Il presidente Usa non chiede solidarietà. Pretende disponibilità militare, punisce chi dice no e trasforma la Nato in un conto da presentare agli alleati.
La notizia vera non è l’ennesimo insulto di Trump, ma il bersaglio scelto
Donald Trump è arrivato al vertice Nato di Ankara e ha fatto quello che ormai è diventato il suo metodo: ha trasformato un summit dell’Alleanza in una scena di pressione personale. Ha attaccato l’Iran definendolo “malato” e “bugiardo”, ha dichiarato finito il cessate il fuoco, ha minacciato la Spagna sul commercio, ha rilanciato la questione Groenlandia e soprattutto ha colpito gli alleati che, durante la guerra con Teheran, non avrebbero dato agli Stati Uniti il sostegno militare richiesto. In mezzo a questi bersagli c’è anche l’Italia. E il punto è enorme: non riguarda soltanto una frase scomposta. Riguarda l’idea stessa di alleanza.
