviata nella notte, si è occupata di mettere in sicurezza il foro e aumentarne il diametro oltre a riempire il pozzo dove era la perforatrice per creare una piattaforma sicura su cui potranno scendere i minatori. La fase finale infatti sarà affidata proprio a questi ultimi che si caleranno in questo nuovo pozzo utilizzando una capsula come quella usata nel 2010 per il salvataggio dei minatori cileni. Una volta in fondo si inizierà  lo scavo orizzontale per raggiungere il piccolo Yulen.

Al momento le stime dicono che potrebbero volerci fino a 24 ore per unire la cavità parallela al pozzo in cui si trova Julen  ma tutto dipende dalla durezza del terreno e dei materiali trovati che sono simili a quelli trovati in precedenza scavando nel pozzo in cui si trova il bimbo. Durante gli scavi si è scoperto però che c’era un errore di calcolo e i soccorritori sono stati costretti a scavare ulteriormente per allargare il diametro del buco. A causa di un’irregolarità del sottosuolo, infatti, il tunnel si restringe a circa 40 metri di profondità impedendo ai tubi che dovevano garantire la sicurezza dei minatori di essere calati del tutto. Per questo ora si sta procedendo a scavare ulteriormente ma questo significa un ulteriore ritardo nei tempi. “Ora dobbiamo rimettere il tubo, assicurarlo, e da lì dare il via libera ai minatori per scendere e avviare la galleria orizzontale”, hanno spiegato i soccorritori.

 Per l’ultimo tratto saranno impiegati otto esperti nel salvataggio minerario che scenderanno però a turno due alla volta nella capsula di soccorso larga 1,05 metri di diametro e alta 2,5 metri che fungerà da ascensore. Sarà un’attesa snervante per i genitori del bambino che da giorni sono ospitati in una casa del comune sostenuta da un gruppo di psicologi che li aiutano in questi momenti difficili.

ADDIO ALL’AVVOCATO FRANCESCA NASONI: STRONCATA DA UN MALE TERRIBILE

Lutto a Cascina, un comune toscano in provincia di Pisa. Francesca Nasoni, è morta a soli 55 anni era uno stimatissimo avvocato molto noto nella sua città. La donna ha lavorato fino agli ultimi giorni nel suo studio, poi però ha dovuto arrendersi a una malattia che non gli ha lasciato alcuno scampo.

Francesca era però conosciuta anche al di fuori degli ambienti giudiziari e molte persone ieri hanno espresso tutto il loro cordoglio alla famiglia, ai due figli e al marito. La salma è stata trasportata nelle cappelle del commiato a Cascina nella zona del vecchio cimitero. Il funerale si celebrerà oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di Cascina.

DONNA INCINTA MUORE E PARTORISCE AL FUNERALE: SHOCK NEL MONDO

Per quanto possa sembrare strano e per quanto ormai sul web siano presenti migliaia di fake news, questa storia incedibile ha una spiegazione scientifica e, soprattutto, non è neanche la prima volta che si verifica. Il fatto è avvenuto in Sud Africa, nella Eastern Cape province. Nomveliso Nomasonto Mdoyi, una donna incinta di 33 anni che viveva nel villaggio di Mthayisi, un giorno si è svegliata con terribili difficoltà respiratorie.

Neanche il tempo di chiamare il medico che la donna è purtroppo morta. Il suo corpo così come è normale, è stato affidato un’agenzia di servizi funebri che si sarebbe occupata della sepoltura della donna. Il giorno prima del funerale ovvero 10 giorni dopo la morte della donna, lo staff dell’agenzia ha notato qualcosa di strano tra le gambe delle donna. “Cosa è?”. Si sono chiesti tutti i presenti.

Proprio fra le sue gambe si trovava il piccolo corpo di un feto privo di vita. Secondo gli esperti medici del posto – come riporta il Daily Mail – il rilassamento dei muscoli dopo la morte ha permesso al feto morto di essere espulso dal corpo della madre. ‘’Nel momento in cui abbiamo spostato il corpo dalla barella alla bara – ha detto il responsabile della Lindokuhle Funeral Fundile Makalana – abbiamo visto che tra le gambe della donna c’era un feto morto.

