Monthly Archives: Aprile 2019

GIORGIO A 2 ANNI GRAVEMENTE MALATO, LA MAMMA: “AIUTATEMI A SALVARE MIO FIGLIO”

Giorgio ha solo 2 anni ma un anno fa i suoi genitori hanno scoperto che il piccolo aveva un neuroblastoma metastatico, un tumore aggressivo comune bambini. Dopo essersi sottoposto ad una serie di trattamenti, il peggio sembrava passato, ma poi l’incubo è ricominciato e purtroppo è arrivata una recidiva e il bambino è tornato a fare chemioterapie e ad entrare e uscire dagli ospedali. La mamma, Mariarosaria Del Prete, ha lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe affinché possa ricevere un aiuto: 

“Le nostre speranze si basano su una risposta alla chemioterapia e sull’impiego di farmaci intelligenti o, se questo non fosse possibile, su cure sperimentali diverse”, ha scritto la mamma su GoFundMe, aggiungendo che “sostenere le spese per un anno di cure a Genova è stato impegnativo. Ora, purtroppo, i tempi per le future terapie si prospettano lunghi. Oltre a quanto necessario per affrontare la nostra permanenza a Genova e le conseguenti ripercussioni sulla sfera lavorativa, vorremmo poter aiutare la ricerca scientifica, rendendo concrete le speranze di guarigione di Giorgio e di tanti altri bambini con neuroblastoma refrattario/recidivante. Il mio campione ha bisogno di aiuto”.

TERREMOTO A REGGIO CALBRIA: GRANDE PAURA PER LA POPOLAZIONE

Ancora un terremoto in Italia. Grande paura nel pomeriggio di oggi per una scossa ai Reggio Calabria. L’Ingv ha registrato per la precisione il sisma alle 15.38 un sisma di magnitudo 2.9 a profondità di 13 km. L’epicentro a 4 km da Cardeto e 13 dal capoluogo. Subito dopo il boato è dilagata la paura e allarme sui social network.

Diverse le telefonate ai vigili del fuoco, ma fortunatamente non si hanno notizie di danni a persone o cose. La scossa è stata avvertita chiaramente dalla popolazione anche nella vicina Messina, oltre che a Villa San Giovanni e in Aspromonte.


PAURA IN STRADA A ROMA: UNA DONNA CERCA DI RAPIRE UNA BIMBA ALLA NONNA

Paura in strada a Roma dove una donna ha cercato di rapire una bimba di 21 mesi che si trovava in compagnia della nonna materna. A denunciare l’episodio è stato il padre della piccola che, preoccupato, ha raccontato ai carabinieri quanto accaduto. L’episodio è successo intorno alle ore 8.30 di lunedì 1 aprile, mentre la 68enne stava accompagnando la nipotina all’asilo. Stando a quanto ricostruito, la nonna, al momento dell’accaduto, era insieme alla piccola e stava camminando lungo via Cernaia, poco distante dalla stazione metro di Repubblica, quando una donna sconosciuta e di età incerta, le si è avvicinata improvvisamente mirando il passeggino e ha cercato di portarle via la bambina. La nonna ha però reagito prontamente ridando e attirando l’attenzione dei passanti che hanno assistito alla scena.

Fortunatamente due persone, che hanno capito cosa stesse accadendo sono immediatamente intervenute facendo scappare la donna, che ha lasciato la bimba e si è data alla fuga a gambe levate. Sul caso, indagano i carabinieri della stazione Macao che, intervenuti direttamente sul posto hanno effettuato tutte le verifiche necessarie  acquisendo informazioni utili dalle persone che lavorano in zona e i dettagli di possibili testimoni che hanno dichiarato di aver assistito alla scena. Inoltre i carabinieri stanno passando al vaglio le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza delle attività commerciali lungo la strada, per cercare di risalire a immagini che abbiano ripreso l’accaduto e, conseguentemente, all’identità della donna che ha tentato il rapimento.

“MIO FIGLIO DEVE CURARSI”: LE PAROLE CHOC DELLA MAMMA DI CORONA

Gabriella Privitera, mamma di Fabrizio Corona, è intervenuta ospite di Massimo Gliletti a Non è l’Arena, per parlare del recente ritorno del figlio in carcere. 

