Se le regole democratiche vengono violate sapendo che al massimo arriva un richiamo, il danno non lo subisce il partito avversario: lo subiscono i cittadini.
Il post che dice tutto
Matteo Salvini ha pubblicato sui social una card con una sola parola, enorme: “Sì”. Lo ha fatto sabato 21 marzo, quando il silenzio elettorale era già scattato alla vigilia del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Non è stata una sfumatura, né un’allusione. È stato un appello politico diretto nel momento in cui la legge chiede ai partiti di fermarsi.