Siamo rimasti senza parole. Ma noi ci siamo spaventati a morte e non abbiamo nemmeno avuto il coraggio di controllare il sesso del feto’’. E ancora: ‘’Lavoro nel settore da più di 20 anni ma, nella mia carriera, non mi era mai capitato di vedere nulla del genere”.

TERRIBILE FEMMINICIDIO: UCCISA CON 30 COLTELLATE POCHE ORE FA

Ancora una donna vittima di violenza. Una donna è stata uccisa con 30 coltellate dal compagno. La sua ‘colpa’, essersi rifiutata di fare sesso a 3 con un’altra donna. Protagonista di questa terribile vicenda é la 29enne Kelly Franklin e il suo compagno Ian Kettlewell, un uomo di un anno più grande. Un rapporto che aveva alti e bassi, e che è finito nel peggiore dei modi. «Era ossessionato dal sesso – ha detto il procuratore Jamie Hill, scrive il tabloid The Sun – ha cercato di convincere Kelly Franklin a farsi coinvolgere in attività sessuali con lui e con altre donne. Ma lei ha sempre detto di no».

 

La coppia stava insieme da 12 anni e i servizi sociali erano già stati in passato coinvolti per la loro situazione e i bambini erano stati allontanati dal papà. Quest’ultimo aveva messo in pericolo i figli facendoli giocare con un fucile ad aria compressa.

Prima di ucciderla l’uomo aveva iniziato una relazione con una donna più anziana di lui, la 48enne Julie, una vecchia amica e vicina di casa: ma l’ossessione per Kelly Franklin era rimasta, tanto da mandarle decine di messaggi di minacce e insulti dal profilo Facebook della stessa Julie. Fino a quando ha ucciso la ragazza: oltre 30 coltellate, sul corpo e sul collo.

 

APPLE, IN ARRIVO UN NUOVO IPOD TOUCH

Grandi novità nella casa della mela, quest’anno potrebbe arrivare il nuovo iPod Touch. Lo storico device per ascoltare musica che non viene aggiornato dal 2015. La notizia del possibile arrivo del nuovo iPod arriva dal blog Macotakara, che spiega che i nuovi devices potrebbero arrivare a fine 2019 e adottare l’uscita Usb-C.

Sul noto blog, non si è parlato invece di quelle che saranno le novità a livello di hardware che restano ancora un mistero. Il dispositivo, lanciato nel 2015 è ancora in vendita a partire da 240 euro e tratta dell’unico iPod in commercio. In merito al connettore dell’iPhone, a cui si collegano il caricabatterie e gli auricolari, secondo le indiscrezioni quest’anno Apple “potrebbe” passare dal Lightning all’Usb-C. Un rumor che sembra essere plausibile visto che lo stesso tipo di connettore, è stato adottato dai nuovissimi iPad Pro.

TERESA HA PERSO LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO: È MORTA A SOLI 33 ANNI

Non ce l’ha fatta Teresa Calvano, 33 anni di Andria, conosciuta in tutta Italia per aver trasformato la sua battaglia contro il cancro in un’opportunità per fare del bene, grazie alla pagina su Facebook ‘Anime belle’, creata durante la lunga e faticosa battaglia contro il male che l’aveva colpita: l’osteosarcoma. Teresa era diventata un punto di riferimento non solo per chi era stato colpito dal suo stesso male, ma anche per i tanti giovani andriesi. Aveva migliaia di followers sui social e aveva trasformato la sua malattia in una opportunità con il progetto “(T)urban wave”: realizzava i turbanti per camuffare le cadute di capelli e con i soldi raccolti sosteneva l’associazione “Onda d’urto” attiva sulla ricerca per le cause scatenanti i tumori in città.

Nel suo ultimo post, pubblicato il 31 dicembre, raccontava la sua felicità nel poter ancora festeggiare con le sue due famiglie: quella di sangue che l’ha sempre supportata, e quella online che oggi la piange con i tantissimi commenti. “Non sto benissimo…ma mi sono detta perché non sistemarmi per le feste? Un po’ di trucco ..un look più colorato e il gioco è fatto!

