Fico ritira la querela della Regione a Report: “distensione”. Ma il punto resta la sanità, non il tribunale

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Una cosa è certa: le liste d’attesa non si accorciano a colpi di querele.

Cosa è successo: la Regione Campania fa marcia indietro sulla querela a Report

Il nuovo presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha annunciato che l’ente ritirerà la querela presentata contro Report e il conduttore Sigfrido Ranucci per un servizio sulle liste d’attesa nella sanità campana. Lo ha detto durante la prima seduta del nuovo Consiglio regionale, inserendo la scelta in un messaggio più ampio sulla necessità di un’informazione libera e “senza condizionamenti”, parlando di segnale di distensione e di trasparenza come base del confronto.

Perché la notizia conta: non è una “lite tra politici e TV”, è un tema di potere

Una querela è un diritto, certo. Ma quando a querelare è una istituzione contro una trasmissione d’inchiesta, il peso non è mai neutro: perché la domanda che arriva ai cittadini è inevitabile. Si risponde nel merito (dati, atti, correzioni), oppure si sposta tutto sul terreno dove vince chi ha più tempo, più avvocati e più fiato? Secondo molti osservatori, è qui che le querele rischiano di diventare un messaggio: “attaccare costa”. E quando “attaccare” significa fare domande su sanità, liste d’attesa e servizi pubblici, il conto lo pagano i cittadini.

Il contesto: la querela era l’ultimo atto dell’era De Luca (e nasceva da un servizio sulle liste d’attesa)

La querela era stata annunciata e avviata negli ultimi giorni della presidenza di Vincenzo De Luca. La Regione, in quel momento, accusò Report di falsi e di scorrettezze legate al servizio sulle liste d’attesa. Nel pezzo televisivo, secondo Report, in Campania una quota molto alta di prestazioni risultava classificata come “programmabile” (fissabile entro 120 giorni), con l’effetto – sempre secondo la trasmissione – di “spostare” prestazioni che dovrebbero avere tempi più rapidi e far apparire la Regione più virtuosa.

Il dettaglio che pesa: la querela dopo l’attentato a Ranucci e il tema delle liti temerarie

La decisione di Fico arriva in un clima già segnato dall’attentato contro Ranucci (un episodio che ha riacceso il tema delle intimidazioni ai giornalisti). E infatti lo stesso Ranucci, in questi mesi, ha insistito soprattutto su un punto: non “solidarietà di rito”, ma una legge contro le liti temerarie (le cause usate per scoraggiare chi fa informazione). Non è un tecnicismo: è la differenza tra la critica come strumento democratico e la critica come rischio economico personale.

Fico prova a cambiare cornice: “distensione” e obiettivo sanità

Nello stesso intervento, Fico ha riconosciuto risultati della precedente amministrazione sul piano finanziario e sul percorso verso l’uscita dal commissariamento sanitario, ma ha anche detto una cosa che interessa ai cittadini più di qualsiasi polemica: la sanità campana “presenta criticità significative”. Ha indicato priorità come ridurre drasticamente le liste d’attesa, rafforzare la medicina territoriale e valorizzare il personale sanitario, citando anche i cantieri del PNRR (case e ospedali di comunità, centrali operative). Tradotto: se ritiri una querela, poi devi far parlare i fatti.

Tradotto: cosa cambia per i cittadini (e cosa no)

Il ritiro della querela non “assolve” nessuno e non “condanna” nessuno. Cambia però il metodo: meno tribunali come risposta automatica, più confronto pubblico sui dati. Ma attenzione: il cittadino non vive di simboli. Vive di prenotazioni, tempi, visite, diagnosi. Se tra un mese le liste d’attesa sono uguali e la discussione resta solo comunicazione, la distensione sarà stata solo una parola elegante.

La domanda che resta (senza tifoserie): chi controlla i controllori?

Secondo alcuni, questa vicenda mostra un corto circuito tipico: quando un’inchiesta tocca un nervo scoperto, la reazione istintiva è difendersi “attaccando” chi ha fatto la domanda. Il problema è che sanità e liste d’attesa non sono materia da orgoglio politico: sono diritti e servizi. E se un potere pubblico pretende fiducia, deve accettare anche il fastidio del controllo. Altrimenti si torna al punto di partenza: cittadini in fila, e istituzioni in conferenza stampa.

Cosa sappiamo, cosa non sappiamo, cosa aspettarci

Cosa sappiamo: Fico ha annunciato il ritiro della querela contro Report; la querela era stata avviata durante la presidenza De Luca per un servizio sulle liste d’attesa. Cosa non sappiamo: tempi e modalità concrete del ritiro, e soprattutto come si tradurrà la promessa di trasparenza in atti e numeri verificabili. Cosa aspettarci: meno rumore sul “caso querela”, più pressione sul vero tema: se davvero si riducono le liste d’attesa e con quali strumenti. Perché la distensione è utile, ma la sanità non si cura con le frasi.