Negli ultimi tempi l’ho visto stravolto. I suoi comportamenti negli ultimi programmi televisivi sono stati fuori dalle righe. Fabrizio è chiaramente una persona con dei problemi da curare. Gli ho detto: “Devi lasciare il personaggio Corona, perché non voglio che tu soffra ancora”. Se resta il personaggio, lui soffre, entra ed esce dalle carceri perché i suoi comportamenti vanno contro le regole della società, del vivere comune. Non può non osservare le regole, ma questo non lo capisce. Non c’è possibilità di farglielo capire. In carcere, però, l’ho visto incredulo ma nello stesso tempo forse ha preso consapevolezza che stavolta ha esagerato ed è stato carnefice di se stesso. Sicuramente il carcere può essere uno stop per lui, ma non è il posto dove deve stare. Lui deve essere curato. L’ho trovato tranquillo, ma non so se questa tranquillità è sinonimo di rassegnazione. Lui è disturbato, non si rende conto che certi comportamenti lo portano in carcere.

“Ultimamente con me Fabrizio è cambiato. Prima c’era un rapporto di grandissimo amore, stima reciproca, compagnia. Poi si è allontanato da me perché, secondo la mia interpretazione, io rappresento per lui la sua coscienza, tutto quello che lui era, che io desideravo che fosse. Mi tiene a distanza, forse per non farmi del male. Sicuramente tra noi c’è un grande amore”.

Fino a 20 anni era un ragazzo bravissimo. Poi ha incontrato delle persone sbagliate. A un certo punto ha conosciuto il dio denaro. Non ha mai avuto cattivi esempi. Io e mio marito abbiamo sempre lavorato, come persone semplici. Mio marito (Vittorio Corona, ndr), anche se era un grande giornalista, non si è mai arricchito, perché era un uomo onesto, mai sceso a compromessi. Tutti abbiamo tappe. Fabrizio ha avuto una bella adolescenza, poi c’è stato questo lungo periodo disastroso in cui si è perso, ma io ho la certezza che ci sarà un’altra tappa nella sia vita dove lui sarà un uomo vero e capace di essere diverso.

LA FIDANZATA LO LASCIA, LUI LA RICOPRE DI BENZINA: È GRAVE

Una ragazzina di 13 anni sta combattendo per la vita. Si trova in gravissime condizione, con quasi il 90% del corpo bruciato perché l’ex ragazzo le ha dato fuoco dopo che lei  ha deciso di interrompere la loro relazione. Sabato sera Wilson Javier Meléndez Bonilla, 19 anni, è entrato nella casa della ragazza nella città di Cabo Rojo, nel sudovest di Puerto Rico e ha cosparso il suo corpo di liquido infiammabile prima di darle fuoco. La 34enne Nanette Martínez Camacho, madre della vittima, ha riportato ustioni al viso e alle braccia quando ha cercato di salvare sua figlia. Anche il fratello di nove anni della ragazza ha riportato delle scottature durante l’attacco, fortunatamente le sue ferite non sono gravi.

Di fronte alla polizia locale Wilson Javier Meléndez Bonilla ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando che la 13enne (di cui non è stato diffuso il nome) lo aveva lasciato un mese fa. La ragazza è stata prima stabilizzata all’ospedale De La Concepción a San German e poi trasferita all’ospedale pediatrico dell’Università di San Juan. Il 19enne, che era ancora a casa della ex quando i poliziotti sono arrivati ​​per arrestarlo, è stato accusato di sette capi d’accusa, tra cui quella di tentato omicidio. Secondo quanto ricostruito dalla polizia il ragazzo ha gettato benzina sulla vittima mentre dormiva su un divano e poi le ha dato fuoco.

Stando a quanto riportato da El Vocero, il ragazzo ha detto agli investigatori di aver incontrato la ragazza sei mesi fa quando aveva solo 12 anni. La giovane ha deciso di interrompere la loro relazione un mese fa e Meléndez Bonilla ha detto che è stato “un mese senza vederla”. Mentre tratteneva le lacrime, la madre del ragazzo, Keilla Bonilla, ha detto a WOLE 12 che anche i genitori della 13enne dovrebbero essere ritenuti responsabili per l’attacco. “Sapevano che lui dormiva con lei in casa. La situazione era stata davanti ai loro occhi molte volte … Ha lasciato casa mia due mesi per stare con lei” ha detto la donna.

