Monthly Archives: Aprile 2019

ACCOLTELLA IL NIPOTE PERCHÉ STA TROPPO IN BAGNO: LA VICENDA SHOCK

“Esci dal bagno, ci stai mettendo troppo tempo”. Queste la parole che hanno preceduto una tragedia avvenuta in Florida, negli Stati Uniti, dove uno zio ha accoltellato il nipote di 29 anni. Dan Johnson, questo il nome dell’aggressore, si è spazientito perché il nipote non usciva più dalla toilette.

L’uomo in preda ad ira ha deciso di andare in cucina e di prendere un coltello. Una volta raggiunto il bagno è entrato scagliandosi contro il nipote. Il ragazzo è stato colpito più volte alla schiena e allo stomaco. A quel punto dopo le urla disperate che arrivavano dall’appartamento, alcuni vicini hanno chiamato la polizia.

Sul posto sono arrivati gli agenti della polizia che hanno trovato il ragazzo in un lago di sangue, privo di sensi, con un coltello accanto al suo corpo. Nell’appartamento sono intervenuti i medici e gli infermieri del pronto soccorso. Il 29enne è stato intubato e trasportato d’urgenza in ospedale, dove è stato ricoverato d’urgenza e operato con la massima urgenza per le gravissime riportate durante l’aggressione dello zio. Il ragazzo ha riportato serie ferite, ma fortunatamente l’intervento chirurgico a cui è stato sottoposto gli ha salvato la vita. Lo zio è stato ovviamente arrestato con la pesante accusa di tentato omicidio. 


NON RESPIRAVA, ERA IMMOBILE. INCIDENTE CIAO DARWIN: ECCO COSA È SUCCESSO DAVVERO IN STUDIO

Ciao Darwin, dopo il terribile incidente del concorrente Gabriel, ancora ricoverato in ospedale a causa di una caduta sul fondo della piscina arriva il racconto a Il Messaggero di Emanuela, 49 anni, che ha partecipato alla registrazione della trasmissione e ha visto il ferimento di due concorrenti. “Eravamo un bel gruppo – racconta – ma arrivata a quei rulli ho pensato come fosse impossibile farli. Lui è partito davanti a me dicendo ‘io vado’ e poi è caduto in un modo bruttissimo”.

“Abbiamo visto subito dei sommozzatori che lo hanno tirato fuori e hanno chiamato un medico. Poi lo hanno messo sulla barella. Era vigile e diceva ‘io non riesco a respirare’. Non credo abbia mai perso i sensi”. Comunque, spiega: “Era immobile e ci ha spaventato tanto. Con le altre del gruppo avevamo visto che era una cosa seria”.


TERREMOTO IN SICILIA: TRE SCOSSE SPAVENTANO LA POPOLAZIONE

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata alle 2:44 nel nordest della Sicilia, in provincia di Catania. Secondo i rilievi dell’Ingv, il sisma ha avuto ipocentro a meno di 1 km di profondità ed epicentro 5 km a sudovest di Linguaglossa. Fortunatamente non si hanno notizie di danni a cose o persone.

Dieci minuti dal primo sisma è seguita una seconda scossa di magnitudo 3.1, con lo stesso epicentro ed ipocentro a 2 km di profondità. Alle 2:13 c’è una terza scorsa di magnitudo 2.4 vicino Piedimonte Etneo.


OMICIDIO GABRIEL: “LA MAMMA LO SOFFOCAVA E IL PAPÀ GUARDAVA SENZA FARE NULLA”

Emergono nuovi scioccanti particolari dell’omicidio del piccolo Gabriel. Mentre la mamma uccideva il piccolo Gabriel soffocandolo, il padre guardava senza fare nulla. Alla base dell’omicidio del bambino ci sarebbe un movente agghiacciante – il suo pianto disturbava la coppia che si era appartata in auto – per il gip, Salvatore Scalera, il padre del bambino, Nicola Feroleto, avrebbe assistito senza fare nulla per salvare il figlio.

