Le parole corrono. Gli atti restano: e oggi tocca a quelli.
È iniziata oggi, 2 gennaio 2026, all’Istituto di Medicina legale di Milano, l’autopsia sul corpo di Aurora Livoli, 19 anni, trovata senza vita nel cortile di un palazzo in via privata Paruta 74, a Milano, la mattina di lunedì 29 dicembre. Poco prima dell’esame sono arrivati i genitori, con un mazzo di fiori, accompagnati dallo zio, l’avvocato Massimo Basile.
Perché l’autopsia è il passaggio chiave
In una vicenda dove le ipotesi rischiano di correre più dei fatti, l’autopsia serve a mettere a terra risposte tecniche: cause del decesso, eventuale compatibilità delle lesioni con una dinamica specifica, tempi e possibili tracce utili. È un punto fermo: non “chiude” il caso, ma decide quali piste restano in piedi e quali no.
La cronologia che gli inquirenti stanno ricostruendo
Secondo quanto riportato nelle ricostruzioni finora disponibili, Aurora si sarebbe allontanata dalla famiglia il 4 novembre e l’ultimo contatto telefonico con i genitori risalirebbe al 26 novembre. La sua identità sarebbe stata ricostruita grazie alla diffusione di immagini di videosorveglianza, poi riconosciute dai familiari. Da qui, l’accelerazione degli accertamenti su spostamenti, frequentazioni e sull’ultima notte.