MORTO SCHIACCIATO A SOLI 18 MESI: IL GESTO COMMOVENTE DEI GENITORI

“Vogliamo che ora Eric venga ricordato da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di apprezzare la sua vivacità e la sua simpatia. Certi che ora, da lassù, sicuramente veglierà su tutti noi che gli abbiamo voluto un mondo di bene”, così i genitori del piccolo Eric Dallapiazza, attraverso i familiari, hanno annunciato la straziante notizia della morte del loro figlioletto di appena 18 mesi, avvenuta domenica pomeriggio all’ospedale Santa Chiara di Trento dove il bimbo era ricoverato da sabato. A nulla sono valsi i disperati tentativi di medici, il piccolo si è spento poco dopo le 14 a seguito delle gravissime ferite riportate in uno spaventoso incidente avvenuto sabato mattina, quando è stato investito dalla ruota posteriore di un trattore a Serso, frazione di Pergine.

Eric era in strada nel passeggino spinto dalla zia quando un trattore guidato da un uomo di 80 anni, svoltando, lo ha schiacciato contro un muretto. Le condizioni del piccolo erano apparse subito gravissime, trasportato d’urgenza in ospedale a Trento con l’elicottero e ricoverato nel reparto di Rianimazione, Eric è peggiorato ulteriormente nella notte tra sabato e domenica fino alla terribile notizia del decesso. Ora gli organi del piccolo salveranno altri bimbi. Nonostante l’atroce dolore per una notizia che nessun genitore vorrebbe mai avere, infatti, Mamma Giusy e papà Mattia davanti ai medici non hanno esitato ad autorizzare l’espianto e la donazione degli organi.

È MORTO GIACOMO BATTAGLIA: IL FAMOSO COMICO AVEVA 54 ANNI

È morto a 54 anni Giacomo Battaglia, il noto comico che insieme a Luigi Miseferi aveva formato una delle coppie comiche più famose del Bagaglino. Dopo una lotta a una grave malattia, Battaglia era stato colpito da un ictus alla fine di giugno 2018. Purtroppo quel momento, non si era più svegliato. Tra le sue imitazioni più famose si ricorda quella di Bruno Vespa.

Era stato proprio l’amico e collega Miseferi a rivelare parlare dello stato di salute a Italia sì: “Purtroppo a gennaio dello scorso anno gli era stata diagnosticata una terribile malattia per la quale è stato operato. Si è sottoposto a cicli di terapia, eppure come un leone ha continuato la tournée con me e Pippo Franco. A giugno, al termine di uno spettacolo dove fu perfetto, a distanza di qualche ora è stato colpito da un ictus. Da quel momento Giacomo dorme un sonno profondo dal quale non è stato possibile svegliarlo”.

PAPÀ FRANCESCO DIFENDE I MIGRANTI: “NON SI FACCIANO ANNEGARE. LE PAURA È L’INIZIO DELLE DITTATURE”

“Coloro che costruiscono i muri finiranno prigionieri dei muri che hanno costruito”. Sono le parole pronunciate da Papa Francesco sul volo che da Rabat l’ha riportato a Roma dopo due giorni in Marocco densi di impegni e di dialogo con esponenti del mondo islamico. Il tema centrale della sua riflessione è ancora una volta è quello delle migrazioni, dei respingimenti e del clima di razzismo che si respira anche in Italia. Pur dichiarando che “io di politica italiana non capisco” il Santo Padre sembra riferirsi anche alla situazione nel nostro paese: “La paura – ha detto, in un’intervista rilasciata al Corriere – è la predica usuale dei populismi e l’inizio delle dittature. Non entra nella mia testa e nel mio cuore tanta crudeltà, vedere affogare persone nel Mediterraneo, non entra, mettiamo un ponte ai porti”.

Ed è proprio un ponte quello che Bergoglio ha voluto costruire durante la sua visita in Marocco: “Ci sono i fiori, i frutti verranno dopo. Ma i fiori sono promettenti. Sono contento, perché in questi due viaggi ho potuto parlare di questo che mi tocca tanto nel cuore, tanto: la pace, l’unità, la fraternità. Con i fratelli musulmani e musulmane abbiamo sigillato questa fraternità nel documento di Abu Dhabi e qui in Marocco tutti abbiamo visto una libertà, una fraternità, un’accoglienza di tutti i fratelli con un rispetto tanto grande”.

