Monthly Archives: Gennaio 2019

“MIA MOGLIE HA PERSO IL BAMBINO STASERA”: I TIFOSI SONO SENZA PAROLE

Il difensore dell’Atalanta Toloi ha vissuto una notte che non dimenticherà mai in positivo e in negativo. Mercoledì ha gioito e festeggiato per il successo ottenuto contro la Juventus in Coppa Italia, ma dopo il match ha avuto una notizia bruttissima, perché la moglie ha perso il bambino che aveva in grembo.Flavia era incinta di 10 settimane ma purtroppo improvvisamente le cose si sono complicate fino al tragico epilogo. L’ex difensore della Roma ha parlato dei momenti difficili che ha vissuto e ha ringraziato anche i tifosi e i compagni di squadra dell’Atalanta, che in queste ore gli sono stati molto vicini.

“Vorrei trasmettervi ciò che mi è successo ieri! Come faccio sempre prima della partita , chiamo mia moglie e mia figlia prima di andare allo stadio! Ieri, quando ho chiamato, ho visto che qualcosa non andava, conosco munto bene mia moglie e ho visto che qualcosa era successo! Mia moglie era incinta di 8 a 10 settimane e ieri andata a fare gli esami di routine, sarebbe stato il primo giorno che avremmo ascoltato il cuore! Ho chiesto la registrazione dell’esame e lei non mi ha mandato, ha detto che il telefono aveva finito la batteria! Lì ho iniziato a immaginare che fosse successo del male ! Ma lei non mi ha detto nulla, voleva che mi concentessi al 100% sulla partita. In mezzo a tanti pensieri negativi avevo una partita importante da giocare, e mi sono detto, se è accaduto qualsiasi cosa di male il minimo che devo fare è aiutare i miei compagni di squadra per vincere questa partita in modo da poter prendere un minimo di gioia a casa mia quando torno! Abbiamo finito la partita vinta 3 a 0 una delle squadre più forti al mondo e siamo in semifinale di Coppa Italia, ho vissuto una notte magica insieme dei miei compagni e di una tifoseria fantastica, ma quando sono tornato a casa dopo la partita ricevuto la notizia che tanto temuto , abbiamo perso il nostro bambino, una dolore e tristezza multo grande ! Ma vorrei ringraziare la mia squadra i miei compagni e a Bergamo che in qualche modo mi hanno aiutato a rendere questo dolore un può più piccolo anche se un minimo! A mia amata moglie dico solo una cosa Ti amo e sarò sempre con te Flavia Toloi ❤️ ! La vita è così debbiamo essere forte in tutti momenti e io credo che Dio abbia conservato il meglio per noi!”

“TONY PIANGE IN CARCERE”: ECCO COSA STA ACCADENDO ALL’UOMO

Tony Essoubti Badre ha ammesso le proprie responsabilità nell’omicidio del piccolo Giuseppe, 7 anni, ucciso a Cardito, Napoli, domenica scorsa e si è detto pentito al gip, nel corso dell’udienza di convalida del fermo nel carcere di Poggioreale, ribadendo, come già fatto davanti agli investigatori della polizia, di aver colpito il bimbo e la sorellina, che è ancora ricoverata all’ospedale pediatrico Santobono, con calci, schiaffi pugni e anche di aver usato il manico di una scopa.

“Il ragazzo è in crisi, è distrutto, non riesce a capacitarsi di come possa aver fatto una cosa così grave”, ha detto all’Adnkronos il suo avvocato, Michele Coronella, che ha parlato di “momento di follia pura in cui non si è reso conto di cosa faceva”. Al gip il 24enne avrebbe anche detto che la compagna 30enne, madre di Giuseppe e Noemi, avrebbe provato invano a fermarlo. Tony ha detto di aver “sottovalutato la portata delle ferite” inferte al bambino, perdendo quelle due-tre ore risultate poi fatali per la sua sopravvivenza.

NONNI UBRIACHI UCCIDONO IL NIPOTINO GETTANDOLO NELLA STUFA: “PIANGEVA TROPPO”

È morto carbonizzato dopo essere stato buttato vivo dai nonni ubriachi in una stufa. L’oribbile omicidio è avvenuto martedì scorso in Russia, dove il piccolo Maxim Sagalakov è morto a soli 11 mesi ucciso dai nonni che non sopportando il suo pianto, sotto l’effetto della vodka, hanno compiuto il terribile gesto.

La mamma Viktoria Sagalakova, 20 anni, lo aveva lasciato ai suoi genitori di 42 e 47 anni, nel distretto di Khakassia, nella Siberia meridionale. Avrebbero dovuto fargli compagnia solo per qualche ora. Ma quando la ragazza è ritornata, ha trovato il suo bambino dentro la stufa a mattoni, con gravi ustioni lungo il corpo. Secondo le forze dell’ordine, i nonni erano ubriachi.

I vicini di casa dei nonni hanno raccontato a una televisione locale. “Negli ultimi tempi era sempre così – ha detto Evgeniy Borgoyakov, che abita vicino alla casa dove si è consumata la tragedia -. Quella sera abbiamo sentito tutto, anche quando hanno gettato il bimbo in quella stufa”. La coppia, che è stata arrestata, rischia ora l’ergastolo per il delitto commesso. Intanto, è in corso un’indagine per cercare di stabilire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. La mamma del piccolo ha lasciato solo un messaggio sul proprio profilo Facebook: “Il dolore non va via neanche per un minuto – ha scritto -. Come farò ad andare avanti senza di te? Vieni a trovarmi nei miei sogni, ti prego”.

LICENZIATA PERCHÈ TROPPO GRASSA: PITTARELLO INVESTITO DALLE POLEMICHE

Dopo le polemiche per il licenziamento da parte di Pittarello della 28enne Arianna Marchi a causa del suo peso, poco fa sono arrivate le parole dell’azienda, proprio dove la ragazza era stata assunta e poi mandata a casa solo dopo quattro ore dall’inizio del suo primo turno lavorativo.

“In tutti i punti vendita della nostra struttura il personale non viene assunto in base a determinati standard fisici, ma in base alla condivisione di determinati valori e requisiti professionali – si legge nella nota condivisa sulla pagina Facebook ufficiale dell’azienda – ci scusiamo con Arianna e la sua famiglia se la comunicazione da parte dell’agenzia interinale li ha in qualche modo delusi o offesi”. 

Nel post viene poi spiegato che è in corso internamente una verifica per cercare di capire cosa sia accaduto e comminare azioni disciplinari se ci sono responsabilità. Arianna ha commentato così le parole dell’azienda: “Va bene così, a me bastavano le scuse – ha fatto sapere la giovane – del resto io non ho mai avuto intenzione di denunciare nessuno. Ho semplicemente chiesto ragione all’agenzia interinale di un licenziamento e loro in modo molto corretto mi hanno informato”

HA TENTATO DI GETTARSI DAL CAVALCAVIA: ECCO COS’HANNO FATTO I CAMIONISTI

Ieri mercoledì 30 gennaio diversi  autoarticolati si sono schierati sotto ad un cavalcavia per evitare il suicidio di un uomo che minacciava di gettarsi nel vuoto o quantomeno almeno per tentare di ridurre i danni nel caso lo avesse fatto. È quanto ritraggono alcune immagini scattate lungo l’autostrada A22 del Brennero dove un uomo ha scavalcato la rete di protezione di un cavalcavia in località Ferlina, a Bussolengo (Verona), minacciando il suicidio. Secondo quanto riportato dai quotidiani locali, l’allarme è stato dato attraverso una  segnalazione giunta alla centrale operativa dei carabinieri della Compagnia di Peschiera del Garda. La pattuglia della stazione di Bussolengo e quella del Nucleo Operativo e Radiomobile di Peschiera, allertate si sono precipitate sotto al cavalcavia.

Le forze dell’ordine hanno iniziato a parlare con l’uomo che minacciava il suicidio e che avrebbe giustificato il gesto accusando la moglie dalla quale si stava separando di negargli la visita al figlio minorenne. I Carabinieri con l’ausilio della Polizia stradale hanno bloccato il traffico autostradale e fortunatamente sono riusciti a rassicurare l’uomo, un cittadino moldavo classe 1970, facendolo desistere dal compire l’estremo gesto. L’uomo è stato quindi affidato ai sanitari del 118 e trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Bussolengo per accertamenti.

MARCO VANNINI. ESULTA L’AVVOCATO DI CIONTOLI: “SENTENZA VITTORIA DEL DIRITTO”

Ieri sera la trasmissione ‘Chi l’ha visto?’ su Rai 3 si è occupata nuovamente  dell’omicidio di Marco Vannini, dopo la sentenza di secondo grado che ha visto diminuire la pena per Antonio Ciontoli da 14 a 5 anni per omicidio colposo. Il legale della famiglia Ciontoli, durante la puntata ha commentato il verdetto, a netto favore dei suoi assistiti. “È stata la vittoria del diritto.
Noi abbiamo sempre detto che il dolo non c’era. Mai è stato preso in considerazione l’evento morte… Il mio assistito non si è mai sottratto dal riconoscere le sue responsabilità. Noi abbiamo solo cercato che a queste responsabilità fosse data la giusta configurazione giuridica”. Martedì 29 gennaio i giudici hanno confermato la condanna a 3 anni per il figlio di Antonio Ciontoli Federico, la moglie Maria e la figlia Martina, all’epoca la fidanzata di Marco. L’accusa aveva chiesto una condanna a 14 anni di reclusione per tutti i membri della famiglia, tutti coinvolti nella catena di omissioni e ritardi seguiti al colpo di pistola esploso dall’arma di Ciontoli che ha colpito Marco Vannini mentre si trovava sotto la doccia. Nuovamente assolta Viola Giorgini, la fidanzata di Federico anche lei in casa al momento dei fatti.

“TUO FIGLIO PELATO…” VERGOGNA CONTRO ELENA SANTARELLI: ECCO COSA È SUCCESSO

Elena Santarelli non ne può più delle persone che hanno una curiosità morbosa riguardo i malati  nello specifico nei confronti del figlio Giacomo. La showgirl che è famosa per non ignorare mai la provocazioni, ha risposto in questo modo: “Di certo il motivo mi sembra chiaro per cui non pubblichi… L’ho anche spiegato molte volte…”. Ma l’utente è andato oltre e ha ribattuto così, senza veramente un briciolo di logica: “Anche se pelato potrebbe mettere una foto sua”. 

Quel commento ha ovviamente scatenato i fan di Elena Santarelli che si sono scagliati contro l’utente reo di essere stato indelicato e irrispettoso. Quando Elena ha letto il commento in questione, ha scritto scocciata: “Devo conservare tante di quelle energie per me e per le persone che amo che perdere tempo con una così non serve a nulla… Rimane tale e la sua anima si è sporcata…”.

ALESSANDRA È STATA TROVATA MORTA: ERA SCOMPARSA LUNEDÌ

È stato trovato il corpo di Alessandra Ercolani, la ragazza scomparsa lunedì mattina dalla sua casa di Civitanova Marche. A lanciare l’allarme era stata la madre. Le speranze di ritrovarla in vita sono naufragate ieri poco dopo le 20.45 quando i carabinieri hanno avvistato l’auto, una Hyundai Getz, sulla quale Alessandra Ercolani si era allontanata. La macchiana è stata ritrovata nei pressi del viale conduce all’Hotel House di Porto Recanati. A spezzare la vita di Alessandra Ercolani potrebbe essere stata un’overdose. Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte. 

Roxana Adela Alessandra Ercolani Era stata adottata da piccola e aveva frequentato l’istituto grafico pubblicitario. I suoi problemi con la droga erano noti, ma stava cercando di recuperare, anche con percorsi terapeutici che però non sono riusciti purtroppo a salvarla. Il telefono della giovane, scrive Laura Boccanera per Cronache maceratesi, era stato localizzato a Porto Recanati e le ricerche erano partite da lì.

Nel 2012 si era candidata consigliere comunale con Rifondazione comunista e la ricorda Belinda Emili: «Una ragazza dolcissima, amante degli animali, dei cani, appena poteva faceva anche volontariato con l’associazione Uniti per la coda ed era sempre la prima ad adottare se qualche cagnolino aveva particolare bisogno di affetto e cure».

JESSICA È STATA RITROVATA: IMMENSA GIOIA PER LA MAMMA

È stata ritrovata Jessica, la ragazza che ha lasciato con il fiato sospeso la sua famiglia per diversi giorni. La ragazza di quindici anni che una settimana fa si era allontanata da Bolzano è stata trovata poche ore fa e a comunicare l’annuncio su Facebook è stata proprio la madre Natascha Grumser, che sul social aveva lanciato numerosi appelli per ritrovare la figlia. 

Secondo le prime informazioni Jessica si trovava in un appartamento di Dorsoduro in provincia di Venezia insieme ad altri quattro minori, tre ragazzi di origine macedone e una ragazza italiana. La mamma, ha dato la splendida notizia del ritrovamento su Facebook ringraziando tutti quelli che in questi giorni di tensione l’hanno aiutata senza mai arrendersi. Le indagini sono state condotte dalla Polizia di Bolzano e di Venezia.

EMILIANO SALA: RITROVATI PEZZI DELL’AEREO SCOMPARSO: LA BRUTTA NOTIZIA

Grazie anche ai fondi raccolti da familiari, amici e altri giocatori, nelle scorse ore sono riprese le ricerche del piccolo aereo da turismo scomparso lo scorso 21 gennaio con a bordo Emiliano Sala. Ricerche che purtroppo hanno già dato alcune risposte significative. Come confermato dalle autorità francesi, il lavoro congiunto dei due team ha infatti portato al ritrovamento di due cuscinetti che, secondo gli esami preliminari, dovrebbero provenire dall’aereo su cui viaggiava l’attaccante argentino prima di scomparire dai radar.

I resti sono stati ritrovati su una spiaggia francese, vicino Surtainville, sulla penisola Cotentin e la conferma è arrivata anche dall’Air Accidents Investigation Branch (AAIB). A testimonianza di questo ritrovamento, ci sarebbero anche le valutazioni dettagliate della traiettoria di volo e dell’ultima posizione radar conosciuta, che coinciderebbero con l’area nella quale sono stati ritrovati i primi relitti del velivolo. Non appena le condizioni climatiche lo consentiranno riprenderanno le ricerche con l’aiuto di sommozzatori che agiranno in un’area individuata di quattro miglia nautiche. 

TONY CONFESSA: “LA MADRE HA CERCA DI FERMARMI MENTRE PICCHIAVO I BAMBINI”

Durante l’interrogatorio di Tony Essobti sono emersi anche altri particolari agghiaccianti. La madre dei bimbi, secondo Essobti, avrebbe assistito al pestaggio e avrebbe anche cercato di difendere i figli senza purtroppo riuscirci.

“Volevo bene ai ragazzi come fossero miei, ma quando hanno distrutto la cameretta, in particolare la sponda del letto acquistata con tanti sacrifici, ho perso la testa” ha detto il 24enne. Essobti fornisce dunque una piena confessione, assumendosi tutta la responsabilità delle percosse e dell’omicidio di Giuseppe. Ora si attendono,i risultati dell’autopsia sul corpo del bambino, che sarà effettuata oggi ma i cui risultati arriveranno soltanto tra qualche giorno. Le dichiarazioni del 24enne sono state fondamentali sopratutto per chiarire la posizione della madre dei bimbi, che risulta ancora indagata dagli inquirenti.

GIUSTIZIA PER MARCO VANNINI: IL WEB INSORGE E LANCIA DUE PETIZIONI

“Giustizia per Marco Vannini”: poche ore fa, sono state lanciate due petizioni su Change.org che sono già state firmate da migliaia di cittadini. La prima è stata lanciata da Margherita otto mesi fa e in pochissime ore ha già superato le 20mila firme e in tanti in questi minuti stanno continuando a sostenerla. La seconda lanciata 9 mesi fa, ha superato questa mattina le 13mila firme. 

Ieri i giudici della Corte d’Assise d’Appello hanno condannato a 5 anni Antonio Ciontoli per omicidio colposo. In primo grado era stato condannato a 14 anni per omicidio preterintenzionale. Per lui e per gli altri membri della famiglia, la moglie Maria, i figli Federico e Martina, che di Marco Vannini era la fidanzata, i pm avevano chiesto 14 anni di reclusione. La corte invece ha voluto ridurre la pena ad Antonio Ciontoli e confermare la condanna a tre anni per omicidio colposo per i suoi familiari. Confermata, l’assoluzione per la fidanzata di Federico.

INCIDENTE CON IL PRODOTTO IKEA: BIMBA RISCHIA DI PERDERE UN DITO

Una bambina resterà “sfregiata a vita” dopo che il suo dito è rimasto intrappolato in una sedia pieghevole dell’Ikea. Le foto choc delle ferite subite da Kaylah Bennett, 14 mesi, nell’incidente avvenuto venerdì sera, sono state rese pubbliche dalla mamma della piccola e rilanciate da BirminghamLive. Sophie Marie, di Walsall, stava cucinando insieme alle figlie quando improvvisamente ha sentito urlare la più piccola. La bimba è stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’emergenza per riattaccare il dito perché “meno del 20% era intatto”.

Ora, i familiari stanno aspettando per capire se l’operazione ha avuto successo, diversamente il dito della piccola dovrà essere amputato. “Stava scendendo dalla sedia quando questa si è piegata e le sue dita sono rimaste schiacciate tra il metallo” racconta Sophie Marie che è anche mamma di Khyanna, nove anni, e Tiyane, sei. “Sono corsa e ho potuto vedere la punta del suo dito letteralmente appesa, si vedevano le ossa. Non ho mai visto così tanto sangue in vita mia, non smetteva di sanguinare”, dice ancora la donna. La bimba è stata operata al Children’s Hospital di Birmingham. “Sapremo se ha funzionato solo quando le bende si saranno staccate tra sette giorni. Ma potrebbe semplicemente iniziare a morire, e in quel caso potrebbe essere necessario amputarlo” dice la donna.

La “Gunde” dell’Ikea è un sedia pieghevole molto popolare anche e soprattutto per il suo prezzo: appena 6,50€. “Abbiamo avuto diverse di queste sedie perché costano poco e si piegano in modo da poterle riporre bene e portarle fuori quando ne hai bisogno. Tutte le mie figlie si sono sedute su quelle sedie, ora però ce ne sbarazzeremo” ammette Sophie Marie. “Ho parlato con Ikea e si sono offerti di rimborsare le spese mediche di mia figlia” dice. “La mia povera bambina, continua a puntare il dito e a dirmi: “sono ferita’. Volevo condividere le foto perché ho paura che accada ad altri bambini. Voglio sapere cosa farà Ikea per fare in modo che un altro genitore non passi questa esperienza traumatica”conclude la mamma di Kaylah.

Un portavoce di Ikea ha dichiarato: “Recentemente siamo stati informati di un incidente che ha coinvolto la nostra sedia pieghevole GUNDE. La sicurezza dei nostri prodotti è sempre la nostra massima priorità e non appena ci siamo resi conto di questo incidente abbiamo iniziato un’indagine approfondita. Siamo, ovviamente, profondamente preoccupati nell’apprendere di questo incidente e siamo stati in contatto diretto con la signora Bennett. Continueremo a indagare ulteriormente su questa questione.”

È MORTO LEONARDO CENCI: ERA IL SIMBOLO DELLA LOTTA CONTRA

Perugia in lutto: questa mattina si è spento il presidente dell’associazione “Avanti Tutta”,  Leonardo Cenci, 46 anni, diventato testimonial a livello nazionale della lotta contro il cancro attraverso lo sport e la solidarietà. Così lo staff dell’associazione su Facebook: “Il nostro Leo è volato in cielo, tra gli angeli. La sua missione sulla terra è terminata questa mattina, poco dopo le ore 10. Di questi sei anni che gli sono stati “regalati” dalla malattia non ha sprecato neanche un giorno. Con i sogni ai piedi e l’invincibilità nel suo cuore è riuscito a realizzare tanti dei suoi desideri ed il resto saranno portati a compimento perché il patrimonio umano e materiale che lui ha creato non andrà disperso.
Corri Leo in cielo, corri felice e veglia su chi, come noi, ti ha voluto sempre bene. Corri e ricordaci che dobbiamo sempre credere nei nostri sogni e nella forza dell’amore andando sempre #AvantiTutta. R.I.P. Guerriero”.

Leonardo era stato insignito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella come “esempio civile” per il suo impegno nello sport. Il fondatore di Avanti tutta aveva corso per due volte la maratona di New York con la malattia in atto. Da qualche settimana il suo quadro clinico era peggiorato. All’inizio di novembre, dopo un primo ricovero, per un improvviso abbassamento della vista causato dalle metastasi al cervello, Cenci si era ripreso e aveva continuato le sue numerosissime attività. Alla vigilia di Natale, era stato colto da un attacco epilettico poi Il peggioramento, fino al tragico epilogo.

MICHAELA MORTA NEL SONNO A 23 ANNI: PARENTI E AMICI DISTRUTTI DAL DOLORE

Michaela Moglia una giovane barista di 23 anni residente a San Salvatore è morta in modo improvviso e inaspettato: è stata trovata priva di vita nel suo letto, nel sonno, mentre dormiva. Una tragedia che ha colpito nel profondo l’intera comunità sospirese. Secondo quanto emerso la giovane, come ogni mattina, alle 5 doveva recarsi al lavoro, in una pasticceria di Soragna, ma quando non l’hanno vista arrivare è scattato l’allarme. Il caso di Michaela Moglia ha lasciato tutti senza parole a cominciare dagli amici increduli. Ma, purtroppo, non è l’unico.

La casistica è piena di episodi come quello di Michaela Moglia. Se si vogliono ricercare cause all’interno del corpo umano, allora i principali indiziati sono sicuramente il cuore e i polmoni: un loro improvviso malfunzionamento può avere gravi conseguenze e portare alla morte. È stato osservato che durante la fase REM del sonno aumenti sensibilmente lo stress a carico del sistema cardio-vascolare, e possono quindi verificarsi le condizioni per un arresto cardiaco.

BIMBO DI 2 MESI MUORE SCHIACCIATO DALL’ASCENSORE: LA TERRIBILE TRAGEDIA

Dopo aver notato che l’ascensore era arrivata al piano, una donna stava entrando dentro col passeggino del figlioletto di appena due mesi per scendere quando si è accorta che improvvisamente l’ascensore si stava muovendo verso l’alto con le porte ancora aperte. Lei ha cercato subito di tirare via la carrozzina col piccolo ma da lì a pochi istanti è successa una vera tragedia. La donna ha visto morire il suo bimbo, schiacciato dall’ascensore contro il soffitto. La terribile vicenda è avvenuta nel pomeriggio di lunedì verso le 16.45, in un palazzo del quartiere San Telmo di Buenos Aires, in Argentina .

Nonostante l’arrivo quasi immediato dei soccorsi medici e dei vigili del fuoco, purtroppo il bimbo è praticamente morto sul colpo e ogni tentativo di rianimarlo è stato vano.. Secondo gli altri condomini del palazzo, che risale agli anni ’60, quell’ascensore ha sempre dato problemi  ed era spesso guasto. Secondo l’agenzia di controllo governativa l’edificio ha due ascensori abilitati e l’ultimo controllo darebbe stato effettuato lo scorso 5 gennaio . Una vera tragedia che ha lasciato tutta l’Argentina sotto shock.

LE URLA DI DOLORE DELLA MAMMA DI MARCO VANNINI: “VERGOGNA LA GIUSTIZIA NON È UGUALE PER TUTTI”

“Vergogna, è uno schifo”, urla la mamma di Marco Vannini quando il giudice della Corte d’Assise d’Appello legge la sentenza che condanna Antonio Ciontoli a 5 anni per omicidio colposo e a tre anni gli altri membri della famiglia. “Non può valere 5 anni la vita di mio figlio. Dove sta la legge? Lui era nel fiore degli anni. Aveva il futuro davanti…”, urla ai giudici.

“Chi protegge questi personaggi? Mio figlio è stato lasciato agonizzante e poteva salvarsi se fosse stato soccorso in tempo. E’ una vergogna. Sono tutti venduti. Io e mio marito strappiamo la tessera elettorale. Non c’è Stato per mio figlio”, dice ancora in lacrime ai cronisti. Fuori dall’aula sono tantissime le proteste da parte di familiari e amici di Marco. “Non è possibile, non è giusto”, dicono in molti.

Anche il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, ha commentato negativamente la sentenza d’appello: “Uno Stato che consente di uccidere un suo ragazzo senza che di fatto i suoi assassini vengano puniti non è uno Stato di diritto ma è uno Stato in cui la giustizia oramai è morta e le Istituzioni non sono più un riferimento credibile per i cittadini. Da sindaco mi sento di dire che oggi provo un senso di vergogna nell’indossare la fascia tricolore in rappresentanza di uno Stato che non tutela i cittadini e che lascia impuniti gli assassini di Marco. Metterò le bandiere della nostra città a lutto e invito i sindaci di tutta Italia a farlo in rispetto di Marco Vannini e dei tantissimi che come lui hanno perso la vita senza che lo Stato italiano gli riconoscesse giustizia”.

ANGELA HA RITROVATO SUA FIGLIA DOPO 22 ANNI: L’IMMENSA GIOIA POCO FA

“Quando ho saputo che una ragazza poteva essere mia figlia, ho cominciato a piangere. Non potrò mai dimenticare quel giorno”. Angela ha 52 anni e vive a Verona. Nel 1996 mette al mondo Denise che subito dopo la nascita viene messa in istituto e poi data in adozione. Una vicenda difficile e dolorosa, come tutte quelle in cui un neonato viene tolto alla madre naturale. “Dopo l’adozione, non l’ho più rivista ma non ho mai smesso di pensare a lei”, ricorda Angela.
“Ho avuto dei problemi in passato però quando sono riuscita a superarli, ho deciso di cercare mia figlia”. “E’ difficile da spiegare con le parole, senti solo che è qualcosa che ti porti sempre dentro al cuore”. Nel 2014, Angela, dopo essersi rivolta a diversi assistenti sociali, scopre su internet alcuni siti in cui è possibile ritrovare i figli dati in adozione. “Ho provato a mettere un appello però molte di quelle pagine web non funzionavano più”. “Un fallimento – precisa – che mi ha fatto stare molto male”. Tuttavia, non si perde d’animo e decide provare a cercare Denise con Facebook, dove in questi anni sono nati alcuni gruppi che consentono di avere informazioni su parenti che, per qualche ragione della vita, sono rimasti sconosciuti. “E’ così che ho trovato la pagina di Laura Perspicace, ʻFigli adottivi cercano genitori biologici’. Mi sono fidata subito perché garantiva l’anonimato”. Per Angela, infatti, ritrovare la figlia significa anche rivangare ricordi traumatici.
Angela pubblica il suo annuncio, nel quale indica il luogo e la data di nascita di Denise. Dopo qualche tempo nel dicembre scorso arriva finalmente la notizia tanto sperata: c’è una ragazza che potrebbe essere la figlia. “E’ accaduto tutto così in fretta che ancora non riesco a crederci”. “Dovevo scriverle – continua – ma avevo paura perché non sapevo se i genitori le avessero detto che era stata adottata. Non sapevo cosa fare perché non volevo farle del male. Piuttosto avrei continuato a soffrire io. Mi sarei accontenta di vederla da lontano o anche solo in foto”, dice emozionata Angela.
“Quando ho visto la sua foto sul suo profilo Facebook mi si è fermato il cuore, perché non ho avuto più dubbi. Mi sono detta: E’ lei”. La mamma, buttando il cuore oltre l’ostacolo, le scrive. Alcune semplici informazioni per avere conferma sul luogo e la data di nascita e, infine, la fatidica domanda: “Sei stata adottata?”.  “Quando mi ha detto di sì, le ho risposto: Sono tua mamma”.
Anche Denise era alla ricerca della mamma naturale. Quando la ragazza diventa maggiorenne, si rivolge all’istituto a cui era stata data in affidamento per conoscere le proprie origini. Purtroppo le dicono che deve aspettare di compiere 25 anni per conoscere l’identità del genitore. “Una crudeltà – dice la mamma – perché potevamo riabbracciarci molto prima se solo le avessero detto chi ero”. “La sua famiglia adottiva l’ha sempre spinta a cercarmi – sottolinea Angela – e posso solo ringraziarla per come l’hanno cresciuta e per tutto l’amore che le hanno dato”.
Denise adesso ha 22 anni, vive a Padova ed è mamma di un bimbo piccolo. “E’ bellissimo, ha le stesse mie fossette sulle guance”, afferma tra le lacrime Angela che, oltre a ritrovare la figlia, ha scoperto di essere anche nonna.
“Adesso siamo in contatto dalla mattina alla sera. Ci scambiamo continuamente messaggi e telefonate”. “A Natale, Denise mi ha fatto il più bel regalo che potessi ricevere. Un album di foto sue: di quando era piccola nell’istituto, quando è rimasta incinta e, l’ultima, di quando ci siamo riabbracciate”. “Appena possiamo ci vediamo – conclude Angela – per recuperare tutto il tempo perduto”.

“HO USATO SOLO CALCI E PUGNI”: IL PATRIGNO CHE HA UCCISO IL BIMBO A NAPOLI HA CONFESSATO

Tony Sessoubti Badre, ha confessato l’omicidio di Giuseppe, 6 anni, e del ferimento della sorellina Noemi, 8 anni. Il 24enne lo ha fatto dopo un lungo interrogatorio durante il quale ha spiegato agli investigatori della squadra mobile di aver avuto “un momento di follia” a seguito della rottura della sponda di un letto comprato da poco, avvenuta mentre i bambini della sua compagna stavano giocando.

Alle cinque del mattino di oggi l’uomo, è stato portato via dalla questura verso il carcere napoletano di Poggioreale. Nei suoi confronti la Procura di Napoli Nord diretta da Francesco Greco ha emesso un decreto di fermo per omicidio volontario aggravato e tentato omicidio volontario aggravato.

“Ho perso la testa quando mi sono accorto che i bambini avevano rotto la sponda del letto. Era un letto nuovo, con la mia compagna lo avevamo appena comprato facendo tanti sacrifici e loro, a furia di saltarci sopra, lo hanno spaccato. Non ho capito più niente. Li ho presi a calci e a pugni ma no, non ho usato nessuna mazza di scopa per colpirli. Poco prima per la rabbia ne avevo spezzata una, ma non l’ho mai usata contro di loro”. Queste le parole dell’uomo dopo aver confessato il terribile omicidio.

FRANCESCA NON CE L’HA FATTA: SI È SPENTA DOPO UNA TERRIBILE MALATTIA

Si chiamava Francesca Bianchetti e non ha mai mollato un solo giorno da quando, due anni fa, ha scoperto di avere il cancro. Francesca si era impegnata tantissimo nel volontariato dando il suo sostegno ad altri malati, anche bambini. Originaria di Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, da alcuni anni si era trasferita a Capriolo.

Francesca si era laureata all’Università di Verona e ha lavorato per molto tempo per la Fondazione Galignani, un ente che si occupa di attività di istruzione e formazione per bambini e ragazzi in difficoltà. Successivamente si era trasferita a Tavernola Bergamasca, nella struttura La Casa di Nicola, che invece si occupa di malati psichici e da qualche anno era impegnata con la onlus Interactive, che ha il fine di aiutare nella riabilitazione le persone con disturbi mentali gravi. 

La notizia della sua morte è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma tutti la ricorderanno come una donna forte e che ha resistito alla malattia fino alla fine. Lunedì sera è stata organizzata una veglia di preghiera per la 44enne, mentre i funerali saranno celebrati martedì mattina, alle 9.30 nella chiesa parrocchiale Sacro Cuore di Palazzolo.

NUOVO FLOP PER ADRIANO CELENTANO: POCO FA “LA MAZZATA”

Il colpo di grazia definitivo ad “Adrian” non lo ha dato Adriano Celentano con il discorso in cui ammette di aver “scientemente sabotato gli ascolti tv”. No, il colpo di grazia è stato dato dal risultato della penultima puntata de “La compagnia del cigno” che riesce a portare lo share al 23.3%. Per la terza puntata di “Adrian”, solo il 10.9% con 2.038.000 spettatori (“Aspettando Adrian” fa solo l’11.9%). Non vola “C’è Grillo” con il 4.3% di share:  il secondo appuntamento dedicato alle monografie dei grandi personaggi televisivi del passato non bissa il successo di “C’è Celentano”, nonostante tutte le polemiche legate alle presunte royalties corrisposte a Beppe Grillo.

Su Rai1, la fiction con Alessio Boni e Anna Valle “La Compagnia del Cigno” ha realizzato 5.460.000 spettatori pari al 23.3% di share. Su Canale 5 “Aspettando Adrian” è stato visto da 3.029.000 spettatori pari all’11.9% di share, a seguire la terza puntata del cartoon “Adrian” fa il 10.6% di share per 2.038.000 spettatori. “Run all night – Una notte per sopravvivere”, in onda su Italia1, ha conquistato 1.380.000 spettatori per il 5.9% di share. “Presa Diretta”, il talk politico condotto da Corrado Formigli in onda su Rai3, realizza 1.116.000 spettatori per il 4.3% di share. “C’è Grillo”, in onda su Rai2, realizza 1.031.000 spettatori pari al 4.3% di share.

“SALVINI È UN PARACU*O”: LE DURE PAROLE DI AMENDOLA

Torna a commentare l’operato di Matteo Salvini Claudio Amendola. Lo fa nuovamente ai microfoni del programma di La7 “L’aria che tira”. Già nel marzo 2018, l’attore nella medesima trasmissione, definiva, a sorpresa, il leader della Lega, come “il politico più capace degli ultimi 20 anni”. Un’affermazione che colpí molto, soprattutto in virtù della tradizionale vicinanza di Amendola alla sinistra italiana. Nella puntata del 29 gennaio in cui è apparso nuovamente come ospite, Myrta Merlino gli ha chiesto se nel frattempo avesse cambiato idea. Pare proprio di sì, come dimostra la sferzante risposta di Amendola.

“Salvini è stato bravissimo ancora per tanti mesi a sfruttare l’onda, a manipolarla e sdoganare alcune parole che sono diventate Verbo. Come per esempio “invasione”, che in realtà è qualcosa che non c’è. Ha imposto il nemico, un nemico che cambia a seconda del momento che viviamo. Tutto questo ha reso Salvini non il più bravo, ma senz’altro il più paracu*o. Su questo non ci sono dubbi.”

“Matteo Salvini è il politico più capace degli ultimi 20 anni, ma proprio senza ombra di dubbio”, questa era stata la frase che suscitò scalpore la scorsa primavera. Da quella affermazione ai microfoni di La7, era scaturito anche uno scontro a distanza con Aldo Grasso, che di Amendola aveva scritto: “Ciò che l’attore rappresenta è solo la «commedia della conoscenza», un gioco perenne di maschere indossate e dismesse”. Il divo romano di “Nero a metà” aveva chiarito, onde evitare fraintendimenti, di non aver alcuna simpatia per le posizioni leghiste.

TERREMOTO IN ITALIA: PAURA TRA LA POPOLAZIONE

La scossa di terremoto di magnitudo 2.1 è stata registrata in Alta Irpinia. Il sisma ha fatto tremare la terra per qualche secondo, ma fortunatamente non si registrano danni a cose o persone nonostante lo spavento della popolazione. L’epicentro è stato localizzato a Villanova del Battista, ad una profondità di diciotto chilometri, attorno alle 16.20 di ieri pomeriggio.

Diversi i comuni più vicini all’epicentro sono quelli Ariano Irpino, Zungoli, Flumeri, Melito Irpino, Grottaminarda, San Sossio Baronia, San Nicola Baronia e Castel Baroni.

CANE CADE IN UN POZZO, IL PADRONE TENTA DI SALVARLO: MORTI ENTRAMBI

La provincia di Malaga, già abbattuta per la vicenda del piccolo Julen, è stata colpita da una disgrazia analoga. Un uomo di 45 anni, è morto nel tentativo di salvare il proprio cane, caduto in un pozzo. Come riportano i quotidiani locali la tragedia è avvenuta a Villanueva del Trabuco, distante circa 60 chilometri da Totalan, il paesino dove si è consumata la tragedia del piccolo Julen. 

Domenica mattina poco prima di mezzogiorno il 45enne era uscito di casa, insieme al suo cane per fare una passeggiata. Intorno alle 23 i familiari non vedendolo rincasare, hanno cominciato a preoccuparsi e hanno dato l’allarme al servizio Emergencias 112 Andalucía. Le forze dell’ordine si sono subito attivate, ma nella notte – purtroppo – hanno fatto la più triste delle scoperte.

Il corpo è stato estratto dagli agenti all’interno del pozzo, situato in quello che è noto come il “Sentiero di cento anni”, la cui profondità non è stata specificata dalle fonti. All’interno insieme all’uomo è stato rinvenuto anche l’animale domestico. Purtroppo per entrambi non c’era più nulla da fare. Gli agenti della Guardia Civil indagano sull’accaduto per determinare le cause della morte. Non si esclude l’ipotesi del suicidio, anche se quella più plausibile è che l’uomo si sia calato nel pozzo per soccorrere il suo cane, caduto accidentalmente. Il corpo è stato trasferito all’Istituto Anatomico Forense di Malaga dove nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia.

L’AUTISTA LA CACCIA DAL BUS: MUORE ASSIDERATA NEL BOSCO

Una studentessa di 21 anni Iryna Dvoretska, è morta assiderata in Ucraina dopo essere stata cacciata dall’autobus perché sprovvista di biglietto. Iryna stava andando a fare visita alla madre malata in ospedale in una giornata particolarmente rigida, e con temperature che sfioravano i 20 gradi sotto lo zero. La ragazza è salita a bordo del mezzo pubblico alle 4 del mattino: non trovando nessuna biglietteria aperta a quell’ora, ha pensato di poter  acquistare il biglietto strada facendo, incontrando però la netta opposizione del conducente che l’ha fatta scendere in una zona isolata.