Non voglio elencare le cose del passato.. perché spero in un futuro migliore è voglio solo stare più tempo possibile su questa terra ..questa vita l’amo ASSAI. Mi godo stasera la mia famiglia che c’è sempre stata..il mio amore è sono la donna più felice del mondo”, erano state le sue parole. Teresa non ce l’ha fatta ma la sua scomparsa non rappresenta una sconfitta: il suo coraggio e i suoi sorrisi saranno d’esempio per tanti altri malati.

SCONTRINO CHOC A CAPODANNO: ECCO COSA È SUCCESSO

È il primo giorno del 2019, un giorno che inizia con un interrogativo per un utente che ha segnalato a Fanpage.it una vicenda, avvenuta in un noto bar della provincia Vesuviana, a Portici per intenderci. L’utente scrive: “Avevamo deciso di fare colazione dopo il Cenone e abbiamo avuto la sorpresa finale”. Una sorpresa che si evidenzia sullo scontrino allegato: per ogni prodotto ordinato un supplemento di 50 centesimi. “In questa notte la gestione costa di più ci ha risposto la signora del bar – spiega il cliente. -. Ma come ragiona la cassiera, se compro un’auto prodotta durante un turno di notte devo pagare il prezzo maggiorato?”.

La questione non è irrilevante e spesso i bar applicano sovrapprezzi in orari mattutini proprio per ‘pagare’ lo straordinario ai dipendenti. Era già stata segnalata la stessa cosa a Fanpage.it la notte di Natale 2018. La domanda s’impone: è giusto che a pagare sia il cliente?

SALDI 2019: ECCO QUANDO INIZIANO REGIONE PER REGIONE

Archiviato il Natale si inizia a pensare ai saldi, pronti per cogliere le migliori offerte nei negozi acquistando la merce a prezzi scontati. Già da qualche settimana è stato pubblicato il calendario completo con le date di inizio dei saldi invernali 2019 per tutte le regioni italiane.

Ogni comune in Italia, per ogni Regione ai sensi del art. 15 comma3 D.lgs, Bersani numero 114/1998, può stabilire i periodi delle vendite di fine stagione. Come lo scorso anno, il calendario del 2019 avrà la stessa data per tutte le Regioni. Quest’anno la data destinata a dare il via ai saldi sarà per tutte le Regioni il 5 gennaio che si presenterà come un fine settimana all’insegna del relax, della compagnia e dello shopping.

PAPA FRANCESCO CONTRO SALVINI: “BASTA ACCUSA I MIGRANTI”

Papa Francesco ha lanciato un messaggio: “Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza”. L’attacco di Papa Francesco è chiarissimo così come altrettanto chiaro è il destinatario del messaggio: Matteo Salvini. In occasione della Giornata Mondiale della Pace che si celebra il prossimo primo gennaio, Bergoglio ha detto:

 “Cento anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, mentre ricordiamo i giovani caduti durante quei combattimenti e le popolazioni civili dilaniate, oggi più di ieri conosciamo il terribile insegnamento delle guerre fratricide, cioè che la pace non può mai ridursi al solo equilibrio delle forze e della paura”. E ancora: “tenere l’altro sotto minaccia vuol dire ridurlo allo stato di oggetto e negarne la dignità. È la ragione per la quale riaffermiamo che l’escalation in termini di intimidazione, così come la proliferazione incontrollata delle armi sono contrarie alla morale e alla ricerca di una vera concordia. Il terrore esercitato sulle persone più vulnerabili contribuisce all’esilio di intere popolazioni nella ricerca di una terra di pace”.

MUORE A SOLI 14 ANNI: PER I MEDICI ERA SOLO STRESS. ADDIO A DENISE

Denise Prisciano il 6 novembre del 2017 muore per un aneurisma celebrale. La ragazza arriva all’ospedale Sandro Pertini dalla sua scuola, il liceo Orazio di Talenti. In classe Denise denuncia dolori lancinanti e prima di svenire, a compagni e insegnanti dice “Mi sento scoppiare la testa”. Da lì la corsa in pronto soccorso dove non si accorgono immediatamente della gravità della situazione.

