Quando una causa corre più veloce dei tribunali, la legge prova a fermare il danno prima che diventi irreparabile.
Il Tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso d’urgenza di Alfonso Signorini e ha disposto un provvedimento cautelare che colpisce al cuore il format web di Fabrizio Corona, “Falsissimo”: la puntata prevista per oggi non può essere pubblicata e i contenuti già diffusi devono essere rimossi. Non è una “polemica da social”: è un intervento giudiziario immediato su un prodotto editoriale digitale, con effetti pratici istantanei e una domanda più grande sullo sfondo: fin dove può spingersi il controllo (o la tutela) dell’informazione quando in gioco ci sono reputazione, privacy e presunte diffamazioni?
Il giudice Roberto Pertile (prima sezione civile) ha firmato un’ordinanza di inibitoria: secondo la ricostruzione di più fonti, Signorini aveva lamentato una “campagna di diffamazione” ai suoi danni. Il provvedimento non decide “chi ha ragione” nel merito definitivo (quello arriverà, se arriverà, con un giudizio completo): interviene prima, per evitare che la diffusione continui mentre la giustizia procede.