Stando a quanto ricostruito la giovane si è incamminata a piedi, cercando la via più rapida possibile per arrivare al primo centro abitato e così si sarebbe smarrita in un bosco dove, dopo aver vagato ore, è morta assiderata. Suo padre, che è un ranger, ha scoperto il cadavere congelato della figlia dopo 48 ore di ricerche senza sosta. “Era distesa in mezzo alla neve, gli occhi aperti e impauriti. Non potrò mai farmene una ragione”, ha commentato l’uomo. Natalia, sorella della 21enne, ha aggiunto:

“Nostra madre aveva la polmonite e le sue condizioni stavano peggiorando. Iryna voleva prendere il primo autobus per Olevsk, andava di fretta e ha dimenticato persino la borsa a casa. L’autista l’ha costretta a scendere dall’autobus ed è andato via lasciandola da sola nel freddo gelido e lontano dalle abitazioni”. Nei confronti dell’autista dell’autobus è stata aperta un’inchiesta. Se verrà ritenuto colpevole l’uomo rischia fino a 5 anni di carcere.

 

GRAVE LUTTO PER CHIARA FERRAGNI: “SPERO TU POSSA TROVARE LA TUA PACE”

Chiara Ferragni poco fa ha postato sul suo profilo Instagram una foto per ricordare Alessio Sanzogni, il suo ex manager tragicamente scomparso nell’incidente avvenuto questa notte sulla A4 di Bergamo. Sanzogni è stato il manager della nota fashion blogger durante la rivoluzionaria fase di “The Blonde Salad”, il brand con cui Chiara Ferragni si è imposta all’attenzione di tutto il mondo. La foto è accompagnata da un messaggio di Chiara:

“Stavo dando da mangiare a mio figlio stamattina. Prendevo il caffè con amici, una normale mattinata quotidiana. Quando il peggio è arrivato: il mio amico Alessio è morto in un tragico incidente. Non riesco a trovare le parole per esprimere quanto sia scioccata da quanto è accaduto. Eravamo amici intimi abbiamo lavorato insieme per cosi tanto tempo fino a quando cinque anni fa, le nostre strade professionali si sono separate. Che rammarico adesso per non esserci visti molto negli ultimi due anni, per le parole che non ci siamo detti. Ci sentivamo ancora, ci messaggiavamo ma non come le conversazioni che eravamo soliti avere. Non importa ciò che accade nella vita, ma bisogna sempre essere sicuri di far sentire speciali le persone che ci vogliono bene. Spero tu possa trovare la tua pace Alessio”.

Alessio Sanzogni, influencer ma soprattutto digital strategist delle principali case di moda, tra cui Louis Vuitton, era alla guida della sua auto nella notte tra il 27 e il 28 gennaio 2019, quando si è schiantato contro un tir, fermo in colonna per un altro incidente avvenuto pochi minuti prima. Alessio Sanzogni un profilo Instagram da oltre 20mila follower ed era l’ideatore di numerose iniziative pubblicitarie nel campo della moda e dello showbiz.

PAPA FRANCESCO: IL SESSO NON È UN MOSTRO, È UN DONO DI DIO”

Papa Francesco apre all’educazione sessuale nelle scuole. La storica decisione è emersa nella giornata odierna con una conferenza stampa organizzata con i giornalisti sul volo Panama – Roma, di ritorno alla Santa Sede dopo il viaggio nel paese sudamericano: “Nelle scuole bisogna dare un’educazione sessuale, il sesso è un dono di Dio, non è un mostro, è un dono di Dio per amare. Che poi alcuni lo usino per guadagnare soldi o sfruttare è un altro problema. Ma bisogna dare un’educazione sessuale oggettiva, senza colonizzazione ideologica. Se inizi dando un’educazione sessuale piena di colonizzazione ideologica distruggi la persona”, ha dichiarato Bergoglio.

L’educazione sessuale, ha aggiunto Papa Francesco, deve “far emergere il meglio dalle persone e accompagnarle lungo la strada. Il problema – ha avvertito – è il sistema: quali maestri si scelgono per questo compito e quali libri di testo. Ho visto qualche libro un po’ sporco. Ci sono cose che fanno maturare e cose che fanno danni”. “L’ideale”, ha proseguito il Pontefice, è che l’educazione sessuale cominci dalla famiglia ma questo “non sempre è possibile perché ci sono tante situazioni svariate nelle famiglie. E quindi la scuola supplisce questo, perché altrimenti rimarrà un vuoto che poi verrà riempito da un’ideologia qualsiasi”.

Il Pontefice ha anche toccato il tema del celibato per i sacerdoti, la cui fine è stata auspicata da alcuni anche in relazione agli abusi dei preti: “Penso che il celibato sia un dono alla Chiesa” e non ci sarà un cambiamento per rendere il celibato dei sacerdoti ‘opzionale’, come già avviene nella Chiesa cattolica di rito orientale. Io non lo farò, e questo rimane chiaro”. “Sono chiuso? Forse, non sento di mettermi davanti a Dio con questa decisione”. Bergoglio, tuttavia, ha aperto a “qualche possibilità” dove “c’è il problema pastorale per la mancanza di sacerdoti”.

GIORGIO È MORTO A SOLI 15 ANNI: LO SGOGO DEL PADRE

“Ma siamo tutti italiani? Purtroppo qui non c’è proprio la concezione delle cure perché sanno solo farci ammalare”. Questo è il dolorosissimo sfogo lanciato attraverso i social da Angelo Di Ponzio, padre di Giorgio, un ragazzino di 15 anni morto venerdì scorso a Taranto dopo aver lottato per tre anni contro il cancro che lo aveva colpito. “Fino a ieri non ho mai parlato pubblicamente della malattia di mio figlio sia per non avere la compassione di nessuno e sia perché lui doveva sentirsi normale.

Ora basta!!!” ha scritto Di Ponzio, ricordando le difficoltà di chi come lui ha un familiare colpito dal male in una città dove servizi sanitari e assistenza ai pazienti latitano nonostante i tanti malati. “Di quello che abbiamo passato in questi anni per cercare di curarlo dopo vari interventi e trattamenti potrei fare un elenco, così come elencare tutte le carenze vissute e che solo spostandoci a Bari e a Milano erano risolti” ha sottolineato l’uomo, raccontando il calvario vissuto dal “guerriero Giorgi”.

“Ora è il momento di lottare con tutte le forze, con il vostro aiuto e di chi ci tiene a riprenderci il diritto alla salute nostra e dei nostri figli. Purtroppo se non facciamo niente siamo costretti a vedere i nostri figli morti e quelli che si salvano scappare lontano per un futuro. Con lui si è schierato il gruppo dei Genitori Tarantini, che, sempre su Facebook, ha affermato: “Ogni volta che la luce della stanza di un bambino si spegne per sempre, lasciando un vuoto incolmabile e la vera essenza della disperazione, ci chiediamo come sia possibile che esistano uomini e donne che rimangono indifferenti e, peggio ancora, politici che sono stati, di fatto, responsabili di queste morti, con le loro insane leggi. Tutta la città, oltre alle fabbriche, dovrebbe fermarsi. Non dobbiamo abituarci a queste notizie, non è umano. Ciao Giorgio, perdonaci”.

 

“SALVINI MERITA LA GALERA”: LE DURISSIME PAROLE DI GIULIANO FERRARA

Ecco le durissime parole che Giuliano Ferrara contro Matteo Salvini: “Ci sarà una differenza tra prendere sulle ginocchia le pulzelle a Villa Certosa e prendere in ostaggio ciurma e passeggeri per farsi bello agli occhi dell’Europa, ce lo chiede la gente, che – si sa – è quanto di più ribaldo e infido esista la mondo, peggio ancora del Truce. I o sono per l’articolo 68 della Costituzione, quello che vieta di procedere senza l’autorizzazione delle Camere contro i loro componenti, ma l’hanno abolito, fra le grida e i capestri dei turcibaldi leghisti di allora, Truce puero, e adesso come si fa? Semo ipergarantisti, ma loro no: dunque si proceda, in omaggio anche alla loro cultura, si faccia il famoso dibattimento, e in dibattimento si veda, senza spirito vendicativo, ga-ran-ti-sti-ca-men-te, se il signor ministro abbia o no sequestrato della gente per scopi propagandistici, personali e politici”.

“Alla radice di tutto c’è un guasto di cui non abbiamo voluto renderci conto. Distratti dal farlocchissimo caso Savona, non abbiamo pensato che il doppio incarico di uomo forte di un partito gridanciano e di ministro dell’Interno è una violazione delle più elementari regole di decenza politica e costituzionale”. “In certo senso, il Truce è autorizzato a essere pestifero ed extra legem, perché una volta la dice da papà, una volta da leader degli scappati di casa, come si dice ora, e una volta da titolare del più delicato incarico di governo, naturalmente bipartisan, che si sia mai immaginato, il ministero della forza e dell’ordine”.

“Il comizio e il raid di polizia in una sola persona, roba che nemmeno nel Brasile di Bolsonaro, anzi, lì sì. Ma che volete, a noi piace baloccarci con le false questioni. Se a uno gli dai il sussidio di pigranza, a quell’altro vorrai dargli lo scettro law and order, ecchèsaràmai. Insomma tutto lo sfascio disumano che ci costa il naufragio nazionale nell’indecenza”.

“Ma non avevamo previsto che i porti in realtà non si potevano chiudere senza deciderlo in modo formale, e dunque sono aperti, e se una Sea Watch forzasse la mano e attraccasse nessuno potrebbe impedirle di lanciare le gomene, e lo statuisce il diritto del mare, che gli olandesi ci hanno ricordato in nome della tradizione (Compagnia delle Indie orientali, anche loro)”.

“Ora uno che chiude ciò che non si può chiudere, stermina il diritto nel momento in cui questo è garantista verso la vita umana in pericolo, e maschera tutto questo da guerra ai trafficanti, che infatti continuano a prosperare, è degno di un giudizio politico severo, ma anche di un processo in bella e dovuta forma, ed eventualmente di una bella e sonora condanna. Se poi gli porta voti, pazienza. Fiat iustitia, pereat mundus. Il sequestro di persona non è l’ultimo dei reati, sebbene dissimulato nel fatale e ferale Atto Politico. Semo garantississimi, ma non scemi”. Chapeau.

METEO ARRIVA TANTA NEVE E IL FREDDO: L’ANNUNCIO DEI METEOROLOGI

Una nuova ondata di maltempo è attesa per i prossimi giorni in Italia che saranno interessati da precipitazioni anche a carattere nevoso con temperature rigide in diverse zone pianeggianti del paese, soprattutto nelle regioni settentrionali e a partire dalla giornata di oggi, anche se i fenomeni più significativi si verificheranno da mercoledì.

Domani, infatti, il freddo darà una breve tregua per poi tornare protagonista da mercoledì, quando è atteso in Italia il passaggio di una perturbazione nord-atlantica che porterà nevicate su Lombardia, Triveneto ed Emilia Romagna. Saranno tuttavia le regioni centrali quelle più colpite, con piogge insistenti anche a carattere di rovescio su Toscana, Umbria, Lazio e nevicate anche a quote collinari, o più in basso sulla dorsale settentrionale. Come spiega 3B Meteo un miglioramento parziale ci sarà giovedì, “quando insisterà ancora un po’ di instabilità sulle regioni meridionali che affacciano sul basso Tirreno e al Nordest. 

Una depressione nordatlantica piuttosto profonda ed estesa raggiungerà la Francia nella giornata di venerdì 1° febbraio attivando correnti meridionali sulla nostra Penisola”. Il tempo, quindi, peggiorerà nuovamente tra il pomeriggio e la sera soprattutto nelle regioni nordoccidentali e sulla Sardegna. Nevicherà ancora al Nord fino a quote pianeggianti, mentre sono attese piogge e temporali sulle regioni centrali tirreniche e sulla Sardegna.

BIMBO UCCISO DI BOTTE A NAPOLI: GRAVE LA SORELLINA

Dramma a Cardito, nel Napoletano, dove un bambino di sette anni è morto dopo una violenta lite familiare, finita in tragedia. Il bimbo è morto per le percosse ricevute dal convivente della madre, che ha ferito anche la sorellina di otto anni, soccorsa e trasportata in codice rosso all’ospedale Santobono. L’altra bambina, di quattro anni, fortunatamente è rimasta illesa. L’uomo è stato arrestato. Sul caso sta indagando la Polizia di Stato

Gli agenti del Commissariato di Afragola e della Squadra Mobile della Questura di Napoli  hanno interrogato sia la donna che il compagno, per poi arrestarlo. “Secondo una prima ricostruzione l’uomo avrebbe aggredito e picchiato a sangue la convivente e i figli con furia brutale. Uno dei due bambini sarebbe giunto già deceduto all’ospedale di Frattamaggiore mentre la sorellina è tutt’ora ricoverata all’ospedale Santobono in codice rosso”.

“Il presunto autore del brutale omicidio sarebbe in queste ore già nelle mani delle forze dell’ordine mentre il primario del Pronto soccorso del Santobono, Vincenzo Tipo, è rientrato subito in sede, nonostante fosse fuori servizio, per assistere la piccola paziente. “Si tratta di un’immane tragedia – ha concluso Borrelli – sulla quale è necessario fare subito chiarezza su quanto accaduto prima, durante e dopo l’uccisione del bimbo. Ringrazio medici e infermieri, molti dei quali sono rientrati spontaneamente in servizio, per quanto stanno facendo in queste ore per essere vicino alla bimba garantendole le cure necessarie”.

SOMO MORTE SUL COPO: SPAVENTOSO FRONTALE IN ITALIA

Ancora di sangue sulle strade del Salento. Poche ore fa due donne sono morte sulla statale 274 che collega Gallipoli a Santa Maria di Leuca intorno alle 3 del mattino. Si tratta di una trentenne di Taurisano, Ludovica Preite, e di una quarantenne di Nardò, Ilenia Falconieri. Entrambe guidavano sole e lo scontro frontale tra le due vetture è avvenuto nelle vicinanze dello svincolo per Taviano.

Un’Opel Agila e una Lancia Y, si sono scontrate for talmente riducendosi ad un ammasso di lamiere. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul luogo della tragedia le due vittime erano già morte sul colpo. Sul posto anche i carabinieri e la polizia stradale stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Il magistrato di turno, Maria Rosaria Micucci, ha disposto tutti gli accertamenti di rito, compresi quelli tossicologici e alcolemici.

OGGI I FUNERALI DEL PICCOLO JULEN: “IL BIMBO È MORTO IL GIORNO STESSO DELLA CADUTA NEL POZZO”

La Spagna si prepara a dare l’ultimo a saluto a Julen Rosello, il bimbo di due anni caduto in un pozzo il 13 Gennaio 2019.  Julen è stato ritrovato morto 13 giorni dopo una complicatissima e vasta operazione di recupero che ha impegnato ben 300 soccorritori. I funerali sono stati già tenuti oggi domenica 27 gennaio, al cimitero di El Palo intorno alle 13:30. Il feretro è stato trasferito nel tardo pomeriggio di sabato nel luogo della sepoltura dopo la conclusione dell’autopsia effettuata presso l’Istituto di medicina legale di Malaga. Il comune andaluso ha proclamato tre giorni di lutto cittadino.

OPERATA D’URGENZA LA FAMOSA ATTRICE: ECCO COS’HA

Kate Beckinsale, l’attrice di “Underworld”, è stata operata d’urgenza in ospedale per una rottura della cisti ovarica. L’attrice sul suo profilo Instagram ha pubblicato una foto in cui ha un’espressione molto triste: “Purtroppo sono fuori gioco dopo la rottura di una cista ovarica, mi fa male e la morfina mi fa piangere”. Una foto immediatamente divenuta virale con i suoi 2.5 milioni di follower. La rottura della cisti ovarica si verifica quando senti un dolore improvviso sul lato basso dell’addome, nel punto in cui la cisti è presente. In alcuni casi, possono non esserci sintomi, ma se il dolore è presente può durare pochi giorni, così come diverse settimane.

Tantissime stelle di Hollywood hanno condiviso sostegno e apprensione per le sue condizioni, come la comica Sarah Silversman, amica stretta di Kate Beckinsale: “Oh, mio Dio!”. L’attrice Isla Fisher le ha chiesto: “Stai bene? Ti abbraccio forte”. Anche Natalie Imbruglia ha scritto: “Oh, no! Spero tu ti possa sentire meglio presto”.

“SEMPRE NEL MIO CUORE”. GERRY SCOTTI LACRIME STRAZIANTI A C’È POSTA PER TE

Gerry Scotti a “C’è posta per te” non trattiene l’emozione e piange. La puntata è stata molto emozionante. E non è certo un caso, dal momento che al timone c’è una vera e propria istituzione come Maria De Filippi. Tra gli ospiti più attesi della puntata andata in onda ieri sera sabato 26 gennaio, non si può non menzionare Gerry Scotti. Anche lui, infatti, rappresenta una colonna delle reti Mediaset.

Michele, un ragazzo dal cuore d’oro, ha voluto fare un regalo al padre, che da anni lotta contro una malattia che gli sta pian piano indebolendo le ossa. Spesso questo suo “handicap” lo ha fatto sentire poco utile alla famiglia. Proprio per ricordargli, però, il suo ruolo all’interno del nucleo familiare il figlio ha deciso di regalargli l’opportunità di incontrare uno dei suoi modelli. Un uomo che il padre definisce “onesto e corretto”. La storia non ha lasciato indifferente Gerry Scotti, che è scoppiato in lacrime.

C’È POSTA PER TE: IL FIGLIO DI CARMELA È MORTO A SOLI 22 ANNI. LA TOCCANTE STORIA

Si chiama Lorenzo De Lise il cestista la cui la storia è stata raccontata nella puntata di C’è posta per te del 26 gennaio 2019. A partecipare al programma condotto da Maria De Filippi sono state la madre e la sorella del giovane. Cinzia ha convocato mamma Carmela per farle una sorpresa. Spera così di tornare a farla sorridere dopo la tragedia che ha sconvolto la loro esistenza. Lorenzo è morto nell’agosto del 2016.

 

Cinzia, sorella di Lorenzo, ha fatto recapitare un invito alla madre Carmela in modo da raggiungerla nello studio di C’è posta per te. Una volta di fronte a lei, l’ha ringraziata per averla aiutata a tornare a vivere dopo la tragedia. Ha raccontato che la madre, pur guadagnando molto poco, aveva fatto in modo che ricevesse il supporto di uno psicologo che l’ha aiutata a recuperare il suo equilibrio nonostante il dolore. 

L’AUTOPSIA SUL CORPO DEL PICCOLO JULEN: COSÌ È MORTO IL BIMBO CADUTO NEL POZZO

Sul corpicino del piccolo Julen Rosello i medici legali hanno riscontrato un “trauma cranico grave” e “lesioni multiple coerenti con una caduta”. Sono arrivati i primissimi risultati dell’autopsia svolta da cinque esperti forensi dell’Istituto di medicina legale sul cadavere del bambino spagnolo di due anni.

Il bimbo è stato trovato morto nella notte tra venerdì e sabato nel pozzo di Totalán dove era  caduto il 13 gennaio scorso mentre si trovava con la sua famiglia in una fattoria della zona. A riportarlo è il quotidiano spagnolo El Mundo citando fonti investigative locali. Si tratta di risultati che, insieme ad altri elementi raccolti dagli inquirenti, fanno ipotizzare alle autorità locali che il piccolo possa essere morto lo stesso giorno della caduta.

Il piccolo sarebbe caduto con i piedi all’interno del pozzo, nella terribile discesa nel tunnel largo appena 25 centimetri ma profondo oltre cento metri avrebbe provocato il distacco di pierre e altri sedimenti che poi lo avrebbero colpito in testa. Il corpicino del piccolo aveva ancora le braccia alzate ed era completamente ricoperto di terra.

Probabilmente uno strato di pietre e terra si è staccato dallo stesso pozzo durante la caduta del bimbo e lo ha colpito e sommerso. Sempre secondo una prima ricostruzione in base alla posizione del corpo di Julen, si sarebbe trattato di una caduta estremamente rapida. Lo ha riferito il delegato del governo in Andalusia, Alfonso Rodríguez Gómez de Celis.

DENTI BIANCHISSIMI CON IL LIEVITO DI BIRRA: IL TRUCCO INCREDIBILE

Chi non desidera avere denti bianchi e lucenti? Sicuramente un sorriso smagliante, bianco, e luminoso non passa inosservato. Per ottenerlo bisognerebbe andare dal dentista e fare lo sbiancamento professionale ma si tratta di una pratica molto costosa. Esistono però numerosi rimedi naturali per proteggere lo smalto dei denti, renderlo più bianco e brillante, ed eliminare il tartaro. Tra questi, uno dei migliori è il lievito di birra che ha un enorme potere sbiancante. Il lievito di birra, oltre a sbiancare i denti, è un’ottima fonte di vitamina B che fa benissimo al corpo in generale e alla bellezza in particolare. 

Tra i suoi “poteri”: protegge il sistema immunitario, rafforza unghie, capelli e ossa, inoltre regola il colesterolo nel sangue ed è un eccellente integratore. Infatti spesso è contenuto in una serie di integratori di bellezza. Inoltre è ottimo per chi soffre di diabete e ipertensione perché non contiene zuccheri e ha un basso contenuto di sodio ma un alto valore nutritivo. Non solo: fa bene alla tiroide, rigenera la flora intestinale e aiuta a non sentire la stanchezza.

Per avere denti bianchi potete usare il lievito di birra in questo modo: preparate una sorta di dentifricio sbiancante, mescolando due cucchiai di lievito con acqua e sale sino ad ottenere un composto omogeneo. Oppure potete creare una specie di scrub mescolando mezza tazza di lievito di birra con del sale fino. Poi? Spalmare il composto sui denti e spazzolare con delicatezza. 

È MORTO IL BIMBO CADUTO NEL POZZO: JULEN RECUPERATO DAI SOCCORRITORI

I soccorritori sono finalmente arrivati a Julen ma purtroppo come si temeva è stato trovato morto. Il bambino, 2 anni, era finito in un pozzo mentre stava giocando nel pomeriggio di domenica 13 gennaio. Dopo 13 giorni di lavoro estenuante, il piccolo è morto per il freddo e per gli stenti. Per arrivare a lui le squadre di soccorso composte da minatori esperti hanno scavato tre tunnel. E le loro operazioni sono state spesso interrotte dalla presenza di rocce durissime e da ostacoli di diverso tipo.

 

L’ultimo ostacolo quando per arrivare al bimbo mancavano solo pochi centimetri, un ostacolo che ha reso necessario effettuare una quarta microesplosione per raggiungerlo. Negli ultimi istanti prima del ritrovamento il papà di Julen è stato soccorso dai medici per un attacco di panico e di ansia. Per la famiglia del povero Julen è un altro tremendo lutto da superare. La coppia infatti dovette dire addio anche ad un altro figlioletto di soli 3 anni nel 2017. Il piccolo si era sentito male e morì in spiaggia per colpa di un fulminante attacco di cuore.

La vicenda di Julen, si svolgerà anche in tribunale. Infatti un giudice ha aperto una inchiesta ufficiale per individuare delle responsabilità su chi abbia realizzato il suddetto pozzo, che sembra sia stato scavato nello scorso mese di dicembre. 

NONNA DI 97 ANNI BEVE 22 BIRRE AL GIORNO: “MI TENGO IN FORMA COSÌ”

Una storia che ha fatto letteralmente il giro del mondo quella di una 97enne che si tiene in forma bevendo birra. Sembra davvero assurdo ma la storia ed è vera e la protagonista si chiama Fanny Waegemans ed è un’anziama di 97 anni che, per mantenersi in forma, beve 22 birre al giorno. Ogni giorno, va nel suo bar preferito, si siede e beve la sua birra. “Fanny, fammi fare un altro giro!” Dice alla cameriera. Ci sono giornate in cui arriva a bere anche 15 pinte al giorno. Quando è in piena forma può sfiorare tranquillamente le 22 pinte, un vero record.

“Viene qui ogni pomeriggio. Si mantiene in forma così. Nessuna dieta, nessuno sport. Dal pomeriggio fino alla sera, per otto ore, si siede, partecipa alla vita sociale e beve.” Queste le parole della figlia che racconta di come sua madre alla veneranda età di 97 anni goda di ottima salute. L’unico giorno della settimana in cui non va al bar è il mercoledì, perché è chiuso. Negli altri giorni, è sempre presente perché è lì che incontra i suoi amici e che si mantiene in forma. 

AUMENTO PREZZO BENZINA: GLI ITALIANI FURIOSI PER LA NOTIZIA

Non sembra voler desistere l’aumento dei carburanti; nel 2018, infatti, famiglie e imprese italiane hanno visto aumentare la spesa per diesel e benzina del 10,5% toccando così quota 59,083 miliardi di euro per il solo acquisto del carburante. È stato il Centro Studi Promotor a segnalare l’aumento confermando come quella relativa all’acquisto di gasolio o benzina sia la prima voce di spesa per gli automobilisti del Bel paese.

In un solo anno, infatti, la spesa sostenuta dagli automobilisti italiani è aumentata di 5,615 miliardi rispetto al 2017: la causa principale di questo aumento è dovuta alla crescita dei prezzi al distributore, più alti del 5% per la benzina e del 7,8% per il gasolio e a un consumo maggiore, quantificato in un incremento del 3,3%. Un vero e proprio salasso per tutti coloro che si trovano così a fare i conti con prezzi sempre più alti e la necessità di spostarsi in auto per andare a lavoro o svolgere le normali attività giornaliere.

 “La causa principale dell’aumento della spesa degli italiani per benzina e gasolio auto è stato il livello dei prezzi che, dopo il minimo toccato a metà 2017, sono stati interessati da forti spinte alla crescita. A partire dalla terza settimana di ottobre la tendenza al rincaro per i prezzi alla pompa si è bruscamente invertita con cali consistenti nell’ultima parte dell’anno. Il 2019, per i prezzi alla pompa, inizia sotto buoni auspici anche se l’incertezza del quadro internazionale non consente previsioni affidabili per l’intero anno”  spiega il Centro Studi Promotor.

DAVIDE NON CE L’HA FATTA: SI È SPENTO A SOLI 49 ANNI

Davide ha lottato fino all’ultimo, ha continuato a lavorare e a seguire le sue passioni, ma purtroppo ha dovuto arrendersi. Un terribile tumore, gli era stato diagnosticato nell’estate 2017. Il 49enne si è spento nella casa dove vivono i genitori a Praticello di Gattico, circondato dall’affetto di mamma Iside, di papà Tonino, della compagna Alessandra e della sorella Alessia, come riporta il sito Reggio Sera.

Si chiamava Davide Cugini ed era originario di Praticello, principale frazione di Gattatico, nella provincia di Reggio Emilia, dove ha sempre abitato con i genitori prima di trasferirsi a Reggio. Ma Davide aveva vissuto anche all’estero. In Canada e a Berlino, ricostruisce sempre il sito locale, dove aveva gestito un locale. Era molto conosciuto in città Davide, era un volto noto.

I funerali di Davide Cugini saranno celebrati sabato 26 gennaio mattina alle ore 10 nella chiesa di Praticello di Gattatico. Ci saranno anche un gruppo di ottoni che suoneranno in suo onore e i compagni della curva.

TRAGEDIA IN COMUNE: SI È TOLTO LA VITA QUESTA MATTINA

Una tragedia si è compiuta questa mattina a Bucciano, nella provincia di Benevento dove un dipendente comunale, dopo essersi presentato regolarmente al lavoro, si è tolto la vita. Il corpo impiccato dell’uomo è stato trovato da alcuni colleghi, che hanno fatto la tragica scoperta appena varcata la porta della mansarda dell’ufficio comunale. Il 53enne era un geometra in servizio presso l’ufficio tributi. La scoperta del corpo è avvenuta poco dopo le otto, quando alcuni colleghi sono entrati nella mansarda, all’ultimo piano dell’edificio trovandosi di fronte il corpo senza vita dell’amico e collega, ancora con il cappio al collo.

Restano al momento ignote le cause che hanno portato l’uomo a compiere l’insano gesto: sul posto sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Montesarchio, che cercheranno di fare chiarezza sulla vicenda dopo aver effettuato tutti i dovuti rilievi. L’uomo, sposato, pare soffrisse ultimamente di una forte depressione ma non aveva dato alcun segnale tale da destare preoccupazione. Stamattina il cinquantatreenne si era recato al lavoro, timbrando regolarmente il cartellino in ingresso. Poi, qualcosa lo ha spinto alla disperazione, portandolo a compiere il gesto estremo nella mansarda dell’ufficio comunale.

ADDIO AI CELLULARI IN CLASSE: ARRIVA IL DIVIETO

Potrebbe presto essere introdotto il divieto di usare i telefoni cellulari nelle scuole elementari, medie e superiori. Il divieto dovrebbe valere “salvo casi particolari specifici” sia per gli alunni che per i professori.” Il divieto riguarderà “l’utilizzo del cellulare e di altri dispositivi elettronico-digitali nei luoghi e negli orari dell’attività didattica”. In commissione Cultura, alla Camera, è iniziato l’iter della proposta di legge per reintrodurre l’educazione civica nella scuola primaria e secondaria.

Una proposta avanzata dal leghista Capitanio, ma su cui convergeranno anche altri testi. Tra cui, come spiega Il Messaggero, quelli di Latini (della Lega) e di Mariastella Gelmini, Forza Italia. Entrambi prevedono il divieto di usare il cellulare in classe. Per gli alunni ma anche per i professori. L’ipotesi è quella di lasciare i telefoni in presidenza e di rivolgersi alla segreteria per le chiamate di emergenza.

L’ex ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, presenta una proposta di legge in cui si precisa che “fatti salvi i casi previsti dal presente articolo, è vietata l’utilizzazione dei telefoni mobili e degli altri dispositivi di comunicazione elettronica da parte degli alunni all’interno delle scuole primarie, delle scuole secondarie di primo e di secondo grado e negli altri luoghi in cui si svolge l’attività didattica”. A stabilire le condizioni, i casi e i luoghi in cui l’utilizzo dei cellulari è consentito per finalità didattiche o per esigenze imprenscindibili degli alunni, saranno “i regolamenti delle istituzioni scolastiche”. Il divieto non si applica per i dispositivi degli alunni disabili, nel rispetto della normativa vigente. Saranno sempre i regolamenti delle scuole a stabilire le sanzioni disciplinari da applicare in caso di violazioni.

Secondo la proposta di Capitanio, per l’educazione civica si dovrebbe prevedere un monte annuale di 33 ore, “da affidare ai docenti dell’area storico-geografica nelle scuole secondarie di primo grado e ai docenti dell’area economico-giuridica nelle scuole secondarie di secondo grado”. Per le scuole medie si vuole anche proporre l’educazione civica come “materia di esame di fine ciclo”. Nella proposta di Mariastella Gelmini si ipotizza l’insegnamento dell’educazione civica “anche attraverso attività extra-scolastiche da svolgere presso uffici pubblici, istituzioni, fondazioni e istituzioni culturali”.

Rimane però saldo il principio dell’educazione alla digitalizzazione, a dispetto del divieto di usare i cellulari. L’idea è quella di mettere in campo una “attività di sensibilizzazione degli alunni su diritti e doveri connessi all’uso di internet e degli altrimenti strumenti digitali, nonché progetti per prevenire e contrastare il bullismo informatico”. Il testo unico in cui finiranno le varie proposte di legge dovrebbe approdare in Aula a febbraio.

È MORTA MARISA: ERA RIMASTA PARALIZZATA NEL CAOS DI TORINO DI PIAZZA SAN CARLO

Marisa Amato, 65 anni è morta questa mattina all’ospedale Cto di Torino. Il 3 giugno 2017 la donna era rimasta tetraplegica dopo esser stata calpestata dalla folla in preda al panico, in piazza San Carlo, davanti al maxi schermo allestito per la finale Champions tra Juventus e Real Madrid. Marisa era ricoverata da alcuni giorni nel reparto di Rianimazione per il sopraggiungere dei sintomi di una infezione che avevano portato ad un peggioramento delle condizioni respiratorie. Salgono così a due le vittime di piazza San Carlo,  la 38enne Erika Pioletti era morta dopo alcuni giorni di agonia, oltre 1500 sono stati i feriti.

 

Quella maledetta sera di due anni e mezzo fa Marisa Amato non era in piazza San Carlo per seguire la finale. Stava passeggiando con il marito Vincenzo D’Ingeo e voleva mangiare una farinata. Camminava lungo via Santa Teresa quando la folla li ha travolti all’improvviso. “Mio papà, quando racconta quel momento – dice il figlio Danilo a La Stampa-, ricorda solo di essere stato calpestato da una massa di persone, schiacciato ripetutamente a terra. Non riusciva a rialzarsi. Poi lui e mamma hanno perso i sensi”.

BEBBE SIGNORI RICOVERATO D’URGENZA: HA AVUTO UN MALORE

Tanta paura per l’ex attaccante della Lazio e della Nazionale Beppe Signori che nei giorni scorsi è stato ricoverato d’urgenza in ospedale in terapia intensiva, dove è rimasto per cinque giorni. Inizialmente si pensava ad un infarto, invece al Sant’Orsola di Bologna l’ex calciatore è stato salvato dai rischi di un’embolia polmonare. Dopo aver vissuto giorni estremamente complicati Signori ha rassicurato tutti attraverso i suoi profili social.

Lo stesso Signori ha raccontato i suoi problemi di salute. Lo ha fatto prima mercoledì sera con un post sui social: “Io e il mio cuore ringraziamo lo staff dell’Utic (unità terapia intensiva cardiologica, ndr) del policlinico Sant’Orsola”. Poi intervistato da ‘Il Resto del Carlino’ ha detto di aver avuto problemi cardiaci. Signori è stato cinque giorni nel reparto di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale Sant’Orsola.  Dopo opportuni esami i medici hanno scoperto che l’ex giocatore aveva un’embolia polmonare. In ospedale fortunatamente i parametri sono tornati regolari, il peggio è passato e Signori è potuto tornare a casa.

STRONCATA DA UN VIRUS MISTERIOSO: FEDERICA NON CE L’HA FATTA

Una ragazza di 34 anni, Federica Monti, di Reggio Emilia è morta per un virus o batterio, non ancora identificato, contratto probabilmente in Argentina dov’è stata recentemente in viaggio di nozze con il marito Alessandro con il quale si era sposata il 22 dicembre. Federica Monti, 34 anni, è morta ieri notte per un terribile virus. Federica aveva passato  un Natale perfetto poi la luna di miele in Argentina.

Già al ritorno dal viaggio di nozze, poco dopo l’Epifania scrive Il Resto del Carlino, Federica Monti accusa dei piccoli malori. Sarà il jet-lag o l’escursione termica, pensa. Può capitare quando si va da uno spicchio all’altro del globo. E sembra una normale influenza anche ad una prima visita. I sintomi però si fanno strani. Le medicine non fanno effetto. Federica corre al pronto soccorso. I medici la visitano e capiscono che la situazione è gravissima. La donna viene ricoverata d’urgenza, nel reparto di rianimazione del Santa Maria Nuova. Mercoledì sera sembrava esserci qualche piccolo miglioramento, ma le condizioni si sono riaggravate improvvisamente. Alle 2 di notte il cuore di Federica Monti non pulsava più. Un terribile virus, contratto con ogni probabilità in Sud America, le ha distrutto il sistema immunitario. 

“NON SENTONO NULLA”. BIMBO NEL POZZO, I SOCCORRITORI SONO GIÙ

Dopo 12 giorni potrebbe finalmente scriversi la parole fine sulla storia del piccolo Julen. Un lavoro lungo e difficoltoso che ha impegnato centinaia di uomini e monopolizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo. Secondo le prime notizie, i minatori sono riusciti a scavare un tunnel di circa un metro e mezzo dei circa quattro necessari a raggiungere Julen. Una sfida quasi impossibile ma che i minatori stanno compiendo con successo.

Intanto all’esterno l’ansia cresce col passare delle ore. La famiglia del piccolo Julen è stata in attesa fino a notte fonda partecipando a una veglia di preghiera vicino l’ingresso del tunnel. I genitori del minore, José Roselló e Victoria García, dal momento dell’incidete il 13 gennaio scorso non hanno mai lasciato l’area, assistiti dalla popolazione locale. Per ora i soccorritori non hanno sentito nulla, nessun gemito, nessun pianto; nelle prossime ore seguiranno aggiornamento.

PARALIZZATA DOPO AVER ACCAREZZATO UN GATTO: “ NON SMETTERÒ DI AMARLI”

Gemma Birch, 24 anni, di Southport, è rimasta paralizzata dai fianchi in giù dopo aver contratto un’infezione batterica da un gatto randagio nel Merseyside. La ragazza ha trovato quel randagio – poi chiamato Catarina – durante una vacanza nel villaggio turistico di Albufeira, in Portogallo, nel 2014. Nell’ultimo giorno del soggiorno, si è accorta che c’era qualcosa che non andava: vomito continuo e svenimenti durante il volo di ritorno. Dopo l’atterraggio, è stata portata di corsa all’ospedale di Southport, dove i medici hanno scoperto che le sue feci contenevano il batterio campylobacterI (solitamente si trovano anche nel pollo crudo e possono potenzialmente essere fatali).

Il gatto aveva un’infezione potenzialmente mortale che alla fine l’ha lasciata su una sedia a rotelle per diversi mesi. Gemma è stata dimessa dall’ospedale una settimana dopo, per poi essere nuovamente ricoverata quando una notte ha cominciato ad avvertire intorpidimento alle gambe. Da nuovi esami effettuati i medici le hanno diagnosticato la sindrome di Guillain-Barré, chiamata a volte paralisi di Landry, che si manifesta con paralisi progressiva agli arti. 

La giovane è stata costretta ad un anno e mezzo in un centro di riabilitazione. “Ho dovuto affidarmi alle infermiere per andare in bagno e lavarmi, ho perso il controllo del mio intestino e della vescica e non potevo usare le braccia o le mani perché erano così deboli”. Nonostante il suo calvario la ragazza in riferimento ai gatti ha assicurato: “non smetterò di amarli”. Gemma ha raccontato la sua storia ai tabloid inglesi per far sì “che le persone possano apprezzare la vita e la salute. Spero che la mia storia ispiri la gente ad apprezzare tutto ciò che hanno,” conclude.

SALVINI RISCHIA DA 3 A 15 ANNI DI CARCERE: LE GRAVI ACCUSE

Il Tribunale dei ministri ha chiesto l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona. Per i giudici esistono infatti le condizioni per procedere contro il vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno, accusato di aver trattenuto a bordo della nave della Guardia Costiera Diciotti 177 migranti salvati a 17 miglia da Lampedusa. Aveva invece chiesto di archiviare la posizione del ministro la procura di Catania.