L’uomo avrebbe sussurrato la frase: “Vi levo dal mondo”, mentre lei, Donatella Di Bona, “si accaniva” sul viso di Gabriel premendo le mani sulla bocca. Poi si sarebbe allontanato in auto. Secondo quanto raccontato sempre dalla mamma del piccolo, l’uomo “un po’ guardava, un po’ si girava. Guardava in alto, poi verso la macchina, poi al lato”. “No, lui non ha fatto niente, non gli importava – ha detto ancora la donna – Non gli ha messo una mano addosso per non essere incolpato”. 


SI È ACCASCIATO A TERRA ED È MORTO IN POCHI MINUTI: LUTTO NELLO SPOR

Stava allenandosi con i suoi compagni della sua squadra di calcio, la Juventina Covo, quando è crollato a terra, colpito da un malore. 

Per Giandomenico Rizzi di 47 anni non c’è stato niente da fare, è morto poche ore dopo il trasporto all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. L’uomo giocava nella squadra dell’oratorio di Covo, che milita nel campionato Csi categoria dilettanti. 

Quando ha accusato il malore l’uomo l’uomo era in porta. Dopo essere caduto per terra i suoi compagni di squadra lo hanno subito soccorso, utilizzando anche un defibrillatore. Purtroppo anche con il successivo intervento dei soccorsi non c’è stato niente d fare.

 Polisportiva oratorio Juventina Covo ha voluto salutare il suo terzino con un lungo messaggio su Facebook: “Difficile trovare le parole adatte, impossibile da realizzare cosa sia successo. Ci hai colti di sorpresa e non sarà facile accettare che ora non ci sei più tra di noi”, si legge nel messaggio. A corredo del post delle foto che mostrano il 47enne sorridente: “Ti vogliamo ricordare così, sempre con il sorriso e con la tua solarità contagiosa – prosegue il messaggio dei compagni di squadra – Sempre disponibile e in prima linea quando c’era da far festa. Che dire Chicco.. non saremo più gli stessi senza di te, ma ti porteremo nei nostri cuori per sempre. Festeggeremo ogni vittoria con uno sguardo al cielo, certi che tu sarai lì a fare il tifo per noi. Ciao Chicco, ci mancherai, ti vogliamo bene”. Sul corpo sarà effettuata l’autopsia che farà luce per capire cosa ha causato il decesso dell’uomo.


ANZIANO UCCISO DA RAGAZZINI, L’AVVOCATO: “SONO RAGAZZI NORMALI, FIGLI DI FAMIGLIE A MODO”.

Lorenzo Bullo, il legale che assiste sette dei quattordici giovani della baby gang sospettata di aver causato la morte di Antonio Cosimo Stano, l’anziano picchiato e rapinato poi morto dopo 18 giorni all’ospedale Giannuzzi, in un’intervista all’Adnkronos ha dichiarato: “Sono tutti ragazzi normalissimi, studenti di liceo nati e cresciuti a Manduria in contesti familiari a modo, figli di commercianti e impiegati pubblici”.

Il legale – che difende sei minorenni e un maggiorenne, ha aggiunto: “Tutti quelli che si sono avvicinati a questa vicenda, mandando, ricevendo o inoltrando video e messaggi sui due gruppi whatsapp in esame sono coinvolti. Per il momento la Procura, che ha secretato gli atti, ha sequestrato tutti i cellulari e non possiamo far nulla. Da parte mia ho nominato il medico legale di parte, il dottor Massimo Brunetti, che dalle 15 sta partecipando all’autopsia sul corpo della vittima. Domani sapremo qualcosa di più. Certo, bisognerà valutare la sussistenza del nesso di casualità tra quanto avvenuto e il decesso, a 18 giorni di distanza dal ricovero, valutare le cartelle cliniche dei primi ricoveri, le analisi del sangue. Aspettiamo l’esito delle indagini, ad oggi senza aver avuto accesso ad alcun atto”.