“La dottoressa al triage ha subito segnalato che per lei era uno stato d’ansia e depressione – racconta a Fanpage.it la mamma di Denise Marta Monaco – Le facevo presente che mia figlia non aveva mai avuto una condizione di quel genere. Non parlava, continuava a vomitare, la dottoressa sempre ridendo mi diceva che anche io al seguito ero una persona abbastanza esaurita e agitata”.

Giuseppe Rombolà, legale della famiglia di Denise è convinto che qualcosa non è andato per il verso giusto: “Oltre a vomitare aveva cefalea e un evidente stato soporoso, questi tre elementi sono fondamentali per sostenere che avesse un problema neurologico. Cosa che invece non è stata rilevata dagli operatori del pronto soccorso. È stata un’ora e mezza senza che fosse fatto nessun tipo d’intervento, dopodiché su sollecitazione della madre è stata fatta questa Tac. Ci è voluta un’ora per fare una Tac da quando   è stata chiesta a quando è stata fatta, perché non è stata fatta in regime di urgenza”. Quando arrivano i risultati della Tac la situazione è disperata: la ragazza viene trasportata all’ospedale pediatrico Bambino Gesù dove si spegnerà dopo 48 ore di agonia. I legali della famiglia, sono convinti che se si fosse agito tempestivamente Denise avrebbe avuto ottime possibilità si salvarsi. Ora il caso rischia di venire archiviato. Se ciò accadesse la famiglia si opporrà: “Se il procedimento verrà archiviato è come se mia figlia morisse per una seconda volta. Chi ha sbagliato la diagnosi e sottovalutato la sua condizione di salute deve pagare”.

CONDIZIONI IRREVERSIBILI: ANTONIO IL FERITO DI STRASBURGO. SERVE UN LUMINARE

Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano rimasto gravemente ferito nell’attentato di Strasburgo, è in condizioni gravissime. Il ragazzo trentino, 29 anni, è stato raggiunto alla testa da un colpo di proiettile esploso da Chérif Chekatt durante l’attentato dell’11 dicembre. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti attendibili: ”Antonio lotta in queste ore tra la vita e la morte nell’ospedale dove è ricoverato”. A parlare all’agenzia nazionale stampa associata è l’eurodeputato della Lega, Mario Borghezio, che all’uscita dell’ospedale di Strasburgo ha spiegato:

“Siamo venuti con spirito cristiano e umano per portare la nostra solidarietà alla famiglia di Antonio Megalizzi. Abbiamo incontrato la mamma che ha avuto indicazioni dai medici che la situazione è irreversibile, lei è disperata e molto provata”. 

ORRORE IN OSPEDALE: DONNA VIOLENTATA DAI MEDICI

Una donna pakistana di trentacinque denuncia di esser stata “violentata per ore” mentre subiva un intervento chirurgico per le emorroidi. Il fatto si sarebbe compiuto in uno dei principali ospedali del Paese, il Services Hospital di Lahore. Secondo quanto riportato dai media locali la paziente, ha affermato di essere stata ricoverata il 24 novembre in ospedale dove è stata sottoposta a un intervento durato otto ore. Quando si è risvegliata dall’anestesia la paziente ha detto alla polizia di ricordare di aver subito una violenza sessuale proprio durante il lungo intervento. “Quando ho ripreso conoscenza dall’anestesia la notte successiva all’intervento mi sono resa conto di essere stata aggredita durante l’operazione”, è quanto riportato nel rapporto della polizia.

La paziente dopo l’intervento avrebbe avvertito dolori e sanguinamento e per questo è stata accompagnata in ospedale, dalla sorella. In seguito ad una visita – secondo alcune fonti – dei medici avrebbero confermato che aveva subito uno stupro. Il ministro della salute del Punjab ha formato un comitato di inchiesta composta da tre membri per chiarire quanto accaduto. Qualche medico avrebbe già respinto le accuse della donna parlando in un “malinteso”. Intanto sono stati raccolti campioni di DNA sulla donna che potranno essere utili alle indagini.

