Maxi sequestro di botti illegali a Polistena: una tonnellata tolta dal mercato di Capodanno

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Capodanno “col botto”? Sì: quello delle perquisizioni.

Chi, cosa, quando, dove

Nella provincia di Reggio Calabria, a Polistena, i Carabinieri hanno sequestrato circa una tonnellata di botti illegali pronti a finire nel mercato clandestino di Capodanno. L’operazione è stata condotta dalla Compagnia di Taurianova nell’ambito di controlli rafforzati per la sicurezza dei cittadini durante le feste.

Come è scattato il blitz: controlli mirati e perquisizioni

Il monitoraggio ha portato i militari a concentrare l’attenzione su un punto vendita ritenuto “sensibile”. Le perquisizioni hanno riguardato locali commerciali e magazzini, eseguite dalle Stazioni di San Giorgio Morgeto e Cittanova, con il supporto delle unità cinofile del Nucleo di Vibo Valentia. Quando si parla di esplosivi, la differenza tra “deposito” e “polveriera” è spesso una questione di minuti.

Che cosa è stato trovato: quantità, “massa attiva” e marchiatura

All’interno sarebbero stati rinvenuti artifici pirotecnici detenuti illegalmente per un peso complessivo di circa 1 tonnellata, con una massa attiva (materiale esplodente effettivo) indicata in 85 chilogrammi. Il materiale era privo della prescritta marchiatura CE e di autorizzazioni previste dalla normativa: in pratica, roba che non dovrebbe mai finire in mano a chi compra “al volo” sotto casa.

Denunce e reati contestati: cosa rischiano i titolari

Secondo gli investigatori, il carico era destinato a rifornire il mercato clandestino in vista del 31 dicembre. I due titolari dell’attività, un uomo e una donna, sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura di Palmi per il reato di fabbricazione o commercio abusivo di materie esplodenti. Il sequestro, invece, è immediato: qui non si “tratta”, si mette in sicurezza.

Impatto sui cittadini: perché questi botti sono un problema pubblico

Il punto non è fare la morale a Capodanno: è la realtà. I botti illegali aumentano il rischio di incidenti, ustioni e lesioni (spesso a chi guarda, non solo a chi accende). E poi ci sono gli “inermi” della festa: bambini che si trovano troppo vicino, e animali spaventati che scappano, si perdono, si feriscono o finiscono sotto un’auto. I fuochi “organizzati”, lontani e controllati, sono un’altra cosa: qui parliamo di esplosivi da strada, spesso fuori regola e fuori controllo.

Tradotto:

una tonnellata di botti senza garanzie e senza controlli stava per finire in vendita “di nascosto”. I Carabinieri l’hanno bloccata prima che diventasse cronaca di feriti. La differenza tra festa e tragedia, spesso, è un sequestro fatto in tempo.

Domanda

Se ogni anno si ripete la stessa storia, il problema è solo “chi li compra” o anche “chi li fa circolare” e “chi chiude un occhio”? E quanto investiamo davvero in controlli e prevenzione, invece di aspettare la foto del sequestro (e, peggio, il bollettino dei feriti)?