A Roma il marmo è eterno. I conti, pure: si pagano anche dopo quattro secoli.
Roma non è solo pietra. È potere che si fa forma, e genio che si fa lotta. Nel Seicento, tre nomi diventano una trama perfetta: i Barberini, famiglia del papa Urbano VIII; Gian Lorenzo Bernini, il regista del barocco; e Francesco Borromini, l’eretico della geometria. In mezzo: cantieri, favori, rivalità, e una città trasformata in manifesto. Il punto è semplice: qui l’arte non era “decorazione”. Era politica in 3D.