SI È IMPICCATO A UN ALBERO A SOLI 25 ANNI: TRAGEDIA IN ITALIA

Si impicca ad un albero in campagna: Alberto aveva solo 25 anni. Il corpo di Alberto Marzo è stato trovato in un campo alla periferia di Tiggiano, luogo in cui viveva. Il primo ad accorgersi della sua scomparsa è stato il padre questa mattina. Secondo le prime informazioni sembra che il giovane abbia deciso di suicidarsi. Il padre, alzandosi per andare a lavoro, si è accorto che il giovane non era casa. Per diverse ore non si sono avute notizie. Poi il 25enne è stato trovato impiccato ad un albero in una campagna, proprio nel giorno del suo onomastico Sant’Alberto.

Sulla sua pagina Facebook tantissimi i messaggi di chi gli voleva bene: “Micio ci hai lasciato così senza dire niente sempre con il sorriso sempre… parlavamo, sorridevi come sempre. Ti vogliamo bene. Tutti  Buon viaggio angelo… sempre nel cuore micio, guardami ogni tanto e dimmi se sbaglio… sei e sarai sempre un amico”. E ancora: “Oddioooooooooo Alberto miooooooooo non ci posso credere. R.i.p amico miooo“.

MADRE UCCIDE I SUOI FIGLI DI 7 E 9 ANNI: DRAMMA FAMILIARE IN ITALIA

Ennesima strage familiare in Italia. Questa volta a compiere un gesto davvero terribile è stata una madre. La tragedia è avvenuta poche ore fa a Aymavilles in Valle D’Aosta. Una donna ha ucciso i due figli, di 7 e 9 anni, e poi si è suicidata. La donna era un’infermiera, e per uccidere i figli, avrebbe somministrato ai due bambini un’iniezione letale per poi anche le togliersi la vita. La donna si chiamava Marisa Charrère e aveva48 anni. Sul posto dopo la chiamata del marito, è arrivata immediatamente la squadra mobile della questura di Aosta. Il marito, Osvaldo Empereur, agente del corpo forestale della Valle d’Aosta ha trovato la moglie e figli morti dopo il suo rientro a casa, intorno a mezzanotte.

L’infermiera, prima di uccidere i suoi due figli di 7 e di 9 anni e di togliersi la vita, ha scritto due lettere dove cercare di spiegare il motivo del terribile gesto, causato dal peso insopportabile delle avversità della vita. Le lettere sono state trovare nella casa e le tre salme sono a disposizione dell’autorità giudiziaria. Non si è ancora saputo se verrà effettuata l’autopsia. 

SCUOLA, ADDIO AL CERTIFICATO MEDICO PER GIUSTIFICARE LE ASSENZE

Gli studenti di otto regioni italiane non avranno più l’obbligo di presentare certificato medico per giustificare la propria assenza, neanche dopo le assenze di 5 giorni.

Il Lazio risulta essere l’ultima regione ad aver aderito alla disposizione del ministero della Sanità. L’unico caso in cui il certificato medico sarà richiesto riguarda i casi di una profilassi prevista a livello nazionale e internazionale “per esigenze di sanità pubblica”. Questa rivoluzionaria disposizione del Ministro della Sanità era già diventata legge nel Nord in Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, esclusi Veneto e Valle d’Aosta. Molti non sono d’accordo con il Ministro e nelle ultime ore sono molti i commenti contrariati che arrivano Federazione italiana medici pediatri.

METEO NESSUNA TREGUA: ECCO COSA ACCADRÀ NEL WEEKEND

Il tempo mite derivato dall’alta pressione di origine africana permarrà sull’Italia anche nei prossimi giorni dopo una lunga fase interessata dal maltempo, che ha ingrossato il fiume Po al punto che è scattata  l’allerta arancione della Protezione Civile su alcuni settori del Veneto per il passaggio della piena. Come spiega Meteo.it, in provincia di Rovigo la terza ondata si è verificata nella notte tra sabato e domenica e il livello del fiume continua ad essere costantemente monitorato. Nel frattempo a Genova si contano i danni provocati dal maltempo nello scorso weekend. Le piogge abbondanti e continue hanno infatti originato numerose piccole frane e smottamenti. 

