Quando la beneficenza diventa marketing, l’unica carità accettabile è la trasparenza.
Il 14 gennaio 2026 il Tribunale di Milano ha disposto il proscioglimento di Chiara Ferragni nel processo legato al cosiddetto “Pandoro gate”: l’accusa era di truffa aggravata per la promozione del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Con lei erano imputate altre due persone, anche loro prosciolte. La Procura aveva chiesto una condanna a 1 anno e 8 mesi.
La chiusura del caso, però, non passa da uno slogan (“assolta” o “colpevole”), ma da un punto tecnico: il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della “minorata difesa” degli utenti online. Caduta l’aggravante, il reato è stato riqualificato in truffa semplice e, in quel perimetro, diventa decisiva la querela. Poiché Codacons e Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi avevano ritirato la querela dopo un accordo risarcitorio, il procedimento si è chiuso con estinzione del reato.
