Quando il locale brucia, il dettaglio che resta non è il DJ: è chi ha fatto cosa nei primi 60 secondi.
A Crans-Montana l’inchiesta sulla strage del locale Le Constellation si sta spostando, con maggiore pressione, anche sulla posizione di Jessica Maric (indicata da più ricostruzioni come moglie e co-gestore di Jacques Moretti). Dopo l’arresto di Jacques, confermato da un tribunale con detenzione preventiva per tre mesi legata al rischio di fuga, l’attenzione investigativa si concentra su ciò che Jessica avrebbe fatto nei minuti decisivi dell’incendio: presenza nel locale, tempi dell’allarme, movimenti registrati da telecamere, e un elemento che ha acceso l’opinione pubblica perché è facilmente “simbolico”: la presunta fuga con la cassa dell’incasso.
Va detto subito con chiarezza: siamo dentro una fase di accertamento. Esistono video e testimonianze citati dalla stampa, ma la qualificazione giuridica dei comportamenti dipenderà da ciò che la procura riuscirà a provare: tempi, intenzioni, possibilità concrete di intervento. In una strage, la differenza tra “ho provato” e “non ho fatto” non è un’opinione: è un fatto che si misura in secondi.



