Gas giù, bollette su: perché l’inverno 2025-26 resta caro

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Il gas scende sotto i 30 €/MWh e la bolletta risponde: “carino, ma io ho altri hobby”.

Cosa è successo

Il prezzo del gas sui mercati europei è sceso rispetto a un anno fa, ma le bollette dell’inverno 2025-26 restano alte: secondo il think tank ECCO, le famiglie italiane spenderanno in media circa +40% rispetto al periodo pre-crisi 2019-20, pur con un calo di circa -15% rispetto allo scorso inverno (che viene definito il più caro). In pratica: va un po’ meglio, ma non si torna “ai vecchi prezzi”.

Il punto che confonde tutti: il gas non è la bolletta

La bolletta non è fatta solo di materia prima: dentro ci sono anche trasporto, costi di rete, oneri, imposte e quote fisse. ECCO stima per la stagione novembre 2025 – marzo 2026 un prezzo medio del gas intorno a 30 €/MWh (circa 0,32 €/Smc), a cui si aggiungono uno spread di 0,12 €/Smc e costi fissi di commercializzazione stimati in circa 130 €/anno. Morale: anche se la materia prima cala, il totale può restare “pesante”.

Perché non si torna al 2019: il “dopo aiuti” pesa ancora

Secondo ECCO, la spesa record dell’inverno scorso non dipendeva solo dal prezzo del gas (stimato allora intorno a 48–50 €/MWh), ma anche dal ritorno a livelli standard di alcune componenti dopo la fine degli aiuti pubblici. Nella ricostruzione, durante la crisi energetica lo Stato avrebbe speso oltre 60 miliardi per calmierare i costi; poi, già nel 2024-25, sarebbero rientrati IVA e oneri verso la normalità. Risultato: oggi il confronto non è con “un gas più economico”, ma con una bolletta tornata più completa (e quindi più cara).

Quanto si spende: tre città, una stessa sensazione

ECCO stima la bolletta gas (riscaldamento + cucina + acqua calda) per case tipo in classe energetica G. Per un appartamento da 70 mq: a Milano circa 1.079 € (circa +31% sul 2019-20 e -22% sull’inverno 2024-25), a Roma circa 1.007 €, a Palermo circa 677 €. Sono stime, non fatture: servono a capire l’ordine di grandezza e il perché del “gas giù, bolletta ancora su”.

Tradotto:

Tradotto: se il gas è l’ingrediente principale, la bolletta è la ricetta completa: anche quando l’ingrediente costa meno, restano costi fissi e “condimenti” (rete, oneri, imposte). E in inverno, quando aumentano i consumi, quella ricetta la senti tutta.

Impatto sui cittadini: cosa puoi fare senza diventare ingegnere energetico

Tre mosse realistiche: 1) controlla il contratto (prezzo variabile o fisso, costi fissi, condizioni) e valuta se cambiare offerta: spesso il risparmio sta nei dettagli, non nei titoli. 2) riduci i consumi “invisibili”: manutenzione caldaia, termostato un grado più basso, fasce orarie, spifferi e isolamento minimo (guarnizioni, valvole termostatiche). 3) ragiona sul medio periodo: l’elettrificazione (es. pompe di calore) è spesso più efficiente, ma ECCO segnala che oggi una parte del vantaggio può essere “mangiata” da tasse e oneri sull’elettricità: tradotto, non è solo una scelta tecnica, è anche una questione di regole e costi finali.

Domande aperte

Se il mercato del gas resta volatile, ha senso continuare a far dipendere così tanto il riscaldamento domestico da un prezzo globale? È realistico una riforma di tasse e oneri che renda più conveniente l’elettrico (senza scaricare il conto altrove)? E in vista di nuove regole climatiche come ETS2 dal 2028, come si protegge chi vive in case vecchie e paga già oggi una bolletta “da museo”?