In Val Varenna, sulle alture del capoluogo, la frazione di San Carlo di Cese, abitata da  300 persone, è rimasta parzialmente isolata a causa del cedimento della strada carrabile che la collega alla città. Continuano le ricerche di  un uomo disperso che potrebbe essere stato travolto dalle acque del torrente Varenna. Per i prossimi giorni, almeno fino a giovedì è previsto un clima eccezionalmente mite per la stagione; le temperature previste sono in netta crescita, con valori al di sopra della norma anche di 5/6 gradi.

Queste condizioni di stabilità previste, tuttavia, favoriranno la comparsa di nebbie localmente anche fitte, e di strati di nubi compatte su pianure e valli del Centro-Nord. Questo scenario lascerebbe il nostro Paese venerdì quando sarà esposto a più fredde correnti orientali provenienti dai Balcani, con un conseguente sensibile calo delle temperature a partire dalle regioni adriatiche e un aumento dell’instabilità al Sud.

TRAGEDIA SUL LAVORO: MUORE MURATORE DI 38 ANNI INFILZATO DAL CANCELLO

Pier Claudio Mangherini, un muratore di 36 anni di Comacchio, è morto ieri dopo essere caduto da un’impalcatura. L’uomo è stato sfortunatamente trafitto da un’inferriata mentre stava lavorando alla ristrutturazione della facciata di un edificio nei pressi del centro storico quando, per cause ancora in corso d’accertamento, il fondo dell’impalcatura ha ceduto facendolo cadere nel vuoto. Il muratore è finito sull’inferriata a punta del cancello dell’abitazione, che l’ha trafitto causandogli una gravissima emorragia interna. Immediata la richiesta di soccorso.

Sul posto è arrivato il 118 e un’eliambulanza da Ravenna, insieme ai vigili del fuoco a cui è toccato il compito di tagliare l’inferriata per consentire ai sanitari di soccorrere il muratore. Purtroppo però per Pier Claudio non c’è stato nulla da fare. Sul posto della tragedia, oltre ai carabinieri di Comacchio e al personale della Medicina del lavoro dell’Ausl, sono anche i familiari della vittima.

TROVATA MORTA NELLA SUA CAMERA: PROBABILE OVERDOSE

La 24enne Roxana Chelea, di origine rumena ma da sempre residente in Italia è stata trovata morta nella stanza che un’associazione di Albignasego le aveva messo a disposizione. La causa della morte è probabilmente imputabile ad un’overdose. La notizia della morte di Roxana suscita tristezza e apre inquietanti interrogativi, perché nel giro di quattro giorni sono stati ben tre i decessi nel Padovano su cui incombe l’ombra della droga. Sul suo profilo Facebook si presentava così: “La vita è un labirinto, ma ogni labirinto ha la sua via d’uscita”. La sua, Roxana, non è riuscita a trovarla. Non ha fatto in tempo a superare le difficoltà esistenziali che la tormentavano da mesi e stamani il tragico epilogo.

Sempre più giovani, muoiono per overdose. Un’overdose si verifica quando viene assunta una quantità eccessiva di sostanze stupefacenti o psicotrope (droghe o preparazioni medicinali). Questo fenomeno ha gravi effetti tossici sull’organismo e può rivelarsi letale.

CAUSA INCIDENTE E ABBANDONA L’AMICO IN STRADA: MORTO A 22 ANNI

Causa un incidente con il suo scooter e scappa lasciando l’amico in fin di vita in strada, che muore poche ore dopo. Il giovane aveva paura di risultare positivo al test antidroga e in più stava guidando senza patente su un mezzo sottoposto a sequestro. Lo scooter è stato abbandonato e Demar S., 22enne di Ponticelli, Napoli, non ha avuto scampo, abbandonato dall’amico. L’incidente si è verificato su corso Riccardi, incrocio con via Luca Giordano.

Il motorino su cui viaggiavano i due ragazzi si è scontrato contro la Panda di un pensionato 62enne. Il passeggero e proprietario dello scooter è morto praticamente sul colpo. Il conducente, un ragazzo di 19 anni anche lui di Ponticelli e già noto alle forze dell’ordine, è scappato subito senza curarsi delle condizioni dell’amico. Ora è accusato di omicidio stradale.

