Monthly Archives: Gennaio 2019

SCENDE DAL SEGGIOLINO DELL’AUTO E VIENE TRAVOLTO: MORTO BIMBO DI 3 ANNI

Una tragedia terribile quella avvenuta nel Cesenate: un bambino di tre anni è morto investito da un’auto in transito dopo essere sceso dal seggiolino della macchina guidata dal papà. Inutile la corsa all’ospedale Bufalini di Cesena dove il piccolo, nonostante i soccorsi, è morto poco dopo. Come riporta il quotidiano Il Resto del Carlino, il dramma è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì 4 gennaio 2019 tra la strada provinciale Cagnona e via Palmezzano, a San Mauro Pascoli. Sono ancora in corso le indagini dei carabinieri per stabilire l’esatta dinamica del tragico incidente ma stando a una prima ricostruzione, il padre del bambino, un uomo senegalese di 40 anni residente con la famiglia in centro a Savignano, era alla guida di una Audi A2 e stava percorrendo la provinciale 10 Cagnona quando, all’altezza con l’intersezione con via Palmezzano, ha accostato e si è fermato scendendo dall’auto. Sono ancora da chiarire i motivi per cui il 40enne si sia fermato, fatto sta che poco dopo il figlio, che era seduto sull’apposito seggiolino sistemato dietro e non si sa se fosse legato o meno, è sceso improvvisamente e ha attraversato la provinciale 10 Cagnona mentre stavano arrivando alcune auto.

 

La prima l’ha schivato, la seconda, invece, non è riuscita a evitare l’impatto e ha centrato il bimbo. Alla guida dell’auto, un 40enne di San Mauro Pascoli che ha sbandato ed è finito nel fossato laterale e ha riportato lievi ferite. I soccorsi sono stati immediati, ma il bambino, di 3 anni, è morto all’ospedale Bufalini di Cesena dove era stato trasportato dagli operatori sanitari, con il padre del piccolo e l’investitore sotto choc. Ai militari il padre avrebbe raccontato di essersi fermato per un’emergenza e una volta uscito dal veicolo ha perso il contatto visivo col figlioletto che era sul sedile posteriore. Le indagini dovranno stabilire se il piccolo era legato al seggiolino.

MARIA DE FILIPPI PREOCCUPATA PER IL FIGLIO: LE PAROLE DELLA CONDUTTRICE

Sicuramente Maria De Filippi è una tra le conduttrici più amate della televisione italiana e insieme al consorte Maurizio Costanzo formano una delle coppie più consolidate dello spettacolo. Una notorietà, la loro, che poteva condizionare il rapporto con Gabriele Costanzo, il ragazzo che la coppia adottò 14 anni fa. A distanza di diverso tempo la conduttrice di Uomini e Donne ha confessato quelle che sono le paure di una madre. 

“Da quando è arrivato nelle nostre vite abbiamo cercato di proteggerlo dalla nostra fama, evitando che si montasse la testa o che se ne sentisse schiacciato. Che sia biologico o adottivo, un figlio è un figlio punto”, ha dichiarato la De Filippi nel corso di una lunga intervista al magazine di gossip InFamiglia. A differenza dei suoi genitori, Gabriele Costanzo sta vivendo la sua vita lontana dalle telecamere e i riflettori. Il figlio di Maria De Filippi e Maurizio, infatti, lavora dietro le quinte del dating show Uomini e Donne. Parlando del suo ragazzo, Maria ha anche detto:

“Quando adotti un figlio non è che ti arrivi in casa una persone che è già fatta in un modo e non cambia più: la verità è che, piano piano, tra te e lui succede qualcosa. Nasce un sentimento di appartenenza reciproco. Crescendo tuo figlio prende da te e tu rivedi un sacco di cose tue in lui”.

A differenza di Maria De Filippi che ha solo Gabriele, Maurizio Costanzo ha altri due figli avuti dai suoi precedenti matrimoni. La conduttrice è molto affezionata al 26enne che qualche mese fa si è pure fidanzato ufficialmente. A rivelarlo è stato il diretto interessato attraverso uno scatto su Instagram.

ORRORE A SCUOLA: RAGAZZINO SFIGURATO CON IL COMPASSO DA UN COMPAGNO

Un ragazzino 13enne di Terni è stato aggredito da un compagno di classe che lo ha colpito sulla testa e al volto tenendo in pugno un compasso. Marco è stato soccorso immediatamente dagli insegnanti, mentre alcuni compagni correvano ad avvertire la mamma della vittima che lo stava aspettando in auto davanti alla scuola. Come riporta il Messaggero, l’adolescente, è stato curato al pronto soccorso dell’ospedale di Terni dove è giunto con il volto sanguinante.

Marco presentava  lividi in testa e buchi lasciati dalla punta del compasso oltre a una vasta ferita accanto alla bocca che ha richiesto vari punti di sutura, e che secondo i medici, non andrà mai via. “Una scena che non avrei mai immaginato di dover sopportare. E che sarà difficile dimenticare” ha detto la madre.

