Nordio può dire che le procedure sono state rispettate. Il problema è che, se servono Interpol e Quirinale per capire se i presupposti erano veri, allora la procedura non ha protetto l’istituzione che doveva proteggere.
La notizia vera non è la smentita di Nordio, ma il crollo della fiducia nell’istruttoria
Il ministro della Giustizia può ripetere che le procedure sono state rispettate “al 101%” e può negare con nettezza di aver mai incontrato in Uruguay Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Ma il cuore della vicenda ormai è un altro. Se il Quirinale chiede verifiche urgenti dopo la firma della grazia, se la Procura generale di Milano attiva l’Interpol e se lo stesso ufficio che aveva dato parere favorevole dice adesso che quel parere potrebbe cambiare, allora il problema non è più una polemica di giornata. Il problema è che il sistema di controllo dello Stato si è trovato costretto a rincorrere la verità dopo aver già preso la decisione più delicata.



