Funivia di Macugnaga, cabina troppo veloce in stazione: feriti e circa 100 persone bloccate a 2.800 metri

0
164

A 2.800 metri le promesse non frenano: frena l’impianto. E se non frena lui, devono farlo i soccorsi.

Cosa è successo: urto alla stazione di monte del Passo Moro

Paura a Macugnaga (Verbano-Cusio-Ossola) nella mattina del 30 dicembre 2025: un incidente ha coinvolto la funivia del Monte Moro alla stazione di monte del Passo Moro, a circa 2.800 metri. Secondo le prime ricostruzioni, una cabina è entrata in stazione a velocità troppo elevata e ha urtato la barriera di protezione.

La dinamica (per ora) più accreditata: “non ha decelerato correttamente”

A spiegare cosa potrebbe essere accaduto è Filippo Besozzi, amministratore di Macugnaga Trasporti e Servizi (società che gestisce l’impianto): parla di un “inconveniente tecnico” e riferisce che l’impianto non avrebbe correttamente decelerato in ingresso in stazione, facendo scattare i sistemi di emergenza. È una versione ancora in fase di verifica tecnica, ma è quella più citata nei lanci basati su Ansa.

Quanti feriti? Qui c’è già confusione (e conviene dirlo chiaramente)

Le cifre circolate nelle prime ore non sono univoche: alcune testate parlano di 2 feriti, altre di 4, altre ancora di 6 (con la precisazione che non sarebbero in pericolo di vita). Besozzi, nell’intervento riportato da Sky TG24, parla di sei persone “coinvolte dal punto di vista sanitario” e indica come più serio il caso di un 59enne con ferita al braccio, mentre altri avrebbero riportato escoriazioni. Tradotto: finché non arriva un bollettino unico, è corretto parlare di numero in aggiornamento.

Circa 100 persone bloccate: evacuazioni con elicotteri e squadre in quota

Oltre ai feriti, l’altro dato centrale è quello operativo: circa 100 persone sono rimaste bloccate in quota (alcune ricostruzioni parlano di 94 turisti e 5 lavoratori). Per l’evacuazione sono intervenuti Vigili del fuoco e soccorsi alpini, con supporto di elicotteri (citata anche la Guardia di Finanza per le operazioni aeree).

Il contesto che interessa ai cittadini: “revisione 2023” e domanda sulla filiera dei controlli

Secondo diverse ricostruzioni, l’impianto sarebbe stato costruito nel 1962 e avrebbe subito una revisione generale nel 2023 con sostituzione di motori e cabine, per un investimento indicato intorno a 2 milioni di euro (finanziato in larga parte da Regione Piemonte e Comune). È un dettaglio che pesa perché porta alla domanda inevitabile: cosa non ha funzionato oggi, e come si rafforza la catena di manutenzione, collaudi e verifiche dopo un aggiornamento recente?

Tradotto: perché non è “solo un incidente di montagna”

Tradotto: una funivia non è un’attrazione. È trasporto pubblico in quota, con famiglie, bambini, lavoratori e turisti in un ambiente dove un guasto diventa rapidamente una questione di sicurezza e protezione civile. La notizia non finisce con “nessuno è grave”: finisce quando sappiamo cause, responsabilità e misure correttive. Perché la fiducia dei cittadini non si ripara con un comunicato: si ripara con procedure verificabili.

Cosa sappiamo, cosa non sappiamo, cosa aspettarci

Cosa sappiamo: urto della cabina in stazione al Passo Moro (circa 2.800 metri), feriti non in pericolo di vita secondo le prime informazioni, circa 100 persone bloccate ed evacuazioni in corso con soccorsi e elicotteri.

Cosa non sappiamo: il numero definitivo dei feriti e, soprattutto, la causa tecnica certificata (frenatura, sensori, procedure di ingresso, sistemi di emergenza).

Cosa aspettarci: stop dell’impianto finché non sarà completata la verifica tecnica e chiariti i passaggi di sicurezza. E una cosa che il cittadino ha il diritto di pretendere: un resoconto pubblico chiaro su cosa è successo e su cosa cambia per evitare che si ripeta.