“Mio figlio sta vivendo questa brutta storia come un’ingiustizia” ha aggiunto la donna. Mentre era con lui al pronto soccorso avrebbe ricevuto la telefonata della madre del compagno che l’aveva aggredito, che avrebbe subito provato a difendere il proprio figlio.

“Speravo che fosse per chiedere scusa e invece mi sono sentita dire che lui si era arrabbiato perché mio figlio lo aveva preso in giro” dice ancora la madre del ragazzino aggredito. “Non l’ho mai preso in giro non vedo come posso averlo offeso visto che non ci parliamo” ha detto Marco, a cui sarebbero state chieste spiegazioni, per giustificare l’aggressione. “Come capita spesso in questi casi si è sentito lui sotto accusa.

Da vittima di un grave atto di bullismo mio figlio rischia di diventare il carnefice. Sinceramente, più che il dolore della ferita, ora Marco avverte la mancanza di giustizia” continua la madre di Marco. Nel frattempo sono scattate le indagini, mentre i genitori del 13enne sfigurato sono stati convocati dall’ufficio minori della questura per essere sentiti sull’accaduto.

VICESINDACO GETTA INDUMENTI DEI SENZATETTO NEL CASSONETTO: IL GESTO CHE FA DISCUTERE

Camminando per strada si è imbattuto in un ammasso di coperte e indumenti usati, utilizzati con ogni probabilità da qualche senzatetto per riparasi dal freddo di queste gelide notti d’inverno. Senza alcuna esitazione li ha presi e li ha buttati in un vicino cassonetto della spazzatura solo per rendere, a suo dire, la strada più pulita. È il gesto compiuto dal vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, che lo ha raccontato personalmente attraverso un post su facebook.

 “Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra… coperte, giacche, un piumino e altro; non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati: da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente!” ha scritto infatti il vicesindaco triestino.

“Durerà? Vedremo! Il segnale è: tolleranza zero!! Trieste la voglio pulita!! PS: sono andato subito a lavarmi le mani! E adesso si scatenino pure i benpensanti, non me ne frega nulla!!” ha aggiunto il rappresentante della giunta locale, che però poco dopo ha fatto sparire il post. “Se c’è la persona lì, ovviamente non vado a portarle via le cose” ha spiegato poi Polidori all’agenzia Dire, rivelando di sapere a chi appartenessero quelle coperte. “È un uomo già attenzionato dai servizi sociali più volte, e più volte ha rifiutato di essere messo in una struttura protetta, dove io mi ero mosso per farlo andare”, ha raccontato il politico, noto esponente leghista e non nuovo a simili iniziative, aggiungendo:

“Nessuno va oggi a Trieste, se non volontariamente, a dormire sotto le stelle senza un pasto caldo e senza potersi lavare”. “Quindi ripeto: la possibilità di essere accolto c’è, non si può tollerare che le persone possano dormire così in strada. Non si può accettare una condizione di degrado così a Trieste, né in un caso, né in dieci o cento, se non vogliamo avere un accampamento a cielo aperto nella nostra città. Questo è una condizione che io combatto, sempre nei limiti della solidarietà, dell’umanità e del soccorso” ha concluso.

SHOCK IN ITALIA: 14ENNE UCCIDE IL PADRE CON UN COLTELLO

Erano in casa e probabilmente stavano giocando. All’improvviso uno scatto d’ira e un ragazzo di 14 anni uccide il padre, accoltellandolo. Il dramma è accaduto giovedì sera intorno alle 22: la vittima è Andrea Rocchi, un uomo di 55 anni, italiano e residente in provincia di Ravenna, a Cervia. Il 55enne è stato portato immediatamente all’ospedale Bufalini di Cesena, ma le sue condizioni sono apparse fin da subito critiche e non è stato possibile fare nulla: l’uomo è deceduto venerdì mattina.

Il figlio è stato fermato dai carabinieri e ora la sua posizione è al vaglio degli inquirenti, probabilmente verrà trasferito in una struttura per minori. Viene mantenuto comunque il massimo riserbo, mentre emerge che il ragazzino soffriva di un forte disagio personale ed era da tempo seguito per problemi di autismo. Verrà aperto un fascicolo per omicidio aggravato e si approfondirà il contesto familiare in cui è avvenuto il delitto, per capire cosa sia realmente accaduto. 

Sul luogo è intervenuto il pm di turno della procura per i minorenni di Bologna, che ha competenza regionale e si sta occupando di coordinare gli accertamenti del caso. Secondo le prime informazioni trapelate, i soccorsi sono stati allertati dai familiari. Sembrerebbe che il padre del ragazzo sia intervenuto per sedare un litigio tra il 14enne e il suo fratello gemello mentre giocavano. Ma, alla fine della lite, sarebbe stata sferrata la coltellata. L’uomo è stato ucciso con un solo colpo letale, l’arma utilizzata è un coltello da cucina che è stato ora sequestrato.