Quando la geopolitica fa irruzione in tribunale, la verità non entra in aula: fa la fila con i fotografi.
Con i piedi incatenati e l’aula piena di simboli, Nicolás Maduro ha scelto la frase più semplice e più esplosiva: “Sono il presidente del Venezuela”, “sono innocente”, “mi hanno rapito”. È la sua prima comparsa davanti a un giudice negli Stati Uniti dopo la cattura annunciata da Donald Trump. Da qui in poi, la storia non è solo giudiziaria: è una partita tra legittimità, sovranità e narrazione, con un dettaglio che conta più dei tweet: gli atti.