Ma è stato il tema delle migrazioni quello principalmente toccato dal Pontefice nella sua conversazione con il Corriere. In particolare Francesco ha rivolto un messaggio a chi alza muri e barriere, come il governo spagnolo che proprio in  Marocco ha costruito un sistema di respingimento che utilizza anche lame per respingere i migranti:

“I costruttori di muri diventeranno prigionieri dei muri che fanno, siano di lame tagliate con coltelli o di mattoni. Ho visto un pezzo di quella barriera, il filo spinato con i coltelli. Sono rimasto commosso e poi ho pianto. Ho pianto perché non entra nella mia testa e nel mio cuore tanta crudeltà. Non entra nella mia testa e nel mio cuore vedere affogare persone nel Mediterraneo, non entra, mettiamo un ponte ai porti. Questo non e’ il modo di risolvere il grave problema dell’immigrazione. Io capisco: un governo ha la patata bollente nelle mani, ma deve risolverlo altrimenti. Umanamente. quando ho visto quel filo spinato coi coltelli, sembrava di non poterci credere. Una volta ho avuto la possibilità di vedere un filmato nel carcere dei rifugiati che tornano, che sono mandati indietro (in Libia, ndr.). Carceri non ufficiali, carceri di trafficanti. Fanno soffrire. Le donne e i bambini li vendono, rimangono gli uomini e li torturano. Si vedono filmati da non credere. Ecco, io non lascio entrare. È vero, perché non ho posto, ma ci sono altri Paesi, c’è l’umanità dell’Unione Europea. Deve parlare l’Unione Europea intera. E invece succede che non lascio entrare, o li lascio affogare lì o li mando via sapendo che tanti di loro cadranno nelle mani di questi trafficanti che venderanno le donne e i bambini, uccideranno o tortureranno per fare schiavi gli uomini. Una volta ho parlato con un governante, un uomo che io rispetto, Alexis Tsipras, e parlando di questo e degli accordi di non lasciare entrare, lui mi ha spiegato le difficoltà, ma alla fine mi ha parlato col cuore e ha detto: ‘I diritti umani vengono prima degli accordi’. Questa frase merita il premio Nobel”.


MORTA LA FAMOSA IMPRENDITRICE IN UN INCIDENTE AEREO: POCO FA LA NOTIZIA

Si è schiantato al suolo, l’aereo privato, sul quale viaggiava. Il monomotore a elica per cause che sono ancora in via di accertamento, è precipitato durante la fase di atterraggio. È morta così Natalia Fileva, la più ricca donna in Russia e tra le più famose di tutto il mondo. L’incidente aereo di cui è rimasta vittima si è verificato nella serata di domenica 31 marzo, vicino la cittadina di Egelsbach, nei pressi di Francoforte, in Germania. Il velivolo era decollato da Cannes, nel Sud della Francia, e stava per terminare il suo viaggio quando è precipitato, prendendo fuoco. Oltre a lei a bordo c’erano il pilota e un altro passeggero, che molto probabilmente era il padre di Natalia. Nessuno di loro è sopravvissuto all’impatto. Cinquantacinque anni, Fileva aveva un patrimonio stimato di circa 600 milioni di dollari proprio grazie ad una azienda che si occupa di aerospazio.

Natalia era co-proprietaria insieme al marito Vladislav della compagnia aerea S7, nata originariamente come Sibir Airline. La gestione della S7 era passata integralmente a lei da quando consorte aveva deciso di dedicarsi al business aerospaziale.


FUMO DALLA TURBINA DELL’AEREO RYANAIR: PANICO TRA I PASSEGGERI

Panico a bordo del Boeing 737 della Ryanair proveniente dall’aeroporto di Napoli Capodichino e diretto all’aeroporto Antonio Canova, di Treviso. Durante la fase di atterraggio il pilota è stato costretto a chiedere alla torre di controllo dell’aeroporto, l’attivazione del piano d’emergenza. La ragione è da attribuirai a del fumo nero in uscita da un motore nella fase di arrivo allo scalo veneto.

Il volo della compagnia irlandese low-cost nota per i suoi prezzi concorrenziali sul web, trasportava 170 passeggeri ed è arrivato comunque regolarmente nella cittadina Veneta alle ore 7.54. I vigili del fuoco chiamati ad assistere la manovra hanno ravvisato la perdita d’olio da una turbina e l’aeromobile non potrà perciò ripartire per Napoli fino a quando non sarà riparato. Ai passeggeri diretti allo scalo partenopeo, è stato messo a disposizione un altro aereo. L’incidente non ha provocato ritardi o disguidi nell’operatività generale dell’aeroporto di Treviso.