Manovra 2026: fiducia al Senato e retromarcia sulla norma dei lavoratori sottopagati

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Protesta opposizioni in occasione dell’approvazione della legge di bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028. Senato, Roma Martedì 23 Dicembre 2025 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Protest of oppositions on the occasion of the approval of the State budget law for the 2026 financial year and the multi-year budget for the three-year period 2026-2028. Senate, Rome, Tuesday December 23 2025. (Photo by Mauro Scrobogna / LaPresse)

La manovra corre, poi inciampa sui dettagli: e i dettagli, guarda caso, sono sempre persone.

Chi, cosa, quando, dove

Il 23 dicembre 2025 il Senato ha votato la fiducia posta dal governo sul maxiemendamento alla Manovra 2026: i sì sono stati 113, i no 70, gli astenuti 2. Nelle ore precedenti la Commissione Bilancio ha stralciato cinque norme dal testo, tra cui quella sui lavoratori sottopagati. Ora il provvedimento prosegue l’iter verso la Camera, con l’obiettivo di chiudere entro il 31 dicembre.

La norma sui sottopagati: cosa prevedeva (e perché ha acceso la miccia)

Il punto più contestato era una norma che avrebbe consentito a determinati datori di lavoro condannati per aver sottopagato i dipendenti di evitare il pagamento degli arretrati se ritenuti “in linea” con gli standard di alcuni contratti collettivi. Per opposizioni e sindacati era uno “scudo” ribattezzato anche “salva-imprenditori”; la Cgil l’ha definita un attacco ai diritti e aveva annunciato battaglia. Alla fine è arrivato lo stralcio: la norma esce dal maxiemendamento.

Le altre quattro norme stralciate e lo spoil system che sparisce dal testo

Oltre alla misura sui sottopagati, sono state tolte due norme sulle porte girevoli nella pubblica amministrazione, una sulla disciplina del collocamento fuori ruolo dei magistrati e una sulla revisione della disciplina del personale della Covip. Nel maxiemendamento, inoltre, non risulta inserita la misura sullo spoil system per le Authority, tema che aveva già acceso polemiche.

Per i cittadini: cosa cambia davvero su arretrati e buste paga

Lo stralcio significa, in pratica, che su arretrati e cause per sottopagamento non entra in vigore una “corsia di protezione” per l’azienda: resta il quadro ordinario, dove un tribunale può riconoscere differenze retributive e arretrati secondo le regole vigenti. Il tema di fondo, però, resta intatto: come garantire salari dignitosi e ridurre il ricorso a contratti usati come paravento, senza trasformare la tutela dei lavoratori in un percorso a ostacoli.

Il metodo: fiducia, maxiemendamento e il Parlamento “a tempo”

La scena è quella ormai tipica di fine anno: testo sostitutivo, fiducia, tempi compressi, e correzioni dell’ultima ora. Da un lato c’è l’esigenza di rispettare le scadenze; dall’altro il rischio che norme sensibili vengano infilate (e poi tolte) senza un vero confronto pubblico. In mezzo ci sono i cittadini, che scoprono cosa cambia per loro spesso quando è già tutto impacchettato.

Tradotto:

la Manovra va avanti con la fiducia, ma alcune norme “calde” sono state tolte, soprattutto quella che avrebbe limitato gli arretrati per i lavoratori sottopagati. Il risultato è che non cambia (per ora) la tutela prevista dalle regole attuali, mentre la politica si porta a casa l’approvazione in tempi stretti.

Domanda

Se una norma è così controversa da essere stralciata all’ultimo, perché ci entra in manovra in primo luogo? E il punto non è “chi ha ragione”: è capire se il bilancio dello Stato debba essere un luogo di scelte strutturali sul lavoro o un treno notturno dove si sale e si scende al volo, sperando che nessuno si faccia male.