Capodanno, il bollettino dei botti: 1 morto e 283 feriti. E la festa presenta (ancora) il conto

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A mezzanotte brindiamo. Alle 10 del mattino arriva il bilancio: la tradizione italiana più costante non è il panettone, è il pronto soccorso.

Il dato ufficiale: un morto e 283 feriti, meno dell’anno scorso ma non abbastanza per festeggiare

Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale ha diffuso il bilancio degli incidenti legati ai festeggiamenti di Capodanno 2026: 1 morto e 283 feriti, con 54 ricoverati. Il confronto con il 2025 dice che i feriti sono in calo (erano 309), ma quest’anno c’è un dato che pesa: un decesso.

Attenzione: cosa contano questi numeri (e cosa no)

Questi dati fotografano gli incidenti riconducibili a botti, petardi, fuochi d’artificio e, in parte, episodi collegati ai festeggiamenti. Non è “il bilancio totale” della notte in Italia: è la contabilità delle conseguenze più tipiche di questa usanza. Tradotto: non è un numero “astratto”, è l’elenco dei corpi che ci sono finiti in mezzo.

La vittima: morto a Roma per l’esplosione di un petardo

Il decesso registrato nel bilancio ufficiale riguarda Roma: un uomo di 63 anni, di nazionalità moldava, sarebbe stato colpito dall’esplosione di un petardo mentre lo maneggiava. Il punto, qui, non è “la distrazione”: è la realtà fisica di un ordigno che, in mano, non perdona.

I feriti: il lato più frequente (mani, volto, occhi). E quello più assurdo (proiettili vaganti)

Tra i 283 feriti, il Viminale distingue tra 245 casi con prognosi fino a 40 giorni e 50 feriti gravi con prognosi oltre 40 giorni. I casi più ricorrenti riguardano mani e viso: amputazioni, ustioni, schegge. Ma in questo Capodanno tornano anche episodi che c’entrano poco con “la festa” e molto con l’incoscienza: ferimenti da proiettili vaganti, con minori coinvolti.

Minorenni: 68 feriti. Tradotto: non è “folklore”, è esposizione al rischio

Tra i feriti risultano 68 minorenni (l’anno scorso erano 90). Il calo è un dato, ma la sostanza resta: decine di ragazzi e bambini finiscono ogni anno in ospedale per un gesto “da una notte sola”. E qui la domanda è semplice: se a pagare sono i minori, chi sta davvero “scegliendo” questa tradizione?

Dodici casi con armi da fuoco: quando il rumore non basta e si alza la posta

Nel bilancio del Viminale compaiono anche 12 ferimenti da colpi d’arma da fuoco. È la parte più inquietante del report: non parliamo di scintille, ma di pallottole. E ogni volta che succede, la dinamica è la stessa: qualcuno spara “in aria”, e qualcun altro ci rimette pelle, nervi, vita.

Incendi e interventi: 770 chiamate ai vigili del fuoco in una notte

Durante la notte di San Silvestro, i Vigili del Fuoco hanno effettuato 770 interventi per incendi e situazioni riconducibili ai festeggiamenti, in calo rispetto agli 882 dell’anno precedente. Anche qui: il numero scende, ma resta enorme. Tradotto: mentre la gente brinda, qualcun altro spegne, soccorre, mette in sicurezza.

Divieti, ordinanze, sequestri: sulla carta c’è. Nella realtà dipende da quanto vale la regola

Molti Comuni emanano ordinanze contro i botti, e le forze dell’ordine annunciano controlli e sequestri di materiale illegale. Ma il bilancio nazionale dice una cosa chiara: tra norma e risultato spesso c’è un vuoto. Il punto è capire dove si inceppa: nella vendita, nei controlli, nella cultura del “tanto si fa”, o in tutte e tre insieme.

Tradotto: come ridurre davvero i rischi (e cosa fare subito se succede)

Se vuoi festeggiare senza trasformare casa in pronto soccorso: evita fuochi illegali o di provenienza dubbia, non maneggiare ordigni già accesi o “mezzi spenti”, tieni i minori lontani, usa occhiali protettivi se sei vicino a fuochi, non accendere petardi su balconi o in luoghi chiusi. Se c’è una lesione a mano o volto, chiama subito il 112/118: con occhi e dita il tempo perso non torna.

Il punto politico (senza tifoserie): chi paga il costo di questa “tradizione”

Ogni anno lo schema è uguale: ordinanze, appelli, poi il bollettino. La domanda non è moralista, è amministrativa: quanto costa al sistema sanitario, alle emergenze, alle famiglie, un’abitudine che produce feriti, incendi e mutilazioni? E chi si assume la responsabilità di ridurre il problema con misure efficaci, non solo con comunicati la mattina del 1° gennaio?

Cosa sappiamo, cosa non sappiamo, cosa aspettarci

Cosa sappiamo: il bilancio ufficiale del Viminale parla di 1 morto e 283 feriti, con 54 ricoverati, 50 casi gravi, 68 minorenni e 12 ferimentiarmi da fuoco.

Cosa non sappiamo: il dettaglio completo di tutti i singoli episodi e le eventuali responsabilità caso per caso: quelle arrivano con indagini, referti e accertamenti.

Cosa aspettarci: aggiornamenti su condizioni dei feriti più gravi e sull’attività di controlli e sequestri. La parte davvero utile, però, è un’altra: vedere se a gennaio cambia qualcosa, o se ci rivediamo qui tra dodici mesi a commentare lo stesso bollettino.