Quando lo Stato spegne internet, di solito non è per ascoltare.
In Iran la protesta che va avanti dal 28 dicembre 2025 è entrata in una fase che assomiglia a uno spartiacque: nelle ultime notti, in più città, sono circolati video e testimonianze di sparatorie e di un uso della forza sempre più duro contro i manifestanti, mentre il Paese vive un blackout informativo quasi totale. È la combinazione che rende tutto più rischioso: più violenza, meno verifiche, più paura.
