
Quando una famiglia finisce in un fascicolo penale, il nome famoso non conta: contano tutele, atti e prove.
Valentino Rossi ha denunciato la compagna del padre Graziano (71 anni) accusandola di circonvenzione di incapace e sostenendo che dal conto del genitore sarebbero usciti circa 200mila euro. La vicenda, ricostruita da più fonti e rilanciata da ANSA, nasce da una frattura familiare che negli ultimi due anni si è trasformata in una partita giudiziaria complessa: prima civile, poi penale. Nel mezzo, una domanda che la Procura dovrà affrontare con perizie e tracciati bancari: Graziano Rossi era davvero in una condizione di fragilità tale da poter essere “raggirato” e indotto a disporre del proprio patrimonio contro i suoi interessi?
È un caso in cui servono due cautele simultanee: nessuna indulgenza verso eventuali abusi su una persona vulnerabile, ma anche nessuna scorciatoia sul piano delle responsabilità. “Denuncia” e “indagine” non sono una condanna; sono l’apertura di un percorso in cui contano prove, contesto e requisiti giuridici molto specifici.