MOTOGP AUSTRALIA 2018: IANNONE VOLA NELLE LIBERE 2

Terminate anche le libere 2 a Phillip Island con il migliore tempo della sessione per Iannone su Suzuki (1’29″131). Seconda miglior prestazione per Petrucci su Ducati. Ottimo la Yamaha di Vinales che chiude al terzo posto (dopo aver brillato nelle libere 1).

Segue Dovizioso comunque in ottima forma. Il neo campione del mondo Marquez, dopo essere caduto nella prima sessione di libere, ha chiuso solo con settimo posto. In ritardo Rossi, costretto al decimo tempo. Brutta caduta per Crutchlow che è stato trasportato al centro medico con l’ausilio della barella.

CROLLA PONTE A RAVENNA: MORTA UNA PERSONA

Il corpo di Danilo Zavatta, un tecnico della Protezione Civile di 55 anni scomparso ieri pomeriggio dopo il cedimento di una diga-invaso nel fiume Ronco a San Bartolo, nel Ravennate, è stato trovato sotto un cumulo. Il corpo è stato fiutato dai cani delle unità cinofile. L’uomo stava effettuando il collaudo di un impianto idroelettrico quando una parte della chiusa crollata sul fiume Ronco gli è caduta addosso addosso. Alla scena hanno assistito alcuni testimoni che hanno dato immediatamente l’allarme.

La struttura di cui una parte è crollata, si trova lungo un tratto della Statale 67 Ravegnana che verso le 14 era stato chiuso temporaneamente al traffico, tra l’incrocio con l’Adriatica e l’abitato di Coccolia, sempre alle porte di Ravenna. L’ordinanza di chiusura era stata data dopo che dei preoccupanti movimenti franosi registrati ieri mattina. La situazione aveva richiesto la necessità di sopralluoghi per verificare le reali condizioni di sicurezza della chiusa.

AMANDA KNOX TORNA IN ITALIA: “LE PAROLE SHOCK”

“Non odio l’Italia e ci tornerò presto, anche se pensano che io sia una puttana”. Sono le parole choc pronunciate in un’intervista rilasciata a una radio norvegese da Amanda Knox, la 31enne statunitense condannata in primo grado e poi assolta in appello per l’omicidio di Meredith Kercher, uccisa a Perugia nel 2007. “Ho ancora una relazione complicata con l’Italia, ma non la odio. Parlo ancora facilmente italiano. Ho amici italiani, ma tanti pensano ancora che io sia colpevole”, ha detto la statunitense.

Amanda Knox ha poi parlato del procuratore di Perugia, Giuliano Mignini, che l’aveva accusata del delitto: “Per capire cosa mi ha fatto, non mi sarebbe d’aiuto se dicessi che è solo un uomo malvagio. Avevo bisogno di capire che persona è. Ho scoperto dal documentario televisivo sul mio caso che è padre di quattro figlie. Quando vide cosa accadde a Meredith, si identificò immediatamente con la sua famiglia e voleva trovare un responsabile a tutti i costi. Ma non si rendeva conto che quell’impulso di andare avanti lo stava anche mettendo in un tunnel. Lo rendeva incapace di vedere oltre il suo pregiudizio”. 

 

Roma devastata dal maltempo: strade coperte di grandine

Davvero devastanti gli effetti della violentissima ondata di maltempo che ieri domenica 21 ottobre si è abbattuta su tutta Roma. Ad essere più colpite però sono state la zona Sud e quella Est. Lo scenario surreale, caratterizzato da una “neve di grandine” si è verificato  dopo una violenta grandinata che ha letteralmente bloccato le strade – sopratutto via Palmiro Togliatti, all’angolo con la Prenestina. I grossi chicchi di ghiaccio hanno creato disagi gravissimi dopo che molti automobilisti sono rimasti intrappolati all’interno delle proprie auto e sono riusciti a mettersi in salvo soltanto rifugiandosi sopra i tetti delle loro auto. La Protezione Civile ha lavorato per gran parte della notte per riuscire a sgomberare le strade piene di ghiaccio. Era tantissimo che a Roma, che non si vedeva una grandinata di questa portata.