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LASCIATA NELL’AUTO BOLLENTE PER 15 ORE: MUORE A 11 MESI, INDAGINI IN CORSO

È rimasta in un’auto bollente, ferma in un parcheggio, per oltre 15 ore e quando la polizia l’ha trovata per lei non c’era più nulla da fare. Questa la tragica fine della piccola Joseline Eichelberger, 11 mesi, di Calverton Park, Missouri, Stati Uniti. Come ha raccontato alla stampa locale l’agente Chris Robertson, alla polizia è arrivata una telefonata anonima intorno alle 16:30 di domenica 2 giugno, che avvertiva della presenza di un minore che aveva perso conoscenza in un parcheggio.

La piccola è stata così scoperta nella vettura incandescente, quando all’esterno la temperatura atmosferica toccava i 26 gradi centigradi. Secondo le forze dell’ordine, la bimba è rimasta chiusa lì dentro per almeno 15 ore. Le autorità hanno anche fatto sapere che non è stato effettuato ancora nessun arresto in relazione al decesso di Joseline, mentre proseguono le indagini per capire come sia potuta verificarsi una tragedia del genere.

Non è chiaro infatti come la bambina sia finita in quella macchina e perché ci sia rimasta per tutto quel tempo. Sono state anche interrogate 2 persone che però sono state ritenute “non di interesse” ai fini del caso. Sotto choc la famiglia di Joseline, che avrebbe compiuto un anno proprio nei prossimi giorni, compresi i due genitori, la cui posizione è al momento al vaglio degli inquirenti. “Non riescono a smettere di piangere, sono molto giovani e traumatizzati”, ha detto una parente della giovane vittima, aggiungendo: “È come se mi avessero privato di una parte del mio cuore”. Nello scorso anno negli Stati Uniti si sono registrati 52 morti dopo essere stati chiusi in auto sotto il sole cocente.


SALVINI: “BISOGNA RIDURRE LE TASSE, GLI ITALIANI DEVONO MANGIARE”

“Il governo ha lavorato bene per 11 mesi trovando una sintesi, ma nell’ultimo mese di campagna elettorale ci sono stati bisticci e polemiche e io ho cercato sempre di non replicare”, ha detto Matteo Salvini, intervistato a Radio Anch’io. “Ora sento parole positive sul sì alla flat tax e all’autonomia – ha spiegato il ministro dell’Interno – mentre il decreto sicurezza bis è pronto da tempo”. Per quanto riguarda “la riduzione delle tasse”, il vicepresidente del Consiglio ha sottolineato che “non è un pallino di Salvini, ma è l’unico modo per tornare a far crescere questo Paese e ridurre il debito. Ogni anno, se si va avanti con la politica dell’austerità, il debito sale di 65 miliardi di euro”, ma ora “è giunto il momento della presa d’atto che i tagli fanno crescere il debito”.

“Il rispetto dei vincoli europei sta portando il Paese alla disoccupazione e alla precarietà alla chiusura degli ospedali e al blocco degli investimenti”. Ma, secondo il ministro dell’Interno, “quei vincoli si possono ridiscutere con gli altri Paesi europei durante un incontro intergovernativo di tutti i nuovi governi in Europa”. Per quanto riguarda il deficit “non mi interessa sforare il 3%, non mi interessano i numeri, io metto al centro il diritto al lavoroFino a che la percentuale di disoccupati, che è del 10%, ovvero 5 milioni di persone, non si dimezza, io in Italia investo e taglio le tasse, mettiamo questo come vincolo numerico”.

Se si fa e si farà tutto il possibile per rimanere nei parametri stabiliti”. Ma poi, rivolgendosi al giornalista che lo intervistava, ha spiegato: “Ma se suo figlio ha fame e per dargli da mangiare lei deve ridiscutere un parametro stabilito a tavolino in un ufficio lei cosa fa? Sta al parametro e lascia suo figlio con la fame? No – ha continuato il leader della Lega – viene prima mio figlio e questo ragionamento lo fanno tutti, è una non scelta”.