Non continua a parlarci perché era perfetto. Continua a parlarci perché aveva il coraggio di farsi sentire anche quando era scomodo, contraddittorio, perfino ingestibile.
Non era soltanto un grande musicista. Era una presenza che disturbava l’aria
John Lennon non appartiene alla categoria rassicurante dei miti che il tempo ripulisce. Non è una figura che invecchia bene perché si lascia semplificare. Al contrario: più gli anni passano, più resta difficile ridurlo a una sola immagine. Il beatle geniale, il pacifista, il provocatore, l’uomo ferito, il padre assente, il marito esposto, il simbolo pop globale. Dentro Lennon conviveva tutto questo, e quasi mai in modo armonico. È proprio per questo che continua a colpire. Non perché fosse puro, ma perché era visibilmente impuro e non cercava davvero di nasconderlo.