 Immediato il commento del diretto interessato, con una diretta Facebook pubblicata sui suoi canali social: “Ci riprovano. Rischio da 3 a 15 anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi dei clandestini in Italia. Non ho parole. Paura? Zero. Continuo e continuerò a lavorare per difendere i confini del mio Paese e la sicurezza degli italiani. Io non mollo.

Il caso Diciotti è stato trattato a lungo dai giornali nelle ultime settimane di agosto. Il 14 agosto un barcone con a bordo 190 persone era stato tratto in salvo da due motovedette della Guardia Costiera, che avevano poi trasbordato i migranti a bordo della Diciotti, una nave militare in forza alla Guardia Costiera Italiana. Dopo 13 evacuazioni mediche urgenti (con il trasferimento a Lampedusa), per i 177 migranti a bordo era cominciata una vera e propria odissea, con la Diciotti che si dirigeva a Catania, senza però ottenere dal ministero dell’Interno l’indicazione di un place of safety in cui sbarcare. La situazione si era poi risolta solo dopo un lungo braccio di ferro politico e la mobilitazione anche di decine di parlamentari dell’opposizione.

Poi l’intervento della magistratura, che aveva contestato al ministro dell’Interno la responsabilità di aver tenuto a bordo senza motivo i migranti salvati da una nave militare italiana. Il fascicolo, aperto dal procuratore di Agrigento, era passato da Catania a Palermo, poi ancora alla procura etnea, con il procuratore Zuccaro che aveva parlato di “scelta politica non sindacabile dal giudice penale”, chiedendo l’archiviazione del procedimento.

PAURA PER PAPA FRANCESCO: LA NOTIZIA È DI POCO FA

La crisi che sta attraversando il Venezuela, nel caos dopo che Juan Guaido, esponente dell’opposizione, si è autoproclamato “presidente” ad interim sfidando Nicolas Maduro, irrompe anche a Panama, dove è giunto il Papa per la Giornata mondiale della gioventù. Mentre il corteo delle auto del Pontefice percorreva la strada dall’aeroporto alla capitale, un uomo, sventolando una bandiera venezuelana, è corso in mezzo alla strada costringendo l’autista di papà Francesco a compiere una improvvisa sterzata per evitarlo.

 

Il Papa, che ha sempre evitato di criticare Nicolas Maduro, ora assiste a breve distanza allo scontro tra Guaido e il presidente in carica che denuncia un “colpo di Stato” sostenuto, tra gli altri, dai presidenti di Stati Uniti, Brasile e Argentina, non esattamente “amici” del primo Pontefice latino- americano. Prevedibilmente papà Francesco si esprimerà sulla crisi venezuelana, anche perché alla Gmg panamense sono accorsi numerosi ragazzi dal Venezuela.

VENDUTA DA NEONATA PER 500 MILA LIRE: MARIA ORA CERCA LA MAMMA. “AIUTATEMI”

“A volte dico di essere stata venduta e comprata come un chilo di mele. Provo a scherzarci su ma dentro di me provo molto schifo”. La 40enne Maria Angela è un’imprenditrice agricola che non ha mai conosciuto i suoi genitori. La mamma ha nascosto la gravidanza a tutti e ha partorito a casa di un’ostetrica. Appena venuta al mondo, la bimba è stata venduta dalla levatrice ai genitori adottivi per 500mila lire. E la donna, per il suo silenzio, ne ha incassati altrettanti dai nonni naturali.

 Adesso Maria Angela ha deciso di rivelare la sua storia a Fanpage.it per cercare di scoprire la verità sul suo passato. “Sono nata il 5 Agosto del 1978 a Catania ma non sono sicura della data. Nel mio atto di nascita – racconta – c’è il nome di mio padre adottivo, mentre al posto di quello di mia madre ci sono solo dei puntini”.

“Quando ho compiuto 18 anni – continua l’imprenditrice – i miei zii adottivi e alcuni amici di famiglia mi raccontarono tutt’altra storia: mia madre naturale era una ragazzina, forse minorenne, ed era rimasta incinta dopo aver frequentato un militare dell’aeronautica. Appena lui venne a saperlo, fece perdere le sue tracce”. Bisogna considerare che i fatti sono accaduti 40 anni fa in un piccolo paese siciliano. 

“Mia mamma decise di portare avanti lo stesso la gravidanza e di tenerla nascosta a tutti”, spiega Maria Angela. La donna, d’accordo con i suoi genitori, per evitare le malelingue del paese andò a vivere a casa di un’ostetrica. “Subito dopo la mia nascita, passai nelle mani dei miei genitori adottivi, dopo il pagamento di 500mila lire alla levatrice. Ma la cosa squallida è che questa donna si fece pagare per il suo silenzio la stessa somma anche dai miei nonni naturali”. L’ostetrica, quindi, si intascò 1 milione delle vecchie lire sulla pelle di una neonata. “In tutti questi anni – dice Maria Angela – ho provato a cercarla ma sono riuscita solo a scoprire che è morta”

Scoprire di essere stata data in adozione in questo modo, sconvolge Maria Angela. “Dopo aver saputo la verità – prosegue – ho iniziato a cercare in casa qualche documento, un indizio che potesse permettermi di risalire all’identità di mia madre naturale. Purtroppo non c’era nulla”. Alla morte dei genitori adottivi, l’imprenditrice riprende la sua ricerca. “Sono stata all’ufficio anagrafe dicendo che l’atto di nascita era sbagliato perché non era indicata la maternità. I funzionari comunali mi hanno risposto che avevo ragione; poi hanno controllato il registro delle nascite e mi hanno detto di lasciar perdere e di pensare alla mia famiglia. Ho insistito di poter vedere io stessa cosa ci fosse nel registro però non me l’hanno permesso”.

“Vorrei incontrare mia mamma perché penso di avere tutto il diritto di conoscere le mie origini, di sapere chi sia. Magari ho dei fratelli o sorelle? Oppure in tutto questo tempo anche lei mi ha cercata senza riuscire a trovarmi”. “Nei suoi confronti non provo rancore, né odio. Vorrei sapere solo la verità, comprendere le motivazione per ciò che ha fatto”. Maria Angela non giudica le donne che decidono di rimanere anonime. “Avranno le loro buone ragioni, ma credo che sia anche un diritto dei figli naturali conoscere le proprie origini”.

Maria Angela ha pubblicato un appello sul web con la speranza di poter avere notizie sul suo passato. Allo stesso tempo, ha presentato un’istanza al Tribunale per i minorenni di Catania. “Nel mio caso ci sono moltissime difficoltà perché la mia registrazione di nascita non è del tutto legale”. “Alcune volte credo di non farcela, di aver perso tutte le speranze – conclude – ma non demordo. Voglio arrivare fino in fondo”.

ADRIANO CELENTANO SARÀ DENUNCIATO: ARRIVA LA CLAMOROSA NOTIZIA

Quando si parla di Adriano Celentano si pensa subito al cantante attore, ma negli ultimi anni anche al provocatore. A testimonianza di questo c’è il suo ultimo show, Adrian, il cartoon andato in onda su Canale 5 che sta sollevando polemiche da ancor prima che venisse trasmesso. La serie di Celentano non è piaciuta soprattutto ai napoletani: il cantante, nel 2068, immagina una Napoli distopica, completamente soggiogata dalla camorra, tanto che sulla città campeggia il grattacielo Mafia International.

Per questo, l’avvocato partenopeo Angelo Pisani, dell’associazione NoiConsumatori, ha annunciato, sui social network, che ha già pronta una querela nei confronti di Celentano- “Abbiamo dato incarico ai nostri consulenti di scaricare e trascrivere i file e video della trasmissione di Canale 5 in cui per aumentare audience si è svolto un ingiustificabile spettacolo in danno dell’immagine di Napoli e dei napoletani. 

Civilmente e soprattutto in sede giudiziale tali gratuite e dannose offese amplificate dalla tv devono essere stigmatizzate e punite secondo legge se non si vuole trasformare la tv e lo spettacolo in un amplificatore di insulti e violenza verbale” ha spiegato l’avvocato su Facebook. Sulla questione del grattacielo Mafia International a Napoli si è espresso anche il sindaco Luigi de Magistris, che si è detto deluso e amareggiato, anche se non crede che sia opera di Celentano.

IL PICCOLO ALEX STA BENE: TRAPIANTO RIUSCITO, IL BIMBO TORNERÀ PRESTO A CASA

Una bellissima notizia è giunta dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma: Alessandro Maria Montresor sta meglio. A distanza di un mese il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore, cui è stato sottoposto Alex – affetto da una malattia genetica rara – può dirsi riuscito. Il percorso trapiantologico “può dirsi concluso positivamente” ed Alex – fanno sapere dall’ospedale – è “in buone condizioni di salute”. Presto Alessandro lascerà l’Ospedale. Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino, a distanza di un mese dal trapianto hanno perfettamente attecchito.

Oggi pomeriggio, alle ore 16.30, ci sarà una conferenza stampa all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con il professor Franco Locatelli e la presidente Mariella Enoc. Parteciperanno anche il papà del bambino e il ministro della salute Giulia Grillo. Alessandro Maria, affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH), a fine novembre era stato trasferito al Bambino Gesù di Roma dall’Ospedale Great Ormond Street di Londra, e sottoposto il 20 dicembre a trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore. Nell’arco delle 4 settimane successive al trapianto non si sono registrate complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo.

Quindi, fa sapere l’ospedale romano, alla luce di queste evidenze il percorso trapiantologico può dirsi concluso positivamente. La somministrazione del farmaco salva-vita (emapalumab), che teneva sotto controllo la malattia del bambino regolando le reazioni del sistema immunitario, è stata sospesa la scorsa settimana. Si apre ora una nuova fase, che come in tutti questi casi prevede visite di controllo in DH con frequenza inizialmente settimanale e poi, via, via, sempre più distanziata.

“TUA FIGLIA È ROBA NOSTRA”. ELENA SCOMPARSA DA 10 GIORNI: LA TELEFONATA CHOC

Sono ore di ansia per Elena Petriu, la ragazza di 14 anni che è scomparsa 10 giorni fa da Pioltello. Ieri si è saputo che la famiglia avrebbe ricevuto una telefonata da un uomo il giorno della scomparsa di Elena. La voce dell’uomo misterioso ha detto: “Non ti preoccupare per tua figlia, lei è roba mia – dice una voce maschile – e non tornerà a casa”, parole alle quali il padre di Elena risponde chiedendo un incontro a quell’uomo che ha la voce di un adulto, incontro però declinato. Almeno in un primo momento, visto che l’insistenza dei due genitori porta poi questo misterioso uomo ad accettare finalmente di vedere il padre di Elena: i due si danno appuntamento a Mortara.

I genitori si recano a Mortara ma lì non si presenterà nessuno. Da qui la decisione di contattare i carabinieri per sporgere denuncia. I militari intervengono immediatamente non appena apprendono quanto accaduto e risalgono così alla persona autrice della misteriosa telefonata: si tratta dello zio del ragazzo che avrebbe portato via Elena, Marius. Quest’ultimo ha detto di non sapere dove si trova la ragazza: “Non so dove sia”, risponde al giornalista. Pochi secondi di calma prima di rivolgersi al padre di Elena che minaccia di morte in rumeno: “Se la cerchi ti uccido”, avrebbe detto Marius ai due. 

NON MANGIATELO: RITIRATO DAI SUPERMERCATI. ECCO COS’HANNO SCOPERTO

Polo Nord Ice Cubes. Questo il nome del marchio del prodotto richiamato dal Ministero della Salute. La nota ufficiale è arrivata sul sito con la foto. Il ghiaccio tritato è utilizzato appositamente per la preparazione dei cocktails e il motivo del ritiro è specificato chiaramente dalla nota del Ministero:

«Motivo del richiamo, conta batterica fuori limiti». La descrizione del peso/volume dell’unità in vendita è di 2kg in sacchetti. La Polo Nord Ice Cubes s.r.l. ha sede a Pastrengo (VR) a via dell’artigianato 5. Le avvertenze sono chiare: «Si prega la gentile clientela di restituire il prodotto». Il lotto di riferimento è 8120 con scadenza all’11/2019.

ACCUSE SHOCK A CELENTANO: ECCO COS’HA FATTO. IL WEB INSORGE

Frase shock nello show di Celentano e il pubblico non ci sta e lo accusa di sessismo. Lo show ha diviso molto e c’è chi parla di flop; Adrian ha letteralmente lasciato senza parole sia Mediaset che il pubblico a casa. Nel corso di aspettando Adrian , la striscia che è andata in onda prima della serie animata, Celentano ha dichiarato: “Ho illuso Canale 5, ma avevo detto che potevo anche non esserci”.

Dopo lo show inizia la seconda puntata di Adrian. E una scena ha scatenato la polemica sui social. Nella scena si vedono due ragazze aggredite da un gruppo di malviventi. Adrian il giustiziere ribattezzato “La Volpa”, salve le donne da una violenza certa, ma nel farlo dice qualcosa che non è piaciuto al pubblico: “Se aveste bevuto qualche bicchiere di meno avreste evitato L’approccio con dei tipi poco raccomandabili”.

Proprio questa frase ha fatto insorgere il web che ha indicato come sessita il messaggio contenuto in questa frase. Secondo il popolo del web infatti la frase sembra voler dire che le donne, quando bevono, diventano più facili e si concedono facilmente anche con tipi poco affidabili come quelli della scena animata. Il dibattito sui social è tutt’ora in corso ed è più vivo che mai.

ADRIANO CELENTANO SI SCUSA CON MEDIASET: ECCO COSA HA DETTO

Nella serata di ieri martedì 22 gennaio 2019 su Canale 5 è andata in onda la seconda puntata di Adrian, la serie evento animata, scritta e ideata da Adriano Celentano, realizzata da Milo Manara su musiche di Nicola Piovani. Allo show che precede il cartoon, Adriano è apparso per pochi minuti, per un breve intervento proprio come nella prima puntata. Adriano Celentano si confessa al finto monaco Nino Frassica e chiede scusa a Canale 5.

“Padre – ha detto Adriano Celentano rivolgendosi a Nino Frassica – ho lasciato illudere Canale 5 che avrei partecipato fisicamente allo spettacolo. Io gli ho detto che potevo esserci o non esserci. Che poi è quello che sta succedendo ora. C’è e non c’è. Ho peccato di taciturnità modesta?”. E Nino Frassica: “Si, ma io non ti posso assolvere. Sono un prete Rai, non un prete Mediaset“. Adriano Celentano ha risposto: “E perché? Fanno gli stessi programmi. Quello che fa la Rai, lo fa Mediaset. Quello che poi fa Mediaset, lo fa due volte la Rai”. “Hai ragione, ti assolvo. In nome del padre, del Silvio e del sacro ascolto” ha detto Nino Frassica.

 Crollano gli ascolti nella seconda puntata di Adrian di martedì 22 gennaio 2019.  Al debutto della serie Adrian andata in onda lunedì 21 gennaio 2019, la prima parte dello show, trainata dalla curiosità degli spettatori ha registrato 5.997.000 spettatori con il 21.9% di share. I numeri, poi, sono calati nella seconda parte quando è stata trasmessa la serie animata, con un dato medio di 4.544.000 spettatori pari al 19.1% di share. La prima parte della seconda puntata di martedì 22 gennaio 2019, Aspettando Adrian, ha registrato 3.965.000 spettatori con il 15% di share. La seconda parte, con il cartoon vero e proprio, ha registrato un calo di 2.887.000 spettatori con il 13.3% di share.

DRAMMA FAMILIARE: HA ACCOLTELLATO IL MARITO NEL SONNO

Un dramma familiare si è compiuto a Partinico, a pochi chilometri da Palermo: una donna ha ucciso il marito accoltellandolo in un’abitazione che si trova tra le vie Edison e De Amicis, nella zona centrale del paese. Per il sessantaquattrenne Filippo Mazzurco, non c’è stato nulla da fare nonostante l’intervento dei sanitari del 118 che, intervenuti sul posto, hanno trovato l’uomo in un lago di sangue.

Secondo una prima ricostruzione del delitto, Mazzurco sarebbe stato colpito a coltellate al torace mentre dormiva. Gli agenti del commissariato intervenuti sul luogo del delitto stanno ora indagando. Sembrerebbe che l’omicidio sia avvenuto dopo una lite, ma le indagini sono soltanto alle prime battute e gli investigatori non si sbilanciano sul movente.

La vittima era tornata da poco in Sicilia dopo molti anni trascorsi in Svizzera, dove aveva lavorato come elettricista. Sarebbe stata la stessa moglie di Mazzurco, la 55enne Antonella Cover, ad autodenunciarsi in commissariato dopo aver accoltellato il marito raccontando quanto accaduto. La polizia ha iniziato ad interrogare i familiari della coppia per tentare di capire il contesto in cui è maturato il delitto. In base alle prime informazioni, la coppia sarebbe stata separata, ma marito e moglie continuavano a vivere nella stessa abitazione.

DRAMMA ALL’ASILO: BIMBO DI 5 ANNI MUORE DAVANTI AI COMPAGNI

Una tragedia è accaduta nella scuola di Bon-Voyage a Nizza, in Francia, nella mattinata di lunedì 21 gennaio dove un bambino di soli 5 anni si è sentito improvvisamente male e si accasciato a terra davanti agli amichetti spaventati, senza più riprendere conoscenza. Ad ucciderlo  un improvviso e inatteso arresto cardiaco. La maestra e due assistenti scolastiche sono intervenute immediatamente per soccorrere il piccolo e chiamare i sanitari ma per il bambino purtroppo non c’è stato nulla da fare. Come raccontano i giornali locali, la tragedia lunedì mattina, intorno alle 10. I primi ad arrivare sul posto sono stati i vigili del fuoco e il piccolo in poco tempo è stato condotto in ospedale ma, nonostante le cure, è deceduto poche ore dopo.

La tragedia ha sconvolto l’intera scuola e gli stessi piccoli alunni che ora sono assistiti psicologicamente da esperti per evitare che il trauma possa segnarli  La morte del piccolo ha lasciato attonita l’itera comunità locale che si è stretta attorno al personale dell’asilo e ai famigliari del bimbo. Cordoglio è stato espresso anche dal sindaco della cittadina costiera che sui social ha dichiarato: “Tutti i miei pensieri sono rivolti ai suoi genitori. Daremo supporto ai suoi piccoli compagni e all’intera comunità educativa”. “Il nostro staff è stato particolarmente reattivo, ha preso il bambino, lo ha portato fuori dalla classe e ha allertato gli operatori sanitari ma purtroppo non ha potuto salvargli la vita”, hanno spiegato dall’amministrazione comunale.

ADDIO A GIACOMO: MORTO DI TUMORE A SOLI 9 ANNI

È lutto a San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova, per la scomparsa di Giacomo Nalon. Il bambino ha combattuto per tre anni contro una rara forma di tumore definita incurabile dai medici, e alla fine a 9 anni ha perso la sua battaglia. Giacomo è morto nella mattinata di ieri, martedì 22 gennaio, nella sua casa di Arsego, circondato dalla mamma Alessia, da papà Luigi, dal fratello maggiore e dalla sorella gemella.

 La sua è per altro una famiglia molto conosciuta in paese: il nonno Adriano è lo storico fondatore dell’azienda Omas di via Giovanni Momi, in zona industriale, nata oltre 50 anni fa, poi passata proprio al papà di Giacomo, che lo ricorda al Mattino di Padova come un bimbo “laborioso, coraggioso e appassionato della Juve”. La fabbrica, che produce, macchine utensili, è indubbiamente tra le più famose del territorio.

Giacomo è stato colpito più di tre anni fa da neuroblastoma, un tumore che ha origine dalle cellule del sistema nervoso autonomo. Si tratta di una patologia che colpisce soprattutto i bambini, dai neonati fino a quelli under 10. Poiché queste cellule si trovano in tutto l’organismo, il cancro può svilupparsi in diverse aree del corpo ed anche i sintomi sono molto differenziati. Il segnale più comune è la presenza di una massa a livello dell’addome che causa gonfiore e altri sintomi caratteristici come la perdita di appetito o una sensazione di sazietà o dolore. Altre volte puà manifestarsi mediante difficoltà respiratorie o rigonfiamento a livello del collo.

“NON PASSA”. BIMBO CADUTO NEL POZZO: LE ULTIME BRUTTE NOTIZIE

Siamo a un punto di svolta per la sorte del piccolo Julen, il bimbo caduto nel pozzo a Totalán, nei pressi di Malaga in Spagna. Oggi i soccorritori avrebbero dovuto raggiungere il piccolo di due anni bloccato da più di una settimana a 70 metri di profondità in un pozzo largo solo 25 centimetri, ma nel corso delle operazioni, si è presentato un nuovo problema. Come spiega il quotidiano locale Lavanguardia, la squadra di soccorritori al lavoro per salvare Julen, è infatti stata costretta ad interrompere le operazioni per allargare il tunnel verticale terminato solo ieri.

 

Impossibile infatti per la squadra di minatori scendere fino alla profondità richiesta per iniziare a scavare manualmente il tunnel di collegamento tra il nuovo pozzo e quello in cui si dovrebbe trovare il piccolo Julen. Non si passa: potrebbero infatti loro stessi rimanere bloccati a 40 metri di profondità e ad ogni modo non riescono a scendere fino ai previsti 60 metri con gli strumenti necessari per proseguire le operazioni.

Ma questo purtroppo non è tutto, sin dal giorno della caduta, il piccolo Julen non da segni di vita. E quella flebile speranza è, in termini percentuali, davvero minima. Per gli esperti è stata presa in considerazione l’opzione più sicura, ovvero quella di riempire di terra il tunnel appena scavato per poi perforarlo con un diametro maggiore: si tratta tuttavia di una nuova battuta d’arresto che causerà altri ritardi nelle operazioni di soccorso.

Ora gli stessi soccorritori hanno deciso di non diffondere nuove previsioni sui tempi in cui verranno portate a termine tutte le operazioni necessarie per permettere di scavare la galleria orizzontale di quattro metri necessaria per raggiungere la posizione in cui si pensa si trovi il piccolo Julen. In particolare si tratta di un problema con l’installazione del tubo del tunnel attraverso il quale i minatori devono entrare” ha spiegato a La Vanguardia Juan Lopez-Escobar, delegato del Collegio ufficiale degli ingegneri minerari del Sud.

BUFERA SU MARIA DE FILIPPI: GUARDATE LA SUA MAGLIA. SAPETE QUANTO COSTA

Maria De Filippi è una tra le presentatrici italiane più amate e nel corso degli anni è riuscita a rinnovarsi, passando da uno look formale e rigoroso a uno più glamour e alla moda. Tutti i giorni la vediamo su Canale 5 alla guida di “Uomini e Donne” e, anche se passa gran parte della puntata seduta sugli scalini, talvolta si muove all’interno dello studio con l’intento di “placare gli animi”. Ed è proprio in quelle occasioni che mette in mostra i suoi outfit di tendenza. Pochi giorni fa è riuscita ad attirare l’attenzione dei fan indossando un maglione griffatissimo da oltre 1.000 euro, anche se di solito non ama sponsorizzare i brand che indossa. 

La conduttrice si è infatti alzata per mettere pace tra due protagonisti della trasmissione e ha messo in mostra il suo total look. Quello che non è passato inosservato è il suo griffatissimo maglione. Si tratta di un modello in cachemire bianco firmato Dior, con la scritta nera “J’Adior 8” decorata sulla schiena. La maglia sul sito ufficiale della Maison viene venduta a ben 1.180 euro, una cifra che non tutti possono concedersi per un semplice pullover. 

TERREMOTO IN ITALIA: PAURA PER LA POPOLAZIONE, MAGNITUDO 2.3

Terremoto, lieve scossa in provincia di Pescara. Una leggera scossa di terremoto si è verificato nella tarda serata di ieri, martedì 22 gennaio, in provincia di Pescara. Nello specifico, una scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata dai sismografi a Villa Celiera, nel Pescarese, alle ore 23:25. Come specificato dall’INGV il sisma si è verificato a una profondità di 28 chilometri a 2 chilometri a sud-ovest dal paese. Il terremoto è stato chiaramente avvertito da chi vive in zona ma fortunatamente, non si registrano danni a cose o persone.

È MORTO DOPO AVER MANGIATO PANE E NOCI: FEDERICO SI È SPENTO A 21 ANNI

Un ragazzo di ventuno anni di Noale, è morto dopo essersi sentito male a casa di un amico. L’improvvisa morte è arrivata probabilmente per uno shock anafilattico, ma ancora non c’è nessuna conferma ufficiale. Federico Anile il suo nome era andato a cena a casa di un amico e mentre mangiava ha avuto un malore. Federico non riusciva a respirare e immediatamente i presenti hanno allertato i soccorsi. Quando sul posto è arrivata l’ambulanza il ragazzo era già in arresto cardiaco. Nonostante i disperati tentativi di rianimazione durante la corsa in ospedale a Mirano, ogni sforzo è stato inutile. Martedì pomeriggio è stata dichiarata la morte cerebrale.
Il malore del giovane è avvenuto dopo aver mangiato pane alle noci e proprio per questo si è ipotizzato che si possa essere trattato di una trattarsi di una reazione allergica. Solo una eventuale autopsia potrà confermare questa ipotesi. Il giovane lascia la mamma, due fratelli e una sorella. Aveva perso il papà Antonio Fabiano, assessore a Noale e medico di base, nel 2009 a causa di una leucemia.

È MORTO DI OVERDOSE DAVANTI ALLA FIGLIA DI 10 ANNI: LA TRAGICA NOTIZIA

A uccidere l’uomo trovato morto nel suo appartamento di Milano, in piazzale Selinunte, in zona San Siro, è stata probabilmente un’overdose di cocaina. A dare l’allarme al 118 è stata la moglie del 46enne di origine marocchina che non appena rientrata in casa, poco prima delle 14 di domenica 20 gennaio, è stata avvicinata dalla figlia dei due che le avrebbe detto che il padre era a letto, immobile, da un po’ di tempo. “Ci siamo messi a letto con papà per dormire – ha riferito la bambina di soli 9 anni alla mamma – poi si è sentito male e non ha più risposto”.

Un racconto essenziale, tragico per una bambina così piccola che in quel momento era in casa col fratellino: hanno assistito così inermi alla morte del padre che, stando a quanto raccontato dalla moglie, di 10 anni più giovane, faceva uso di sostanze stupefacenti da tempo. I soccorritori del 118 giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.

Nell’abitazione anche gli agenti della Questura di Milano che hanno effettuato i rilievi del caso e raccolto la testimonianza della moglie della vittima: “Stava cercando di smettere da quella dipendenza che lo stava uccidendo giorno dopo giorno”. Nell’appartamento gli agenti hanno trovato anche una banconota arrotolata, a testimonianza del fatto che  forse smettere non era poi così facile. E che per questo una bambina ha assistito alla morte del proprio padre che si è addormentato senza più svegliarsi.

BAMBINO CADUTO NEL POZZO: NUOVO IMPREVISTO POCO FA

Il mondo è con il fiato sospeso per il piccolo Julen, il bambino di 2 anni precipitato nel pozzo oltre una settimana fa a Totalan, vicino Malaga, in Spagna. Sono ore decisive, i soccorritori che da giorni si alternano sul posto per scavare il tunnel parallelo al pozzo dove è caduto il piccolo, hanno ormai raggiunto la profondità stabilita e ora inizieranno con il tunnel orizzontale attraverso il quale si pensa di riportare fuori il piccolo. Si tratterà di uno scavo ancora più complesso perché per gli ultimi metri si dovrà per forza di cose procedere a mano.

Il coordinatore dei soccorsi, Ángel García Vidal, ha spiegato che lo scavo della galleria verticale avviato sabato 19 gennaio è giunto al termine solo lunedì alle ore 20:30. “Siamo davvero soddisfatti dell’esecuzione del lavoro” ha dichiarato il responsabile del salvataggio, ammettendo: “Ci piacerebbe averlo fatto più velocemente, ma la realtà è che materiali e rocce che abbiamo trovato hanno reso il lavoro davvero difficile”.

La fase dei lavori avviata nella notte, si è occupata di mettere in sicurezza il foro e aumentarne il diametro oltre a riempire il pozzo dove era la perforatrice per creare una piattaforma sicura su cui potranno scendere i minatori. La fase finale infatti sarà affidata proprio a questi ultimi che si caleranno in questo nuovo pozzo utilizzando una capsula come quella usata nel 2010 per il salvataggio dei minatori cileni. Una volta in fondo si inizierà  lo scavo orizzontale per raggiungere il piccolo Yulen.

Al momento le stime dicono che potrebbero volerci fino a 24 ore per unire la cavità parallela al pozzo in cui si trova Julen  ma tutto dipende dalla durezza del terreno e dei materiali trovati che sono simili a quelli trovati in precedenza scavando nel pozzo in cui si trova il bimbo. Durante gli scavi si è scoperto però che c’era un errore di calcolo e i soccorritori sono stati costretti a scavare ulteriormente per allargare il diametro del buco. A causa di un’irregolarità del sottosuolo, infatti, il tunnel si restringe a circa 40 metri di profondità impedendo ai tubi che dovevano garantire la sicurezza dei minatori di essere calati del tutto. Per questo ora si sta procedendo a scavare ulteriormente ma questo significa un ulteriore ritardo nei tempi. “Ora dobbiamo rimettere il tubo, assicurarlo, e da lì dare il via libera ai minatori per scendere e avviare la galleria orizzontale”, hanno spiegato i soccorritori.

 Per l’ultimo tratto saranno impiegati otto esperti nel salvataggio minerario che scenderanno però a turno due alla volta nella capsula di soccorso larga 1,05 metri di diametro e alta 2,5 metri che fungerà da ascensore. Sarà un’attesa snervante per i genitori del bambino che da giorni sono ospitati in una casa del comune sostenuta da un gruppo di psicologi che li aiutano in questi momenti difficili.

RIFIUTA LE CURE CONTRO LA LEUCEMIA PER FARE NASCERE IL FIGLIO: SONO MORTI ENTRAMBI

Aveva scelto di posticipare la cura contro il tumore che l’aveva colpita. Purtroppo Brianna Rawlings, una ragazza australiana di soli 19 anni, ha perso la sua lotta contro il cancro morendo per una leucemia a cellule NK, una forma di malattia del sangue rara e aggressiva. La ragazza doveva così scegliere se interrompere la gravidanza e iniziare le cure, oppure aspettare che il piccolo venisse al mondo ritardando le cure e dimezzando le sue aspettative di vita.

Brianna ha deciso per la vita del bimbo che portava in grembo davanti a tutto. Purtroppo, questa scelta, le è costata un’infezione che avrebbe potuto essere trasmessa al bambino, forzando un cesareo d’emergenza tre mesi prima del termine. Kayden è sopravvissuto solo per 12 giorni, prima di morire. La giovane madre, devastata, ha continuato poi a combattere.

“È stato molto duro, lungo, estenuante e doloroso. Anche se Kyden non è più con noi, mi ha dato la forza per andare avanti e sconfiggere questo male”, aveva detto Brianna a FEMAIL. “Ero molto felice ed entusiasta di essere una madre – tutto ciò che avrei mai voluto era avere famiglia. Quei 12 giorni che ho potuto trascorrere con il mio bambino Kyden, tenendolo in braccio, contando le dita dei piedi e delle manine, parlando con lui come facevo quando era nella mia pancia. Erano così speciali, sono stati i migliori 12 giorni della mia vita!” erano state le commoventi parole della mamma. “Voglio sconfiggere questa orribile malattia. Credo di poterlo fare e ho fatto una promessa a mio figlio “, aveva detto.

ADDIO ALL’AVVOCATO FRANCESCA NASONI: STRONCATA DA UN MALE TERRIBILE

Lutto a Cascina, un comune toscano in provincia di Pisa. Francesca Nasoni, è morta a soli 55 anni era uno stimatissimo avvocato molto noto nella sua città. La donna ha lavorato fino agli ultimi giorni nel suo studio, poi però ha dovuto arrendersi a una malattia che non gli ha lasciato alcuno scampo.

Francesca era però conosciuta anche al di fuori degli ambienti giudiziari e molte persone ieri hanno espresso tutto il loro cordoglio alla famiglia, ai due figli e al marito. La salma è stata trasportata nelle cappelle del commiato a Cascina nella zona del vecchio cimitero. Il funerale si celebrerà oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di Cascina.

SI È SUICIDATA A SOLI 14 ANNI: ERA VITTIMA DI BULLISMO

Si chiamava Rochelle Pryor la ragazzina di soli 14 anni che si è suicidata dopo essere stata vittima di bullismo. La vicenda ha scosso tutta l’Australia occidentale, poichè la giovane prima di suicidarsi aveva scritto sui social: “Una volta che me ne sarò andata, il bullismo e il razzismo si fermeranno”. Poche ore più tardi è stata trovata impiccata nella sua cameretta dal papà. La giovane per molto tempo è stata vittima di bullismo a scuola per le sue origini aborigene. Secondo quanto racconta la madre, Rochelle avrebbe cominciato ad avere problemi dopo una lite con alcuni compagni di classe.

Non è la prima volta purtroppo che una giovane aborigena si suicida in Australia e infatti anche altri studenti dello steso gruppo etnico hanno scelto il gesto estremo, tutti dopo essere stati vittima di atti di bullismo. Proprio per questo motivo, al fine di evitare questi gesti estremi sono stati chiesti provvedimenti che possano aiutare le ragazze e i ragazzi ad affrontare le problematiche come il bullismo.

VIOLENTISSIMA SCOSSA DI TERREMOTO: MAGNITUDO 6.6

Ancora una violentissima scossa di terremoto si è verificata al largo delle coste dell’isola di Sumba, in Indonesia. In Italia erano le 6 e 10 quando un sisma di magnitudo 6.6 è stato rilevato sia dagli strumenti dell’INGV (Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia) che da quelli dell’Usgs, l’agenzia statunitense che si occupa di monitorare i terremoti nel mondo.

Poche ore prima si era registrata nella stessa area una scossa lievemente meno intensa, di magnitudo 6.1. Anche in quel caso, l’ipocentro è stato localizzato a 20 chilometri  di profondità. Al momento non si hanno notizie di danni a persone o cose né di eventuali allerta tsunami.

METEO URAGANO IN ARRIVO IN ITALIA: L’ALLERTA DEI METEOROLOGI

Il nuovo uragano che sta per abbattersi sull’Italia è stata chiamato con il nome Dama bianca. Una fortissima ondata di freddo si sta per abbattere sull’Italia in questi giorni. Il freddo già negli scorsi giorni ha portato a un crollo delle temperature nelle regioni del centronord, con nevicate anche a quote basse. Ora l’uragano gelido tra venerdì e sabato si spingerà verso il sud dell’Italia.

Domani, mercoledì 23 gennaio, il freddo si isolerà sulla fascia tirrenica con valori record di pressione e venti che a tratti potranno toccare i 120 chilometri orari. Come spiega Il Meteo “l’ammasso instabile prodotto dal vortice depressionario risalirà poi verso le regioni settentrionali. Sarà una giornata nevosa soprattutto al Nordest. Prevediamo neve a Bologna, Trieste, Venezia, Padova, su tutte le pianure del Triveneto, mista a pioggia invece sulle coste della Romagna”.

Le condizioni atmosferiche finiranno per determinare quello che gli esperti chiamano Medicane (Mediterranean-Hurricane – uragano mediterraneo). Tra domani sera e giovedì nevicherà copiosamente su gran parte del Centro-Nord, a partire da Toscana, Valpadana (Torino, Cuneo, Asti, Milano, Bergamo) ed Emilia-Romagna (Ferrara, Bologna, Parma, Reggio Emilia).

LUTTO NEL GIORNALISMO ITALIANO: CHIARA HA PERSO LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO

È morta Chiara Gandolfi, la giornalista 41enne bresciana malata di cancro. Chiara lottava contro questa terribile malattia da oltre sei anni. Nonostante ciò, era riuscita a farsi forza e non aveva perso la voglia di vivere raccontando la sua malattia attraverso il suo blog Lisadea, chiamato così in onore delle sue nonne. Nel suo diario virtuale immaginava di potersi trovare di fronte il cancro e di poterlo sbranare e fare a pezzi:

“Perché arrivati a questo punto, nella guerra fra me e te, non mi basta più uscire di casa a prendere aria, ho bisogno di uscire da me stessa per allontanarmi da te”. Il suo ultimo post è del maggio dello scorso anno e il titolo: “La felicità è dentro di te, sempre e comunque”. Chiara aveva deciso di affrontare la malattia “allo scoperto”, non indossando la parrucca quando gli effetti della chemioterapia le avevano fatto perdere tutti i capelli. A tale proposito scriveva: “Indosso il coraggio che non ho e la forza che vorrei e vivo in un istante”.

Chiara lascia il marito e la figlia, oltre ai parenti tutti e ai suoi tanti amici e conoscenti. La camera ardente è stata allestita all’Ospedale Sant’Anna mentre i funerali si terranno a Brescia mercoledì 23 gennaio alle 15.30 nella chiesa di Santa Maria Nascente nel quartiere Fiumicello.

SPAVENTOSO INCIDENTE NELLA NOTTE: MORTI DUE GIOVANI

Tragedia nella notte su via del Mare a Roma. Un terribile incidente ha spezzato la vita di due giovanissimi. È successo verso mezzanotte, tra domenica 20 e lunedì 21 gennaio. La prima ricostruzione spiega che l’auto con a bordo  quattro ragazzi, ha improvvisamente sbandato ed è finita fuori strada, all’altezza del chilometro 24.

Lo schianto è stato devastante Denise Moriggi, è morta sul colpo. La giovane aveva solo 22 anni e purtroppo i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, troppo gravi le ferite riportate da non lasciarle scampo. Un’altra ragazza, è stata ricoverata in codice giallo, mentre Jonathan Sciarra, 29enne è morto poco dopo l’incidente, una volta arrivato al pronto soccorso. Ora le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire l’accaduto.

LUTTO NELLO SPORT ITALIANO: MARCO AVEVA SOLO 19 ANNI

Si chiamava Marco Cogone e aveva 19 anni. Il giovane ed originario di Quartu ed è la vittima dello spaventoso incidente avvenuto in via dell’Autonomia Regionale sarda. Marco aveva giocato nelle giovanili Cagliari e nel Muravera, juniores e in Eccellenza. Il giovane, era su un auto guidata da un parente quando, per cause ancora da accertare il mezzo è uscito violentemente fuori strada. Il 19enne è morto sull’ambulanza, mentre lo zio, sotto choc, non ha riportato ferite.

