La notte della liberazione è arrivata. Il giorno dopo, però, comincia il lavoro più duro.
La piazza ha festeggiato molto più di una vittoria elettorale
A Budapest non si è celebrato soltanto un cambio di governo. Si è celebrata la fine di una lunga oppressione politica percepita, la sensazione che un paese rimasto per anni chiuso dentro il sistema Orbán potesse finalmente respirare di nuovo. Per questo le immagini della notte elettorale hanno avuto un’intensità diversa da quella di una normale alternanza democratica. Non sembravano soltanto scene di entusiasmo. Sembravano il sollievo di una capitale che, per la prima volta dopo sedici anni, vede davvero spezzarsi l’idea dell’invincibilità del potere.
