Il tennis non perdona le emozioni: le trasforma in pressione. E la pressione, a Melbourne, è già un titolo in miniatura.
Jannik Sinner supera Luciano Darderi e torna tra i migliori otto dell’Australian Open 2026: 6-1 6-3 7-6(2) in due ore e nove minuti, un match dominato per due set e poi “sporcato” nel terzo dalla crescita dell’avversario e da qualche fisiologico segnale di stanchezza. Il dato che fotografa la partita è uno solo: 19 ace, zero doppi falli. La seconda fotografia, però, è quella che conta nei tornei Slam: quando il derby rischia di complicarsi, Sinner chiude la porta.
Perché nel terzo set Darderi, fino a quel momento spesso respinto dalla battuta e dalla pulizia del numero 2 del mondo, trova finalmente profondità e coraggio. Arriva a costruirsi quattro palle break sul 4-4 e nel tie-break vola 2-0. Sembra l’inizio del set che ribalta la narrazione. Invece diventa l’esatto contrario: Sinner mette insieme sette punti consecutivi e chiude 7-2. Fine del margine. Inizio del tabellone vero.