L’incidente è avvenuto ieri, verso le 14,30. A dare l’allarme, sono stati alcuni automobilisti che hanno assistito alla scena. Il ragazzo è morto sull’ambulanza del 118: nonostante soccorritori abbiano fatto il possibile purtroppo non è bastato per salvargli la vita. Come scrivono i media locali, quando aveva tredici anni Marco si era salvato dal naufragio della Costa Concordia e il ragazzo era anche il cugino di Luca Pusceddu, il bimbo di undici anni che qualche anno fa era morto nel campo della San Francesco mentre faceva una rovesciata.

Il padre Sandro era stato uno dei promotori della nascita dell’Asd dedicata a Luca, che ha dato la possibilità a tanti giovanissimi la possibilità di giocare a calcia. La sua bacheca Facebook è piana di messaggi di dolore tra cui quello del cugino che scrive:. “I casini e le pazzie che abbiamo fatto le sappiamo solo io e te!! Ti ricorderò sempre così amico mio,riposa in pace. “Nonostante tutto, nonostante gli errori di gioventù. Grazie per la tua amicizia fratellino. Divertiti come hai sempre fatto anche lassù”, questo il toccante messaggio di Andrea S. “La vita cambia idea, e cambia le intenzioni e mai nessuno sa, come fa. Buon viaggio Marcolino, salutami a tuo cuginetto”.

ILARIA ABBANDONATA ALLA NASCITA CERCA LA SUA VERA MAMMA: AIUTATEMI A CERCARLA

La 22 enne Ilaria, studentessa calabrese, non ha mai conosciuto la sua mamma naturale. E’ stata lasciata in ospedale dopo un ʻparto in anonimato’, in cui la donna non riconosce il figlio al momento della nascita. Ilaria, per la prima volta, ha confidato la sua storia a Fanpage.it con la speranza di poter riabbracciare la mamma. “Chi è? Quanti anni ha? Ci assomigliamo? Cosa le sarà successo?”, sono tante le domande che la giovane universitaria continua a chiedersi. “Da qui inizia una lotta con me stessa – afferma – una lotta interiore che non riesco a placare”.

“Sono nata il primo aprile del 1996 all’ospedale Riuniti di Reggio Calabria e so che mia mamma biologica era stata ricoverata un mese prima per un problema di anemia”. “All’ospedale tutti mi chiamavano Maria Luisa. Dicevano che avevo sempre il sorriso stampato in faccia”. “Quando i miei genitori adottivi mi hanno portata a casa, si è riunita tutta la famiglia, la mia cugina più grande pescò dentro una ciotola piena di bigliettini ed uscì il mio nome, Ilaria. ʻPerché la tua luce ci ha riempito di gioia’, dissero.

“Ho avuto un’infanzia meravigliosa, circondata da persone fantastiche. Alcune volte, da piccola, ho anche chiesto a mia madre la foto del pancione e ricordavo di essere adottata solo quando vedevo la sua faccia dispiaciuta perché non aveva nulla da mostrarmi”. All’età di 9 anni, nel giorno della prima Comunione, il suo pensiero va alla mamma naturale. “Dopo essermi guardata allo specchio, ho detto ai miei genitori: ʻAvrei tanto voluto fosse qui per farle vedere quanto sono diventata bella’”.

Una sera, Ilaria sente al telegiornale la notizia di un neonato buttato in un cassonetto della spazzatura e comincia a chiedersi se anche a lei fosse capitata una cosa simile. I suoi genitori, però, la rassicurano iniziando a spiegarle alcuni aspetti della sua nascita. “Mamma e papà – sottolinea – sono sempre stati grati nei confronti della persona che mi ha lasciata in ospedale e lo stesso rispetto nei suoi confronti l’hanno trasmesso a me. La ringraziamo tutti i giorni, indipendentemente da come possa essere andata”.

Nel 2018, Ilaria decide che è arrivato il momento di lanciare un appello per riuscire a ritrovare la mamma. “Una situazione come la mia – precisa – in cui c’è una madre biologica che è voluta ricorrere ad un parto in anonimato, è molto delicata da affrontare. C’è chi critica la scelta di una madre di rimanere segreta, quando credo che la cosa più matura da fare è stare in silenzio. Non si può mai sapere cosa porta una persona a fare una determinata scelta e, soprattutto, non possiamo mai giudicare”. Non è facile  arrivare a scoprire l’identità di una mamma naturale. Al compimento del 25˚ anno di età è possibile presentare un’istanza al Tribunale per i minorenni che provvederà a chiedere alla madre se desidera continuare o meno a rimanere anonima.

Ma in mancanza di una legge che disciplini la materia, senza un protocollo univoco da seguire, i tempi e le modalità variano da città a città. “Spero che le madri biologiche con il tempo trovino il coraggio di cercare loro stesse i figli, purché ne sentano l’esigenza”, è l’auspicio di Ilaria. “Vorrei rivolgermi anche a tutti i ragazzi adottati che come me stanno pensando di fare questa ricerca: non scoraggiatevi mai, non fatevi soffocare dal giudizio della gente che non capisce e, soprattutto, fate capire sempre ai vostri genitori che non li volete sostituire con nessuno al mondo. Perché, semplicemente, sono insostituibili. Ai genitori adottivi, infine, vorrei dire di amare i figli come non mai. Appoggiateli e raccontategli sempre la verità perché sarà apprezzata”.  

FABIO FAZIO, STIPENDIO STELLARE: ECCO QUANTO GUADAGNA CON CHE TEMPO CHE FA

Fabio Fazio, come è noto, è un giornalista, ma anche un autore e conduttore televisivo. La massima popolarità l’ha raggiunta presentando il varietà e programma sportivo domenicale Quelli che il Calcio negli Anni Novanta. Negli anni successivi è approdato su Rai Tre con lo show Che Tempo Che Fa al fianco dell’estrosa Luciana Littizzetto. Trasmissione che da due anni è traslocata su Rai Uno anche se nelle ultime settimane si parla di un ritorno alle origini. Ma quanto guadagna Fazio per condurre Che Tempo Che Fa? Le indiscrezioni relative al suo compenso gli hanno procurato tantissime critiche in diverse occasioni.
In particolare sono arrivate dal leader del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, ma anche del vicepremier leghista Matteo Salvini. Nell’ottobre del 2013 il comico ligure, infatti, si è duramente scagliato contro il cachet di Fazio che, all’epoca, come riporta il quotidiano Corriere della Sera, ammontava a circa 5 milioni e 400 mila euro in tre anni.

Dopo un mese di pausa, domenica 20 gennaio 2019 in prima serata su Rai Uno è tornato Che Tempo Che Fa, lo show con Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Nella prima puntata, dopo la pausa, una super intervista realizzata dal conduttore ad Alessandro Di Battista, noto attivista e politico del Movimento 5 Stelle. Nel corso della puntata c’è stato anche un omaggio a Fabrizio De André a vent’anni dalla sua morte con gli interventi di Dori Ghezzi e il Maestro Nicola Piovani, oltre al figlio Cristiano De Andrè in collegamento dalla sua amata Genova.

PENSIONI 2019: ARRIVA LA GRANDISSIMA NOVITÀ

Ogni categoria ha le sue regole. Le finestre per approfittare dell’anticipo sulla pensione e per ritirarsi così dal mondo del lavoro variano da categoria a categoria, anche con l’introduzione della quota 100.  Il Sole 24 Ore riassume le nuove regole per ogni singolo settore e ricorda come funzioneranno le finestre – trimestrali, semestrali, annuali, etc… – per i lavoratori che riusciranno ad approfittare delle norme ora vigenti per anticipare la pensione. Si va dai lavoratori privati ai dipendenti pubblici, dagli insegnanti alle donne, passando per i precoci: ognuno ha le sue regole a cui attenersi, le sue scadenze e le sue finestre temporali.

Il decreto approvato in Consiglio dei ministri a gennaio permette ai lavoratori di anticipare la propria pensione con l’arrivo della quota 100: per ritirarsi dal lavoro è necessario avere almeno 62 anni di età e almeno 38 di contributi versati. Per quanto riguarda i lavoratori privati, la prima finestra disponibile per andare in pensione è quella del primo aprile 2019. In quella data potranno ricevere il primo assegno coloro i quali hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018.

Chi invece i requisiti li ottiene durante l’anno o nel corso dei prossimi due anni – la quota 100 è stata infatti introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021 – la finestra si apre dopo tre mesi dalla data di raggiungimento dei requisiti. L’esempio, riportato dal Sole 24 Ore, è quello di un lavoratore che raggiunge i requisiti alla data del 13 marzo: la sua finestra si aprirà il 13 giugno dello stesso anno, a tre mesi esatti di distanza.

Diverso è il discorso per i dipendenti pubblici. In questo caso, come più volte spiegato dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, la priorità è quella di garantire la continuità amministrativa. Motivo per cui le finestre sono semestrali. Per chi ha i requisiti al momento dell’entrata in vigore del decreto, la prima data utile è quella dell’1 agosto 2019. Chi invece matura i requisiti dopo quella data, la prima finestra sarà disponibile dopo sei mesi. L’esempio del Sole, in questo caso, è quello di un dipendente che raggiunge i requisiti il 30 aprile: per lui la pensione arriverà il 30 ottobre. Rimanendo saldo l’obbligo di preavviso di almeno sei mesi.

Nel caso in cui rispettino questi requisiti, avranno accesso alla pensione anticipata con un assegno calcolato interamente con il metodo contributivo. La finestra per approfittare della pensione sarà però lontana: arriverà dopo 12 mesi per le dipendenti e dopo 18 per le autonome. I lavoratori precoci sono coloro i quali hanno versato almeno un anno di contributi prima del compimento dei 19 anni. Possono andare in pensione con il versamento di 41 anni di contributi. Si tratta di persone che hanno svolto attività faticose, caregivers, invalidi civili almeno al 74%, disoccupati che hanno esaurito la Naspi e passato un altro trimestre in stato di inoccupazione. Per loro il sistema di calcolo può essere misto o retributivo. La finestra di pensionamento arriva a tre mesi di distanza dalla maturazione dei requisiti.

L’introduzione della quota 100 non elimina la legge Fornero. Così rimangono in vigore anche le norme per l’anticipo pensionistico varate dal governo Monti, con la possibilità, per chi ha i requisiti contributivi, di lasciare il lavoro in anticipo rispetto al requisito anagrafico stabilito dalla pensione di vecchiaia. Servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. La finestra si apre a tre mesi di distanza dalla maturazione dei requisiti e prevede un calcolo della pensione basato su di un sistema misto.

“ODIO SALVINI… POTREI FARE MEGLIO DI LUI”: LE PAROLE CHOC DI CORONA

Parlando di Fabrizio Corona si pensa a gossip, carcere, truffe, eccesso. Un vero e proprio mondo quello di Corona, dove lui ci sguazza, sempre pronto a far parlare di sé, nel bene o nel male, perché l’importante è che se ne parli.. Adesso, non pago, ha deciso di affrontare questioni politiche e tra una dichiarazione a mezza bocca e l’altra fa anche capire che un pensierino ce lo sta facendo.

Ospite a Verissimo da Silvia Toffanin, Corona ha messo bocca anche sulla politica. “In carcere ho letto”, dice Fabrizio, “ho letto di diritto e ti dico una cosa: io potrei andare adesso a Palazzo Chigi. Potrei andare a Palazzo Chigi a parlare con Di Maio e Salvini della finanziaria. Ne saprei più di loro”. Non solo, Corona ha detto anche di odiare il Vicepremier e Ministro dell’Interno. “Io odio Salvini”, ha detto, “anzi, io e Asia Argento lo odiamo”. Che c’entrava tirare in ballo pure la Argento, non si sa. Ma gli andava di dire così. Non solo. 

Corona ha anche fatto riferimento alla campagna elettorale lanciata dal Vicepremier Salvini in occasione della manifestazione romana dell’8 dicembre scorso, con le immagini dei suoi acerrimi nemici, con la scritta “Lui non ci sarà.”  Tra le immagini, oltre alla sua, quelle della stessa Argento, la Boschi, Renzi e altri rivali. E ancora, Corona, parlando con la Toffanin, ha fatto cenno all’arresto di Battisti: “Lui senza manette, io ne avevo almeno 5”, criticandone la spettacolarizzazione.

“HO SCOPERTO COSE GRAVI….” LA LETTERA SISSY TROVATO PRIMA DI MORIRE

“Sono venuta a sapere di fatti gravi che riguardano le mie colleghe”, così scriveva prima di quel terribile giorno. Sissy Trovato Mazza, la poliziotta calabrese morta una settimana fa dopo un calvario di due anni per un misterioso colpo di pistola che l’ha colpita in servizio. La lettera, scritta a mano e trovata dai parenti nei documenti che l’agente conservava a casa – e ora pubblicata in esclusiva da Fanpage.it –  è indirizzata all’ex direttrice del carcere della Giudecca, Gabriella Straffi, oggi in pensione.

Poche parole, che dimostrano, come molti testimoni hanno riferito, che Sissi stava denunciando comportamenti illeciti dei colleghi e del personale carcerario nei confronti delle detenute e che, come molti denunciano, non solo non era stata ascoltata ma era finita in una condizione di grave isolamento.

“La sottoscritta agente Maria Teresa Trovato Mazza informa la signoria vostra che negli ultimi giorni sono stata avvicinata da molte detenute che hanno raccontato fatti gravi che riguardano le mie colleghe. Essendo la cosa molto delicata ho cercato di non ascoltare di riferire tutto subito all’ispettore….la quale mi ha consigliato di parlare al più presto con la signoria vostra.”

Sissy, è chiaramente molto preoccupata e spaventata e chiede l’aiuto della direttrice che pero, stando a quanto  riferito dai parenti, avrebbe chiesto alla ragazza di limitarsi a svolgere il suo lavoro. La lettera, che prosegue indicando i nomi delle detenute che avevano denunciato e la cui testimonianza Sissy aveva messo a rapporto, è contenuta  agli atti delle indagini della Procura di Venezia. Il 1° novembre Sissy è stata colpita alla testa e qualche mese dopo molti agenti sono stati trasferiti dal carcere, mentre il medico carcerario della struttura ha patteggiato una condanna di 18 mesi per molestie sessuali alla detenute.

Fanpage.it. ha contattato e intervistato una delle detenute menzionate da Sissy nella lettera. Queste le sue parole ricordando Sissi “Era sempre disposta ad ascoltare e aiutare noi detenute nelle ingiustizie che succedevano all’interno dell’istituto. Ha sempre svolto il suo lavoro al meglio, solo che per il resto del personale non andava bene. E ora ci ritroviamo a piangere una ragazza meravigliosa con tanta voglia di vivere e che credeva nel suo lavoro e in ciò che faceva. Spero in una giustizia dove non dimentichi ciò che è successo. Sarà sempre nel mio cuore e la ringrazierò sempre per quello che ha fatto per me”.

LO SFOGO DI CHIOFALO A “LE IENE”: “IO SU UNA CARROZZINA? MI UCCIDO”

Andrea Agresti, delle Iene ha intervistato Francesco Chiofalo, tronista e concorrente di Temptation island che poco tempo fa aveva scoperto di avere un tumore al cervello e di doversi operare d’urgenza.

L’intervista comincia la sera prima dell’intervento e mostra quanto le apparenze possano ingannare, e quanto di fronte ad una cosa importante come la salute, tutte le altre cose della vita passino in secondo piano. Francesco ha raccontato ad Andrea quanto la diagnosi di un tumore al cervello gli abbia fatto sembrare stupido il 99% per cento di ciò che contava nella sua vita fino a quel momento.

 “Sono le cose semplici che mi mancheranno in caso andasse male, una cena con papà, un panino mangiato insieme al mio migliore amico, guardare la televisione mentre accarezzo il gatto, e di sicuro gli occhi di mia mamma”. C’era la possibilità che Chiofalo potesse rimanere paralizzato, o cieco o non fosse più in grado di parlare o di essere presente a sé stesso. “Se io mi sveglio e devo stare su una sedia a rotelle dopo, tre giorni mi uccido” queste le parole, tra le lacrime, di Francesco ad Andrea Agresti.

Ci sono ancora tante cose che devo fare. Non sono ancora diventato papà, non mi sono ancora sposato. Sembro così, ma questa è una corazza. Ho tanti tatuaggi ma dentro sono un ragazzo di 29 anni come tutti”. Straziante è stato anche il momento prima di entrare in sala operatoria con i genitori vicino, e il suo amico del cuore che non riesce a trattenere le lacrime. Poi Francesco che entra senza sapere come ne uscirà e la mamma che cede alle lacrime. Sette ore di intervento e poi finalmente le parole della mamma : “L’intervento è andato bene e Francesco ce la farà”.  Successivamente è lo stesso Chiofalo che con un evidente fasciatura in testa parla ad Andrea raccontando il momento del suo risveglio: quando ho aperto gli occhi ho visto che ci vedevo, allora ho cominciato piano piano a muovere i piedi e poi le mani e ho visto che grazie a Dio ce l’avevo fatta”. “La vita ti ha dato un’altra possibilità vedi di non sprecarla” si raccomanda Agresti, per esempio smetti di fumare” “Lo so e ne sono felice, ora la mia vita sarà diversa” gli risponde Chiofalo”.

Da quel servizio sono passati 10 giorni e Francesco ha perso 10 kg e per camminare al momento ha bisogno di un deambulatore. Nonostante ciò le notizie sono positive e tra pochi giorni arriverà l’esame istologico che dovrebbe dare, almeno a detto dei dottori esito positivo. Per Francesco inizia un nuovo capitolo della sua vita”.

GRAVISSIMO LUTTO PER CARMEN RUSSO: TRISTE MOMENTO PER LA SHOWGIRL

Grave lutto per Carmen Russo: è morta la madre. È stata la stessa Carmen a comunicare su Instagram il triste annuncio della scomparsa della mamma Giuseppina Gherardini. La showgirl ha condiviso con i suoi follower una fotografia che la ritrae sorridente insieme alla madre. Al momento sono ignote le cause della morte della signora Giuseppina. Chiaramente sconvolta per l’accaduto, Carmen ha dedicato un pensiero dolcissimo alla sua mamma.

 

“Cara mamma Giuseppina ci hai lasciato e sei volata in cielo così abbiamo detto a Maria, noi abbiamo il cuore a pezzi, non ci crediamo, non accettiamo l’idea che non potremo vedere più il tuo sorriso o sentire la tua voce. Grazie mamma per avermi amato e cresciuto, grazie per i valori che mi hai trasmesso. Mi manchi mamma ma so che Dio ti ha tra le sue braccia e io nel mio cuore e ora sei con papà, la vostra mano posata sulla mia spalla rimarrà con me per sempre. Ti amiamo mamma Giuseppina. Camen, Enzo Paolo e Maria”.

Tantissimi i messaggi di cordoglio che la Russo ha ricevuto dopo aver dato la notizia della morte della madre. “Cara Carmen purtroppo so cosa vuol dire, la mia mamma è volata in cielo a maggio 2018 ed è rimasto un vuoto immenso! Condoglianze” ha scritto una follower.

MAMMA GETTA A TERRA E UCCIDE FIGLIA DI 3 GIORNI: TRAGEDIA NEL VICENTINO

La scorsa notte una tragedia si è compiuta nel vicentino. Una neonata di soli tre giorni è stata portata d’urgenza all’ospedale San Bortolo di Vicenza ed è morta all’alba. La piccola sarebbe stata gettata a terra in casa dalla madre. Il dramma, causato forse dallo stress e da una depressione post partum, è avvenuto nella serata di domenica, intorno alle 19, a Lisiera di Bolzano Vicentino, nella provincia di Vicenza. La mamma della neonata, una donna di quarantuno anni, subito dopo aver scaraventato a terra la figlioletta avrebbe tentato il suicidio ferendosi alla gola con un coltello.

A dare l’allarme al 118 è stato il marito della donna e papà della bambina. Gli operatori del Suem intervenuti sul posto hanno prima tentato di rianimare la piccola e poi l’hanno portata in ospedale insieme alla mamma. La neonata è stata ricoverata in Terapia intensiva pediatrica, dove però è deceduta all’alba di oggi, lunedì 21 gennaio.

La madre dopo essere stata soccorsa per la ferita al collo, che sarebbe comunque superficiale, è piantonata in stato di arresto nel reparto di Psichiatria. I carabinieri della compagnia di Thiene (Vicenza), che sono intervenuti per le indagini e che hanno ricostruito il terribile accaduto grazie alla testimonianza del capo famiglia, mantengono il massimo riserbo, per la delicatezza del caso. 

SONO INCINTA: IL BELLISSIMO ANNUNCIO IN TV RENDE I FAN PIENI DI GIOIA

Altro che addio: Rosa Perrotta e Pietro aspettano un figlio! La Perrotta ha annunciato la gravidanza ieri a Domenica Live. L’ex tronista di Uomini e Donne ha scoperto di essere incinta un mese fa, quando era già al secondo mese di gravidanza. “Ho cominciato a sentirmi strana, alcuni odori mi davano fastidio, come il profumo che usa Pietro e che io ho sempre amato. Per eccesso di zelo ho chiesto a Pietro di andare a comprare un test di gravidanza ed è risultato positivo”, ha raccontato l’ex naufraga dell’Isola dei Famosi a Barbara d’Urso.

“La nostra convivenza non è finita come qualcuno ha insinuato. Lei si è trasferita momentaneamente da sua madre perché può starle più vicino. Io sto fuori casa tutto il giorno per il mio lavoro”, ha spiegato l’ex corteggiatore del Trono Classico.

 

È STATO TROVATO MORTO: ALESSIO AVEVA SOLO 18 ANNI

È stato trovato morto venerdì, sotto una gru (da cui probabilmente qualcuno lo ha buttato giù), nel cantiere di risistemazione della porte Maillot a Parigi. Alessio Vinci è morto a 18 anni, lontano dalla casa di Roverino, il quartiere di Ventimiglia, dove viveva col nonno. Era iscritto al Politecnico di Torino, dal Politecnico, dove era riuscito ad entrare, alla facoltà di Ingegneria Aerospaziale. «Un genio» così veniva descritto a Ventimiglia. Un ragazzo simpatico a tutti.

Aveva terminato il liceo in anticipo, facendo il quarto e il quinto scientifico all’Arosio in un solo anno. La maturità col massimo dei voti: 100 e lode classificandosi tra i primi quaranta alla selezione per il Politecnico. Anna Maria Giovannelli, una delle sue professorese delle scuole medie, ha voluto ricordarlo così sul suo profilo Facebook del ragazzo:

“Alessio, sono profondamente addolorata. Ti ricordo alle medie… un ragazzo ed un allievo modello, studioso, intelligente, educato, umile, delicato e sensibile, buono e rispettoso con tutti… quanto ti piaceva lo sport e riuscivi bene in tutte le discipline! Voglio ricordarti felice quando giocavi con i tuoi compagni. Ti mancava la mamma, soffrivi in silenzio ma i tuoi begli occhi parlavano. Grazie per averci regalato la tua bella anima seppur per un breve tempo. Che tu possa trovare serenità tra le braccia della tua cara mamma. Ti abbraccio forte forte, continua a volerci bene, supporta il tuo caro e adorabile nonno… noi tutti abbiamo bisogno di belle anime come Te. Ti voglio bene”.

NON RESPIRA, ODDIO AIUTATEMI: MAMMA DISPERATA PER LA FIGLIA

Un incredibile salvataggio quello che avete appena visto effettuare a due poliziotti negli Stati Uniti. Gli agenti, dopo aver notato una donna in preda al panico totale in mezzo alla strada, si sono avvicinati e hanno così scoperto che la sua bambina di 2 mesi stava soffocando a causa di un rigurgito di latte. Fortunatamente grazie al pronto intervento degli agenti la bimba ha ripreso a respirare e si è concluso tutto per il meglio.

 

RISSA IN STUDIO DA AMADEUS: LE DUE CANTANTI ITALIANE PERDONO LE STAFFE

Una rissa tra due pilastri della musica degli anni ’70-’80 è accaduta dietro le quinte del programma RAI condotto da Amadeus. Le protagoniste dello scontro sono Ornella Vanoni e Donatella Rettore. Entrambe membri del cast di “Ora o mai più”, sembra che tra le due non corra buon sangue.  È stato il settimanale Oggi a dare la notizia che, a tal proposito, ha specificato che – tra le due – quella a nutrire maggior risentimento nei confronti della collega sarebbe proprio la Vanoni.

Pur trattandosi solo di voci, al momento, sarebbero molte le indiscrezioni trapelate su questa presunta rivalità. Proprio ieri sera, però, Donatella ha pubblicato su Instagram una foto della Vanoni scrivendo: “Ornella, sei un mito”. Potrebbe essere una casualità o forse un primo gesto di pace. Sempre stando a quanto riportato da Oggi, a non vedere di buon occhio la partecipazione della Rettore a “Ora o mai più” sarebbe in particolare la Vanoni.

La cantante, inoltre, secondo rumours sempre più insistenti, avrebbe fatto una richiesta ben precisa alla produzione prima di prendere parte al programma, quella di: “Non incontrare Donatella dietro le quinte e di sederle lontano” durante la puntata. Dopo pochi giorni dall’inizio della seconda edizione di Ora o mai più al centro della polemica c’è finito Amadeus. Il conduttore, dopo essere intervenuto a Domenica In, è stato accusato da alcuni di non aver dato i giusti meriti alla cantante Lisa. Quest’ultima, però, non si è unita al coro di protesta e, con un messaggio sui social, ha invitato tutti a ridimensionare la cosa.

TERRIBILE SCONTRO TRA DUE PULMAN: 22 MORTI E 37 ANNI

Una vera e propria strage: 22 persone sono morte e altre 37 sono rimaste ferite nello scontro tra due autobus a Challapata, in Bolivia, secondo quanto hanno riferito le autorità locali. «Purtroppo devo riferire che 22 persone sono morte e 37 sono rimaste ferite e sono state trasportate negli ospedali di Challapata e Oruro», questo il comunicato del comandante della polizia boliviana Romulo Delgado all’agenzia di stampa governativa ABI.

Delgado ha aggiunto che l’incidente tra gli autobus è avvenuto ieri mattina sull’autostrada Panamericana, nel tratto che collega Oruro, a circa 200 chilometri a sud della capitale La Paz, con Potosi. Il comandante ha inoltre riferito che è stata aperta un’inchiesta perché l’incidente potrebbe essere stato causato da una manovra di sorpasso.

SONO MORTI SUL COLPO: TERRIBILE INCIDENTE NELLA NOTTE

Terribile incidente la scorsa notte sulla strada che collega Ispica a Rosolini. Tre persone sono morte in un terribile incidente, mentre un’altra persona è rimasta ferita, ed ora è in gravissime condizioni. L’impatto fatale è avvenuto tra due auto, una Fiat Punto e una Toyota Yaris. A bordo della Yaris c’era una giovane coppia di fidanzati, Cristian Minardo, 22 anni e la sua fidanzata di 17 anni Aurora Sorrentino, e la madre della ragazza Rita Barone di 54 anni. Le tre vittime purtroppo sono morte sul colpo.

Aurora avrebbe compiuto 18 anni tra due mesi. La quarta persona rimasta ferita nell’incidente è un 22enne che guidava la Punto, e che è stato trasferito in elisoccorso al Centro Politrauma dell’Ospedale Cannizzaro di Catania, dopo un primo ricovero nell’ospedale “Maggiore” di Modica. Il giovane è ricoverato in gravi condizioni per un severo politrauma, con rottura del bacino e trauma toracico. È in prognosi riservata. Le salme sono state portate all’obitorio dell’ospedale di Ispica a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

NEONATO ABBANDONATO NELLA SPAZZATURA: SHOCK IN DISCARICA POCO FA

Neonato trovato in un sacco della spazzatura: salvato a pochi secondi dalla morte. Il terribile fatto è avvenuto in Sud Africa, dove un neonato è stato trovato in una discarica. Il bimbo era avvolto in un sacco della spazzatura, ed è stato salvato dagli operai che lavorano nella discarica che l’hanno sentito piangere proprio mentre il camion lo stava per sollevare come un rifiuto.

La terribile vicenda è avvenuta in Sud Africa. Fortunatamente dopo una situazione critica del neonato, le condizioni di salute del bambino sono migliorate, come hanno spiegato i medici dell’ospedale in cui è stato trasferito. Secondo quanto detto dai giornali, la polizia avrebbe rintracciato la madre, che è stata accusata di abbandono di minore.

OMICIDIO STEFANIA CROTTI: “L’HO UCCISA IO MA NON L’HO BRUCIATA”

“Sono stata io a uccidere Stefania, ma non l’ho bruciata”. Ha confessato l’omicidio la 44enne Chiara Alessandri, che è ora indagata e sottoposta a fermo per la morte di Stefania Crotti, la 42enne il cui cadavere è stato trovato carbonizzato nelle campagne di Adro, in provincia di Brescia. La donna dopo essere stata interrogata nella notte tra sabato e domenica dai carabinieri di Bergamo e Brescia, ha ammesso il terribile omicidio. Il suo legale difensore Gianfranco Ceci, ha spiegato che l’incontro tra le due “c’è stato” ma che la sua assistita “non aveva alcuna intenzione di uccidere. Non aveva premeditato nulla”.

Secondo quanto dichiarato in sede d’interrogatorio infatti, al momento della tragedia, Stefania e Chiara si erano viste a casa di quest’ultima per cercare di chiarire i loro rapporti. In virtù anche del fatto che i figli delle due donne si conoscono e frequentano la stessa scuola. Un confronto che si è però subito acceso culminando in un dramma: Chiara l’avrebbe colpita più volte con un martello, fino a farla cadere al suolo priva di vita. La 44enne, arrestata, sarà portata a breve nel carcere di Brescia. Ieri sera la comunità, stretta intorno al dolore della famiglia, ha organizzato una veglia di preghiera, per ricordare Stefania.

IL MIO EX HA TENTATO DI STRANGOLARMI: FRANCESCA CIPRIANI VITTIMA DI VIOLENZA

Francesca Cipriani su Rai Radio2, nel corso del format I Lunatici, ha rivelato di aver sofferto parecchio in amore. “Ho sofferto molto per amore – ha detto – quando ami qualcuno e poi scopri che non è come lo avevi immaginato ci rimani malissimo. Sono stata tradita, ho subito violenze psicologiche e fisiche, ho toccato il fondo. Ora spero di risalire”. La Cipriani parla di violenze. “Non sono stata una persona fortunata in amore – continua -. Ho avuto delle storie brutte con delle persone che si sono rivelate cattive, psicolabili. Cercavano di farmi stare male a livello psicologico, di annientarmi, di farmi sentire una nullità. Non andava bene qualunque cosa io facessi. Dalle cose piccole alle cose grandi. Purtroppo quando sei innamorata non riesci al primo avviso a prendere le distanze. Un mio ex mi ha mandato tre volte in ospedale, poi l’ho denunciato”.“Sono stata ricattata – aggiunge – sono arrivata a vedere delle cose che nemmeno nei film si guardano. Ragazze, donne care, le persone non cambiano, anzi con il tempo peggiorano. Anzi possono succedere cose tanto brutte. Una volta ti danno uno schiaffo, poi ti danno una spinta, poi ti mettono le mani alla gola e capita che non ci sia più la possibilità di tornare indietro”.

C’È POSTA PER TE, DENISE E DEBORA SI SONO SPOSATE: ECCO COS’HA FATTO LA MADRE

Alla fine Denise e Deborah si sono sposate, e al loro matrimonio era presente anche la famiglia di Denise. La famiglia di quest’ultima era quella  restia al fatto che le due ragazze potessero convolare a nozze. Le due giovani di Siracusa sono state protagoniste ieri sera della puntata di “C’è posta per te” in onda su Canale 5.

“Il giorno del matrimonio è il più bello per una ragazza, voglio condividerlo con voi. Papà, voglio che mi accompagni all’altare. So che non è facile accettare che sposo una donna, ma Deborah mi rende felice. Siete la mia famiglia, ma ora lo è anche lei“. Queste le parole di Denise per convincere i genitori.

Una famiglia, quella di Denise che anche nella puntata di ieri ha mostrato di essere restia dall’accettare l’omosessualità e il matrimonio della figlia. Una storia difficile, in cui la Maria De Filippi ha dovuto impegnarsi molto per riuscire a persuadere i genitori di Denise e il fratello della ragazza. La storia ora ha avuto un lieto fine e le due possono vivere la loro storia felicemente.

DRAMMATICO INCENDIO IN ITALIA: UNA PERSONA INTRAPPOLATA

Terribile incendio a San Vito di Cadore, Belluno, il noto ristorante “Il Vizietto” è stato divorato da uno spaventoso incendio. Una persona sarebbe rimasta intrappolata all’interno per diverso tempo, prima fortunatamente di riuscire a mettersi in salvo. A lavoro molti vigili del fuoco ma la struttura rischia di andare completamente distrutta. Ecco il video dell’incendio: 

DONNA INCINTA MUORE E PARTORISCE AL FUNERALE: SHOCK NEL MONDO

Per quanto possa sembrare strano e per quanto ormai sul web siano presenti migliaia di fake news, questa storia incedibile ha una spiegazione scientifica e, soprattutto, non è neanche la prima volta che si verifica. Il fatto è avvenuto in Sud Africa, nella Eastern Cape province. Nomveliso Nomasonto Mdoyi, una donna incinta di 33 anni che viveva nel villaggio di Mthayisi, un giorno si è svegliata con terribili difficoltà respiratorie.

Neanche il tempo di chiamare il medico che la donna è purtroppo morta. Il suo corpo così come è normale, è stato affidato un’agenzia di servizi funebri che si sarebbe occupata della sepoltura della donna. Il giorno prima del funerale ovvero 10 giorni dopo la morte della donna, lo staff dell’agenzia ha notato qualcosa di strano tra le gambe delle donna. “Cosa è?”. Si sono chiesti tutti i presenti.

Proprio fra le sue gambe si trovava il piccolo corpo di un feto privo di vita. Secondo gli esperti medici del posto – come riporta il Daily Mail – il rilassamento dei muscoli dopo la morte ha permesso al feto morto di essere espulso dal corpo della madre. ‘’Nel momento in cui abbiamo spostato il corpo dalla barella alla bara – ha detto il responsabile della Lindokuhle Funeral Fundile Makalana – abbiamo visto che tra le gambe della donna c’era un feto morto.

Siamo rimasti senza parole. Ma noi ci siamo spaventati a morte e non abbiamo nemmeno avuto il coraggio di controllare il sesso del feto’’. E ancora: ‘’Lavoro nel settore da più di 20 anni ma, nella mia carriera, non mi era mai capitato di vedere nulla del genere”.

TROVATO IL CORPO DI STEFANIA CROTTI: COMPLETAMENTE CARBONIZZATO

Un corpo carbonizzato è stato ritrovato nei boschi di Erbusco, nel bresciano poche ore fa. Purtroppo è arrivata la conferma che si tratta di Stefania Crotti, la quarantaduenne di Gorlago che era scomparsa giovedì all’uscita dal lavoro. Le ricerche e le speranze di ritrovarla in vita sono finte oggi, quando è stato recuperato il corpo completamente irriconoscibile se non per la fede che aveva al dito.

Per ora restano ignote le cause della morte della donna è proprio per questa ragione per ora non risultano indagati né sospetti in quello che comunque è un caso di omicidio. Il marito è al momento considerato estraneo ai fatti. Proprio quest’ultimo aveva denunciato la scomparsa giovedì sera a Gorlago: già venerdì, attorno alle 15.30, era arrivata da un ciclista la segnalazione di un corpo in mezzo alla zona boschiva di Erbusco, ma non si era riusciti a identificarlo. 

È MORTO SUL COLPO A SOLI 21 ANNI: TRAGICO SCHIANTO NELLA NOTTE

Alessandro è l’ultima vittima sulle strade italia. Aveva solo 21 anni e viveva a Magliolo, in provincia di Savona. Alessandro Chiesa ha perso la vita in un tremendo incidente stradale avvenuto poco prima delle due della notte tra il 18 e il 19 gennaio 2019 sulla via Aurelia a Pietra Ligure. Erano in tre in auto, una Subaru e secondo una prima ricostruzione dei fatt, all’altezza di una rotonda si sono trovati davanti una utilitaria che stava svoltando nel distributore di benzina.

Probabilmente il giovane una volta trovatosi l’auto davanti, ha tentato di frenare e ha perso il controllo della sua auto andandosi a schiantarsi contro un palo della segnaletica stradale. L’impatto è stato talmente violento che l’auto si è accartocciata e il conducente è praticamente morto sul colpo. Sul luogo dell’incidente è arrivato subito il 118, i vigili del fuoco, i carabinieri di Pietra e la polizia stradale di Carcare per i rilievi e ricostruire la dinamica esatta dell’incidente. Purtroppo per il giovane era troppo tardi. 

Gli altri due occupanti della macchina, Mattia, 22 anni e Christian, di 20, sono stati trasportati in codice rosso all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Al momento dell’impatto i tre ragazzi stavano tornando da Finale Ligure, dove avevano trascorso la serata insieme.

TERREMOTO IN ITALIA: LA SCOSSA POCHE ORE FA

La terra non smette di tremare in Italia. Il 18 Gennaio 2019 precisamente alle ore 20:04 è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 e profondità 221.5 km a Tirreno Calabro. Secondo la scala Ritcher, un evento sismico di magnitudo 3.2 è classificato come terremoto “molto leggero”e descritto nel modo seguente: spesso avvertito, ma generalmente non causa danni.

