Quando una superpotenza promette forza economica alla vigilia del voto, non sta commentando la campagna: ci sta entrando.
Ungheria, Trump mette il peso degli Stati Uniti sulla bilancia di Orbán
Non è soltanto un endorsement politico: è un precedente che può cambiare il modo in cui le grandi potenze entrano nelle elezioni degli altri paesi.
Non è più solo tifo ideologico
Dire che Donald Trump tira la volata a Viktor Orbán rischia di essere una formula troppo debole. Qui non siamo davanti soltanto alla simpatia politica tra due leader affini. Siamo davanti a un intervento più pesante, perché alla vicinanza ideologica si aggiunge il richiamo esplicito al peso economico e strategico degli Stati Uniti. Quando una superpotenza entra così apertamente in una campagna elettorale straniera, la notizia non è solo chi sostiene chi. La notizia è che il confine tra alleanza politica e pressione sul voto comincia a farsi molto più sottile.



