DI MAIO: PROPORREMO IL TAGLIO DELLO STIPENDIO AI PARLAMENTARI

Il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, annuncia che a breve si procederà con il taglio dello stipendio dei parlamentari. E lo si farà con una norma da approvare nell’ufficio di presidenza della Camera, secondo quanto annunciato dal capo politico del M5s. “Si passa al taglio degli stipendi a tutti, con una revisione di doppi stipendi e diarie troppo alte” afferma.

Di Maio prende il discorso partendo dalla polemica sulle mancate restituzioni dei parlamentari del M5s degli ultimi mesi:

“Sono sei anni che si dice che il M5s sta per morire e che non manteniamo le promesse, ogni volta che fanno così mi danno l’occasione per dire che le promesse le manteniamo. La restituzione degli stipendi: a luglio le abbiamo già fatte. Fino a luglio abbiamo fatto la restituzione di parte degli stipendi, da luglio a novembre ci sono 4 mesi nei quali abbiamo accumulato altri soldi che restituiremo, perché noi ci tagliamo gli stipendi, rinunciamo ai vitalizi. Posso annunciare con più forza che a novembre ci sarà il secondo restitution day della 18esima legislatura, che non sarà un restitution day qualunque. Non solo restituiremo gli stipendi ma a breve proporremo nell’ufficio di presidenza della Camera il taglio di tutti gli stipendi”.

Il metodo di restituzione di parte degli stipendi dai parlamentari M5s cambierà, secondo quanto precisa Di Maio: “Vogliamo concentrare i soldi su progetti locali, potremmo dirigere direttamente i soldi verso progetti territoriali votati da voi”. Il vicepresidente del Consiglio ricorda anche che nel 2019 si voterà la legge proposta da Riccardo Fraccaro per la riduzione del numero dei parlamentari e annuncia ancora: “Come governo del cambiamento taglieremo anche un po’ di scorte, ne sentiremo parlare”. “Già il presidente del Consiglio – sottolinea – ha dato il buon esempio, riducendosi stipendio e livello di scorta. Secondo me ci sono ex presidenti con scorte più alte dell’attuale presidente”.  Di Maio assicura anche su reddito di cittadinanza e quota 100:

“Ci sono nella legge di bilancio, chi dice che non ci sono sta dicendo bugie. In manovra ci sono i soldi, c’è la ciccia, ma le norme regolamentari non possono stare lì”. Per questo motivo, “magari a Natale o subito dopo si farà un decreto con le norme per reddito e pensioni di cittadinanza e riforma della Fornero. Lo faremo con un decreto, non un ddl perché ci vorrebbe troppo e c’è emergenza povertà”. Di Maio, inoltre, assicura che il M5s ha tre priorità che saranno inserite nella manovra: “Pensioni d’oro, più risorse per scuola, università e ricerca, e tagli ai fondi dei giornali”. Al momento queste misure non ci sono ma si rimedierà in Parlamento: “Stiamo ancora facendo i conti, come per le pensioni d’oro, non sono ancora soddisfatto perché voglio recuperare ancora di più”.

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