Fortunatamente nonostante l’intensità della scossa sia stata di intensità media, non si sono registrati ne danni ne feriti. Secondo il servizio “Hai Sentito il Terremoto“, il sisma è stato percepito nei Comuni di Amantea, Amantea, Belvedere Marittimo, Bisignano, Castrolibero, Castrovillari, Celico, Cetraro, Cosenza, Dipignano, Fiumefreddo Bruzio, Fuscaldo, Grimaldi, Lago, Marano Marchesato, Mendicino, Montalto Uffugo, Paola, Praia a Mare, Rende, San Lucido, San Marco Argentano, Badolato, Borgia, Cardinale, Carlopoli, Catanzaro, Chiaravalle Centrale, Cortale, Curinga, Davoli, Decollatura, Falerna, Feroleto Antico, Girifalco, Gizzeria, Jacurso, Lamezia Terme, Nocera Terinese, San Pietro a Maida, Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Satriano, Settingiano, Soverato, Stalettì, Taverna, Barcellona Pozzo di Gotto, Gioiosa Marea, Lipari, Messina, Milazzo, Rometta, Santa Teresa di Riva, Torregrotta, Tortorici, Valdina, Venetico, Villafranca Tirrena, Anoia, Bagnara Calabra, Calanna, Campo Calabro, Caulonia, Cinquefrondi, Cittanova, Cosoleto, Delianuova, Feroleto della Chiesa, Gerace, Gioia Tauro, Laureana di Borrello, Melicuccà, Molochio, Oppido Mamertina, Palmi, Polistena, Reggio di Calabria, Roccella Ionica, Rosarno, San Ferdinando, San Giorgio Morgeto, San Roberto, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Stilo, Taurianova, Briatico, Drapia, Filadelfia, Filandari, Filogaso, Francavilla Angitola, Maierato, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Ricadi, Rombiolo, San Calogero, San Costantino Calabro, San Gregorio d’Ippona, San Nicola da Crissa, Sant’Onofrio, Serra San Bruno, Spilinga, Tropea, Vallelonga, Vibo Valentia.
Per approfondire http://www.meteoweb.eu/foto/terremoto-calabria-sicilia-cosenza-catanzaro-reggio-vibo-valentia-messina-live-mappe-dati-ingv/id/1123265/#IYcb4DcxBcZ1oCK6.99

TERRIBILE ESPLOSIONE: CI SONO 20 MORTI E 54 FERITI

Almeno 20 persone sono morte e altre 54 sono rimaste ferite per un’esplosione di un gasdotto nello stato messicano centrale di Hidalgo. Secondo le primissime informazioni arrivate grazie al governatore dello stato, Omar Fayad, la situazione sarebbe drammatica.

Centinaia di persone si erano radunate presso l’oleodotto, situato ad un centinaio di chilometri da Tlahuelilpan, dopo che era spuntata una falla che sparava litri di benzina. Tante persone si sono avvicinate  cercando di rubare la benzina utilizzando dei secchi. Improvvisamente è avvenuta una violentissima esplosione forse a causa di una scintilla o per cause ancora ignote. Sui social sono state pubblicate foto, immagini e video delle fiamme che fuoriescono dalla conduttura e delle persone travolte dal fuoco. Una vera e propria tragedia nazionale per il Messico. I soccorritori hanno isolato l’area al fine di compiere al meglio le operazioni di salvataggio.

SPAVENTOSO INCIDENTE IN ITALIA: FERITI DUE BAMBINI

Due auto completamente distrutte e ridotte a un cumulo di lamiere. Un terribile incidente ha visto coinvolte quattro rimaste ferite, tra cui anche due bambini di 10 e 5 anni. Il sinistro è avvenuto ieri sera a Santo Stefano Ticino, in provincia di Milano. Due auto si sono scontrate tra loro lungo la strada provinciale 128. Non è ancora chiara la dinamica dell’incidente, anche se dalle foto si può notare un impatto violentissimo, probabilmente frontale.

O feriti sono due 40enni, un bambino di dieci anni e di una bimba di cinque. Il più grave è, l’uomo che era alla guida di una delle due auto, ed è stato soccorso in codice rosso e trasportato all’ospedale di Legnano con diversi traumi all’addome e alla testa. Gli altri feriti sono invece stati soccorsi in codice verde e trasferiti nel nosocomio di Magenta.

È IN GRAVISSIME CONDIZIONI: ORE DI APPRENSIONE PER I FAMILIARI

È gravissima Valentina Faraglia ricoverata questa mattina all’ospedale De Lellis di Rieti. La 33enne è stata investita questa mattina da un’auto di grossa cilindrata mentre attraversava la strada. Mamma di un bambino e istruttrice del “Circolo Ippico Faraglia”, la donna è molto conosciuta in città e sono ore di angoscia per amici e familiari che attendono notizie dall’ospedale, dove la giovane donna è ricoverata in terapia intensiva per le gravi lesioni riportate nell’impatto con la vettura.

I genitori di Valentina sono i titolari del bar pasticceria ‘Bombolo’ di via Cintia. La dinamica del sinistro è al vaglio della polizia locale che dovrà stabilire se ci siano responsabilità nell’incidente.

RITIRATO IL FAMOSO FARMACO: SCATTA L’ALLERTA

Ritirato lotto di magnesio per corpo estraneo, l’allerta salute arriva dall’Aifa per il lotto di Mag2. Questo farmaco è utile per l’automedicazione per l’integrazione del magnesio.La ditta Sanofi SpA, ha provveduto al ritiro, in conseguenza alla presenza di un corpo estraneo nelle confezioni del medicinale sotto specificato, comunicando l’avvio della procedura di ritiro che il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute è invitato a verificare.

 Di seguito le caratteristiche del lotto in questione: n.  231 con scadenza minima del 04/2021 della specialità medicinale MAG2*OS 20FL 10ML 1,5G/10ML – AIC 025519036.

 

 

“PEZZO DI ME*** TI ASPETTIAMO”: MINACCE CHOC A MASSIMO GILETTI

Dopo Enrico Mentana, un altro volto noto è stato preso di mira: si tratta di Massimo Giletti che ora si trova al centro della bufera. Il giornalista è stato attaccato sui social con pesanti minacce per il suo lavoro e frasi poco lusinghiere. “Ti stiamo aspettando pezzo di m…, non ti molleremo, buffone, pagliaccio, lo sai che con noi farai una figura di m…”. Queste le parole brutali, si legge sul Corriere, arrivate sul canale youtube di Klaus Davi all’indirizzo del conduttore di Non è l’arena. I commenti, che arrivano dal titolare della cooperativa Malgrado tutto di Lamezia Terme, Raffaello Conte, sono stati postati come commenti ad una video inchiesta sui boss della ‘ndrangheta di Reggio Calabria.

Nell’aprile del 2016 Massimo Giletti, che all’epoca lavorava in Rai, aveva dedicato alcuni servizi denuncia alla Cooperativa Malagrado tutto, mostrando le condizioni in cui vivevano gli immigrati del centro. La cooperativa era insorta minacciando denunce sia nei confronti di Massimo Giletti, che di Klaus Davi, che del senatore Nicola Morra, attuale  presidente della commissione antimafia, che aveva rilasciato delle dichiarazioni sulla gestione del centro. Massimo Giletti, oggi a La7, dice: “Io non mi faccio intimidire dalle minacce e dalle provocazioni. Mi aspettavo reazioni, non minacce: inquietante che queste parole si leghino alle parole degli affiliati”. “Chi fa inchieste dà fastidio e spesso è oggetto di querele per provare a rallentare il lavoro difficile che i tanti giovani giornalisti fanno sul territorio”.

Pesanti le accuse che erano state mosse alla cooperativa: cattiva gestione della struttura, sporcizia, degrado, poca attenzione agli ospiti, costretti, secondo quanto raccontano, a lavorare in vari progetti per un compenso di dieci euro al giorno, senza avere la possibilità di accedere al pocket money. Raffaello Conte aveva precisato alla giornalista della Rai: “Guadagno 1.200 euro al mese, ma in questo ultimo mese mi son dovuto far aumentare 5.000 euro per tre mesi perché mi devo comprare la casa, i soldi li prendo dalla cooperativa perché li avanzo da quelli che ho anticipato”.“Il mio sogno sai qual è?” dice ancora Conte alla giornalista: “Prendere qualche ragazzo di loro dove non ci sono guerre, andare a prendere mille ettari di terreno e riportarli in Africa”. La partita, dopo tre anni, è più aperta che mai.

TERRIBILE FEMMINICIDIO: UCCISA CON 30 COLTELLATE POCHE ORE FA

Ancora una donna vittima di violenza. Una donna è stata uccisa con 30 coltellate dal compagno. La sua ‘colpa’, essersi rifiutata di fare sesso a 3 con un’altra donna. Protagonista di questa terribile vicenda é la 29enne Kelly Franklin e il suo compagno Ian Kettlewell, un uomo di un anno più grande. Un rapporto che aveva alti e bassi, e che è finito nel peggiore dei modi. «Era ossessionato dal sesso – ha detto il procuratore Jamie Hill, scrive il tabloid The Sun – ha cercato di convincere Kelly Franklin a farsi coinvolgere in attività sessuali con lui e con altre donne. Ma lei ha sempre detto di no».

 

La coppia stava insieme da 12 anni e i servizi sociali erano già stati in passato coinvolti per la loro situazione e i bambini erano stati allontanati dal papà. Quest’ultimo aveva messo in pericolo i figli facendoli giocare con un fucile ad aria compressa.

Prima di ucciderla l’uomo aveva iniziato una relazione con una donna più anziana di lui, la 48enne Julie, una vecchia amica e vicina di casa: ma l’ossessione per Kelly Franklin era rimasta, tanto da mandarle decine di messaggi di minacce e insulti dal profilo Facebook della stessa Julie. Fino a quando ha ucciso la ragazza: oltre 30 coltellate, sul corpo e sul collo.

 

SONO MORTI A POCHE ORE DI DISTANZA: ERANO INSIEME DA 65 ANNI

Si erano conosciuti nel lontano 1952 e in poco tempo si erano fidanzati e poi erano convolati a nozze iniziando una vita sempre insieme, praticamente inseparabili. Per oltre 65 anni hanno condiviso tutto diventando genitori di una figlia. Un amore d’altri tempi il loro, quello che resiste a  tutto e tutti superando difficoltà e momenti difficili che solo la morte di entrambi, avvenuta a sole 24 ore di distanza l’una dall’altra, ha potuto spezzare. È la storia di Elsa Rossi 97 anni e di Ermete Vicedomini 92 anni, una coppia di coniugi ligure deceduti nelle scorse ore a Genova.

La prima a morire è stata Elsa che da qualche tempo era ricoverata all’ospedale Galliera del capoluogo ligure per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. La 97enne si è spenta martedì scorso tra il dolore del marito che non ha retto a quel colpo e appena 24 ore dopo è deceduto a sua volta per un attacco di cuore mentre era in casa. Come riporta Il Secolo XIX, è stata la figlia Daniela a riferire all’uomo che l’adorata moglie non c’era più e che non sarebbe più tornata a casa.

“Gli avevo anche detto che, in caso di cattivo tempo, non sarebbe dovuto venire in chiesa per il funerale. Volevo evitare che si prendesse un malanno” ha raccontato la donna. L’anziano ha fatto cenno con la testa ma in quel momento ha capito che la loro lunga vita insieme era finita. Mercoledì dopo pranzo chi lo accudiva lo ha visto con la testa china, si è avvicinato e lo ha trovato esanime: ha raggiunto la sua amata.

GRAVISSIMA BAMBINA DI 12 ANNI: TERRIBILE ESPLOSIONE IN CASA

Una bambina di 12 anni di Palma Campania, nel Napoletano, ha rischiato la morte dopo l’esplosione di una stufa all’interno della sua abitazione. Fortunatamente la tragedia è stata solo sfiorata. È accaduto ieri e secondo una prima ricostruzione dei fatti, la bambina sarebbe stata investita in pieno dalla deflagrazione del termo-camino rimanendo ustionata in più parti del corpo. Le cause dell’esplosione sono ancora in fase di accertamento ma sembra che siano da imputare a un difetto della stufa.

La piccola dopo la terribile esplosione, è stata soccorsa dalla madre, che le ha salvato la vita, è stata immediatamente trasportata al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola dove i medici le hanno riscontrato ustioni di secondo e terzo grado sul 60% del corpo. Quasi sicuramente la stufa che ha ferito la bambina di 12 anni non era a norma sembra infatti che i proprietari non avessero effettuato la manutenzione ordinaria annuale.

BAMBINA UCCISA DAL PADRE MENTRE DORMIVA: VENDETTA SULLA MOGLIE

“Cara Gio, io ti amavo e non c’era bisogno di farmi passare tutto questo, bastava solo perdonarmi  mi hai portato a fare quello che ho fatto, cioè alla follia. Se tu mi avessi perdonato tutto sarebbe tornato come prima”, queste le agghiaccianti parole di Roberto Russo, condannato all’ergastolo per aver ucciso la figlia Laura mentre dormiva. La lettera è indirizzata alla moglie Giovanna Zizzo, alla quale attribuisce ogni responsabilità di quell’omicidio. Per colpa sua si è visto “costretto” a uccidere la figlia.

 Un uomo, un padre che, di notte, quella maledetta notte del 22 agosto 2014 a San Giovanni La Punta, nel Catanese, si alza dal letto e prima accoltella al torace e all’addome la più piccola, Lauretta, “quella più polemica con lui e caratterialmente più simile alla madre”. Poi se la prende con l’altra, Marika, che non muore solo grazie all’intervento di uno dei suoi fratelli. Infine prova a togliersi la vita. Il suo obiettivo – non ha alcun dubbio la Corte d’Assise d’Appello di Catania di cui ieri sono state rese note le motivazioni della condanna di secondo grado – era quello di “infliggere un castigo alla madre” delle bimbe non solo per “le sofferenze che aveva subito” ma anche per “aver coinvolto i figli nella loro crisi coniugale”.

 La “colpa” di Giovanna Zizzo, sua moglie, era stata quella di allontanarsi un po’ per riflettere sul loro rapporto, messo in crisi – è doveroso precisarlo – dallo stesso Roberto Russo che avrebbe intrattenuto un rapporto extraconiugale con un’altra donna. Relazione per altro scoperta sui social dalle figlie. Una scoperta che a Lauretta è costata cara. Per la difesa di Roberto Russo, come ricostruito dalla Corte, l’imputato avrebbe ucciso per una serie di motivi: dalla ludopatia all’insonnia fino all’assunzione di Xanax. Tutto puntualmente smentito dagli esperti nominati dal pm secondo cui l’omicidio sarebbe stato “preordinato”: ha usato “coltelli non a portata di mano ma ben nascosti in cucina” e, dato ancora più agghiacciante, ha “organizzato una sorta di ultima cena con tutti i figli”.

Perché quel 21 agosto 2014 Russo ha fatto qualcosa che non aveva mai fatto prima, ha portato tutti i figli a mangiare fuori, per l’ultima volta. Poi tutti a casa a dormire. Altro che incapacità di intendere e di volere, Roberto Russo ha agito con “preordinazione” e “non ha mai manifestato pentimento per i suoi gesti efferati” (se non fosse intervenuto il figlio maschio, probabilmente anche l’altra figlia sarebbe stata uccisa).

“Aveva calcolato tutto, altro che omicidio d’impeto. Adesso chiedo che sconti davvero l’ergastolo, non vorrei che i miei figli tra qualche anno lo incontrino per strada, a pochi chilometri da casa. Devo tutelarli, l’ho già detto al Ministro Bonafede, voglio la certezza della pena” è il commento di Giovanna Zizzo, madre di Laura e moglie di Roberto Russo a Fanpage.it.

L’uomo, di recente, ha anche scritto delle lettere ai suoi figli informandoli del fatto “che è senza lavoro” e che, dunque, non può mandare loro un regalino, in denaro, per il compleanno. “Voleva punire me e, invece, non ha avuto il coraggio di colpirmi. Se l’è presa con la mia bambina che, adesso, nessuno mi ridà indietro. Lauretta, dammi il coraggio di continuare a lottare nel tuo nome” ha concluso Giovanna Zizzo.

È MORTO D’INFARTO DAVANTI ALLA POLIZIA: AVEVA MANI E PIEDI LEGATI

Un tunisino di trentuno anni è morto giovedì sera nei pressi di un money transfer di Empoli (Firenze). Stando a quanto emerso finora l’uomo sarebbe deceduto durante l’intervento di polizia e sanitari del 118, chiamati dal titolare del negozio poiché aveva dato in escandescenze. Secondo le testimonianze raccolte il trentunenne si era presentato nel negozio per trasferire una banconota da 20 euro. Al rifiuto del titolare, dettato dal timore che la banconota fosse falsa, l’uomo avrebbe perso il controllo e a quel punto il negoziante avrebbe allertato la polizia.

L’uomo avrebbe quindi accusato un malore mentre era a terra contenuto dagli agenti. Sempre in base a quanto emerso, il tunisino avrebbe avuto le manette ai polsi e i piedi bloccati con un cordino, che i poliziotti erano stati costretti ad applicargli perché continuava a scalciare. Inutili i tentativi di rianimarlo intrapresi dal personale medico accorso sul luogo e durati per oltre un’ora. La vicenda sarebbe stata ripresa dalle telecamere interne del money transfer e forse anche da quelle presenti in strada a Empoli.

Sul posto la polizia scientifica sta effettuando tutti i rilievi del caso, verranno inoltre disposti accertamenti medico legali come probabilmente l’autopsia sul corpo del tunisino, che all’apparenza sarebbe morto per un attacco cardiaco improvviso, e verosimilmente la ricostruzione delle modalità di intervento dei poliziotti e dei sanitari. Nel negozio sono state scattate numerose fotografie, gli accertamenti su quanto accaduto sono condotti dalla squadra mobile della questura di Firenze.

 

FRANCESCO CHIOFALO: NON RIESCO BENE A MUOVERE LE GAMBE. NON SO ANCORA SE IL TUMORE È MALIGNO


 

Dopo l’operazione per la rimozione del cancro al cervello, Francesco Chiofalo ha rilasciato a Uomini e Donne Magazine la sua prima intervista. L’intervento è riuscito e Francesco, in attesa di capire l’entità del tumore rimosso, sta trascorrendo la convalescenza in una clinica riabilitativa di Roma. Fortunatamente, il rischio di subire danni permanenti non si è concretizzato.

Francesco ha dichiarato: “Sto bene, o meglio, sto come uno a cui hanno asportato un tumore di 6 cm dalla testa. Non ho avuto danni permanenti o lesioni gravi. Ora sono in attesa dell’esame istologico. Mi hanno detto che all’80% dovrebbe essere benigno però non si sa ancora: ci vogliono 15 giorni dall’estrazione chirurgica per avere i risultati. Non sarò tranquillo finché non avrò l’esito in mano.”

Dopo essere stato dimesso dal San Camillo di Roma, Francesco visibilmente dimagrito e con qualche problema di deambulazione si trova in una clinica romana dove trascorrerà il periodo di convalescenza. Francesco ha mostrato l’enorme cicatrice post operazione. “Appena mi sono svegliato la prima cosa a cui ho pensato è stata rassicurare mia madre per farle sapere che stavo bene”, ha dichiarato a UeD Magazine, spiegando di non essersi ancora ripreso dall’intervento. 

“Uscirò quando lo deciderà il dottore: ora sono in una clinica privata. Al momento non cammino bene, non riesco a muovere le gambe. Hanno provato a mettermi in piedi ma ho bisogno del deambulatore. Non so spiegare quanto sia umiliante appoggiarsi su quell’attrezzo. Poi mi sono guardato allo specchio con i cerotti in testa e mi è venuto da piangere. Ho perso più di 10 kg: ho la faccia gonfia per i farmaci, ma il corpo è molto dimagrito. Io però ce la sto mettendo tutta per riprendermi e uscire.”

BIMBI MALTRATTATI ALL’ASILO: PICCHIATI CON I LIBRI E INSULTATI

Pesanti accuse nei confronti di due maestre di 49 e 58 anni di una scuola dell’infanzia molisana. Le due donne sono accusate di aver utilizzato metodi inaccettabili: strattonamenti, minacce e urla continue oltre a libri in testa per punire i piccoli dell’asilo che erano a loro affidati. Queste le pesanti accuse delle due maestre destinatarie di una misura interdittiva di sospensione dall’attività lavorativa disposta dall’autorità giudiziaria dopo una inchiesta per maltrattamenti in classe condotta dalla polizia di Isernia e coordinata dalla locale Procura della Repubblica.

Le indagini coordinate dagli uomini della Squadra Mobile si sono servite anche di intercettazioni audio e video attraverso telecamere nascoste piazzate nell’istituto. Dai filmanti registrati emerge un quadro di maltrattamenti continui ai danni dei piccoli alunni. In alcuni di essi si vedono le insegnanti che impongono ai piccoli di punire i compagni con gli stessi gesti che in precedenza questi avrebbero usato contro di loro come tirare i capelli mentre loro tengono ferme le vittime. 

Diversi anche i casi di bimbi trascinati via con la forza e colpiti a schiaffi. In seguito alla denuncia di alcune madri che avevano notato comportamenti strani da parte dei loro figli sono iniziate le indagini con il posizionamento di telecamere piazzate in classe, che oggi hanno portato i magistrati a firmare la misura nei confronti delle due insegnanti.

TERREMOTO IN ITALIA: PAURA PER LA POPOLAZIONE

La terra non smette di tremare in Italia. Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 è stata registrata nelle scorse ore a Cosenza. Il sisma è stato registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spiegando che l’epicentro del sisma è stato individuato a 4 chilometri da Campana, a una profondità di 29 chilometri. Gli altri Comuni vicini all’epicentro sono Bocchigliero, Savelli, Mandatoriccio e Verzino. Fortunatamente non si registrano  danni o feriti anche se la paura è stata tanta.

BAMBINO MALTRATTATO: LA MAMMA LO ALIMENTA, IL COMPAGNO LO PRENDE A CALCI E PUGNI

Ancora un gravissimo caso di maltrattamenti in famiglia in Italia. Una madre insieme al compagno dovranno rispondere di accuse gravissime di violenza, maltrattamento nei confronti di un bimbo di solo 4 anni e di danneggiamento, minaccia e violazione di violazione di domicilio nei confronti di un anziano (il nonno del bimbo). Lo ha deciso il gup Michele Toriello, dopo l’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Rosaria Micucci.

I maltrattamenti sarebbero avvenuti a Galatina, in provincia di Lecce, tra settembre del 2017 e marzo del 2018. Secondo le indagini del magistrato, il piccolo sarebbe stato preso a schiaffi, tirato per le orecchie e pugni dal convivente della madre. Gli episodi di violenza sarebbero avvenuti davanti alla stessa donna che non solo non avrebbe difeso il figlio ma avrebbe anche trascurato l’igiene personale e l’alimentazione.

Il 7 marzo 2018, i due hanno fatto irruzione nella casa del nonno per minacciarlo di morte, distruggendo poi vari oggetti per “vendicarsi” dell’allontanamento del bimbo dalla madre dopo la denuncia dell’anziano. I due dovranno rispondere di danneggiamento, violazione di domicilio e minaccia. Il compagno della madre in quegli stessi giorni è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari. Nei confronti della donna, è stata decisa la sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale. La madre del piccolo nega tutte le accuse, ma anche il bambino avrebbe confermato tutto.

CLAUDIO PINTI RICOVERATO IN GRAVISSIME CONDIZIONI: RISCHIA LA VITA

Claudio Pinti sarebbe ricoverato in ospedale in gravi condizioni di salute. L’autotrasportatore marchigiano di trentasei anni soprannominato l’untore dell’Hiv perché, pur consapevole, da almeno undici anni, di essere sieropositivo avrebbe avuto rapporti non protetti con molteplici partner oltre alla sua compagna trasmettendo anche a loro la malattia. 

Proprio oggi in occasione dell’udienza del processo nel quale è imputato di lesioni personali gravissime per aver contagiato di Hiv la sua ex fidanzata e di omicidio volontario per la morte della ex compagna, deceduta nel 2017 per una patologia legata all’Hiv si è appreso che l’uomo sarebbe ricoverato in ospedale. Pinti infatti atteso al Tribunale di Ancona per partecipare all’udienza e assistere alla sentenza a suo carico non si è presentato. L’uomo, che già nei mesi scorsi era visibilmente dimagrito e sofferente, da fine dicembre sarebbe ricoverato in un ospedale di Viterbo dove sarebbe stato portato dal carcere a seguito dell’aggravarsi delle sue condizioni. L’udienza, svoltasi con rito abbreviato come richiesto dalla difesa, intanto è andata avanti. L’accusa ha chiesto per l’uomo una condanna a 18 anni di carcere considerando anche il beneficio della riduzione di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato.

Dopo le richieste di parti civile e difesa, il giudice per le udienze preliminari Paola Moscarol si ritirerà in camera di consiglio per emettere il verdetto che è atteso nel pomeriggio. Il caso di Pinti venne alla luce nel maggio scorso quando  la donna che frequentava da alcuni mesi, a seguito di malesseri fisici e relativi controlli,  scoprì di essere stata contagiata e lo denunciò. Si scopri allora che l’uomo sapeva di essere affetto da Hiv da oltre un decennio ma che nel frattempo aveva tenuto nascosto a tutti la malattia avendo rapporti sessuali non protetti con oltre un centinaio di donne, come ammesso da lui inizialmente. Nonostante i risultati delle analisi, infatti, lui rifiutava di considerarsi malato. “Ero sieropositivo, ma poi ho rifatto gli esami e non è risultato più niente”, avrebbe sostenuto davanti alla compagna quando lei gli aveva chiesto spiegazioni.

È SCOMPARSO: AIUTATECI A TROVARLO. L’APPELLO DISPERATO DELLA FAMIGLIA

Vere e proprie ore d’ansia quelle che si stanno vivendo a Foggia per la scomparsa di Francesco Pio Tomaiuolo, per gli amici Kekko. È da ieri mattina che non si hanno più notizie del 15enne che da quanto si apprende avrebbe fatto perdere le sue tracce dopo una telefonata fatta alla madre intorno alle 13 alla quale aveva riferito che avrebbe mangiato con alcuni amici in Mongolfiera e che sarebbe tornato alle 15. Purtroppo però, di lui non si hanno più notizie.

Fancesco Pio Tomaiuolo si intratteneva spesso in Piazza Italia, ma ieri nessuno l’ha visto. Il telefono risulta spento, non raggiungibile. La famiglia è disperata, si è già rivolta alla Polizia, che ha avviato le indagini e le ricerche. Il ragazzo è seguito dai servizi sociali, ma prima di ieri non si era mai allontanato tanto meno senza dare notizie.

I genitori sono disperati. La madre Anna, scrive Foggi Today attraverso l’avvocato Laura Parisi, si rivolge ai foggiani chiedendo loro di contattare il 113 o il 112 o qualsiasi organo di pubblica sicurezza in caso di notizie, avvistamento o ritrovamento del ragazzo: “Aiutate una madre disperata, che non sa quale fine abbia fatto il figlio 15enne. Aiutateci a ritrovare Francesco Pio” l’invito alla città dell’avvocato Laura Parisi. Gli amici non l’hanno mai visto e l’hanno cercato fino a mezzanotte, senza alcun risultato.

CHOC IN OSPEDALE: CHIRURGO SI ADDORMENTA DURANTE L’OPERAZIONE

Dopo aver lavorato per circa 20 ore senza sosta eseguendo ben sei operazioni chirurgiche, al termine dell’ultimo intervento è crollato addormentandosi in sala operatoria con indosso camice e mascherina e con ancora tra le mani il braccio del paziente appena riattaccato. È la storia del chirurgo ortopedico cinese Luo Shanpen, diventato in breve tempo noto per la foto in sala operatoria apparsa sui social è diventata subito virale, al punto di attirare l’attenzione dei media locali.

Nello scatto si vede l’uomo accovacciato sul tavolo operatorio con gli occhi chiusi e la testa appoggiata accanto alla mano del paziente che lui stesso tiene sollevata. Si è trattato di pochi secondi immortalati da una infermiera che aveva assistito alla scena dopo l’operazione durata 8 ore. “Vedere la scena mi ha colpito al cuore”, ha spiegato la donna che come il medico lavora al People’s Hospital di Guiyang, nella provincia sudorientale cinese del Guizhou. Secondo quanto riportato dal Guiyang Evening News, l’episodio risale ai primi giorni di gennaio quando all’ospedale è arrivato un uomo col braccio tranciato da un tritacarne.

Il medico, con alle spalle già cinque interventi chirurgici, ha deciso di intervenire d’urgenza altrimenti l’uomo avrebbe perso il braccio. “Volevo solo chiudere un attimo gli occhi e riposarmi. Non mi aspettavo di addormentarmi” ha commentato il chirurgo, assicurando di essere rimasto vigile e attento per tutta la durata dell’operazione.

BAMBINO CADUTO NEL POZZO: LE ANGOSCIANTI PAROLE DEL PAPÀ

Una terribile vicenda sta tenendo col fiato sospeso la Spagna e tutto il mondo: è quella di Jules il bimbo che domenica 13 gennaio è caduto nel pozzo di 107 metri a Totalan, vicino a Malaga. Da allora per salvare il piccolo si lavora senza sosta, giorno e notte e più passano le ore più cresce la paura. È infatti una corsa contro il tempo quella dei soccorritori, che secondo il delegato del governo in Andalucia, Alfonso Rodriguez Gomez de Celis, sperano di localizzare il bimbo di 2 anni nelle prossime 24-48 ore.Durante le operazioni svolte ieri mattina, 16 gennaio, all’interno del pozzo sono state trovate tracce biologiche, tra cui alcuni capelli, e gli esami del Dna hanno confermato che appartengono al piccolo Julen.

“Ora abbiamo la certezza che Julen è lì sotto”, ha detto la sottodelegata Maria Gàmez, come riporta El Pais, smentendo così le voci di quanti sostenevano che contrariamente alla versione fornita dai genitori il loro bambino non fosse caduto nel pozzo. “Dopo aver trovato le tracce biologiche, scaviamo con ancora più convinzione. Sappiamo che potrebbe essere vicino”, ha aggiunto successivamente. Le squadre di soccorso stanno scavando due tunnel: uno sul lato della montagna, in orizzontale, e uno in verticale, per arrivare a Julen.

Dalla regione delle Asturie ad aiutare i soccorritori anche una squadra di esperti in soccorso minerario, si tratta di otto specialisti della Brigata di Salvataggio nelle Miniere. In queste ore è arrivato anche lo sfogo davanti alle telecamere del padre di Julen, Josè, che nel 2017 aveva vissuto una tragedia immensa: Oliver, il fratello di Julen, è morto a soli 3 anni per un attacco di cuore.

“Stavamo preparando una paella, stavo gettando legna sul fuoco e mia moglie ha preso il telefono per informare che non andava a lavorare, mi ha chiesto di tenerlo d’occhio mentre lei chiamava, sono andato a raccogliere dei rami e il ragazzo è corso via”. “Mio cugino, che era più vicino, è arrivato dopo di lui e ha cominciato a gridare ‘il bambino, il bambino!’. Ho visto Julen cadere nel buco – ha continuato -, le braccia alzate, io sono arrivato poco dopo. Ho spostato i sassi e infilato il braccio fino alla spalla, appoggiando la testa contro il terreno, per cercare di raggiungerlo. Ho potuto solo dire: ‘Stai calmo, papà è qui e il fratellino ci aiuterà’”.

APPLE, IN ARRIVO UN NUOVO IPOD TOUCH

Grandi novità nella casa della mela, quest’anno potrebbe arrivare il nuovo iPod Touch. Lo storico device per ascoltare musica che non viene aggiornato dal 2015. La notizia del possibile arrivo del nuovo iPod arriva dal blog Macotakara, che spiega che i nuovi devices potrebbero arrivare a fine 2019 e adottare l’uscita Usb-C.

Sul noto blog, non si è parlato invece di quelle che saranno le novità a livello di hardware che restano ancora un mistero. Il dispositivo, lanciato nel 2015 è ancora in vendita a partire da 240 euro e tratta dell’unico iPod in commercio. In merito al connettore dell’iPhone, a cui si collegano il caricabatterie e gli auricolari, secondo le indiscrezioni quest’anno Apple “potrebbe” passare dal Lightning all’Usb-C. Un rumor che sembra essere plausibile visto che lo stesso tipo di connettore, è stato adottato dai nuovissimi iPad Pro.

SPAVENTOSO INCIDENTE IN ITALIA: È MORTO SUL COLPO

Un drammatico incidente frontale è accaduto ieri pomeriggio intorno alle 15.30 lungo la provinciale 10 all’altezza di San Nazzaro di Monticelli (Piacenza). Un auto si è schiantata, contro un Tir in un tratto già teatro di gravi incidenti in passato. Nel frontale ha perso la vita un uomo di 52 anni, residente a Castelvetro che viaggiava a bordo di una Mercedes Slk . Illeso invece il conducente del Tir.

L’urto, avvenuto per cause al momento ancora da accertare, è stato violentissimo. La vettura finita sotto la motrice del mezzo pesante si è completamente distrutta. Per l’uomo, rimasto intrappolato tra le lamiere, non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite riportate nel terribile urto. Ci sono volute diverse ore per riportare il traffico alla normalità. 

LUTTO NEL GIORNALISMO ITALIANO: ALESSIO SI È SPENTO A SOLI 41 ANNI

Lutto nel mondo del giornalismo e dello sport. Una terribile malattia si è portata via in pochi mesi Alessio Giovannini, 41 anni il prossimo 15 luglio. Era ricoverato da poco più di un mese a Roma dove viveva insieme alla compagna Simona poi la terribile diagnosi che è arrivata tre settimane fa. Lascia la mamma Ada, la compagna Simona, i due fratelli Patrizio e Amore, la camera ardente sarà allestita da domani alle 18,30 al Palaindoor di Ancona, l’ultimo saluto venerdì alle 11,30 a Pieve Torina – sua città natale – nel sagrato di piazza Santa Maria Assunta.

Tantissimi i messaggi di dolore e affetto sulla bacheca Facebook tra cui: “Ieri Michele Spinelli, oggi Alessio Giovannini. Due splendide persone a cui tutti noi volevamo bene. Per la serietà, il rispetto del lavoro, le doti umane. Oggi Alessio ci ha lasciato, alle soglie dei 40 anni, lasciandoci increduli, indisponibili ad accettarlo. Siamo, saremo vicini alla famiglia, tutti noi che ci sentiamo parte di una famiglia allargata come è quella dell’atletica”

SI SPOSANO: I FAN SONO AL SETTIMO CIELO PER L’ANNUNCIO

Il settimanale DiPiù ha mostrato le pubblicazioni di nozze, affisse dal comune di Roma. Sono quelle degli attori Kim Rossi Stuart e Ilaria Spada che si sposeranno a breve. I due sono insieme ormai da 8 anni e non avevano mai nascosto la volontà di dare una forma ufficiale al loro rapporto. A testimoniare la forza del legame che li unisce la nascita di Errore l’unico figlio della coppia nato 7 anni fa.

Sempre molto riservati, Rossi Stuart e la Spada non hanno confermato la notizia, né fornito alcun dettaglio utile a comprendere quando e dove saranno celebrate le nozze. Nel 2016, nel corso di una delle rarissime interviste, l’attore diede voce al desiderio di diventare padre per la seconda volta: “Mi piacerebbe una famiglia numerosa, pensiamo di avere almeno un altro figlio e poi io impazzirei per una femminuccia, ma stiamo ancora recuperando le energie. Tra notti insonni e fatiche fisiche, i primi anni di un bimbo sono un’impresa!”. All’epoca, Ettore aveva solo 4 anni e l’attore dichiarò inoltre di avere letteralmente perso la testa per il suo primogenito, al punto da temere di averlo eccessivamente viziato.

TERRIBILE INCIDENTE IN ITALIA: SONO MORTI SUL COLPO

Un terribile incidente tra un’auto e un tir è costato la vita a due persone nelle scorse ore lungo le strade toscane. Le due vittime, marito e moglie, Fabio Domenici e Anna Bruni, che viaggiavano a bordo di una vecchia utilitaria Fiat 600 erano entrambi ultra ottantenni. Lo scontro martedì sulla strada regionale 325 alla fine dell’abitato di Vaiano, nella provincia di Prato. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, all’altezza di una curva in discesa la vettura guidata dall’anziano si è scontrata frontalmente con un camion che giungeva dalla direzione opposta ed è finita poi contro la massicciata sul lato della strada. Non è escluso che l’uomo possa avere avuto un malore prima dello scontro.

Per le due vittime ogni tentativo effettuato dai soccoritori, giunti sul posto con un’ambulanza della Misericordia di Vaiano e della Croce d’Oro di Prato è risultato vano. Viste le condizioni della coppia, era stato allertato anche l’elisoccorso ma si è rivelato tutto inutile. I medici hanno cercato di rianimare a lungo i due feriti sul posto ma al fine hanno dovuto dichiararne il decesso. Sul luogo dell’accaduto anche i vigili del fuoco, la polizia municipale della Valbisenzio e i carabinieri di Vernio.

ANZIANA DI 92 ANNI PICCHIATA SUL PULLMAN: LA FOTO SHOCK LASCIA TUTTI SENZA PAROLE

Un’anziana sopravvissuta all’Olocausto è stata picchiata brutalmente su un mini autobus. Hanka Fogelman, una donna di Montreal di 92 anni, due mesi fa aveva richiesto un passaggio per andare a fare una visita a sua figlia. Un mini autobus della Société de transport de Montréal (STM) era andato a recuperarla nella sua abitazione, e al suo interno l’anziana aveva trovato altre due persone, una donna e un uomo. Sarebbe stato l’uomo – stando a quanto spiega il New York Post – ad aggredire la novantaduenne per futili motivi. L’anziana è stata ripetutamente colpita al volto e solo l’intervento dell’autista ha scongiurato conseguenze che, vista la sua età, avrebbero potuto essere ben più gravi.

Il conducente ha raccontato: “L’aggressore ha picchiato quella donna senza nessuna ragione. Lei era in silenzio e stava facendo un cruciverba”. A quanto pare l’uomo che ha colpito la signora Fogelman soffrirebbe di una grave forma di disabilità psichica. Quando aveva appena 13 anni, la donna viveva in Polonia e la sua città venne invasa dai nazisti: siccome era di famiglia ebrea, fu rinchiusa in un campo di concentramento e tutta la sua famiglia venne uccisa.

Hanka Fogelman riuscì a sopravvivere all’orrore dell’olocausto me venne obbligata a lavorare in una fabbrica dove si cucivano uniformi per i soldati tedeschi e divise per i detenuti dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau e Bergen-Belsen. La donna venne liberata nell’aprile del 1945, a pochi giorni dal suo diciannovesimo compleanno. Dopo alcuni mesi emigrò in Svezia e poi si trasferì in Canada.

