Quando votano in così tanti, il messaggio contro il potere è forte. Ma in Ungheria il potere è costruito proprio per resistere anche a questo.
L’affluenza è la prima notizia, ma non è ancora la sentenza
In Ungheria l’affluenza alle parlamentari è salita subito a livelli mai visti nell’era post-comunista, e questo da solo basta a cambiare il peso politico della giornata. I numeri hanno acceso il sogno degli anti-Orbán perché nelle elezioni ad alta tensione la partecipazione di massa viene quasi sempre letta come il segno di un paese che non vuole più subire passivamente il copione scritto dal potere. Ma proprio qui serve prudenza. In Ungheria l’affluenza record non equivale automaticamente a una valanga contro Viktor Orbán. Dice però una cosa molto chiara: il sistema che il premier ha costruito in sedici anni non sta affrontando un’altra elezione amministrata dall’alto. Sta affrontando una mobilitazione vera.
