Quando la pace diventa un “tavolo”, tutti vogliono la testa: pochi accettano di portare il conto.
Chi, cosa, quando, dove
Il presidente francese Emmanuel Macron prova a rientrare da protagonista nel dossier Ucraina: nelle ultime ore ha riaperto il tema di un possibile dialogo con Vladimir Putin, sostenendo che l’Europa non può restare spettatrice mentre gli Stati Uniti guidano i contatti. Il messaggio dell’Eliseo è doppio: parlare sì, ma “non da neutrali”, e con l’obiettivo di non far finire l’Unione Europea nel ruolo di comparsa.
Perché Macron si muove adesso
La spinta arriva da una realtà semplice: i tentativi di mediazione e i contatti sul cessate il fuoco si sono spostati molto sull’asse Washington–Mosca, con tavoli e incontri anche a Miami. Macron ha detto che, se lo sforzo guidato dagli USA non porta a una pace “robusta e duratura” con garanzie, gli europei dovranno “riagganciare” un canale diretto con Putin, in modo trasparente. Tradotto: se l’America parla, l’Europa non può limitarsi ad ascoltare.