È MORTO POCHE ORE DOPO IL MATRIMONIO: ADDIO A DIEGO

Ieri mattina si sono detti «sì» all’hospice di San Severino, nel pomeriggio a poche ore dal matrimonio è morto. È una bellissima quanto triste storia di amore quella tra Diego Turi, 43enne di Tricase, e Annalisa Talpacci. I due si erano messi insieme quattro anni fa quando si sono incontrati per caso in Salento.

Avevano quindi deciso di sposarsi, ma il sogno è andato in frantumi nel 2017, quando lui ha scoperto di avere una terribile malattia e di avere poco tempo ancora da vivere. Ma questo non ha fermato il loro grande amore ed entrambi hanno comunque deciso di organizzare il matrimonio a Seppio. La loro forza era l’unione e l’affiatamento che li legava; purtroppo alla vigilia di Natale le condizioni del 43enne si sono aggravate e l’uomo è stato ricoverato all’hospice di San Severino.

Neanche questo aggravamento li ha fermati verso la loro promessa di amore eterno. La cerimonia è stata celebrata ieri mattina in una stanza del reparto, alla presenza di un funzionario comunale. Con loro erano presenti solo i parenti più stretti. E alla fine Diego è spirato poche ore dopo, nel pomeriggio, il suo cuore ha smesso di battere per sempre.

SALVINI HA TRADITO IL POPOLO ITALIANO: POCO FA LE DURISSIME PAROLE

Il segretario della Lega Matteo Salvini? “Un traditore del Nord: lo ha svenduto a Roma in cambio di protezione, potere, visibilità e televisione. Ormai è diventato parte del sistema”. Queste le dure parole Angelo Alessandri, presidente federale del Carroccio dal 2005 al 2012 e tra i fondatori di Grande Nord, il meo movimento nato due anni fa su iniziativa di alcuni ex della Lega, delusi dal partito. “Ormai è diventata un’altra cosa: quelli lì non sono più leghisti.

Io li chiamo legaioli. “Roma è e rimane il nostro nemico –prosegue Alessandri-. Un nemico che ormai si è indebolito: noi siamo per l’autonomia delle regioni del nord, ma se questo tira e molla con lo Stato si dovesse procrastinare ancora a lungo, allora secessione. Non c’è altra soluzione. Si fanno rimpatri un terzo rispetto a Minniti, è una cosa vergognosa. “Non sta né in cielo e né in terra, neanche a Cuba la fanno più. Il decreto dignità? Una cosa sovietica –continua-, mentre il decreto anticorruzione sembra una roba bulgara. Questi sono comunisti al governo mascherati da un Salvini che fa il fascista. La Lega è stato un punto di partenza, ma ormai quella Lega è finita” dice ancora Alessandri, tra le altre cose con due mandati a Montecitorio alle spalle al fianco di Umberto Bossi e compagni.

“Noi siamo più leghisti dei leghisti e il nostro motto è prima il nord, a tutti i costi. Non ce l’abbiamo coi meridionali però vogliamo che la smettano di andare dietro al reddito di cittadinanza, di darci messaggi come quelli che ci stanno dando il sindaco di Napoli o di Palermo, di avere il problema della spazzatura che dobbiamo sobbarcarci o di dover chiudere i buchi all’Ama e all’Atac. Siamo stanchi: sono 70 anni che diamo soldi con la speranza che il sud si aggiusti in qualche modo, ma da 70 anni, invece, questi soldi se li rubano”.

AUMENTO PENSIONI MINIME A FEBBRAIO 2019: LA BELLA NOTIZIA PER GLI ITALIANI

Aumento della pensione minima: secondo Laura Castelli del M5S si può fare e lo annuncia in un intervento pubblicato nell’intervista alla Stampa.Partiremo il primo gennaio con le pensioni di cittadinanza, portando le minime a 780 euro. Intanto ci occuperemo della riforma dei centri per l’ impiego. Abbiamo calcolato che ci vogliono 3-4 mesi. Successivamente partirà il reddito di cittadinanza‘.

Dove trovare le risorse? La risposta del viceministro Castelli è chiara: ‘Le risorse ci sono. Alcune sono quelle già esistenti nel bilancio dello Stato; altre saranno frutto delle razionalizzazioni delle misure di sostegno al reddito che oggi non funzionano. Infine ci sono le coperture che avevamo indicato nel programma. Il reddito di cittadinanza avrà un’ identità digitale. ‘ Con il team di Diego Piacentini – ha illustrato Laura Castelli – commissario per l’ Agenda digitale, stiamo mettendo insieme tutte le banche dati necessarie, Inps, Centri per l’ Impiego, centri di formazione’. L’ obiettivo è combattere il lavoro nero e non solo. ‘ Digitalizzeremo la domanda e l’ offerta; facendo incontrare chi cerca e chi offre lavoro, ma avremo anche un borsellino elettronico per i pagamenti. Così si eviterà – ha concluso Castelli – l’ evasione, la corruzione, i furbetti’.

SALVINI VUOLE RIPORTARE IL GREMBIULE NELLE SCUOLE: “FAREBBE BENE AI BAMBINI”

Sono sempre meno gli istituti scolastici che richiedono il suo utilizzo ma il grembiule, l’uniforme scolastica uguale per tutti i bambini, potrebbe tornare a essere largamente impiegato in tutta Italia. Matteo Salvini si augura un ritorno all’uso della divisa scolastica. “Almeno alle scuole elementari rimettere il grembiule farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità”, dice Salvini ospite di Tg2Italia. La discussione nasce dalla questione delle divise indossate dal ministro dell’Interno e contestate da alcuni organi, come i vigili del fuoco. Per Salvini, però, le divise sono un “segno di riconoscimento per chi ogni giorno sacrifica la propria vita per gli italiani”. E stesso discorso per il ministro dell’Interno sembra valere per il grembiule: “Rimetterlo sarebbe un’occasione di parità”.

 

Un sistema che permetterebbe di non fare più differenza tra chi ha “felpe da 400 euro” e chi indossa “golfini da 20 euro”. Sul tema si era già espresso a novembre anche il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, spiegando di ritenere condivisibile l’iniziativa degli istituti che decidono di far indossare l’uniforme per regolamento interno. Non esistono regole che impongono l’utilizzo del grembiule nelle scuole. Ogni singolo istituto scolastico può decidere se adottare una divisa uguale per tutti i bambini. Ad oggi è consigliato l’uso del grembiule specialmente nelle scuole materne, principalmente per una questione di igiene. Nelle scuole elementari non mancano gli istituti che chiedono l’utilizzo della divisa. Solitamente è rosa o bianca per le bambine e blu o azzurra per i bambini.

IL MARITO SI LAMENTA PER LA CENA: LA MOGLIE LO UCCIDE DAVANTI ALLA FIGLIA DI 4 ANNI

Sarebbe stata una critica sulla cucina a scatenare un terribile omicidio in Russia. Il 43enne, Slava Davydkin, avrebbe criticato la moglie a causa della cena che aveva preparato, a quanto pare senza sale. La critica sarebbe stata fatta alla presenza di alcuni ospiti e questo avrebbe scatenato la furia della compagna che avrebbe atteso che tutti dormissero per vendicarsi. Durante la notte, la donna avrebbe aggredito e ucciso il marito con trentacinque coltellate davanti agli occhi della figlia di soli quattro anni.

Il brutale delitto si è consumato a Penza, in Russia. L’omicida 31enne si chiama Evgenia Davydkin. Stando alla testimonianza degli ospiti, che si erano fermati a dormire a casa della coppia, i due avevano continuato a litigare dopo cena. La donna, probabilmente alterata anche a causa dell’alcool consumato durante la cena, avrebbe aspettato che il marito dormisse per aggredirlo con un coltello. Lo avrebbe colpito 35 volte, rendendo di fatto inutile qualsiasi soccorso. 

La furia omicida sarebbe proseguita anche quando la bambina, svegliatasi a causa delle urla, è entrata nella loro stanza. Dopo il delitto, la 31enne avrebbe svegliato i suoi ospiti e chiamato i soccorsi, ma per Slava non c’era più nulla da fare. All’arrivo delle forze dell’ordine, la donna ha subito confessato l’omicidio: alla polizia avrebbe detto di essersi offesa dopo che l’uomo, davanti ai loro ospiti, aveva detto che l’assenza di sale era la prova che lei non lo amasse abbastanza. La donna attualmente è agli arresti domiciliari per potersi occupare della figlia.

È MORTO LO CHEF ITALIANO: AVEVA SOLO 35 ANNI

È giallo a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila, dove nella mattinata di ieri, lunedì 14 gennaio, il giovane chef 35enne, Antonello Ferreri, è stato trovato morto sulle scale dell’hotel in cui lavorava da qualche mese. Ancora ignote le cause della morte dell’uomo originario di Avezzano: tra le ipotesi avanzate, ci sarebbe quella di un malore che l’ha colto improvvisamente, provocando la caduta dalle scale, ma soltanto i risultati dell’autopsia, che sarà effettuata nelle prossime ore all’ospedale di Sulmona, potranno aiutare a chiarire quanto accaduto.

La procura del Tribunale di Sulmona ha quindi aperto un’inchiesta, non è escluso, infatti, che possa essersi trattato di un incidente. A scoprire il corpo senza vita di Antonello sarebbe stato un collega, che ha subito lanciato l’allarme, ma i sanitari del 118 al loro arrivo non hanno potuto far altro che costatarne il decesso. È stato il fratello, Angelo, a comunicare la triste notizia. Dolore e incredulità, accompagnano i numerosi messaggi espressi sui social network dagli amici del giovane chef. 

“Tutto ciò mi distrugge la vita ma so che comunque non è un addio, è un arrivederci. Buona vita angelo mio, mi mancherai da morire”, ha scritto Gianluca su Facebook. E ancora: “Non ho parole!! Vorrei che questo fosse solo un brutto sogno”, sono le parole di Simone, mentre Angelo afferma: “Non ho parole e non riesco neanche ad esprimermi. So solo che il dispiacere è logorante”.

NEONATO LEGATO ALLA CULLA, CIUCCIO FISSATO CON IL NASTRO ADESIVO: ORRORE IN OSPEDALE

Sta facendo il giro del web un video che mostra un neonato di sole 12 settimane con in bocca un ciuccio fissato con un nastro adesivo alle sue guance. Il filmato scioccante girato in un ospedale russo mostra il piccolo legato con delle fasce bianche nel lettino mentre piange disperato. Non riesce a muoversi e non riesce a togliersi il ciuccio perché fissato con il nastro adesivo sulle guance.

È accaduto a Nazran, in Russia: il nome dell’ospedale non è stato comunicato. Il piccolo, che è stato aiutato dopo aver scoperto cosa gli era successo, soffre di problemi ai polmoni, il che aggrava ulteriormente quanto accaduto. L’ospedale e gli inquirenti hanno avviato le indagini per individuare chi possa aver abusato del neonato: solitamente nella struttura in questione le madri dei piccoli stanno accanto alle loro culle tutto il tempo, ma pare che la madre del piccolo nel momento del filmato si fosse allontanata per occuparsi degli altri figli che erano a casa.

L’ospedale e gli inquirenti hanno avviato le indagini per individuare chi possa aver abusato del neonato: solitamente nella struttura in questione le madri dei piccoli stanno accanto alle loro culle tutto il tempo, ma pare che la madre del piccolo nel momento del filmato si fosse allontanata per occuparsi degli altri figli che erano a casa. Non appena il video ha iniziato a diventare virale sul web, le autorità hanno aperto, immediatamente, delle indagini, per capire chi fosse stato e perché ad un neonato, dentro un ospedale, sia stata fatta una cosa del genere. “Il piccolo è in un reparto al freddo, senza caloriferi. La sua mamma non è qui” ha descritto la persona che ha girato il video. Online le persone si sono indignate.“Questo povero bimbo è appena nato e ha già dovuto affrontare tanta crudeltà” ha scritto qualcuno.

SI È IMPICCATO A CASA DELLA MADRE: LA MOGLIE AVEVA AVUTO TRE ABORTI SPONTANEI

Si è impiccato a pochi giorni di distanza dal suo primo anniversario di matrimonio. Il 28enne Jack Gilbert, si è ucciso prima che sua moglie Gemma iniziasse il trattamento di fecondazione in vitro dopo aver avuto tre aborti spontanei. L’uomo, originario di Cheadle, Greater Manchester, è stato trovato morto da sua madre. Il giovane si era recato lì dopo una discussione con sua moglie, secondo quanto emerso dall’inchiesta. “Stavano avendo problemi di coppia tra lo stress per l’inizio del trattamento e quello del nuovo lavoro di Jack” si legge sul Manchester Evening News.

L’uomo non aveva mai riferito a parenti o amici di aver avuto problemi di salute mentale. “Era sempre molto felice – era noto per il suo sorriso. C’erano state discussioni tra lui e sua moglie, ma nulla che mi facesse pensare a un epilogo del genere” ha detto la mamma, Michelle Mulvihill. E invece il 4 luglio, il suo Jack si è ucciso. Il giorno prima si era trasferito a casa della madre e quella stessa sera aveva visto Gemma in un pub dove era stato con gli amici per vedere la partita dei Mondiali tra Inghilterra e Colombia. 

Secondo i test tossicologici Gilbert aveva consumato “bassi livelli di alcol” e una quantità “ricreativa” di cocaina – molto probabilmente nelle ultime 12 ore della sua vita. La tossicologa Julie Evans ha detto che gli effetti collaterali della droga potrebbero aver condizionato lo stato mentale di Mr Gilbert nelle ore precedenti alla sua morte. Jack Gilbert aveva un figlio avuto da una precedente relazione e dopo il suo matrimonio con Gemma nel giugno 2017, la coppia non vedeva l’ora di mettere su famiglia. 

“Non riesco a capire perché l’ha fatto. Avevamo appena festeggiato il nostro primo anniversario e stavamo cercando di avere un bambino” ha spiegato Gemma in tribunale. La donna ha detto che dopo la discussione del 3 luglio, Jack ha fatto le valigie e se ne è andato a casa della madre. “Gli ho detto di togliere quella lite dalla testa e di tornare a casa quando eravamo sulla stessa scia”, ha detto “L’ho visto al pub più tardi quella sera e sembrava davvero felice, dicendo che non ci saremmo mai lasciati”.

ANZIANA DISPERATA BECCATA A RUBARE IN UN SUPERMERCATO: “LA MIA VITA È ROVINATA”

Sabato scorso un’ anziana padovana di settantacinque anni è stata sorpresa a rubare alcuni generi alimentari in un discount. In quel supermercato la signora aveva fatto la spesa pagando tutto, ma poi aveva preso altri tre prodotti, un formaggio spalmabile, una bottiglia di olio di oliva, e un sacchetto di pistacchi. Un addetto della sicurezza si è accorto di quei tre alimenti nascosti nella borsa e immediatamente l’anziana ha capito di aver sbagliato. Lo racconta in lacrime, ai quotidiani locali. “È stato un errore, una cosa che non dovevo fare. Ma l’ho pagata carissima, sono devastata”, le parole della anziana donna riportate dal Mattino di Padova.

 “Mi hanno trattata come una criminale, sono rimasta chiusa per due ore in uno stanzino al freddo. Ho sbagliato, ma ero disperata e ho agito d’impulso”, ha commentato da casa sua. Il valore della merce sottratta è di 15 euro che la settantacinquenne avrebbe voluto portar via senza pagare e che avrebbe anche chiesto di poter pagare dopo aver chiesto scusa. “Mi sono offerta di pagare quel che potevo ma non hanno sentito ragioni. Hanno raccontato agli agenti che ero andata apposta per rubare, invece nel parcheggio c’erano ancora i sacchetti con la merce che ho pagato”.

“Piegata dai dolori, non mi resta che piangere” – Come riporta il quotidiano, la signora vive sola e, provata da diversi problemi fisici, percepisce una pensione di invalidità di 400 euro. Poi cerca di guadagnare qualcosa facendo piccoli lavoretti: “Non arrivo a 600 euro al mese, gli aiuti sono pochi e quando torno a casa, piegata dai dolori, non mi resta che piangere. È un lavoro pesante alla mia età, lo sarebbe anche se fossi in salute”. La donna abita in un appartamento di proprietà sua e del coniuge da cui è separata da anni e, anche se non deve pagare l’affitto, coi suoi soldi deve sostenere le spese.

In casa i panni li lava a mano, dato che la lavatrice è rotta da tempo ed evidentemente non riesce a farla riparare. “È giusto che il supermercato sia severo, è un’azione grave, ma bisognerebbe dare alle cose il loro peso”, ha detto ancora consapevole del suo errore. “Ero talmente sconvolta che mi hanno chiesto se mi servisse aiuto, invece volevo solo andarmene da lì. Mi hanno spiegato che avrò un avvocato d’ufficio, la denuncia sarà depositata e poi si vedrà”, ha aggiunto ancora al quotidiano sottolineando di essersi “rovinata la vita”.

STRONCATA DALLA LEUCEMIA: AVEVA SOLO 20 ANNI. TRAGEDIA NEL TREVIGIANO

Kathrina Donadi Camargo nel fiore dei suoi 20 anni è stata sconfitta dalla leucemia. Un male incurabile che l’ha strappata alla vita nel giro di un anno ed ora l’intera comunità di Ponte di Piave, nel Trevigiano, è in lutto per la morte della 20enne. Ragazza sempre solare e allegra, negli ultimi tempi era stata costretta a diversi ricoveri presso il reparto di ematologia dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre, ma le festività natalizie con il consenso dei medici, le aveva trascorse con la propria famiglia, consapevole di avere i giorni contati.

Kathy lascia i genitori Klaudya, originaria della Colombia, e Tiziano Donadi, del quale era l’unica figlia. Quest’ultimo è dipendente molto conosciuto e stimato della cantina sociale di Ponte di Piave, una delle più importanti e frequentate dell’intero comprensorio opitergino-mottense. Kathrina aveva festeggiato i 20 anni ad agosto. Aveva frequentato il Brandolini e l’istituto Sansovino di Oderzo. Raggiunti i 18 anni si era trasferita, per un breve periodo di tempo, a San Biagio di Callalta, dove aveva lavorato in un negozio di abbigliamento. 

Nelle ultime settimane di ricovero “All’Angelo” di Mestre, nel reparto di ematologia, il suo stato di salute era peggiorato. Pur sapendo che stava combattendo una battaglia complicata, non si era mai persa d’animo. La speranza di vincere la malattia non l’ha mai abbandonata. Purtroppo ciò non è bastato. Venerdì è spirata. I funerali dovrebbero essere fissati nelle prossime ore e celebrati a Ponte di Piave.

MAXI TAMPONAMENTO IN ITALIA: ALMENO 5O I VEICOLI COINVOLTI

Maxi tamponamento in Trentino, questa mattina lungo la Strada statale 47 Valsugana tra le località di Primolano (Vicenza) e Grigno (Trento) dove sono stati coinvolti circa 50 veicoli tra cui almeno 10 camion. La Croce Rossa, ha allestito sul posto una piccola tendopoli per medicare e soccorrere i feriti prima del trasporto in ospedale. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti tre elicotteri e cinque ambulanze. Secondo le prime informazioni, cinque sono gli automobilisti che in condizioni serie sono stati trasportati in elicottero in codice rosso  al “Santa Chiara” di Trento.

Sei persone sono state portate a Borgo Valsugana, altre cinque in altri ospedali. La dinamica è attualmente al vaglio delle forze dell’ordine, ma lungo l’arteria nelle ultime settimane si sono verificati già numerosi incidenti. Con molto probabilità la causa dell’incidente odierno sarebbe il ghiaccio, che ha impedito agli automobilisti e ai camionisti di mantenere il controllo dei mezzi, andando a tamponarsi o uscendo fuori strada. L’acqua mista a neve ha cominciato a cadere subito dopo le sette del mattino rendendo l’asfalto scivoloso mentre le temperature erano sottozero.

Diverse anche le auto che pur non essendo state coinvolte nel maxi tamponamento, sono finite lo stesso fuori dalla sede stradale, nei prati. Persino un’ambulanza arrivata per i soccorsi è finita contro un mezzo dei carabinieri mentre alcuni automobilisti, una volta usciti dai mezzi, hanno faticato a restare in piedi a causa dell’asfalto scivoloso. Dopo il maxi tamponamento, la circolazione è stata convogliata su altre strade che risultano intasate. Le forze dell’ordine, dato che per ore la strada Valsugana è rimasta chiusa, hanno invitato gli automobilisti a scegliere arterie alternative per raggiungere il Trentino e il Vicentino.

BIMBO DI 2 ANNI CADE IN UN POZZO: È LOTTA CONTRO IL TEMPO PER SALVARLO

È corsa contro il tempo in Spagna per salvare il piccolo Yulen: il piccolo di 2 anni e mezzo, domenica mentre giocava, è caduto in uno stretto e profondo pozzo dove è intrappolato da allora. La tragedia, che in Italia porta subito alla mente quella del piccolo Alfredino Rampi di Vermicino, ha mobilitato centinaia di soccorritori in tutto il Paese iberico. Il pozzo si trova nella proprietà di un familiare del piccolo nella Sierra di Totalan, vicino a Malaga, dove il bimbo stava trascorrendo la domenica in compagnia dei genitori.

Dopo l’allarme, sul posto sono subito accorsi agenti, vigili del fuoco e successivamente esperti speleologi ma fino ad ora è stato impossibile trovare un modo per entrare visto che si tratta di un pozzo largo appena 25 centimetri ma profondo oltre 110 metri. A metà pomeriggio di domenica i tecnici hanno installato un robot con una mini-telecamera attraverso il foro per stabilire la posizione del bimbo ma purtroppo non si è riusciti a localizzarlo a causa di una frana nell’interno che ha creato un tappo a una profondità di circa 78 metri. 

Proprio il robot, in una delle sue quattro immersioni, ha rilevato un sacchetto di caramelle che il bambino aveva con sé al momento della caduta e che è rimasto attaccato alla parete del pozzo. Questo conferma la versione di un familiare, che ha dato l’allarme quando ha visto cadere il bambino. Il pozzo era di solito coperto ma, secondo gli investigatori, poche ore prima un altro gruppo di ragazzini avrebbe tolto le pietre e il coperchio che lo tenevano occultato.

“Nell’operazione di salvataggio Non saranno risparmiati mezzi “, ha assicurato ai media il viceprefetto di Malaga, Maria Gamez, aggiungendo: “Con l’aiuto dei tecnici valutiamo tutte le alternative per salvare il bambino e rimuovere il tappo di terreno del pozzo, provocato a un’ottantina di metri probabilmente da una frana”. Nelle operazioni sono impegnati oltre un centinaio di unità tra uomini del Conzorzio provinciale dei vigili del fuoco, della Protezione Civile, della Squadra di Salvataggio e Intervento di Montagna (Ereim), della polizia e della guardia civile, oltre ad alcuni sub, dato che non si sa ancora se ci sia acqua nel fondo del pozzo. Uno strazio per i genitori Jose’ Rosello e Victoria Garcia, che continuano a seguire le operazioni di salvataggio assistiti da psicologi della Protezione Civile.

Secondo quanto ha annunciato il portavoce della guardia civile, Bernardo Molto, “saranno impiegate tre tecniche differenti” nel salvataggio. Con tutte le cautele del caso, un gruppo si occuperà di estrarre con una potente pompa aspiratrice il materiale franato a 78 metri di profondità, che impedisce al robot sonda di raggiungere il fondo del pozzo. Contemporaneamente “si scaverà un pozzo parallelo” a quello nel quale è precipitato il bambino, per tentare di raggiungerlo. Allo stesso tempo, la cavità di 25 centimetri di diametro “sara intubata” per rafforzarne le pareti e impedire nuovi cedimenti di terreno, che potrebbero seppellire Yulen.

CHIUDE LA SUA STORICA BOTTEGA DOPO 50 ANNI: ECCO IL TRISTE MOTIVO

L’introduzione della fatturazione elettronica, diventata obbligatoria dal primo gennaio 2019, è una novità che non è piaciuta a molti professionisti. Le difficoltà sono state riconosciute da più parti, a partire dai commercialisti. C’è poi chi si è proprio arreso, non riuscendo ad affrontare il passaggio dalla fattura tradizionale a quella elettronica. È il caso di Maria Frizzero, proprietaria di un negozio nella frazione di San Vittore di Colognola, nel veronese. La sua era una  bottega storica di generi alimentari che chiude dopo più di 50 anni. In questo lungo percorso temporale Maria ha affrontato qualsiasi difficoltà, passando anche per la crisi economica degli ultimi anni. Ma alla fine ha desistito di fronte alla novità tecnologica.

Maria racconta a L’Arena come mai ha preso questa decisione: “Ho assistito all’arrivo del registratore di cassa e al passaggio dalla lira all’euro adeguandomi subito, ma di fronte alla fattura elettronica sono costretta ad arrendermi. Troppo tecnologica e complicata per me”. Neanche le fatiche del lavoro quotidiano, senza mai vacanze, l’avevano portata a una scelta così drastica: “Ho preso le redini della bottega nel 1967, dopo un infortunio sul lavoro di mio marito Giuseppe, e da allora non ho mai fatto un giorno di ferie né, grazie a Dio, di malattia”.

La donna racconta di essere rimasta vedova, con due figli “da crescere: non potevo arrendermi, né per loro né per le persone di San Vittore che mi hanno sempre voluto bene”. Eppure ormai la decisione è presa: “Se non fosse stata imposta la fatturazione elettronica e la relativa apparecchiatura, avrei tenuto ancora la bottega aperta per un bel po’”. Eppure anche Maria non riesce a rassegnarsi all’idea della chiusura: “Da quando ho chiuso spesso piango. Tanto che ci vedo persino di meno e pure l’oculista mi ha certificato questo abbassamento di vista. Ma i miei figli fanno altri lavori, hanno le loro occupazioni e le loro famiglie, come è giusto che sia, e io devo abituarmi a fare la pensionata”.

È MORTO LUCA CARDILLO: ADDIO AL RAGAZZO CHE COMBATTEVA CONTRO UN RARO TUMORE ALLA GAMBA

Non ce l’ha fatta Luca Cardillo, il 23enne siciliano colpito da un tumore osseo alla gamba destra, la cui storia aveva commosso tutta l’Italia. Originario di Giarre, Luca come ultimo tentativo per continuare a vivere, due mesi fa era andato negli Stati Uniti, grazie anche ad una raccolta fondi online, ma tutto è stato inutile. Le sue condizioni di salute erano peggiorate negli ultimi giorni e stamattina si è spento, intorno alle 7, nella sua casa, con mamma Pina, papà Leonardo e la sorella Lidia.

In tantissimi in tutta Italia avevano risposto all’appello lanciato dalla sorella Lidia, dei genitori e degli amici, per sostenere la causa di Luca e permettergli di coltivare la speranza di superare la malattia. Così il 23enne, con il sogno di diventare un attore di successo, era partito dall’aeroporto di Catania a novembre con destinazione Texas: qui all’MD Anderson Cancer Center ha incontrato dei medici che rappresentavano la sua ultima speranza. Ma quest’ultimi, che inizialmente avevano pensato ad un possibile intervento, con l’amputazione della gamba destra, hanno valutato che fosse impossibile rimuovere chirurgicamente il tumore.

L’amputazione sarebbe stata troppo rischiosa per il suo fisico già fortemente debilitato. Il tumore maligno era avanzato e ad aggravare ancora di più la situazione già critica tre fattori: il versamento pleurico, la tachicardia e la polmonite. Luca, intanto, ha iniziato a lottare anche con le metastasi polmonari oltre che con il tumore primario alla gamba destra. Nell’ultimo video-messaggio inviato a Fanpage.it, il ragazzo, che ha sempre mantenuto il sorriso sulle labbra, aveva detto: “Spero di rispondere bene alle cure chemioterapiche e che tutto andrà bene […] Continuo a ringraziarvi per il sostegno economico e morale che mi state dando”.

Luca ha trascorso il suo ultimo Natale in famiglia, consapevole che la sua battaglia si stava facendo sempre più ardua. I medici gli avevano dato due mesi di vita: lui non lo sapeva, aveva preferito non sapere. Voleva vivere ed era speranzoso. Ha resistito solo per la sua grande forza, ci ripetono i familiari. I funerali si celebreranno domani pomeriggio, alle ore 15, al Duomo di Giarre.

È CADUTO UN AEREO: ALMENO 15 MORTI. UN TERRIBILE DISASTRO

Un aereo Boeing 707 si è schiantato poi i nell’aeroporto di Karaj, vicino a Teheran. Secondo le primissime informazioni i morti sarebbero almeno 15. Solo un membro dell’equipaggio è sopravvissuto al terribile disastro. Il pilota è atterrato nell’aeroporto sbagliato ed ha perso il controllo del velivolo sfondando il muro di cinta dello scalo e finendo contro alcuni palazzi di un complesso residenziale: l’aereo si è poi incendiato.

Lo ha reso noto il capo del dipartimento delle emergenze, Pirhossein Kolivand. L’aereo era partito da Bi’kek, la capitale del Kirghizistan, ed era diretto all’aeroporto di Payam a 35 km da Tehran. Il boeing  trasportava carne e secondo Farsnews apparteneva all’esercito iraniano. “Non abbiamo informazioni chiare sui dettagli dello schianto”, ha dichiarato il capo del dipartimento di emergenza dell’Iran, Pirhossein Kolivand. 

LA TORTA CHE STA FACENDO IMPAZZIRE IL MONDO: BASTANO 3 INGREDIENTI

La japanese cheesecake è una torta che arriva dal Giappone che ha riscosso successo in tutto il mondo grazie a un video diventato virale in rete, dove una ragazza nipponica preparava questo dolce con soli tre ingredienti (uova, cioccolato bianco e crema al formaggio). Questa torta è uno squisito mix tra una classica cheesecake e un soufflé che piace per la sua leggerezza e la sua consistenza tenera, tanto da essere conosciuta anche con il nome di cotton cake. Questo dessert si presta a diverse varianti personalizzate: ve lo proponiamo nella versione originale realizzata con tre soli ingredienti. Ricordate che la caratteristista principale, di questa torta è quella di essere soffice come una nuvola.Ecco dunque qualche consiglio e accorgimento preliminare per un’ottima riuscita della torta: per garantire la morbidezza e l’umidità interne del dolce le uova devono essere a temperatura ambiente e la cottura a bagnomaria. Attenzione anche alla temperatura del forno che non deve essere troppo alta, altrimenti si rischiano delle crepe sulla superficie. Una volta in forno, non bisogna mai aprire lo sportello. Non vi preoccupate se mentre si raffredda la torta si abbassa, anche di molto: è normale.

Per gustare al meglio la japanese cheesecake, lasciatela riposare almeno 4 ore in frigorifero prima di servirla: sarà molto più saporita.

Ingredienti che occorrono per preparare la japanese cheesecake:

  • Tre uova
  • 120 g di cioccolato bianco
  • 120 g di crema al formaggio

Passiamo al procedimento:

Separate i tuorli dell’uovo dall’albume e lasciate raffreddare gli albumi in frigorifero.Preriscaldate il forno a 170 gradi per 6 minuti e, nel frattempo, fate sciogliere il cioccolato bianco, spezzettato, a bagnomaria (o al microonde) montate a neve ferma i bianchi d’uovo. Mescolate il cioccolato bianco fuso e fatelo intiepidire; una volta fatto incorporatelo agli albumi. In un recipiente amalgamate il formaggio spalmabile con i tuorli fino ad otterrete un composto omogeneo che andrete ad unire agli albumi con il cioccolato. A questo punto l’impasto è pronto per essere infornato.

La cottura va effettuata a bagnomaria: mettete la tortiera con all’interno l’impasto della torta in un’altra teglia più grande riempita di acqua bollente. Cuocete per 15 minuti a 170 gradi, poi ancora 15 minuti ma a 160 gradi.Una volta spento il forno, lasciare riposare la torta nel forno chiuso per  per altri 15 minuti. Quando la torta sarà del tutto raffreddata, cospargete di zucchero a velo.

GIAMPIERO GALEAZZI SVELA LA SUA MALATTIA: MARA VENIER LASCIA LO STUDIO

Nella puntata di Domenica In del 13 gennaio 2019, è tornato Giampiero Galeazzi, che aveva già commosso tutto il pubblico durante la sua precedente ospitata in trasmissione. Anche questo ritorno è stato un’occasione per un viaggio nel passato, con tanti filmati e ricordi della storica stagione di Domenica In in cui il celebre “Bisteccone” e Mara Venier hanno lavorato insieme. Giampiero ha chiarito quali sono i suoi problemi di salute.

Dopo la prima apparizione da Mara Venier del 30 dicembre, si era diffusa la convinzione che Galeazzi fosse malato del morbo di Parkinson. Si trattava solo di voci, su cui la Venier aveva preferito non indagare nel corso dell’intervista. Stavolta, ci ha pensato lui stesso a fare chiarezza, smentendo di avere questa malattia e spiegando perché nella precedente occasione era sulla sedia a rotelle:

“Ho sbagliato a presentarmi in quel modo. La verità è che sono reduce da un’operazione al ginocchio sinistro, mi muovo con le stampelle. Lo studio era pieno di cavi e per non rischiare, un assistente ha pensato bene di mettermi su una carrozzina. Il Parkinson? Non ce l’ho. Ho problemi di diabete. La salute va su e giù, come sulle montagne russe. Ho sbalzi di pressione, gonfiore alle gambe. Quando mi emoziono, mi tremano le mani, ma non sono messo così male. A 72 anni ho anche perso un po’ di chili”.

È MORTA SISSY TROVATO MAZZA: L’AGENTE FERITA DA UN COLPO DI PISTOLA

Sissy Trovato Mazza, la giovane agente della polizia penitenziaria che era in stato vegetativo da due dopo essere stata colpita da un colpo di pistola, è morta; la giovane è spirata dopo una grave infezione. Il decesso è avvenuto alle ore 21 e 10 di sabato 13 gennaio nella casa di famiglia a Taurianova (Reggio). Le condizioni della ragazza, erano stabili ma disperate da due anni e si sono aggravate nel corso delle ultime 48 ore. Nelle scorse ore Sissy era stata ricoverata in rianimazione al vicino ospedale di Polistena, dove i medici hanno notato la gravissima infezione lasciandola tornare a casa dove ha compiuto il suo ultimo respiro.

La notizia a Fanpage.it è stata data dalla sorella Patrizia e il comitato civico Sissy La Calabria è con te, nella persona di Jo Pinto. In queste ore, intanto tutta la comunità di Taurianova piange la giovane concittadina e servitrice dello Stato. “Non doveva finire così”, “Rip guerriera”, sono alcuni dei centinaia di commenti apparsi sotto il post che annuncia la morte della ragazza su FB, nel gruppo del comitato civico Sissy la Calabria è con te, dove si legge: “Tra le tante e tante stelle questa sera si è aggiunta un’altra che tra tutte è la più bella, illumina la Terra con quel sorriso radioso: questa nuova Stella ha un nome, si chiama Sissy La Guerriera”.

MIA MOGLIE HA L’ALZHEIMER: LINO BANFI IN LACRIME PER LA MOGLIE

Sul web si è diffusa una dichiarazione veramente toccante fatta dall’amatissimo attore Lino Banfi a sua moglie. Le sue parole hanno toccato il cuore di migliaia di persone che hanno condiviso la notizia nelle loro bacheche Facebook. Quella di Lino, è la dichiarazione di un uomo che sta soffrendo per la malattia di sua moglie, ma nelle sue parole si sentono comunque la grandissima stima e il grande amore che prova per la consorte.Lino in una recente intervista ha confessato: “Non riesco ad accettare che la mia consorte non stia bene”. Il nonno più amato d’Italia ha confessato di aver aspettato tantissimo il giorno in cui sarebbe andato in pensione per poter fare un viaggio o andare in crociera con sua moglie.
Purtroppo ciò non sarà possibile perché Lino ha confessato: “Non ci possiamo muovere per via della sua malattia. Mia moglie ha l’Alzheimer”. L’attore ha poi dichiarato che la moglie gli sorride e che sa perfettamente a cosa andrà incontro. A volte preoccupata gli chiede cosa farà quando non lo riconoscerà più. Lino per rassicurarla, le dice sempre: “Ci ripresenteremo un’altra volta”. Come avviene nel romanzo di Nicholas Sparks ‘Le pagine della nostra vita’.

È MORTO DA SOLO E DI STENTI IL NOTO IMPRENDITORE ITALIANO: TROVATO IL SUO CADAVERE

È stato trovato morto nel garage della sua villa di Padova accanto al suo inseparabile cane. Si tratta di Vittorio Mazzucato, l’erede della sfamosa azienda Serre Italia Mazzucato di Padova. L’uomo è morto a 74 anni molto per un malore. Il cadavere è stato ritrovato con indosso dei guanti, un cappello e cappotto per proteggersi dal freddo, visto che viveva in condizioni disperate senza luce, acqua e gas.

Il ritrovamento dell’uomo è stato possibile grazie all’allarme di un cugino, che non aveva più notizie dell’uomo e ha così chiamato le forze dell’ordine. Mazzucuto aveva ereditato l’impresa di florovivaismo dai genitori e fino agli inizi degli anni 90 l’attività andava molto bene. La società purtroppo poi ha iniziato a decadere fino a chiudere. Nel 2000, dopo la morte della sorella, l’uomo ha continuato a vivere da solo in condizioni sempre più difficili fino ad arrivare a quelle degli ultimi tempi.

“Si era lentamente lasciato andare – questo il racconto delle persone l’hanno visto per l’ultima volta -. Vittorio era un signore cordiale che aveva sofferto. Usciva in bici, era riservato e nessuno ha mai saputo le reali motivazioni per cui è caduto in disgrazia. Indossava sempre gli stessi vestiti e aveva perso la voglia di vivere. Era appassionato di automobili e la leggenda vuole che all’interno di quella casa ci siano ancora due Ferrari d’epoca”. Vittorio è morto da solo e insieme a lui a fargli compagnia, c’era solo il suo inseparabile cane.

SONO NATI POCO FA: IMMENSA GIOIA PER IL CALCIATORE ITALIANO

Un 2019 pieno di emozioni per il calciatore Alessio Cerci. Il trentunenne attaccante passato nella scorsa estate a titolo gratuito dall’Hellas Verona alla squadra turca dell’Ankaragücü, poche ore fa ha comunicato la nascita dei suoi due gemelli Futura e Romeo che sono nati lo scorso 5 gennaio in una clinica romana.

Ad annunciare il lieto evento è stata la moglie Federica Riccardi, con un post sul suo profilo Instagram in cui si vede un’immagine della famiglia al completo. Nella foto si vede Federica, Cerci, il loro primogenito Leonardo e i due neonati: “Quale strada dovrò percorrere in questo mondo non lo so, ma guardando questi sei occhi sono certa: non mi perderò”. Cerci che attraverso la sua pagina Instagram ha voluto dedicare belle parole alla moglie: “5-1-2019 un giorno che non dimenticherò mai – ha scritto il giocatore – Sono stati mesi difficili, gli ultimi 20 giorni difficilissimi per i forti dolori, la nausea che avevi e per non farci mancare niente la forte tosse che non ti lasciava dormire un’ora tranquilla. Con la forza di una leonessa ce l’hai fatta anche questa volta, sei stata grande”.

“Voglio dirti con tutto l’amore che ho per te grazie, per avermi donato altri 2 figli meravigliosi che insieme a Leo sono il regalo più bello del mondo – ha concluso il giocatore – Ringrazio il signore di averti messo nel mio cammino. Benvenuti Romeo & Futura Cerci, per voi papà chiede solamente salute e felicità. Riempirete d’amore la nostra casa…la nostra famiglia. Vi amo!”.

ORRORE IN ITALIA: BAMBINI AUTISTICI PICCHIATI DALLE MAESTRE. TUTTE ARRESTATE

Ancora un gravissimo episodio di violenza sui bambini da parte delle maestre con l’aggravante che si trattata di bambini autistici. Il fatto è avvenuto, in provincia di Bari, dove i carabinieri – dopo un’ordinanza del Gip del Tribunale di Bari – hanno arrestato quattro donne tutte residenti in provincia e tutte educatrici presso il centro di riabilitazione “Istituto Sant’Agostino” di Noicattaro, istituto privato convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.

Le donne, che si occupano di percorsi educativi e riabilitativi per bambini affetti da autismo e altre disabilità mentali, sono ritenute responsabili di aver maltrattato i minori disabili a loro affidati. Dopo la denuncia, i carabinieri della Stazione di Noicattaro hanno nascosto telecamere che hanno appurato circa 100 episodi di abusi compiuti dalle educatrici. Le violenze fisiche, minacce e umiliazioni sono state compiute ai danni di 9 minori, di età compresa tra i 7 e i 15 anni, tutti affetti da gravi forme di autismo.

DEVASTANTE ESPLOSIONE A PARIGI: CI SONO FERITI GRAVI

Una violentissima esplosione è avvenuta questa mattina intorno alle 9 a Parigi, in una pasticceria del quartiere dell’Opera. La potentissima deflagrazione è avvenuta in una boulangerie in rue de Trevise vicino al  teatro delle Folie Bergere. Un palazzo è completamente in fiamme e si segnalano diversi feriti. Sul posto sono arrivati vigili del fuoco e ambulanze. Secondo le prime informazioni si parla di diversi feriti

La Prefettura di Parigi ha spiegato che «un incendio in un negozio, seguito da una forte esplosione» si è prodotto nella rue de Trevise. In un tweet, la prefettura invita ad «evitare il settore e lasciare il passaggio ai veicoli di soccorso». Secondo le prime troupe tv arrivate sul posto ci sarebbero «diversi feriti» e forse un morto.

ORRORE IN STAZIONE: CADAVERE TROVATO NEI BAGNI

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 11 gennaio, nella stazione della Circumvesuviana di Torre del Greco è avvenuto un macabro ritrovamento: un uomo di circa 50 anni è stato trovato morto in uno dei bagni. È stato un addetto alle pulizie a fare la tragica scoperta quando ha notato che uno dei bagni era chiuso a chiave da troppo tempo, circa un’ora. L’inserviente ha così forzato la porta, scoprendo il cadavere. Sul posto, sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato che hanno dato avvio alle indagini del caso e i sanitari del 118, che purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della vittima.

Ancora ignote le cause della morte che potrebbe però essere sopraggiunta in seguito ad un overdose – probabilmente di eroina – dal momento che nel bagno, accanto al corpo, i poliziotti hanno rinvenuto una siringa. Non è ancora chiaro se il magistrato abbia disposto o meno l’autopsia sul cadavere del 50enne. L’episodio si è verificato in un’ora di punta in cui la stazione è molto affollata, soprattutto di studenti che finita la scuola ritornano a casa.

TERESA HA PERSO LA SUA BATTAGLIA CONTRO IL CANCRO: È MORTA A SOLI 33 ANNI

Non ce l’ha fatta Teresa Calvano, 33 anni di Andria, conosciuta in tutta Italia per aver trasformato la sua battaglia contro il cancro in un’opportunità per fare del bene, grazie alla pagina su Facebook ‘Anime belle’, creata durante la lunga e faticosa battaglia contro il male che l’aveva colpita: l’osteosarcoma. Teresa era diventata un punto di riferimento non solo per chi era stato colpito dal suo stesso male, ma anche per i tanti giovani andriesi. Aveva migliaia di followers sui social e aveva trasformato la sua malattia in una opportunità con il progetto “(T)urban wave”: realizzava i turbanti per camuffare le cadute di capelli e con i soldi raccolti sosteneva l’associazione “Onda d’urto” attiva sulla ricerca per le cause scatenanti i tumori in città.

Nel suo ultimo post, pubblicato il 31 dicembre, raccontava la sua felicità nel poter ancora festeggiare con le sue due famiglie: quella di sangue che l’ha sempre supportata, e quella online che oggi la piange con i tantissimi commenti. “Non sto benissimo…ma mi sono detta perché non sistemarmi per le feste? Un po’ di trucco ..un look più colorato e il gioco è fatto!

Non voglio elencare le cose del passato.. perché spero in un futuro migliore è voglio solo stare più tempo possibile su questa terra ..questa vita l’amo ASSAI. Mi godo stasera la mia famiglia che c’è sempre stata..il mio amore è sono la donna più felice del mondo”, erano state le sue parole. Teresa non ce l’ha fatta ma la sua scomparsa non rappresenta una sconfitta: il suo coraggio e i suoi sorrisi saranno d’esempio per tanti altri malati.

BAMBINA DI 10 TROVATA MORTA NEL LETTO: GRAVE ANCHE IL FRATELLINO

Tragedia a Sassoferrato, in località Aspro di Colledanoce, in provincia di Ancona, dove una bambina di soli 10 anni è morta a causa delle esalazioni di monossido di carbonio mentre dormiva. A trovare la piccola morta è stata la mamma, che come tutte le mattine è entrata nella sua cameretta per svegliarla e accompagnarla a scuola. È successo intorno alle 07.00 di questa mattina, venerdì 11 gennaio. Grave il fratellino di 7 anni che, trasferito d’urgenza al pronto soccorso, lotta tra la vita e la morte.

È probabile che la tragedia sia stata causata dal malfunzionamento di una stufa artigianale presente nella stanza dove dormivano i bambini. Per questo i genitori non si sarebbero accorti dell’emergenza. Sul posto, tuttavia, il 118, i vigili del fuoco e i carabinieri stanno ricostruendo quanto accaduto per confermare o meno l’ipotesi del monossido killer. Sconvolta la famiglia della bambina, di origine brasiliana, e tutta la comunità locale. Intanto, il fratello della vittima dovrebbe essere a breve trasferito presso la camera iperbarica a Fano o Ravenna.

NINO D’ANGELO CONTRO SALVINI: LE DURISSIME PAROLE

Proprio come Claudio Baglioni, che nella conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo 2019 si è lasciato andare a critiche contro il governo e la gestione dei migranti, anche il suo collega partenopeo Nino D’Angelo, in una intervista a Repubblica, ha criticato il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, soprattutto sulla questione dei porti chiusi ai migranti e del sentimento razzista dilagante, ma anche anti-meridionale e anti-napoletano, negli stadi italiani (come dimostra, l’ultima vicenda in ordine cronologico, quella relativa al calciatore senegalese del Napoli Kalidou Koulibaly).

Non tutti, però, sembrano aver apprezzato le parole del cantautore napoletano: sulla pagina Facebook di D’Angelo, infatti, in molti hanno commentato l’articolo di Repubblica condiviso dal cantante con frasi non proprio lusinghiere. Ad esempio: “Fai musica e lascia fare ad altri il proprio lavoro. Parlaci di Sanremo o del Festival di Napoli ma lascia stare chi fa il ministro degli interni, che uno migliore non l’ abbiamo mai avuto.Non tutti, però, sembrano aver apprezzato le parole del cantautore napoletano: sulla pagina Facebook di D’Angelo, infatti, in molti hanno commentato l’articolo di Repubblica condiviso dal cantante con frasi non proprio lusinghiere. Ad esempio:

“Fai musica e lascia fare ad altri il proprio lavoro. Parlaci di Sanremo o del Festival di Napoli ma lascia stare chi fa il ministro degli interni, che uno migliore non l’ abbiamo mai avuto. Porti no chiusi, ma proprio blindati!!!” commenta una donna. Non mancano anche i commenti come “Pensiamo prima ai napoletani e agli italiani”, oppure “Se sei così generoso, portateli a casa tua i migranti”. In risposta ai tanti commenti di critica, il cantante napoletano ha scritto: “Io sono un libero cittadino come ognuno di voi e sono libero di esprimere un mio pensiero… Lo so che oggi è impopolare essere contro chi per anni ha fatto una politica anti-meridionalista e oggi si professa come salvatore del Sud… Ma io non ci crederò mai”.

LUTTO NELLO SPORT ITALIANO: È MORTO A SOLI 18 ANNI LA GIOVANE PROMESSA

Una tra le più grandi promesse del biathlon italiano, è morto, per cause ancora da chiarire. Si tratta di Hannes Breitenberger originario della Val d’Ultimo. Il giovane si era messo in luce nelle gare giovanili ed aveva frequentato la scuola di sport in Val Gardena. Altoatesino, 18enne, era uno delle principali giovani promesse dello sport invernale in cui gli atleti partecipano a due diverse specialità, cioè tiro a segno con la carabina e lo sci di fondo.

 

Inizialmente era stato diffuso il suo nome relativamente all’incidente avvenuto su un fuoripista a Courmayeur. Ma le due vicende non sono correlate. Nella giornata odierna, in cui Lisa Vittozzi ha ottenuto la sua prima vittoria in Coppa del Mondo, a Oberhof, le biathlete azzurre hanno gareggiato con il lutto al braccio.

CLAUDIO BAGLIONI LIQUIDATO DA SANREMO: LE DURE PAROLE CONTRO SALVINI

La politica entra al Festival di Sanremo 2019, e dopo le dure parole di Baglioni sui migranti è nato uno scontro con la direttrice di Rai1 Teresa De Santis. Il cantante rischierebbe di non essere confermato alla direzione del Festival per il 2020. Le parole sulla politica migratoria e sugli sbarchi avrebbe dato fastidio al nuovo direttore  che avrebbe già detto no all’idea di un “Baglioni ter”, prima ancora di conoscere i risultati in termini di ascolti di questa edizione.

Baglioni nelle scorse ore aveva detto durante la conferenza stampa del Festival: “Le vicende di oggi sono drammatiche. Siamo alla farsa. La classe dirigente, la politica e l’opinione pubblica, ha fallito miseramente, con conseguenze gravissime: il nostro paese è terribilmente incattivito, rancoroso, nei confronti di chi non è piacevole, di chi non è amico. Credo che la misura messa in atto da questo e dai precedenti governi non sia stata all’altezza della situazione. Ma adesso è una grana grossa, preso in considerazione molti anni fa non avrebbe avuto lo stesso peso. Il paese è terribilmente disarmonico, confuso, cieco”. Queste parole non hanno fatto piacere al nuovo direttore di Rai 1.

“Di sicuro, dicono le persona a lei vicine, l’ipotesi di un Baglioni Ter che l’artista aveva caldeggiato, cade miseramente nel vuoto: Baglioni addio all’Ariston, almeno finché ci sarà questa guida alla rete ammiraglia. Non era suo compito si dice, parlare della linea editoriale di Rai1 e neanche praticarla. Il suo nome è tenuto in altissima considerazione per quanto riguarda la sua qualità artistica. E basta”.

FRANCESCO CHIOFALO CE L’HA FATTA: ECCO LA PRIMA FOTO DOPO L’INTERVENTO

Francesco, come detto poco fa da Fanpage.it, è stato operato per un meningioma benigno al cervello. Il giovane ex concorrente di Temptation Island, si era detto molto spaventato per l’operazione lunga e delicata. L’intervento è stato eseguito dal dottor Alberto Delitala, direttore responsabile del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Camillo di Roma. L’operazione al cervello è durata circa 9 ore e Chiofalo, dopo qualche ora in terapia intensiva, si è svegliato e ad attenderlo pieni di gioia nei corridoi, tantissimi amici oltre ai genitori e alla fidanzata Aurora Ciorba.

Ad attendere Francesco fuori della sala operatoria c’erano i genitori, la fidanzata Aurora e un gruppo di amici. L’intervento è andato benissimo e la più grande paura che Francesco non potesse tornare a essere quello di sempre era tanta. In molti personaggi dal mondo dello spettacolo gli hanno manifestato affetto, tra cui Simona Ventura, Raffaella Mennoia, Fabrizio Corona e Filippo Bisciglia.

PAURA PER RITA DALLA CHIESA: FORTI ESPLOSIONI VICINO A CASA SUA

Ieri sera, martedì 8 gennaio 2019 Rita Dalla Chiesa ha vissuto dei momenti di vera paura. A Roma Nord, la zona in cui vive ci sono stati diversi spari e botti che hanno provocato il panico a molti abitanti. Rita ha deciso di scrivere un messaggio sul suo profilo Twitter. La donna ha lanciato l’allarme per capire cosa stesse accadendo a Roma Nord. Addirittura la giornalista ha pensato che ci fosse una rivolta in città in stile gilet gialli, come è avvenuto recentemente a Parigi. “NON SONO SICURAMENTE FUOCHI D’ARTIFICIO SENTO BOTTI DA 20 MINUTI. MA STA SUCCEDENDO QUALCOSA? TIPO LACRIMOGENI. SCUSATE LA MIA ANSIA…”.

 

I colpi che Rita sentiva non erano spari ma lacrimogeni e altri botti da stadio. Il motivo di questi botti è il compleanno della società bianco celeste; Il 9 gennaio del 1900 infatti, nasceva la Società Sportiva Lazio. Nel 2019, però, i numerosi tifosi della Lazio hanno iniziato a festeggiare con qualche ora di anticipo.

ORRORE DAVANTI ALL’ASILO: GLI HANNO SPARATO IN TESTA

Un 35enne è stato colpito da un colpo di pistola alla testa esploso davanti all’asilo nido al civico 13 di via Castiglion Fibocchi alla Magliana, ed è ora in fin di vita. Secondo una prima ricostruzione l’uomo aveva accompagnato la figlia a scuola ed era appena risalito in auto quando è stato affiancato da un commando che ha esploso il colpo.

Trasferito in codice rosso all’ospedale San Camillo, è in condizioni disperate. Attimi di terrore fuori la scuola “Mais e Girasole”, tra i passanti e i genitori che portavano i bambini in classe, che hanno assistito a quello che sembra essere stato un regolamento di conto: il ferito sarebbe un personaggio conosciuto alle forze dell’ordine.

La strada è stata chiusa per consentire alla polizia e alla scientifica di eseguire i rilievi del caso. Al momento resta ignota l’identità della vittima. Le forze dell’ordine stanno dando la caccia all’aggressore che è riuscito ad allontanarsi indisturbato dopo aver esploso due colpi di pistola da uno scooter, in testa un casco integrale a coprigli il volto. Posti di blocco sono stati istituiti in tutto il quadrante Sud e Ovest della città e la zona dell’agguato è battuta palmo a palmo.

TERREMOTO A NAPOLI: GRANDE PAURA PER LA POPOLAZIONE

Scossa di terremoto questa notte a Napoli. Il sisma è stato registrato dai sistemi dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia: 1.9 di magnitudo. La profondità di soli due chilometri ha fatto in modo che tutta la zona tra Quarto e Pozzuoli ha avverito il movimento tellurico distintamente. La scossa è stata avvertita anche in zone di Napoli come Mergellina, Chiaia e al Centro Storico.

Fortunatamente non si registrano ovviamente feriti, ma soltanto solo persone spaventate. L’epicentro è stato registrato a circa quattro chilometri a sud-est di Quarto, poco distante dalla Riserva Naturale del Cratere degli Astroni.

SI È SUICIDATO IL FAMOSO MEDICO ITALIANO: ADDIO A FERNADO AIUTI

È morto Fernando Aiuti. Malato da tempo, lo scienziato è deceduto per i  traumi riportati da una caduta per le scale dell’ospedale. È stato aperto un fascio ed è probabile che si sia trattato di un gesto volontario. Dagli anni ’80 si era dedicato a studiare e prevenire la diffusione dell’Aids. È stato un immunologo, pioniere della ricerca e della lotta all’Aids. Aiuti è morto questa mattina a 83 anni. Lo scienziato è caduto per le scale dell’ospedale Agostino Gemelli dove aveva lavorato fino allo scorso 20 dicembre. Era malato da tempo e come detto è deceduto per i terribili traumi riportati. Il pm Laura Condemi si è recata al Gemelli per un sopralluogo. 

È stato fondatore dell’Anlaids (Associazione Nazionale per la lotta contro l’Aids) e divenne molto famoso per la sua foto simbolo contro i pregiudizi e l’isolamento dei malati di Hiv. Nella foto baciò Rosaria Iardino, sieropositiva, durante un congresso per dimostrare come l’AIDS malattia non si trasmettesse oralmente. 

Nel 2017 ha raccontato al Corriere della Sera la storia di quel momento: “Quel bacio è stato la più efficace campagna di comunicazione sull’Hiv in Italia. Decidemmo su due piedi, dopo aver letto gli ennesimi titoli che facevano disinformazione: oggi le chiameremmo fake news. Il Mattino di Napoli aveva scritto che l’Hiv si poteva contrarre anche con un bacio”.

GRAVE LUTTO AL TG3: È MORTA LA GIORNALISTA PAOLA NAPPI

 È Morta Paola Nappi, la note giornalista del Tg3 Toscana che aveva avuto un Ictus all’Isola del Giglio mentre documentava il disastro della Costa Concordia. Paola aveva avuto un malore nel 2012, mentre era inviata per il Tg3 e oggi lascia due figli. I funerali sono previsti per venerdì alle 15:00 alla chiesa di Antignano. Aveva solo 51 anni ed è mota questa mattina. Era stata proprio in prima fila per raccontare i fatti della Costa Concordia. “Da allora non ha mai smesso di lottare”, ha ricordato il padre Roberto, annunciando la scomparsa della figlia.

Era l’aprile del 2014, quando l’amica giornalista di Vanity Fair, Irene Vella, la intervistò dopo il terribile ictus che l’aveva colpita sull’Isola del Giglio. “Hai visto come sono cambiata? Sono l’ombra di me stessa” le disse, aprendole la porta di casa e accogliendola nel suo mondo. La chiacchierata tra le due colleghe e amiche si intitolava ‘Io, salvata dagli angeli della Concordia’ e portava con sé quella suggestione avuta sul posto, che solo una professionista da prima linea come lei aveva potuto avvertire in un modo così significativo. Il momento più bello della sua ripresa?

GRAVISSIMO LUTTO A MEDIASET: SI È SUICIDATO POCO FA

Si è suicidato Teodosio Losito, il noto sceneggiatore Mediaset e cantante. Losito aveva 53 anni ed era stato un autore di fiction di grande successo tra cui ricordiamo “L’onore e il rispetto, Il bello delle donne, Caterina e le sue figlie, il peccato e la vergogna”. Da giovanissimo aveva partecipato nel 1987 anche a Sanremo Giovani con la canzone “Ma che bella storia…”, senza però riuscire a raggiungere la finale.

Le sue fiction hanno sempre macinato ottimi ascolti instaurando un sodalizio ventennale vincente con Alberto Tarallo di Ares Film. Lo sceneggiatore, è stato trovato morto nella sua abitazione. 

GIOVANE ACCOLTELLA LA MADRE: TRAGEDIA IN ITALIA

Un litigio famigliare per poco non è sfociato in tragedia nelle Marche dove un giovane ha accoltellato la madre in casa ferendola in modo grave per poi darsi alla fuga in strada.  L’aggressione si è compiuta martedì sera intorno alle 20, all’interno di un appartamento di una casa popolare dove i due vivevano insieme a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. La donna di 52 anni soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata immediatamente all’ospedale cittadino è stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza per una grave emorragia. Dopo l’operazione è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva con prognosi riservata ma è stata dichiarata fuori pericolo.

Ad allertare soccorsi e carabinieri è stato un vicino di casa, allarmato dalle urla provenienti dall’abitazione. All’arrivo dei militari il figlio 28enne della donna era irreperibile ed è stato subito sospettato dell’aggressione. La sua fuga è durata poche ore il giovane è stato infatti fermato intorno alle 23 e portato prima in caserma e poi nel carcere di Marino del Tronto, poiché c’era il pericolo di fuga. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, al culmine di un litigio in casa, avrebbe afferrato un grosso coltello da cucina colpendo più volte la donna che è stata raggiunta all’addome, ad un braccio e ad una gamba. La ferita più grave è stata quella all’addome dove è stata colpita in modo profondo tanto da rendere necessario l’intervento chirurgico. 

VIOLENTO TERREMOTO IN ITALIA: MAGNITUDO 4.1

Nuova notte di paura alle pendici dell’Etna in Sicilia. Alle ore 00.50 della notte una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 è stata registrata a Milo (Catania). Milo, Linguaglossa, Sant’Alfio i comuni della provincia di Catania più vicini all’epicentro. Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), il sisma di questa notte è stato registrato a una profondità di due chilometri.

Non si registrano fortunatamente danni a persone o cose. A comunicarlo il Dipartimento della Protezione Civile: “Un evento sismico di magnitudo ML 4.1, è stato registrato alle ore 00.50 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in provincia di Catania. L’evento, con epicentro localizzato tra i comuni di Linguaglossa, Sant’Alfio e Milo, è stato avvertito dalla popolazione – si legge nella nota del Dipartimento della Protezione Civile 

Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose”. “Il Dipartimento della Protezione Civile continua a seguire l’evolversi della situazione in stretto raccordo con i centri di competenza (Ingv e Unifi) e con la Regione Siciliana”.

RITIRATO IL FAMOSO FARMACO: SCATTA L’ALLERTA

Nuovo richiamo del farmaco Guttalax. Come sottolineato da Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, è stata la stessa azienda farmaceutica a ritirare i lotti in questione del farmaco utilizzato contro la stitichezza nei bambini e negli adulti. Il farmaco in oggetto non necessita della prescrizione del medico, perché rientra nella categoria di farmaci OTC, cioè Over the Counter, vendibile liberamente come farmaco da banco. 

La Società Boehringer Ingelheim ha quindi comunicato che procederà al ritiro dal mercato di altri lotti del farmaco, sospendendone immediatamente la distribuzione. Di seguito evidenziamo nel dettaglio, le confezioni, accompagnate dalla data di scadenza, interessate dal provvedimento: GUTTALAX*OS GTT 15ML 7,5MG/ML – AIC 020949020: 631068A con scadenza minima 31.01.2021, 631069A con scadenza minima 31.01.2021, 631506C con scadenza minima 30.04.2021, 631506D con scadenza minima 30.04.2021

SIMONA VENTURA BECCATA CON IL NUOVO FIDANZATO: ECCO DI CHI SI TRATTA

Ormai non è più un segreto. Dopo l’addio con Gerò Carraro, Simona Ventura sta frequentando un altro uomo che ha un’identità. Si tratta di Giovanni Terzi, politico e giornalista – tra le firme più note de Il Giornale e direttore della testata online Il Giornale Off – E’ stato proprio lui a confermare la relazione pochi giorni fa e ora arrivano le prime immagini che li ritraggono insieme. Sul settimanale Chi le foto di una cena a due, dove è evidente una grande confidenza. “Ci frequentiamo da un mese – aveva già spiegato Terzi – E’ una relazione appena sbocciata che ci ha lasciato entrambi sorpresi”, mentre la conduttrice ancora non ha confermato la relazione.

A rompere il silenzio, è stato inoltre Stefano Bettarini, con cui la Ventura ha appena trascorso una vacanza a Sharm El Sheik insieme ai loro due figli e alla compagna Nicoletta Larini. “Di sicuro Simo ha consumato tutta la banda larga dell’Egitto per stare al telefono con lui” ha detto scherzando l’ex calciatore al settimanale.

È MORTA LA NOTA IMPRENDITRICE ITALIANA: LA TRISTE NOTIZIA POCO FA

È lutto a Vicenza per la morte di Chiara Cazzola, 46 anni figlia di Umberto e nipote del fondatore della Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni (Fope), la cui sede si trova in via Zampieri. Era l’erede di una delle famiglie orafe più famose del Veneto e dell’Italia, oltre che di una delle aziende Made in Italy più apprezzate in tutto il mondo.  Ad ucciderla è stata una grave malattia. Chiara è morta a New York, dove viveva da anni occupandosi dell’azienda. Proprio negli Stati Uniti, dopo la laurea in Marketing all’università di Boston e un master in Gemmologia a New York, la donna aveva dato nuovo slancio all’attività famigliare, rendendola tra le più note al mondo. Lascia il marito e due figli.

La Fabbrica Oreficeria Preziosi Esportazioni realizza gioielli dal 1929 operando nel settore della gioielleria di alta gamma. Molto conosciuto in Italia, il brand riscuote un certo successo anche negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, che costituiscono i mercati di maggiore diffusione. Tantissimi i messaggi di cordoglio sui social network per la scomparsa dell’erede dell’impero Fope. “Una brava ragazza, intelligente…che peccato”, “Che notizia drammatica. Una donna speciale” sono alcuni dei post lasciati dagli utenti per ricordarla.

LA CARNE ROSSA È IL NEMICO DEL 2019: GLI ESPERTI AVVERTONO È NECESSARIO RIDURNE IL CONSUMO

Se il 2018 è stato l’anno in cui abbiamo iniziato a contrastare la plastica, il 2019 sembra presentarsi come l’anno contro la carne bovina. In una realtà sempre più colpita dai cambiamenti climatici provocati dal riscaldamento globale, gli scienziati stanno cercando di capire quali strade intraprendere per ridurre le emissioni di CO2 nell’aria e per ottenere dei benefici a livello non solo ambientale, ma anche di salute. Secondo gli esperti della Oxford Marting School, la sostituzione della carne bovina potrebbe apportare benefici enormi per il nostro futuro. Vediamo come.  Mangiare per sopravvivere. Gli esperti sottolineano che dai dati raccolti nello studio, il 2,4% dei decessi, attualmente registrati e legati all’alimentazione a livello globale, potrebbero essere evitati eliminando il consumo di carne.

Nei Paesi più ricchi questo dato sale al 5%. “Il maggior numero di effetti positivi si riscontrano nei paesi più ricchi dove il consumo di carne bovina è maggiore e dove c’è un particolare vantaggio nel consumare più fibre” spiegano i ricercatori. Un futuro impossibile. Ciò che preoccupa maggiormente i ricercatori è che entro qualche anno la popolazione di esseri umani toccherà quota 10 miliardi e la domanda di carne è destinata ad aumentare, ma non è chiaro come si potrà fornire una risposta adeguata. Insomma, non ci sarà carne per tutti e l’aumento della produzione avrà comunque effetti negativi sull’ambiente. Che fare dunque? Secondo i ricercatori, il futuro non deve essere per forza vegan, ma equilibrato e sostenibile, questo significa ridurre il consumo di carne per aumentare quello di fagioli, micoproteine e piselli che aiutano la salute al punto da ridurre del 7% il tasso di mortalità. Carne e ambiente.

Gli allevamenti intensivi di carne rappresentano una vera e propria minaccia per l’ambiente su tre fronti: la produzione di enormi quantità di gas metano da parte degli animali stessi, la perdita delle foreste che assorbono il carbonio per la creazione di aree di pascolo e le grandi quantità di acqua che servono per il bestiame. Gli ultimi che possono salvare la Terra. A conclusione del loro studio, gli esperti sottolineano che è necessario intervenire ora poiché noi apparteniamo all’ultima generazione che è in grado di fare realmente qualcosa prima che l’intero sistema crolli inesorabilmente travolgendoci.

ORRORE IN UN ASILO: MAESTRE PICCHIAVAO I BAMBINI. ARRESTATE

Questa mattina tre maestre sono state arrestate dai carabinieri di Velletri con l’accusa di aver maltrattato i bambini di un asilo dell’area dei Castelli Romani, poco fuori la città. Insieme a loro è stata fermata anche una collaboratrice scolastica. Le quattro si trovano ora agli arresti domiciliari che sono scattati grazie alle intercettazioni ambientali e alle riprese video delle telecamere nascoste all’interno dell’asilo che hanno ripreso: strattonamenti, insulti, colpi alla testa e umiliazioni giornaliere ai danni di bambini dai tre ai cinque anni. L’indagine coordinata dalla procura locale ha evidenziato un grave quadro indiziario nei confronti delle donne, di età compresa dai 55 ai 65 anni, così come descritto dal giudice per le indagini preliminari che ha firmato l’ordine di custodia cautelare: le quattro sarebbero infatti responsabili di condotte di “sopraffazione sistematica” perpetrate nella loro attività lavorativa su bimbi ospiti dell’asilo.

PAURA PER BARBARA D’URSO: È SUCCESSO ERA IN VACANZA A CUBA

Emergenza meteo a Cuba: onde alte anche 4 o 5 metri, che si sono abbattute sul Malecón, l’iconico lungomare dell’Avana. Ciò non è tutto, forti venti e mareggiate intense, associate alla tempesta che si è formata nel Golfo del Messico, hanno trasformato le vie della capitale caraibica in fiumi: il mare si è fatto breccia per centinaia di metri sino ai quartieri di Vedado e Miramar, dove la corrente elettrica è saltata. In alcuni casi, i residenti sono stati evacuati; i soccorritori hanno posto in salvo persone in difficoltà, anziani e animali domestici. Ma il pericolo non solo per gli abitanti del luogo, ma anche per i numerosi turisti: “Cuba non è soltato sole e musica, perché a volte il clima gioca brutti scherzi. Che paura”. Una tra tutti, Barbara d’Urso, attualmente in vacanza a Cuba, racconta sui social la sua paura di fronte ad un “inundaciòn”, ovvero l’indondazione di strade e spazi pubblici causata dal maltempo che affligge l’isola del centro america.  Lo fa su Instagram, dove da giorni condivide con i follower il suo viaggio oltreoceano organizzato con l’amico Cristiano Malgioglio.  Nella serata di domenica 6 gennaio, Barbara ha condiviso un post:

 

“E’ prevista l’inundaciòn – ha scritto – C’è un vento pazzesco, si stanno preparando a mettere tavole di legno negli alberghi perché l’acqua arriverà fin là. Diciamo che il mare è un po’ arrabbiato”.  Poco dopo ha immortalato la città: “E’ assurdo: questa è la strada di pima ma è diventata un fiume”. Nelle immagini, il mare appare in tempesta, il cielo grigio e le palme piegate dal vento. Le onde, enormi, traboccano oltre l’argine del lungomare.  La situazione, ovviamente, è rimasta sotto controllo. Negli ultimi giorni, Barbara ha condiviso il suo viaggio con i fan. Un viaggio contemporaneamente professionale e di piacere. 

Qui infatti si è recata con Malgioglio per lavorare ad un misterioso progetto televisivo ancora “top secret”, ma si è anche lasciata andare alle attrazioni del posto: all’insegna dell’allegria la serata trascorsa in un locale tra karaoke e giovani ballerini. “Mi ricarico al meglio, prima di tornare da voi più in forma che mai”, ha scritto ieri, pensando già al prossimo debutto di ‘Domenica Live’.

NEONATO SBRANATO DAI CANI: È MORTO DOPO UN MESE DI AGONIA

È stato sbranato da due staffordshire bull terrier mentre si trovava nella sua casa nel Cambridgeshire, dove viveva con i suoi genitori Dan McNulty, 31 anni, e Amy Litchfield, 28 anni. Reuben Malachi aveva solo cinque settimane quando è morto il 13 dicembre in ospedale dopo aver subito lesioni “catastrofiche”, nell’aggressione subita lo scorso 18 novembre. Il neonato ha subito una lesione cerebrale traumatica, con complicazioni di insufficienza renale e insufficienza gastrointestinale nell’attacco. “Tutte queste ferite sono coerenti con una aggressione da parte di un cane”, ha detto il coroner David Heming. “Gli eventi riguardanti la tragica morte di Reuben sono chiaramente devastanti per i suoi genitori e vorrei esprimere le mie condoglianze nei loro confronti” ha aggiunto il medico.

Poco dopo l’attacco, la polizia ha confermato che due cani di nome Fizz e Dotty sono stati portati nel canile della polizia ed entrambi abbattuti. I paramedici sono stati chiamati nella casa di famiglia, e Reuben è stato immediatamente trasferito in ospedale con gravi ferite alla testa e in seguito trasferito ad Addenbrooke, dove è morto lo scorso 13 dicembre. I suoi genitori sono stati interrogati dalla polizia e rilasciati in attesa di ulteriori indagini, come confermato dagli stessi inquirenti: “Una donna di 28 anni e un uomo di 31 anni, entrambi di Yaxley,  sono stati arrestati per sospetta negligenza infantile, e rilasciati sotto inchiesta. La morte non viene trattata come sospetta, come confermato dal medico legale”.

BIMBO MASSACRATO DAL PADRE: MORTO A 6 ANNI

Non ce l’ha fatta Mertcan, il bimbo turco di 6 anni che il padre aveva picchiato ferocemente con il tubo di un’aspirapolvere perché non voleva fare i compiti. Il piccolo è deceduto nell’ospedale dove era ricoverato dopo essere stato qualche giorno di coma, e nella giornata di ieri, domenica 6 gennaio, si è svolto il funerale. La sua storia aveva commosso tutto il mondo: il 2 gennaio scorso il bambino era stato picchiato dal papà nella loro casa a Iskenderun, città turca nella provincia di Hatay. L’uomo si è avventato contro di lui, utilizzando il tubo metallico dell’elettrodomestico con una violenza inaudita, fin quando Mertcan non ha perso conoscenza.

Trasportato d’urgenza in ospedale, il bambino è stato intubato in terapia intensiva e ha lottato tra la vita e la morte per giorni attaccato a un macchinario di supporto per le funzioni vitali, finché non è morto, per le ferite riportate. Mentre l’aggressore, Mehmet Ali Y, già noto alle forze dell’ordine per una serie di denunce per violenza domestica presentate dalle sue ex compagne, è stato arrestato dalle forze dell’ordine locali, la mamma di Mertcan, Gulistan O., non riesce a darsi pace. “Sono venuta qui appena ho saputo cosa quel mostro aveva fatto al mio bambino. Ora è morto. Quell’uomo picchiava anche me tutti i giorni. È per questo che abbiamo divorziato”. Anche la madre di Mehmet Ali Y, la nonna del bimbo, sostiene che il figlio la “picchiava ogni giorno. Ho presentato una denuncia contro di lui, ma ha minacciato di uccidermi, così l’ho ritirata”.

CASO LORIS STIVAL: ECCO PERCHÉ LA MADRE VERONICA LO HA UCCISO

Il caso relativo alla morte del piccolo Loris Stival ha senza dubbio fortemente colpito l’opinione pubblica del nostro paese. Perché tocca il cuore della famiglia, il legame affettivo più forte che possa esistere quello tra genitore e figlio e soprattutto perché nel caso in questione è una madre che ha ucciso il proprio figlio. Sono arrivate le motivazioni della sentenza di appello a carico di Veronica Panarello che, nel novembre del 2014, ha ucciso suo figlio, il piccolo Loris che aveva otto anni. Motivazioni che, secondo i giudici di seconda istanza, sono state alla base dell’omicidio. Sentenza con la quale sono stati confermati i trent’anni di reclusione.

Nelle 150 pagine della sentenza, i giudici descrivono i comportamenti di Veronica, prima circa la dinamica del reato, poi nelle varie attività messe in opera dala donna per depistare, fare in modo che gli inquirenti non arrivassero all’accertamento dei fatti. 

Secondo i giudici di appello, il movente era tutto nel desiderio del piccolo Loris di non andare a scuola quella mattina, ma di restare con la madre per andare con lei al corso di culinaria. “Il repentino cambiamento di programma – si legge nelle motivazioni – induceva la madre a consegnare al bimbo il mazzo di chiavi custodito in macchina”. E proprio quello, secondo i giudici, sarebbe stato il “momento nel quale scattava l’impulso omicidiario nella mente di Veronica Panarello”. Questo sarebbe confermato anche dal “sopralluogo” di Veronica, “nei luoghi dove sarebbe stato trovato il cadavere di Loris”. 

Dunque, dopo oltre quattro anni dal caso che sconvolse, tutta l’Italia, vengono alla luce i motivi che scatenarono l’impeto omicida della madre: la resistenza mostrata dal bambino a recarsi a scuola. È chiaro che si tratta di verità cosiddetta giudiziaria, quella che gli inquirenti hanno potuto accertare sulla base di indagini a tutto campo. Perché non c’è mai stata una dichiarazione in tal senso di Veronica Panarello. Infine, si chiude un altro aspetto che ha tenuto banco sulla cronaca degli ultimi quattro anni: la preseunta complicità del suocero della Panarello, Andrea Stival. È stata la stessa donna a fare il suo nome, più volte. Secondo i giudici, “la chiamata in correità del suocero risulta assolutamente falsa” perché “Veronica ha agito da sola”.

CANE PRECIPITA PER 30 METRI IN UN DIRUPO: SALVATO DAGLI ANGELI DEL SOCCORSO ALPINO

Era uscito con la sua proprietaria per un’escursione lungo la Strada delle 52 Gallerie sulle Valli del Pasubio, in provincia di Vicenza, quando è caduto in un canalone profondo 30 metri. A salvare Slash – racconta Il Gazzettino – è stato il Soccorso alpino di Schio. Attorno alle 13 di sabato 5 gennaio il cane, 17 anni, si trovava a fianco della sua padrona e di altri suoi amici quando, all’altezza della diciannovesima galleria ha imboccato un tunnel laterale, attratto dalla luce ed è scomparso all’uscita che dà nei canali sottostanti. L’intervento straordinario per salvare Slash è stato attivato dopo che la proprietaria, disperata, ha chiesto aiuto al Soccorso alpino. 

Due soccorritori si sono portati all’inizio dei canaloni da sotto, altri tre hanno invece percorso il tunnel preso dal cane e, guidati anche dal suo abbaiare, dopo aver capito il punto in cui  si trovava lo hanno raggiunto dall’alto a una trentina di metri più in basso, dove era ruzzolato e da dove certamente non sarebbe più riuscito a risalire per la presenza di rocce molto scoscese e ripide. Slash si è fatto subito prendere in braccio dai soccorritori e con loro è tornato all’entrata del sentiero per essere restituito alla sua proprietaria, incredibilmente salvo, solo con qualche botta ed escoriazione. 

MATTEO SALVINI DENUNCIATO DAI POMPIERI: ECCO COS’HA FATTO

L’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco ha presentato per via amministrativa una denuncia contro il ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Il coordinatore nazionale Costantino Saporito ha scritto la lettera di denuncia indirizzata al ministro, al prefetto Bruno Frattasi capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco e al responsabile dell’ufficio Garanzia dei diritti sindacali. Al centro dell’esposto vi è l’abitudine del leader leghista di utilizzare per le proprie apparizioni pubbliche le divise, le giacche e altri indumenti di ordinanza di alcuni reparti della Polizia, della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.

Nella lettura del rappresentante della USB, si configurerebbe il porto abusivo di divisa e troverebbe applicazione l’articolo 498 del Codice Penale:

 

“Chiunque fuori dei casi previsti dall’articolo 497-ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, ovvero indossa abusivamente in pubblico l’abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro 929”. Spiega Saporito sul suo profilo Facebook:

“Facciamo ancora più chiarezza: è vietato indossare divise complete di gradi e mostrine che possano generare confusione e far sembrare che ci si trovi davvero davanti a un poliziotto o a un carabiniere o a un finanziere o corpi equiparati. Indossare semplicemente una maglietta senza gradi né stellette non è invece reato. Il ministro Salvini ha risolto il problema alla sua maniera: lui li ha indossati tutti, i giacconi, i giubbotti e le magliette che fanno tanto “sicurezza” nonché materiale di propaganda social”.

LUTTO NEL MONDO DEL CALCIO: È MORTO A SOLI 12 ANNI

Una terribile notizia ha sconvolto il mondo del calcio spagnolo ed europeo: all’età di 12 anni è morto Alex Parera, capitano della squadra “Infantil B”, ovvero la nostra Under 13, dell’EC Granollers, squadra catalana di terza divisione. Ancora sconosciute le cause che hanno provocato la morte del giovane calciatore che era stato ricoverato d’urgenza a Capodanno dopo essersi sentito male.

Il giovane era in coma indotto e da quel momento non si è più ripreso. Oggi è giunta la terribile notizia della morte. Questo è il comunicato ufficiale del club spagnolo: Alex Parerà ci ha lasciati stasera. Inviamo le più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici in un momento così difficile. Il mondo del calcio ti ricorderà per sempre, Capitano. La tua stella brillerà eternamente di luce propria. Addio per sempre, piccolo. Riposa in pace. I social network e tutto il calcio catalano in questi ultimi giorni si erano stretti intorno al giovane calciatore, alla famiglia, al suo club, i Granollers.

MOGOL GRAVEMENTE MALATO: “LA MALATTIA SI È DIFFUSA”

Mogol, lo storico paroliere italiano famosissimo per il suo leggendario sodalizio con Lucio Battisti, ha confessato in una recente intervista di essere malato. “Ho ottantadue anni e ho dovuto subire maggio un’operazione molto importante. No sentito che c’erano questi sei medici chirurghi che dicevano ‘purtroppo non possiamo fare la coronarografia perché gli stent non bastano e perché la malattia è troppo diffusa”.

Quando sono uscito ho affrontato mia moglie con il sorriso e lei era tutta contenta; poi le ho detto la verità e si è messa a piangere, però l’ho consolata: ho affrontato tutto questo con serenità”. Mogol è molto credente, ed è per questo che prega tutti i giorni e sta vivendo la malattia con serenità: “l’accettazione vale di più di una preghiera”.

RIMARRÀ UN VEGETALE: DANNI TROPPO GRAVI AL CERVELLO

È in coma da nove giorni, da quando purtroppo a Natale ha contratto la febbre suina. Questa è la terribile storia di Robert Brennan, uno studente inglese di 14 anni di Alsager, che sta lottando tra la vita e la morte nel Children’s Hospital di Liverpool; nelle ultime ore, purtroppo si è saputo che in caso di risveglio, rimarrà un vegetale. All’inizio i genitori e i medici che l’hanno visitato credevano si trattasse solo di un’influenza degenerata in una brutta infezione renale. “Dal 21 dicembre era a letto con febbre alta”, ha raccontato alla stampa locale la mamma, Mel. 

“Nessun genitore dovrebbe mai sopportare una situazione come questa – ha continuato la mamma di Robert -. Se penso che tutto è cominciato con un semplice raffreddore mi vengono i brividi”. L’adolescente era infatti andato a letto lo scorso 21 dicembre con piccoli sintomi influenzali. “Gli ho dato delle compresse per l’influenza, ma poi ha cominciato a lamentare dei forti dolori alla schiena – ha sottolineato la donna -, fin quando la mattina di Natale non mi sono accorta che stava affannando.

A quel punto abbiamo chiamato l’ambulanza. Una volta arrivati al Leighton Hospital, i medici gli hanno diagnosticato una grave polmonite e sepsi”. Trasferito al nosocomio di Liverpool, è arrivata la diagnosi definitiva: è risultato positivo alla febbre suina. “Ha delle piccole emorragie cerebrali perché l’infezione si sta diffondendo. Se riuscirà a risvegliarsi avrà comunque grossi danni permanenti al cervello”.

SCENDE DAL SEGGIOLINO DELL’AUTO E VIENE TRAVOLTO: MORTO BIMBO DI 3 ANNI

Una tragedia terribile quella avvenuta nel Cesenate: un bambino di tre anni è morto investito da un’auto in transito dopo essere sceso dal seggiolino della macchina guidata dal papà. Inutile la corsa all’ospedale Bufalini di Cesena dove il piccolo, nonostante i soccorsi, è morto poco dopo. Come riporta il quotidiano Il Resto del Carlino, il dramma è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì 4 gennaio 2019 tra la strada provinciale Cagnona e via Palmezzano, a San Mauro Pascoli. Sono ancora in corso le indagini dei carabinieri per stabilire l’esatta dinamica del tragico incidente ma stando a una prima ricostruzione, il padre del bambino, un uomo senegalese di 40 anni residente con la famiglia in centro a Savignano, era alla guida di una Audi A2 e stava percorrendo la provinciale 10 Cagnona quando, all’altezza con l’intersezione con via Palmezzano, ha accostato e si è fermato scendendo dall’auto. Sono ancora da chiarire i motivi per cui il 40enne si sia fermato, fatto sta che poco dopo il figlio, che era seduto sull’apposito seggiolino sistemato dietro e non si sa se fosse legato o meno, è sceso improvvisamente e ha attraversato la provinciale 10 Cagnona mentre stavano arrivando alcune auto.

 

La prima l’ha schivato, la seconda, invece, non è riuscita a evitare l’impatto e ha centrato il bimbo. Alla guida dell’auto, un 40enne di San Mauro Pascoli che ha sbandato ed è finito nel fossato laterale e ha riportato lievi ferite. I soccorsi sono stati immediati, ma il bambino, di 3 anni, è morto all’ospedale Bufalini di Cesena dove era stato trasportato dagli operatori sanitari, con il padre del piccolo e l’investitore sotto choc. Ai militari il padre avrebbe raccontato di essersi fermato per un’emergenza e una volta uscito dal veicolo ha perso il contatto visivo col figlioletto che era sul sedile posteriore. Le indagini dovranno stabilire se il piccolo era legato al seggiolino.

MARIA DE FILIPPI PREOCCUPATA PER IL FIGLIO: LE PAROLE DELLA CONDUTTRICE

Sicuramente Maria De Filippi è una tra le conduttrici più amate della televisione italiana e insieme al consorte Maurizio Costanzo formano una delle coppie più consolidate dello spettacolo. Una notorietà, la loro, che poteva condizionare il rapporto con Gabriele Costanzo, il ragazzo che la coppia adottò 14 anni fa. A distanza di diverso tempo la conduttrice di Uomini e Donne ha confessato quelle che sono le paure di una madre. 

“Da quando è arrivato nelle nostre vite abbiamo cercato di proteggerlo dalla nostra fama, evitando che si montasse la testa o che se ne sentisse schiacciato. Che sia biologico o adottivo, un figlio è un figlio punto”, ha dichiarato la De Filippi nel corso di una lunga intervista al magazine di gossip InFamiglia. A differenza dei suoi genitori, Gabriele Costanzo sta vivendo la sua vita lontana dalle telecamere e i riflettori. Il figlio di Maria De Filippi e Maurizio, infatti, lavora dietro le quinte del dating show Uomini e Donne. Parlando del suo ragazzo, Maria ha anche detto:

“Quando adotti un figlio non è che ti arrivi in casa una persone che è già fatta in un modo e non cambia più: la verità è che, piano piano, tra te e lui succede qualcosa. Nasce un sentimento di appartenenza reciproco. Crescendo tuo figlio prende da te e tu rivedi un sacco di cose tue in lui”.

A differenza di Maria De Filippi che ha solo Gabriele, Maurizio Costanzo ha altri due figli avuti dai suoi precedenti matrimoni. La conduttrice è molto affezionata al 26enne che qualche mese fa si è pure fidanzato ufficialmente. A rivelarlo è stato il diretto interessato attraverso uno scatto su Instagram.

ORRORE A SCUOLA: RAGAZZINO SFIGURATO CON IL COMPASSO DA UN COMPAGNO

Un ragazzino 13enne di Terni è stato aggredito da un compagno di classe che lo ha colpito sulla testa e al volto tenendo in pugno un compasso. Marco è stato soccorso immediatamente dagli insegnanti, mentre alcuni compagni correvano ad avvertire la mamma della vittima che lo stava aspettando in auto davanti alla scuola. Come riporta il Messaggero, l’adolescente, è stato curato al pronto soccorso dell’ospedale di Terni dove è giunto con il volto sanguinante.

Marco presentava  lividi in testa e buchi lasciati dalla punta del compasso oltre a una vasta ferita accanto alla bocca che ha richiesto vari punti di sutura, e che secondo i medici, non andrà mai via. “Una scena che non avrei mai immaginato di dover sopportare. E che sarà difficile dimenticare” ha detto la madre.

“Mio figlio sta vivendo questa brutta storia come un’ingiustizia” ha aggiunto la donna. Mentre era con lui al pronto soccorso avrebbe ricevuto la telefonata della madre del compagno che l’aveva aggredito, che avrebbe subito provato a difendere il proprio figlio.

“Speravo che fosse per chiedere scusa e invece mi sono sentita dire che lui si era arrabbiato perché mio figlio lo aveva preso in giro” dice ancora la madre del ragazzino aggredito. “Non l’ho mai preso in giro non vedo come posso averlo offeso visto che non ci parliamo” ha detto Marco, a cui sarebbero state chieste spiegazioni, per giustificare l’aggressione. “Come capita spesso in questi casi si è sentito lui sotto accusa.

Da vittima di un grave atto di bullismo mio figlio rischia di diventare il carnefice. Sinceramente, più che il dolore della ferita, ora Marco avverte la mancanza di giustizia” continua la madre di Marco. Nel frattempo sono scattate le indagini, mentre i genitori del 13enne sfigurato sono stati convocati dall’ufficio minori della questura per essere sentiti sull’accaduto.

VICESINDACO GETTA INDUMENTI DEI SENZATETTO NEL CASSONETTO: IL GESTO CHE FA DISCUTERE

Camminando per strada si è imbattuto in un ammasso di coperte e indumenti usati, utilizzati con ogni probabilità da qualche senzatetto per riparasi dal freddo di queste gelide notti d’inverno. Senza alcuna esitazione li ha presi e li ha buttati in un vicino cassonetto della spazzatura solo per rendere, a suo dire, la strada più pulita. È il gesto compiuto dal vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, che lo ha raccontato personalmente attraverso un post su facebook.

 “Sono passato in via Carducci, ho visto un ammasso di stracci buttati a terra… coperte, giacche, un piumino e altro; non c’era nessuno, quindi presumo fossero abbandonati: da normale cittadino che ha a cuore il decoro della sua città, li ho raccolti e li ho buttati, devo dire con soddisfazione, nel cassonetto: ora il posto è decente!” ha scritto infatti il vicesindaco triestino.

“Durerà? Vedremo! Il segnale è: tolleranza zero!! Trieste la voglio pulita!! PS: sono andato subito a lavarmi le mani! E adesso si scatenino pure i benpensanti, non me ne frega nulla!!” ha aggiunto il rappresentante della giunta locale, che però poco dopo ha fatto sparire il post. “Se c’è la persona lì, ovviamente non vado a portarle via le cose” ha spiegato poi Polidori all’agenzia Dire, rivelando di sapere a chi appartenessero quelle coperte. “È un uomo già attenzionato dai servizi sociali più volte, e più volte ha rifiutato di essere messo in una struttura protetta, dove io mi ero mosso per farlo andare”, ha raccontato il politico, noto esponente leghista e non nuovo a simili iniziative, aggiungendo:

“Nessuno va oggi a Trieste, se non volontariamente, a dormire sotto le stelle senza un pasto caldo e senza potersi lavare”. “Quindi ripeto: la possibilità di essere accolto c’è, non si può tollerare che le persone possano dormire così in strada. Non si può accettare una condizione di degrado così a Trieste, né in un caso, né in dieci o cento, se non vogliamo avere un accampamento a cielo aperto nella nostra città. Questo è una condizione che io combatto, sempre nei limiti della solidarietà, dell’umanità e del soccorso” ha concluso.

SHOCK IN ITALIA: 14ENNE UCCIDE IL PADRE CON UN COLTELLO

Erano in casa e probabilmente stavano giocando. All’improvviso uno scatto d’ira e un ragazzo di 14 anni uccide il padre, accoltellandolo. Il dramma è accaduto giovedì sera intorno alle 22: la vittima è Andrea Rocchi, un uomo di 55 anni, italiano e residente in provincia di Ravenna, a Cervia. Il 55enne è stato portato immediatamente all’ospedale Bufalini di Cesena, ma le sue condizioni sono apparse fin da subito critiche e non è stato possibile fare nulla: l’uomo è deceduto venerdì mattina.

Il figlio è stato fermato dai carabinieri e ora la sua posizione è al vaglio degli inquirenti, probabilmente verrà trasferito in una struttura per minori. Viene mantenuto comunque il massimo riserbo, mentre emerge che il ragazzino soffriva di un forte disagio personale ed era da tempo seguito per problemi di autismo. Verrà aperto un fascicolo per omicidio aggravato e si approfondirà il contesto familiare in cui è avvenuto il delitto, per capire cosa sia realmente accaduto. 

Sul luogo è intervenuto il pm di turno della procura per i minorenni di Bologna, che ha competenza regionale e si sta occupando di coordinare gli accertamenti del caso. Secondo le prime informazioni trapelate, i soccorsi sono stati allertati dai familiari. Sembrerebbe che il padre del ragazzo sia intervenuto per sedare un litigio tra il 14enne e il suo fratello gemello mentre giocavano. Ma, alla fine della lite, sarebbe stata sferrata la coltellata. L’uomo è stato ucciso con un solo colpo letale, l’arma utilizzata è un coltello da cucina che è stato ora sequestrato.

SAVIANO INSULTA SALVINI: “SEI UN PAGLIACCIO, APRI I PORTI”

Nuovo durissimo attacco di Saviano a Matteo Salvini: “Mi rivolgo al Ministro Salvini. Smetti di fare il pagliaccio sulla pelle delle persone. Apri i porti. Basta con questa becera propaganda, basta fare campagna elettorale sulla pelle degli ultimi! #seawatch #seaeye”. ha scritto su Twitter.  Nel video Saviano ha aggiunto: “Il sindaco di Napoli, di Palermo e altri sindaci, in queste ore, hanno proclamato i loro porti aperti per accogliere queste persone”.

Saviano si è rivolto poi direttamente al ministro: “Ricordati che sei un ministro della repubblica. Smettila. Queste 49 persone vanno accolte. L’Italia ha già dato molto e l’Europa si sta comportando male… È vero. L’Europa ha un comportamento drammatico, ignobile, ma questo no autorizza a fare propaganda su 49 innocenti. Basta misurare propaganda dell’uomo duro che non fa entrare immigrati, quando sai benissimo che non è cosi.

Al ministro Salvini dico: basta pagliacciate, basta propaganda per le Europee. Comportati da uomo, fai sbarcare queste persone o delega, come in altri sbarchi, dove è stato tutto taciuto fai entrare queste persone. Basta, sii serio e istituzionale”. 

 

TRAGEDIA AL CENTRO COMMERCIALE: SI È SUICIDATO GETTANDOSI NEL VUOTO

Tragedia in Thailandia, dove Federico Maistrello, un italiano di 44 anni è morto cadendo dal sesto piano di uno dei centri commerciali più famosi di Bangkok, il Terminal 21. L’uomo, di origine romana, si trovava nel paese asiatico probabilmente in occasione del Capodanno. Come riportato dalla stampa locale, era sulle scale mobili quando è improvvisamente precipitato al suolo, tra l’incredulità di turisti e curiosi che affollavano l’edificio per fare shopping. Dalle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza e analizzate dalle forze dell’ordine risulta che il suo sia stato un gesto volontario. Aveva con sé il passaporto e un biglietto aereo, oltre a una minima quantità di Lorazepam, una sostanza utilizzata per trattare l’ansia.

Il quotidiano Thai Rath ha sottolineato come la polizia thailandese abbia subito preso contatto con l’ambasciata italiana, che ha a sua volta informato i familiari dell’uomo per fornire loro ogni possibile assistenza. Intanto, il decesso dell’uomo è stato confermato anche attraverso una nota della Farnesina.

È in corso un’indagine per cercare di capire l’esatta dinamica di quanto avvenuto. I fatti si sono verificati nella giornata di ieri, giovedì 3 gennaio, al Terminal 21, un centro commerciale che si trova su una delle strade principali di Bangkok, Sukumvit, con la particolarità che ogni piano riproduce una differente città del mondo. 

MAMMA FA PROSTITUIRE LA FIGLIA 12ENNE PER GIOCARE A BINGO: CHOC IN ITALIA

Costringeva la figlia di soli 12 anni a prostituirsi per ottenere i soldi necessari per giocare a Bingo. Una donna di 52 anni di Pescara è finita in manette con l’accusa di prostituzione minorile e condannata a 9 anni e tre mesi di reclusione, oltre alla perdita perpetua della patria potestà e al pagamento di una pena pecuniaria di 25mila euro.

L’arresto è stato eseguito dagli agenti della squadra mobile del capoluogo abruzzese, così come stabilito dalla sentenza emessa dal tribunale di Pescara il 4 maggio del 2016, confermata dalla Corte d’Appello dell’Aquila e resa definitiva dalla Corte di Cassazione lo scorso 5 dicembre. I fatti risalgono, infatti, al 2011: all’epoca la mamma aveva costretto la figlia 12enne ad avere rapporti sessuali con uomini, anche anziani, in cambio di denaro.

Tra i clienti, ci sarebbe anche un vicino di 92 anni e un ragazzo di 18 con problemi comportamentali e ritardo cognitivo. La donna avrebbe utilizzato i soldi ottenuti per giocare a Bingo oltre che per la sopravvivenza quotidiana. Una storia di degrado sociale che si è finalmente conclusa per la giovane vittima. La donna è stata trasferita nel carcere Madonna del Freddo di Rieti, dove sconterà la sua condanna per i prossimi 9 anni. Non è la prima volta che si verificano episodi del genere. Solo qualche mese fa una donna di Siracusa è stata arrestata per aver fatto prostituire i figli di 3, 4 e 7 anni, due anni fa una 31enne di Battipaglia è stata arrestata per aver costretto la figlia di 12 anni ad avere rapporti sessuali con dei clienti per soli 5 euro.

NUOVO TERREMOTO IN SICILIA: NOTTE DI TERRORE PER LA POPOLAZIONE

Nuova notte di terrore in Sicilia dove è stato registrato un nuovo sciame sismico e la scossa più più forte è avvenuta alle 5,10 a sette chilometri da Ragaina. Un terremoto di magnitudo 3.5 è stato registrato dall’Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia nel Catanese ed è stato chiaramente avvertito dalla popolazione. Nella notte sono state diverse le scosse registrate sempre nella stessa zona: sette nelle scorse sette ore, con una magnitudo tra 2.3 e 3.0.

MATTEO RENZI: “TORNO AL GOVERNO, NON MOLLO DI UN CENTIMETRO…”

“Alla fine al governo ci posso anche tornare”: è questo l’augurio che l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si rivolge in un’intervista rilasciata a Oggi. “Non mollo di un centimetro”, assicura il senatore del Pd. “Non lascio il futuro a quelli che contestano i vaccini e fanno i condoni, a quelli che dicono che la cultura non è importante, a quelli che fanno i sottosegretari alla Cultura e si vantano di non aver letto un libro. Sono orgoglioso di aver fatto il premier per più di mille giorni…

Penso di aver sbagliato a sottovalutare la vergognosa mole di fake news, fango e bugie che ci hanno buttato addosso. Era qualcosa da combattere in modo professionale. Detto questo sono molto soddisfatto e molto tranquillo. Gli italiani hanno scelto di andare con questi e io spero che vadano bene. Perché sono italiano e spero che i risultati li portino a casa. Lo spero per l’Italia. Io penso che loro siano dei cialtroni”.

Renzi torna poi sul tema della sconfitta al referendum costituzionale del 2016: “Lì ho fatto la scelta di rimanere non più al governo ma di restare in campo. Però la sensazione che ho provato andando a letto quella sera era per l’occasione persa dall’Italia. In fondo, alla fine al governo ci posso anche tornare… Io sono molto fiero, felice e contento delle cose che ho fatto, anche degli errori e dei limiti”.

ALTRO TERRIBILE INCIDENTE SULLE PISTE DA SCI: GRAVISSIMA UNA BAMBINA 9 ANNI

Ancora un terribile incidente sulle piste da sci. Una bambina di nove anni, residente vicino a Udine, è rimasta gravemente ferita insieme ad una ragazza diciannovenne, le cui condizioni sono meno gravi. Le due si sono scontrate mentre sciavano nel corso di un allenamento sulla pista nera di Sappada, in Friuli Venezia Giulia. La bambina, che è stata trasportata in elicottero all’ospedale di Udine in codice rosso, ha riportato un forte trauma toracico e fratture in diverse parti del corpo. L’altra ragazza, di Arta Terme (Udine), ha riportato una frattura a una gamba ed è stata ricoverata all’ospedale di Pieve di Cadore (Belluno).

Secondo quanto accertato dal personale del soccorso piste della Polizia del Commissariato di Tolmezzo, l’incidente si è verificato intorno alle 9.30 di giovedì mattina 3 gennaio sulla pista nera all’altezza dello stadio di slalom del centro montano. Le traiettorie della bambina e della diciannovenne si sarebbero incrociate durante un allenamento non agonistico organizzato dai rispettivi sci club.

AUMENTO PEDAGGI AUTOSTRADE: LA BRUTTA NOTIZIA PER GLI ITALIANI

Chi vorrà viaggiare verso la Valle d’Aosta, Savona o Bardonacchia, dovrà pagare una tariffa più alta al casello autostradale già dal primo gennaio 2019. Aumenti anche per chi percorre la tangenziale di Napoli e per chi prende la Pedemontana Lombarda, l’Autocisa e la Venezia-Padova. Sono 11 le tratte in tutta Italia in cui sono diventati effettivi i rincari. C’è anche da dire però che sul 90 per cento della rete autostradale gli aumenti sono stati evitati, come ha sottolineato lo scorso 31 dicembre il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli.

Ecco, di seguito, la percentuale di aumento per ciascuna delle singole tratte coinvolte: 

– Autostrada A21 Piacenza-Brescia (Autovia padana): +0,10%;

– Tronco Autocisa La Spezia-Parma e Parma-La Spezia (Salt): +1,86%;

– Tronco A10 Savona-Ventimiglia (Autostrada dei Fiori): +0,71%;

– Tangenziale di Napoli (solo per mezzi pesanti): +1,82%;

– Raccordo autostradale Valle d’Aosta (RAV): +6,32%;

– Barriera di Avigliana e Salbertrand (Sitaf): +6,71%;

– Tronco A6 Torino-Savona (Autostrada dei Fiori): +2,22%;

– A4 Venezia-Padova, passante di Mestre e A57 

 – Tangenziale di Mestre (CAV): +2,06%;

– Pedemontana Lombarda: +1,20%;

– Tangenziale Esterna di Milano A58 (TEEM): +2,20%;

TERREMOTO A TORINO: GENTE SPAVENTATA IN STRADA

L’area metropolitana di Torino, è stata colpita da un terremoto di breve durata, ma non abbastanza intenso per essere avvertito da tutti i cittadini.  La terra ha tremato nell’area delle Valli di Lanzo. Il sisma, che è stato rilevato dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle ore 11:03, ha avuto intensità di magnitudo 2.2 ed è stato rilevato a 3 chilometri a nord-ovest di Chialamberto e a una profondità di quasi 17 chilometri. Fortunatamente, almeno per il momento, non si registrano danni a cose o persone.

BAMBINO DI 11 ANNI SI IMPICCA IN CASA: TRAGEDIA IN ITALIA

I genitori gli avevano concesso di rimanere qualche ora in salotto a giocare ai videogiochi facendosi promettere di non fare troppo tardi e quando hanno mandato il figlio maggiore a chiamarlo per andare a letto mai avrebbero pensato di trovarlo impiccato con una sciarpa a un mobile della stanza. È la drammatica sequenza che vede coinvolto un bambino di soli 11 anni dell’ovest Vicentino, ora ricoverato in ospedale a Vicenda in gravissime condizioni.

Come racconta il Corriere del Veneto, l’episodio è accaduto intorno alle 23 del primo dell’anno, quando il fratello più grande di tre anni che doveva portarlo al piano di sopra per dormire, ha richiamato l’attenzione dei genitori con urla strazianti. L’undicenne era appeso a un mobile in stato di incoscienza e non respirava.

I familiari dopo averlo liberato da quella sciarpa che lo aveva quasi ucciso hanno chiamato i soccorsi del 118 che fortunatamente sono giunti sul posto in breve tempo riuscendo a rianimarlo. Per il piccolo è stata però necessaria l’intubazione prima del trasporto d’urgenza all’ospedale del capoluogo. Le sue condizioni sono giudicate gravi dai medici del San Bortolo di Vicenza che lo hanno ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Ora bisogna attendere per capire se quei momenti senza ossigeno abbiano provocato lesioni agli organi.

Si cercherà anche di capire i motivi che abbiano indotto il ragazzino all’insano gesto. Per i genitori non ci può essere una volontarietà ma solo una concatenazione di circostanze sfortunate perché il figlio non aveva mai dato segnali, era in vacanza da scuola e non c’era stato nessun litigio. Per loro potrebbe essersi trattato di un gioco finito male. Ogni ipotesi è ora al vaglio dei carabinieri che indagano sul caso.

LUTTO NELLA MUSICA: È MORTA LA FAMOSA CANTANTE

Pegi Young, musicista, fondatrice della Bridge School – una scuola per ragazzi affetti da disturbi mentali – ed ex moglie di Neil Young è morta lo scorso 1 gennaio a causa di un cancro, come si apprende attraverso una nota ufficiale pubblicata sui suoi social: “Con enorme dispiacere confermiamo che l’1 gennaio, dopo una battaglia di oltre un anno con un cancro, Pegi Young – madre, nonna, sorella, zia, musicista, attivista e cofondatrice della Bridge School – è morta circondata dai suoi amici e dalla famiglia nella sua California. Chiediamo il rispetto della privacy della sua famiglia” si legge nel comunicato stampa.

“Lei lavorava in un ristorante, mai vista una donna più bella, ordinavo solo per vederla volteggiare nella sala. Era cresciuta in una piccola città, non aveva mai messo radici, il papà si spostava sempre e così anche lei” cantava proprio Neil Young in Unknown Legend, canzone che apriva il suo “Harvest Moon”, album del 1992 in cui anche la title track era dedicata a lei (“Let’s go out and feel the night, because I’m still in love with you, I want to see you dance again”). Pegi, infatti, lavorava in una tavola calda quando incontrò il cantante da cui ebbe due figli Amber e Ben, quest’ultimo nato con una paresi cerebrale, ma nel 1994 cominciò anche la sua attività in tour col marito: “Quando cominciai a girare in tour con loro, ero trattata come qualsiasi altro membro della band” disse in un’intervista a Songfacts.

Nel 2007, registrò il suo primo album solista e in seguito ne pubblicò altri quattro dando seguito al suo amore per la musica: “Ho sempre scritto, cantato e suonato un po’ quando ero giovane, prima di incontrare Neil” disse, ma Pegi era anche la fondatrice della Bridge School, nata per aiutare i bambini disabili nel condurre al meglio la loro vita all’interno delle loro comunità. Una scelta, quella di dar vita alla scuola, nata in seguito alle difficoltà incontrate per far studiare il figlio, iniziativa affiancata da una serie di concerti di beneficenza a cui parteciparono artisti come Bruce Springsteen, Tom Petty, Elton John, Pearl Jam, Metallica, R.E.M., Jams Taylor, Willie Nelson.

Nel 2014 Pegi e Neil Young si separarono e il cantante si è poi sposato con l’attrice Daryl Hannah e nonostante le difficoltà che si affrontano in un matrimonio, spiegò Pegi a Rolling Stone “non avrei mai pensato, neanche in un milione di anni che avremmo divorziato. Quindi, sì, sono rimasta un po’ scioccata da questa cosa”.

CAMILLA MORTA A SOLI 9 ANNI MENTRE SCIAVA: APERTA UN’INCHIESTA

Camilla Compagnucci di soli 9 anni è morta ieri pomeriggio, all’ospedale Santa margherita di Torino. La bambina si trovava con il papà Francesco sulle piste di sci dell’alta Valle di Susa per una vacanza “premio”, quando durante una discesa ha perso il controllo degli sci andando ad impattare violentemente contro una barriera: soccorsa da un elicottero è stata più volte rianimata fino a quando il suo cuore ha smesso di battere. Era brava a scuola e amava andare sulla neve, così i genitori avevano deciso di accontentarla con una vacanza assieme al padre.

 

C’è sconcerto tra genitori e insegnati della scuola elementare Crispi di Monteverde, dove Camilla frequentava il quarto anno: ora dovranno spiegare ai compagni di classe cosa è successo alla loro amichetta. Affranto dal dolore, dopo aver appreso della morte della figlia, il papà è stato ricoverato per un malore. Ora si indaga per capire cosa sia accaduto e se nell’incidente in cui ha perso la vita la piccola Camilla vi siano responsabilità. La pista “Imbuto”, proprietà della Sestrieres Spa, non è una pista facile e già due anni fa un ragazzo aveva perso la vita schiantandosi anche lui contro le barriere frangivento a duecento metri da dove è morta Camilla. Il caso ora è nelle mani del pm Valerio Longi, che dovrà valutare l’opportunità di aprire un fascicolo per procedere con ulteriori accertamenti. Tutto il materiale utilizzato da Camilla per sciare è stato in tanto messo sotto sequestro.

 

CHOC IN CONVENTO: SUORE ABUSATE DAI PRETI. LE SCONVOLGENTI TESTIMONIANZE

Un vero e proprio scandalo sta investendo la Chiesa cattolica in India in seguito alla pubblicazione da parte dell’Associated Press di una inchiesta esclusiva sulle violenze subite dalle suore da parte di alcuni sacerdoti e persino di un vescovo. Le vicende emerse sono relative ad oltre dieci anni di abusi e aggressioni consumatisi nei salotti e nelle stanze dei vari conventi sparsi per il Paese asiatico. “Era ubriaco, non sapevo come dirgli di no”, così comincia il racconto di una delle vittime, che ora denunciano il fatto che nessuno ai piani alti della gerarchia ecclesiastica – nonostante si sapesse cosa stava accadendo – ha fatto qualcosa per arrestare.

Le suore hanno descritto nei dettagli tutte le violenze subite. Una di loro, una 44enne, ha presentato la scorsa estate una denuncia ufficiale alla polizia nei confronti del vescovo di Kerala che supervisiona il suo ordine, accusandolo di averla violentata ben 13 volte in due anni, dopo che i funzionari della Chiesa, ai quali pure si era rivolta, non le avevano dato alcuna risposta. Subito dopo il fatto, un gruppo di sorelle ha dato il via ad una protesta di due settimane per chiedere l’arresto dell’alto prelato. Un’azione, questa, senza precedenti, che ha fatto molto discutere la comunità cattolica indiana, che le ha punite, credendo all’innocenza del sacerdote. “Alcune persone ci accusano di operare contro la Chiesa – hanno rivelato all’AP -, ci accusano di adorare Satana. Ma noi sappiamo di dover difendere la verità”.

MAMMA DI 55 ANNI SI IMPICCA IN CASA: LASCIA TRE FIGLI

Dramma in provincia di Avellino dove una donna di 55 anni è stata trovata morta impiccata all’interno della sua casa a San Biagio di Serino. Un periodo nero per l’Irpinia poichè trattasi del terzo suicidio in una sola settimana. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 che hanno tentato di rianimarla, ma per la donna non c’era più nulla da fare. Gli operatori del 118 non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Lascia il marito e un figlio. I residenti del comune sono sotto shock per l’accaduto.

SI È SUICIDATO A SOLI 14 ANNI: È MORTO SUL COLPO

Erano da poco passate le 16.30 quando un dramma si è compiuto a Torino dove un 14enne si è suicidato gettandosi dalla balconata di corso Cairoli, nel centro della città sotto gli occhi di numerosi passanti, nel primo giorno del nuovo anno. Il ragazzo, italiano, si è buttato dal ponte Vittorio Emanuele Primo. Ha battuto la testa sul marciapiede sottostante dei Murazzi ed è morto sul colpo. Del tutto inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118.

Dalle prime informazioni emerse si apprende che il giovane avrebbe inviato un messaggio d’addio ai familiari il cui contenuto non è stato rivelato ed ora la polizia sta indagando sull’episodio. Al momento non sono note le ragioni che lo hanno spinto a compiere il terribile gesto. A dare l’allarme sono stati alcuni passanti, che transitavano in quel momento nella strada che collega piazza Vittorio Veneto alla Gran Madre: hanno assistito in diretta al suicidio e hanno immediatamente telefonato al 112.

Sul posto sono immediatamente intervenuti le volanti della polizia e i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Il ragazzino era residente a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, ed era a Torino probabilmente in visita a familiari e amici.

SCONTRINO CHOC A CAPODANNO: ECCO COSA È SUCCESSO

È il primo giorno del 2019, un giorno che inizia con un interrogativo per un utente che ha segnalato a Fanpage.it una vicenda, avvenuta in un noto bar della provincia Vesuviana, a Portici per intenderci. L’utente scrive: “Avevamo deciso di fare colazione dopo il Cenone e abbiamo avuto la sorpresa finale”. Una sorpresa che si evidenzia sullo scontrino allegato: per ogni prodotto ordinato un supplemento di 50 centesimi. “In questa notte la gestione costa di più ci ha risposto la signora del bar – spiega il cliente. -. Ma come ragiona la cassiera, se compro un’auto prodotta durante un turno di notte devo pagare il prezzo maggiorato?”.

La questione non è irrilevante e spesso i bar applicano sovrapprezzi in orari mattutini proprio per ‘pagare’ lo straordinario ai dipendenti. Era già stata segnalata la stessa cosa a Fanpage.it la notte di Natale 2018. La domanda s’impone: è giusto che a pagare sia il cliente?

“RIEMPIVA TAZZA DI SANGUE”: PER I MEDICI NON AVEVA NULLA

Diceva di “riempire tazze di sangue” ogni volta che andava in bagno. La 37enne Gemma Greenwood, è deceduta il 20 dicembre poco prima di Natale, due giorni dopo essere convolata a nozze in ospedale, consapevole di quel cancro intestinale che la stava uccidendo. Eppure, per 10 mesi i medici non le avevano detto nulla. La sua famiglia per assicurarle un trattamento di emergenza in Germania, aveva cercato di raccogliere £ 2.000, ma ormai era troppo tardi.

Appena otto giorni prima della sua morte, i medici hanno detto a Gemma che il cancro era troppo aggressivo perché le cure potessero funzionare senza chemioterapia. “Peggiorava ogni giorno. 24 ore prima di morire, ha detto ‘Non credo che sarò qui domani’” ha detto sua sorella Becky, 34 anni. Gemma ha sposato il suo compagno Ben Greenwood al Pendleside Hospice di Burnley, nel Lancashire, due giorni prima di morire.

Gemma, era andata dal medico per la prima volta nella primavera del 2015. La 37enne aveva visitato diversi medici generici e centri ambulatori per un lungo periodo di dieci mesi prima della infausta diagnosi, ma nessuno le aveva fornito la corretta diagnosi. Solo nell’aprile 2016, dopo ripetute visite presso i centri NHS Greater Manchester e NHS England North, Gemma è stata indirizzata a un consulente. Parlando all’inizio di questo mese, Becky ha descritto cosa stava passando sua sorella. Ha detto: “Stava andando dal medico di famiglia per il dolore, mi diceva che riempiva tazze di sangue. Continuavano a dirle che non aveva nulla di sbagliato. Ma se il cancro fosse stato scoperto per tempo, forse si sarebbe potuta operato prima”. Becky ha detto che nonostante sua sorella sembrava conoscere il suo destino, è stata una “sorpresa” quando è morta. “Niente può prepararti per un evento del genere, è stato un tale shock” ha detto la 34enne. “Ma siamo così orgogliosi di come ha combattuto con coraggio la sua malattia, fino alla fine, ora è in pace” ha concluso Becky.